Città giardino, sagrato e aree verdi nel degrado: il cuore di Marghera fra cantieri e abbandono
Mentre si lavora per il futuro distretto sanitario e la biblioteca, il sagrato di Sant’Antonio e l’area verde sono lasciati nel degrado
lunedì 8 dicembre 2025di Fulvio Fenzo

MARGHERA (VENEZIA) – Da una parte corrono i cantieri – quelli dell’ampliamento della biblioteca, del nuovo tratto di piazza fino a piazzale Concordia e del futuro distretto sanitario -, ma dall’altra quello che c’è cade a pezzi o è abbandonato. Succede nel cuore di Marghera, dove il sagrato della chiesa si sta “disgregando” e l’area verde di piazza Sant’Antonio appare abbandonata a se stessa. Un colpo al cuore per i residenti della “Città giardino“ che ieri mattina, andando a messa, guardavano le condizioni della zona cercando di non inciampare sui gradini rotti o sulle piastre di trachite sconnesse.
Da giorni uno dei parapetti di fronte alla chiesa è “crollato” a terra trascinandosi giù le lastre, ed altri ormai “ballano” e sembrano prossimi a cadere. Le sedute in legno sono in condizioni pietose e, sulle rastrelliere a lato, ci sono i “resti” (un telaio e una ruota) di un paio di biciclette rubate. «Ci mancano perfino le parole per definire tutto questo abbandono – commenta Rubens Gebbani del gruppo “Marghera Oggi” -. Ma il degrado prosegue anche nel giardino. Avete visto le panchine? Sono luride e coperte di muschio. Possibile che per Marghera non si faccia mai un minimo di manutenzione?». Per evitare la desolazione basterebbe forse anche un po’ di pulizia, visto che l’intera area verde è ricoperta da uno strado di dieci centimetri di foglie nelle quali sono mescolati bottiglie vuote, lattine ed altri rifiuti lasciati in giro.
I CANTIERI
Il tutto, appunto, mentre sugli altri fronti di questa piazza e di piazza Mercato si lavora per portare a termine interventi che trasformeranno la biblioteca di Marghera in una “seconda Vez”, mentre in piazza del Municipio sta nascendo il nuovo distretto sanitario (e Casa della comunità), Un intervento, quest’ultimo, da 9 milioni e 600mila euro, di cui 5 dal Pnrr, che dovrà essere concluso entro giugno dell’anno prossimo, con la struttura già pienamente operativa. Un obiettivo che, allo stato attuale, appare a rischio, dato che la costruzione del distretto non è ancora stata completata nemmeno “al grezzo”. L’Ulss 3 conta che le ditte completino le opere entro marzo per poi procedere con collaudi e arredi. E la prova che le scadenze siano strettissime è arrivata ieri, domenica del ponte dell’Immacolata: nel cantiere si lavorava ugualmente per guadagnare tempo.
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