Finanziaria al via: «Salute e sociale al centro in Friuli». I dettagli della manovra
L’assessore Barbara Zilli fa il punto sul documento
lunedì 8 dicembre 2025di Elisabetta Batic

Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze, possiede da anni le chiavi della cassaforte della Regione. Un impegno complesso ma allo stesso tempo gratificante. Tra pochi giorni, martedì 9 dicembre, l’aspetta in Consiglio regionale un appuntamento importante, la discussione della Legge di Stabilità 2026.
Assessore, quali sono i punti di forza della manovra?
«La legge di Stabilità 2026 del Friuli Venezia Giulia ha un valore di 6,518 miliardi di euro, con un incremento di 274 milioni rispetto all’anno precedente. Si tratta di una manovra che possiamo definire solida, strutturata, flessibile e orientata allo sviluppo, alla competitività del nostro territorio e al tempo stesso che pone al centro il benessere dei cittadini».
Cosa ha reso possibile l’aumento di risorse rispetto all’anno scorso?
«Le maggiori risorse derivano prevalentemente dall’incremento delle entrate tributarie, derivanti soprattutto dalla compartecipazione al gettito fiscale dello Stato, che come è noto è la primaria fonte di entrata della Regione e che anche negli ultimi anni ha visto delle ottime performance anche a livello nazionale. L’altro aspetto fondamentale è la rinegoziazione dei patti finanziari con lo Stato: un impegno che si traduce in maggiori risorse nel periodo dal 2022 al 2033 di quasi 5 miliardi di euro».
Quali sono le priorità quest’anno?
«Alla luce dei tragici eventi calamitosi che hanno recentemente colpito alcune zone della Regione, rimane centrale non solo garantire le coperture necessarie ai ristori per le popolazioni interessate, ma soprattutto continuare ad investire su tutte le opere e gli studi necessari per la mitigazione del rischio idrogeologico. A partire dal 2018, sono già stati destinati oltre 530 milioni di euro complessivi per la messa in sicurezza delle aree più fragili, per la prevenzione e la pianificazione territoriale, e in questa manovra abbiamo stanziato ulteriori 12 milioni di euro per la prima parte del 2026».
La sanità continua però ad assorbire la maggior parte delle risorse.
«Sì, le dotazioni risultano incrementate di circa 155 milioni di euro rispetto al 2025. Gli stanziamenti per tutela della salute e politiche sociali assorbono quasi il 60 per cento delle risorse manovrabili dell’intero bilancio. La tutela della persona e dei suoi diritti fondamentali rappresenta un presidio irrinunciabile del nostro operato».
Sono previsti ulteriori emendamenti di Giunta durante i lavori in Aula e se sì in quali ambiti?
«Come Giunta portiamo all’esame dell’Aula un pacchetto di 64 milioni di euro già approvato nelle settimane scorse. Nel confronto costruttivo con la maggioranza e con le opposizioni valorizzeremo ancora di più la manovra».
Parliamo del Pr Fesr, il Fvg ha raggiunto l’obiettivo di spesa. Come si traduce questo per il territorio?
«La forza dei nostri territori è quella di essere in grado di trasformare i macro obiettivi europei, che a volte possono sembrare irraggiungibili, e di conseguenza le risorse che ne derivano, in progetti concreti che danno valore all’intera comunità regionale. Il nostro Programma vanta performance molto elevate».
Sul fronte del Pnrr invece come si colloca la Regione in termini di investimenti?
«Lo stato di avanzamento dei progetti finanziati con il Pnrr è buono e rispecchia il grande lavoro che finora è stato svolto da tutti i soggetti interessati. Siamo ormai giunti all’ultima fase del piano, e il nostro impegno continua perché questa importante sfida determini nuova linfa per l’intero territorio regionale».
Il 2025 è agli sgoccioli, tracciando un bilancio di cosa va particolarmente fiera?
«Dopo due assestamenti straordinari, stiamo per portare in Aula una Legge di Stabilità imponente e senza precedenti, capace di dare continuare a dare risposte concrete ai settori prioritari della nostra comunità».
Guardando al 2026 invece quali saranno le sfide?
«Il 2026 deve sancire un patto con il passato e diventare il punto di partenza per dimostrare che il futuro in questa Regione è già iniziato. E questo concetto deve contagiare la nostra opera per tutto il prossimo anno, quando ricorrerà un anniversario importante, quello del sisma del 1976 che ha sconvolto il Friuli. Uno degli obiettivi è che tutti gli eventi, le manifestazioni e le celebrazioni siano un tributo per le vittime, un ringraziamento verso quanti 50 anni fa hanno dato il proprio contributo affinché tornasse la vita in quei luoghi devastati e un messaggio forte per i giovani».
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