Cena con un menù da 700 euro allo ‘Chat qui rit’ e finge di non poter pagare. Il ristoratore: «Uno scroccone seriale». La tecnica del turista 47enne
Lo spagnolo ha usato una carta bloccata e ha esibito finti scontrini in negozi di lusso per dare l’impressione di essere un cliente facoltoso. Denunciato a piede libero
domenica 7 dicembre 2025di Giacomo Costa

VENEZIA – Due antipasti, un primo e un secondo, tutto generosamente annaffiato con una bottiglia di Amarone della Valpolicella e una delle più costose tra quelle presenti nella carta dei vini, d’altronde quando si sa già che non si salderà il conto, perché contenersi? In totale lo scontrino toccava settecento euro, ma nelle casse del ristorante non è entrato un centesimo. «In un negozio non si esce con la merce senza averla pagata, e un ladro che la ruba, quando viene preso, è costretto a restituire la refurtiva. A me, invece, nessuno ridarà indietro né il vino, né i piatti preparati in cucina e poi consumati».
Il titolare del “Chat qui rit“ racconta la sua disavventura con un tono di voce che tradisce sconforto e rabbia in egual misura: pochi giorni fa, nel suo locale gourmet ai margini di piazza San Marco, a Venezia, ha avuto a che fare con uno scroccone di professione, un 47enne spagnolo («O, perlomeno, il suo passaporto era spagnolo, ma con un personaggio del genere vai a sapere: poteva essere falso pure il documento!») che, dopo essersi concesso una cena di altissimo livello, al momento di pagare ha presentato una carta di credito non funzionante.
«Sono cose che capitano, anche relativamente spesso, niente di strano – concede il ristoratore – Solitamente però l’avventore che si trova in questa situazione appare imbarazzato, se non proprio mortificato, la buona fede è evidente e, infatti, una soluzione si trova subito. In questo caso, invece, tutto il contrario, e questo è stato il primo elemento che ci ha fatto capire che qualcosa non andava: lo straniero era sereno, ha risposto come se niente fosse “passo domani a pagare, tanto sono ricco”. E ha tirato fuori una serie di scontrini».
FATTURE E SCHEDE TELEFONICHE
L’uomo ha esibito un poker di carte di credito (disattivate), tessere telefoniche (vuote), documenti (dubbi) e fatture di acquisto da migliaia di euro che rimandavano a diversi negozi di lusso del centro storico lagunare – ma che, alla prova dei fatti, si sono poi rivelati semplici preventivi d’acquisto, mai finalizzati. Tutto per dare l’impressione di essere un uomo estremamente facoltoso, insomma qualcuno che non avrebbe alcun motivo di fare storie per un conto da settecento euro. «Avrebbe potuto tirare fuori qualsiasi cosa – taglia corto il titolare del “Chat qui rit” – A un cliente abituale posso fare credito senza problemi, sapendo che il giorno dopo sarà già qui per saldare, ma a qualcuno che non ho mai visto in vita mia non se ne parla proprio». Il dialogo è virato verso la più ovvia delle soluzioni, la chiamata alle forze dell’ordine: «Ma anche quando gli ho detto che avrei fatto intervenire i carabinieri, lui non si è scomposto, non ha neppure cambiato espressione. E davanti alle divise ha continuato con la stessa sceneggiata: “Ditemi dove c’è da firmare, che poi ripasso domani”, ripeteva».
NOTO ALLE BANCHE DATI
I militari non ci hanno impiegato molto a verificare l’identità del 47enne, riconoscendolo come un truffatore evidentemente già noto alle banche dati europee, sempre per episodi simili. Per lui è quindi scattata una denuncia a piede libero per insolvenza fraudolenta. «Il titolare del ristorante ha fatto bene a chiamarci subito, evitando così che la situazione degenerasse – conferma il comandante provinciale dei carabinieri di Venezia, Marco Aquilio – Il caso è senza dubbio particolare: i litigi al momento del conto, più o meno calcolati, non sono certo una novità, ma in questo caso era evidente un diverso livello di premeditazione, avevamo a che fare con un professionista». Per il gestore del “Chat qui rit”, però, la consolazione è poca: «I militari sono stati veloci e precisi, niente da dire. Ma resta l’amarezza di aver visto l’imbroglione andarsene a piede libero: cosa gli impedisce di tirare lo stesso scherzo a un mio collega, tra due giorni? Io l’ho querelato, ovviamente, ma da uno così non mi aspetto di vedere un soldo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source URL: http://ilgazzettino.it/nordest/venezia/cena_scrocco_menu_700_euro_chat_qui_rit_turista_chi_e-9230937.html












