Cugini morti in montagna, il sopravvissuto: «Ho visto Sandro sporgersi sul dirupo tenendosi a un ramo, poi si è spezzato. Mauro è corso a salvarlo»
Il racconto fatto ai soccorritori dal terzo cugino che ha assistito alla tragedia a Enemonzo
lunedì 8 dicembre 2025di Olivia Bonetti

L’istinto di andare ad aiutare il cugino che aveva visto scomparire nel salto di roccia è stato più forte di quello di sopravvivenza. Un istinto che ha spinto Mauro Darpin, 60 anni, residente a Portogruaro (Venezia) a correre in aiuto di Sandro Valent, 55enne di Udine, caduto dopo che il ramo a cui si reggeva si era spezzato. Era precipitato nel canale per decine dimetri sotto una parete di fronte al campo di volo di Enemonzo. Darpin, corso per salvarlo, è precipitato a sua volta. Una doppia tragedia quella che si è verificata nel comune friulano, con un’emergenza scattata alle 13.30 che ha visto il pronto intervento del Soccorso Alpino, con la collaborazione tra le diverse forze operative. A dare l’allarme il terzo cugino sopravvissuto che ha subito chiesto aiuto.
L’INTERVENTO
È Alessandro Fior, capo della stazione del soccorso alpino di Forni Avoltri, a raccontare come si è operato quasi chirurgicamente in quella zona insidiosa, un canale impervio, bagnato, sdrucciolevole e stretto, dove tutto il personale ha dovuto porre estrema attenzione nelle operazioni di calata e recupero. I soccorsi sono stati praticamente in tempo reale visto che in quel momento era in corso un’esercitazione proprio della stazione di Forni Avoltri sul monte Zoncolan, con il secondo elicottero di Udine “Doppio Tango”.
L’ALLARME
«Ho visto Sandro affacciarsi sul salto di roccia e appendersi a questo ramo, poi il ramo si è rotto». Questo ha detto l’unico sopravvissuto. I cugini stavano raccogliendo vischio in una zona sopra il Tagliamento, che comprende un canale più in alto, asciutto, e una discesa verso il fiume a circa 600 metri di quota. «Nel riu dove li abbiamo trovati non c’era ghiaccio – fa sapere il capostazione Fior -, ma forse l’umidità del bosco le foglie e i sassi hanno tradito la seconda persona caduta. Forse l’istinto di andare a dare una mano lo ha annebbiato e andando lì correndo è scivolato». «Certo è facile dirlo adesso – prosegue il soccorritore -, ma se si vede uno scivolare, porre grande cautela nell’andare a verificare la situazione». Questo l’unico consiglio che si poteva dare agli escursionisti: erano a bassa quota in una zona dove non serviva particolare attrezzatura.
CAMPO BASE
Sul posto sono accorsi con l’elicottero due tecnici di elisoccorso del Soccorso Alpino e una dottoressa, che è anche soccorritrice del Cnsas e che non ha potuto fare altro che constatare la morte dei due. Il campo base è stato allestito sul Tagliamento. Nella prima rotazione l’elicottero ha portato la dottoressa che ha constatato il decesso. Poi nella seconda rotazione, due operatori della Guardia di Finanza e un altro soccorritore sono stati verricellati per assistere nel recupero delle due salme e preparare l’area. C’era anche il capostazione Fior: «Due soccorritori si sono calati tramite verricello per posizionarsi sul terreno e garantire la sicurezza dell’operazione e c’erano altri tre soccorritori dei nostri pronti a intervenire».
IL LUTTO
Tutto il Friuli è rimasto sgomento dalla tragedia, anche perché Sandro Valent, informatico, era molto conosciuto. Lui, sul profilo professionale “LinkedIn” si descriveva così: «Da 25 anni nel settore dell’information technology, prima con ruoli tecnici e consulenziali». Ora era nelle vendite e stando sempre al suo profilo collaborava con la Alfa Sistemi. Aveva frequentato l’Università di Udine. Figlio unico, i genitori residenti nella Carnia, amava la montagna e le escursioni.
Ultimo aggiornamento: 14:17
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