Mauro Filippi: «Il primato dell’Ulss 4? Merito della prevenzione e dell’assistenza»
Un netto passo in avanti dal quarto posto di due anni fa: «Gli investimenti portano i professionisti a lavorare da noi»
domenica 7 dicembre 2025di Fabrizio Cibin

SAN DONA’ DI PIAVE (VENEZIA) – Ulss4 prima tra le Aziende sanitarie territoriali, seconda nella valutazione generale. I “voti” dati ai direttori generali, che rappresentano la sintesi della valutazione complessiva dell’attività delle Ulss stesse, ha portato ai vertici l’Azienda del Veneto Orientale, una delle più complesse, dovendo gestire un territorio che d’estate diventa meta per migliaia di turisti.
«Considerato che lo Iov fa graduatoria a sé evidenzia con orgoglio, il direttore generale dell’Ulss4, Mauro Filippi possiamo dire che la nostra Azienda è al primo posto come Ulss territoriali. E’ un ottimo risultato, specie se si considera che arriva dopo un anno molto impegnativo, sotto tutti i punti di vista; ora la sfida sarà mantenere questi livelli. Un orgoglio come Ulss4, all’interno di una regione che sta dimostrando di lavorare molto bene sulla sanità».
LA CRESCITA
Da ricordare che l’Ulss4 nel 2023 era al quarto posto. «Dove siamo cresciti di più? Molto, tanto da posizionarci ai primi posti anche a livello nazionale, è nell’area della prevenzione e dell’assistenza territoriale (vedi per la cura dei pazienti fragili, anziani, salute mentale); un settore che ci contraddistingue ormai da tempo. Poi, siamo cresciuti, come ospedali, nell’area chirurgica e nella capacità di gestire pazienti legati alle reti “termo-dipendenti (ictus, infarto, politraumi, pazienti oncologici), quindi nella capacità di gestione economica e nel rapporto tra pazienti e risultati ottenuti».
Filippi guarda, quindi, ai settori in cui migliorare. «Sicuramente nella gestione dei percorsi più complessi; poi, una piccola parte nei tempi d’attesa (anche ora siamo già migliorati molto). Le liste d’attesa? Ora siamo nell’ordine delle 3-4mila persone in attesa, ovvero fuori dai tempi previsti, rispetto ai 20mila del dopo Covid-19».
GLI ORGANICI
Poi, la questione del personale. «Abbiamo una maggiore carenza sul fronte infermieristico – dice Filippi – riflettendo una problematica che è comune praticamente in tutta Italia. A dire il vero, temevamo una minore affluenza al corso di laurea infermieristica, invece abbiamo avuto delle ottime adesioni. Per quanto riguarda i professionisti, le maggiori difficoltà le abbiamo su alcune figure, vedi per i medici del Pronto Soccorso, radiologia ed anestesia; su altre, invece, abbiamo delle buone risposte, anche grazie a delle misure messe in atto, come le foresterie. Il fatto, poi, di avere iniziato con gli importanti investimenti, sta portando ad una diversa considerazione, spingendo molti professionisti a sceglierci».
Il direttore generale evidenzia, infine, l’ottimo rapporto con il territorio. «Che è molto attivo e che ci dà una mano, anche con tante piccole iniziative, che ci consentono di intervenire con alcuni investimenti e migliorie”.
INVESTIMENTI
A proposito di investimenti, cui faceva riferimento Filippi, da ricordare che i tre ospedali territoriali (San Donà, Jesolo e Portogruaro) beneficeranno di interventi per 115 milioni di euro. Il nosocomio “Città del Piave” di San Donà verrà riqualificato tra ristrutturazioni e ampliamenti. Il “San Tommaso dei Battuti” di Portogruaro verrà ammodernato con una serie di articolati interventi che prevedono la generale ricomposizione volumetrica. L’ospedale di Jesolo sarà oggetto del più grande recupero strutturale dalla sua nascita. Il progetto prevede un investimento di 10 milioni di euro. Oltre 16 milioni di euro sono stati, poi, destinati alla realizzazione delle Case di Comunità, il nuovo modello di presa in carico sanitaria e sociosanitaria di prossimità; alcuni interventi sono già iniziati e in fase di completamento.
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