Baby gang, i testimoni di Porta San Tomaso: «Il branco era composto da ragazzini magrebini e kosovari, usavano le lampade come armi»
Una sequenza piuttosto lunga nella quale i poliziotti cercheranno di riconoscere dei potenziali sospettati tra i passanti: stando ai racconti delle vittime, sono soggetti di origini nordafricane e kosovare, in prevalenza minorenni
lunedì 8 dicembre 2025di Luca Vecellio

TREVISO – È stato acquisito un video nella zona dell’aggressione a danno dei quattro ragazzi di 19, 18 e 17 anni: si tratta di una telecamera esterna del Botegon che potrebbe aver ripreso i componenti della baby gang nell’avvicinarsi alla zona dell’imboscata.
Una sequenza piuttosto lunga nella quale i poliziotti cercheranno di riconoscere dei potenziali sospettati tra i passanti: stando ai racconti delle vittime, sono soggetti di origini nordafricane e kosovare, in prevalenza minorenni. Anche in altri casi di cronaca erano emersi profili simili. Gli agenti della volante intervenuta ieri, pochi minuti dopo la chiamata al 118, hanno tentato di cercare i responsabili nei dintorni per identificarli: erano spariti.
IL RACCONTO
Sebbene l’area nelle vicinanze di Porta San Tomaso fosse affollata come ogni sabato sera, pochi avevano compreso cosa fosse accaduto: «Abbiamo visto arrivare la polizia e l’ambulanza, ma non sapevamo che fosse successo» raccontano dal Nep’s e dal Botegon. Quest’ultimo è rimasto in contatto anche con la mamma del 19enne. Ma c’è chi ora ricorda in particolare una scena sbirciata fuori dalla finestra del ristorante San Tomaso: «Ho notato dalle finestre che c’erano molti ragazzi – racconta un dipendente – Correvano ed erano agitati. Uno di loro a un certo punto ha afferrato una lampada da tavolo da un plateatico del Nep’s per poi prendere la rincorsa verso la porta. Qualcuno l’ha bloccato e l’ha fatto tornare indietro».
E dal Jibo’s raccontano la stessa storia: «Hanno aggredito un ragazzo sotto la porta. Poi sono venuti di qua e hanno usato una lampada da tavolo per picchiare gli altri. Ne hanno presa una anche da Nep’s. Sono qui spesso: è una storia che va avanti da mesi. E io ogni volta che li vedo chiamo il 112». L’ipotesi che la gang possa aver utilizzato anche degli oggetti per colpire i quattro non è stata accertata, ma le profonde ferite alla testa, che poi sono state suturate al pronto soccorso, non escludono la presenza di qualche oggetto contundente, come un anello.
Ultimo aggiornamento: 14:11
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