Nadia Meggiolaro, la medium, l’ombra della setta e il killer delle prostitute che 40 anni fa uccise Laura Lusenti e Luisa Linguanotto Il delitto irrisolto

TREVISO Due prostitute uccise in modo barbaro, col cranio fracassato da sette colpi sferrati forse con un punteruolo. Trovate morte per strada, a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. Un doppio omicidio efferato, praticamente mai visto a Treviso. Che da quarant’anni resta irrisolto. E che resterà tale forse per sempre. Era il 21 giugno del 1986 quando in via Federici, alle due di mattina, venne scoperto il cadavere di Laura Lusenti, lucciola di 64 anni, ferocemente picchiata a poi uccisa. A settembre, lungo la Treviso-Mare, toccò invece a Luisa Linguanotto, 29 anni, subire la stessa sorte.
Anche lei venne uccisa con sette colpi sferrati alla testa forse con lo stesso oggetto e dopo essere stata massacrata di botte. Le autopsie confermarono che a colpire era stata la stessa mano. Uno dei cold case più inquietanti mai accaduti nella Marca e che oggi torna alla ribalta dopo la recente scomparsa, per morte naturale, di Nadia Meggiolaro, 88 anni, fantomatica “medium” di Paese che asseriva di parlare con i defunti. Per chi investigò in quegli anni lei poteva essere la chiave di tutto, ma non è emersa mai nessuna prova nè è mai stata indagata.
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