Consumo di suolo in picchiata: 18 ettari in meno
Il Comune di Udine si conforma al Piano paesaggistico regionale. L’assessore: «Uno strumento politico e tecnico capace di guidare le scelte urbanistiche dei prossimi anni»
lunedì 8 dicembre 2025di Redazione Udine

UDINE – Udine si conforma al Piano paesaggistico regionale. Diciotto ettari di consumo di suolo in meno.
Il Comune di Udine ha adottato la conformazione al Piano Paesaggistico Regionale (PPR), con un progetto a medio-lungo termine basato sulla visione di “Udine Paesaggio“, che supera la vecchia logica della zonizzazione per adottare un approccio integrato, capace di leggere la città come un sistema complesso fatto di relazioni, qualità ambientale, beni culturali e connessioni ecologiche.
Un risultato politico significativo è la riduzione complessiva del consumo di suolo, pari a circa diciotto ettari, ottenuta attraverso lo stralcio di previsioni del piano struttura ormai obsolete e non più adeguate ai principi di sostenibilità.
L’assessore all’urbanistica Andrea Zini commenta così il risultato raggiunto: «Con questa conformazione il Comune di Udine si dota di uno strumento politico e tecnico capace di guidare le scelte urbanistiche dei prossimi anni. Il paesaggio non è per noi un ostacolo, ma una risorsa. La riduzione del consumo di suolo, la tutela delle visuali e dei beni culturali, la definizione della rete ecologica e il grande lavoro di integrazione con Regione, Soprintendenza, Università e Museo rappresentano un passo in avanti decisivo. È una pianificazione che rispetta la storia di Udine, la sua identità e la sua qualità ambientale, e al tempo stesso guarda al futuro con responsabilità e visione. Udine non subisce il paesaggio: lo riconosce, lo protegge e lo valorizza come fondamento del proprio sviluppo urbano».
Il lavoro si è concluso con la produzione di quarantasei elaborati, tutti validati dagli enti competenti e integrati nel nuovo sistema informativo geografico (GIS) comunale.
Una delle novità più importanti riguarda l’aggiornamento del quadro conoscitivo, che riunisce in un’unica tavola prescrittiva tutti i vincoli relativi agli immobili di interesse storico e artistico. A ciò si aggiunge il lavoro altamente specialistico che ha individuato quarantacinque aree a rischio potenziale archeologico mediante rilievi e schedature dirette. La parte statutaria del PPR è stata declinata e approfondita nello strumento comunale. Sono stati verificati e riperimetrati tutti i beni paesaggistici tutelati dalla legge, compresi fiumi, torrenti e rogge, correggendo varie incongruenze storiche. Sono state riconosciute e mappate le tracce delle antiche centuriazioni romane, testimonianze preziose del paesaggio agrario storico.
Le aree escluse dall’autorizzazione paesaggistica del 1985 sono state ridefinite e validate dalla Soprintendenza, mentre le aree compromesse e degradate sono state censite secondo i criteri regionali, diventando potenziali ambiti prioritari per interventi di rigenerazione urbana.
LE TRE RETI
La conformazione integra nel PRG le tre reti strategiche individuate dal PPR. La rete dei beni culturali, che propone una lettura più ampia e contemporanea dell’identità urbana, riconoscendo il valore del castelliere protostorico del Colle, delle testimonianze della Grande Guerra, delle antiche rogge come infrastruttura produttiva, della città dipinta la nuova Urbs picta e delle articolazioni urbane del Novecento e della stagione tiepolesca. La rete della mobilità lenta disegna la connessione tra Udine e il territorio circostante attraverso il dialogo con le ciclovie regionali e il Biciplan, l’integrazione di tracciati individuati con gli uffici e il Contratto di Fiume del Cormor, il prolungamento dell’ippovia fino al mare e l’organizzazione di percorsi nei parchi del Torre e del Cormor, affiancati da un sistema di greenway per migliorare l’accessibilità e la fruizione. La rete ecologica locale, elaborata insieme al Museo di Storia Naturale e all’Università, definisce i nodi ecologici di valore come serbatoi e presidi di naturalità, individua i corridoi di connessione regionale e introduce gli stepping stones, elementi puntuali che arricchiscono la continuità ecologica.
La conformazione al PPR non si occupa di impianti fotovoltaici a terra: dopo l’uscita della LR 2/2025 in materia, una eventuale mappatura delle aree non idonee viene fatta stralciare dalla documentazione. Gli elementi paesaggistici descritti però dovranno essere tutelati: beni culturali e paesaggistici, aree di rischio archeologico, l’ulteriore contesto a protezione del Roiello di Pradamano. La variante introduce quindi nuovi elementi di valutazione delle principali trasformazioni territoriali in atto.
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