Dall’inno biancorosso, ricordando la recente scomparsa del suo creatore, Franco Barbieri, a quell’ultimo campionato di Serie C vinto dal Lane. Nicola Gobbo, nella nuova puntata di “È Solo Calcio” ha ricomposto, ancorché virtualmente, il centrocampo che consentì al Vicenza di Mimmo Di Carlo di ritrovare la B, con Antonio Cinelli (in collegamento) e Loris Zonta: «Vedere i colori biancorossi è sempre un piacere – ha esordito l’ex capitano del Lane, che il prossimo 15 ottobre sosterrà l’esame da allenatore -. Al Menti è un po’ che non torno, faccio ancora fatica. Loris? È un giocatore moderno che ogni allenatore vorrebbe avere, sa fare più ruoli e giocare tra le linee. Assieme abbiamo vinto un campionato, con un gruppo straordinario, dove c’erano tanti capitani, anche se io credo che la cosa più importante l’abbiamo fatta l’anno dopo, con la salvezza in B».
Zonta ha raccontato la sua esperienza al Taranto
Bei ricordi e pure alcune somiglianze con il Lane di oggi secondo Zonta che, dopo l’esperienza a Taranto, è tornato a casa: «Ho ritrovato un Vicenza, forte, migliorato e anche in questa squadra ci sono tanti leader: da Rossi a Costa, passando per Laezza, Leverbe e lo stesso Golemic anche se oggi è fuori, hanno tutti una grande forza mentale e grande appeal sulla squadra. Nel Vicenza di allora invece avevo vicino Antonio (Cinelli, ndr) e Luca Rigoni, a cui ho rubato tanto. I mugugni del Menti? Ringrazio il mister per le sue parole, io cerco di metterci sempre cuore, impegno e la massima intensità. Non sono un palleggiatore e magari arriva qualche errore in più, ma se avessi avuto paura di questo non sarei tornato qui a Vicenza: conosco la piazza e credo che ad un giocatore non debba mai mancare il coraggio di provare la giocata. Vecchi? In questi anni si è evoluto, propone un gioco diverso, ma è sempre maniacale nei dettagli».
Cerretelli ha analizzato gli errori del suo Arzignano
Situazione un po’ diversa invece ad Arzignano, come ha ammesso il mediano Francesco Cerretelli, arrivato in estate in gialloceleste: «Siamo giovani e noi più “esperti” dobbiamo cercare di aiutarli ad adattarsi il prima possibile alla categoria. Purtroppo, in questa prima fase sono arrivati tanti errori individuali, dobbiamo essere bravi a limitarli il più possibile, unirci e fare gruppo. Bisogna andare avanti con positività: sappiamo dove abbiamo sbagliato, ma anche quali sono i nostri valori. Contro il Trento i numeri ci dicono che c’è stato un passo avanti». Un Arzignano che però, come ha sottolineato il giornalista Francesco Meneguzzo, sta subendo tanti, troppi gol. Sono undici le reti subite dal Grifo, la peggior difesa di tutti i campionati professionisti: «Purtroppo è vero, è emersa questa fragilità – ha detto Cerretelli -. In C prima di tutto bisogna pensare a non prendere gol, poi l’occasione per sbloccarla arriva. Io braccetto? L’ho già fatto in passato e sono un giocatore duttile». Il centrocampista oggi gialloceleste arriva però dalla Carrarese, che ha sconfitto, ahinoi, il Lane nella finale dei playoff: «Al Menti, davanti a tutta quella gente, è stato bellissimo, poi gli episodi hanno premiato noi».
Gabriele Savino ha poi portato l’attenzione sui prossimi impegni e ha affermato: «La partita di sabato contro l’Alcione Milano è forse la più difficile, oggi in C di gare facili non ce ne sono. Classifica? I punti che fai all’inizio valgono come quelli della fine, detto ciò io credo che l’Arzignano abbia tutto il tempo per recuperare. Ho fiducia nella squadra e in una società che ultimamente si è sempre mossa bene. Il Lane sta trovando continuità, l’importante è non perdere, ma sicuramente anche chi oggi sta davanti qualcosina per strada lascerà».
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