Baby gang, le mamme: «Mandare i nostri figli in centro non è sicuro»
«Ci siamo trovati tutti in corsia in ospedale e ci siamo guardati negli occhi – racconta M.B. – Ci siamo detti che non è giusto che continuino a succedere queste cose»
lunedì 8 dicembre 2025di L.V.

TREVISO – «Questa città non è sicura. È inutile dire il contrario». Taglia corto la mamma del 19enne che ieri, assieme a tre amici, è stato pestato davanti a uno dei simboli di Treviso. Martedì si recherà in questura per denunciare il fatto, ma lo farà assieme agli altri genitori per dare un segnale forte alle istituzioni. «Ci siamo trovati tutti in corsia in ospedale e ci siamo guardati negli occhi – racconta M.B. – Ci siamo detti che non è giusto che continuino a succedere queste cose. Ci dicono di fidarci, di lasciare che la giustizia faccia il suo corso. Ma come facciamo oggi a lasciar uscire i nostri figli con il cuore in pace quando succedono queste cose anche in centro?».
I RAGAZZI
Non sono soltanto le famiglie a dirsi esasperate: «I nostri figli sono arrabbiati: non stavano facendo nulla di male, stavano solo cercando di passare una sera assieme – argomenta ancora il genitore. – E sanno bene come muoversi in città, non sono sprovveduti. Noi, per esempio, abitiamo in un quartiere in cui ci sono stati molti casi di violenza tra giovani. Alcuni li hanno conosciuti al campetto, giocando a calcio, e sanno quali individui sono da evitare e come comportarsi. Ma casi come quello di sabato sera possono accadere a chiunque. Ed è stata una grazia che non avessero con loro dei coltelli». Oltre ai quattro ragazzi picchiati, il minore che ha chiamato il 112 è stato a sua volta vittima di una violenta e umiliante rapina in centro da parte di una baby gang qualche tempo fa: aveva dovuto inginocchiarsi ai rapitori. Sabato sera ha assistito di nuovo a una scena così violenta ed è stato l’unico, tra tanti altri, ad avere la sensibilità di reagire subito.
Lo zio del 19enne aggredito commenta: «Erano in dieci contro quattro. Mio nipote ha cercato di dividerli, ma da dietro gli hanno tirato due ganci. Fa kickboxing, ma non ha nemmeno avuto il tempo di difendersi: lui e gli altri sono caduti per terra. Uno ha riportato un taglio alla testa, un altro diverse fratture. In dieci contro quattro, massacrati, e per niente, senza alcun motivo. Mio nipote è un ragazzo tranquillone, persino nerd. Ed è un’amica della mamma, la giornalista Cristina Tronchin, a rivolgersi alle istituzioni: «Le mamme dei ragazzi aggrediti hanno intenzione di far sentire la loro voce. Perché queste aggressioni a Treviso sono sempre più frequenti. Non è sicura di giorno, e a raccontarlo sono i ragazzini delle scuole medie che sentono quelli delle superiori darsi appuntamento per “fare rissa”, e non è sicura di sera. E tutti devono prendere coscienza e fare qualcosa».
Ultimo aggiornamento: 9 dicembre, 10:24
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