Dalla casa delle notizie biancorosse, ospiti alla finestra con vista sulla finale playoff. Sperando che il Vicenza batta domenica l’Avellino al Menti dopo lo 0-0 dell’andata. Non sono mancati gli argomenti di conversazione nel salotto del GdV, dove Nicola Gobbo ha condotto È solo calcio passando la parola a Pieraldo Dalle Carbonare, ex presidente biancorosso, Mattia Minesso, ex giocatore del Lane, Claudio Pasqualin, avvocato-procuratore col Lane nel cuore, Osvaldo “Oz” Casanova illustratore-tifoso.
Gli ospiti
«È stata la prima gara in cui il Vicenza ha veramente sofferto da quando c’è Vecchi, ma anche perché le tante partite ravvicinate – ha detto Dalle Carbonare – hanno lasciato il segno; è stato comunque importante aver contenuto l’Avellino. E un pizzico di fortuna ci vuole sempre per vincere i campionati». «Ha ragione il presidente – ha proseguito Minesso che da poco ha terminato l’avventura ai playoff con la Triestina -, il Vicenza avrà lo stadio dalla sua, dovessi azzardare delle percentuali dico 51 a 49 per il Lane. Il Menti lo conosco bene e darà una grossa spinta ai biancorossi. Mi aspetto comunque una partita equilibrata». «La squadra al Partenio non ha mai perso personalità e tranquillità, neanche sotto assedio, e non abbiamo preso gol da un attacco molto prolifico. È stata una sofferenza ma questi due aspetti mi fanno ben sperare».
La regia ha mandato in onda un piccolo video, girato al Partenio da un tifoso biancorosso, in cui si vede Vecchi andare sotto lo spicchio dei supporter del Lane a salutare, applaudire e “rimandare” il suo saluto più intenso alla Curva. «Vecchi ha sentito l’aria della battaglia ad un certo punto, è andato un po’ a ricompattare le truppe» – ha osservato Casanova, che era presente sugli spalti al Partenio. «Ha un bel taglio da professionista, dice le cose essenziali in maniera seria e piacevole» – ha puntualizzato Pasqualin che con Dalle Carbonare ha dato vita ad un simpatico siparietto, datato 29 anni fa, quando il Vicenza neopromosso in serie A avrebbe voluto acquistare Oliver Bierhoff. «Noi lo volevamo, ma Pozzo se lo accaparrò prima perché Pasqualin lo chiamò». «Non andò proprio così, Pozzo già da tempo aveva messo gli occhi sul mio assistito» – ha ribattuto l’avvocato-procuratore di tanti campioni. Risate e pacche sulle spalle.
Poi si è parlato della differenza di panchine tra Vicenza e Avellino. «Quella dell’Avellino è più lunga e si fa preferire. Ma se il Vicenza gioca da Vicenza, porterà a termine la sua missione».
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