«Sento il bene che questa piazza mi vuole, lo percepisco. Mi ricorderò sempre l’emozione della prima partita di quest’anno, l’applauso quando sono entrato in campo mi ha dato una carica incredibile. So che pretendono tanto da me e voglio darglielo». Un Matteo Della Morte a cuore aperto, sincero e determinato è stato tra i protagonisti dell’ultima puntata di “È Solo Calcio”, condotto da Nicola Gobbo, supportato dalla giornalista Marta Benedetti.
L’estate difficile di Della Morte
Tantissimi i temi affrontati e il trequartista biancorosso ha parlato della sua estate: «Inconsciamente le voci di mercato condizionano. Non ho mai voluto andare via, ma quando arrivano proposte da categorie superiori fa indubbiamente piacere. Se ha condizionato il mio rendimento? No, non lo voglio usare come alibi, in campo non ho mai pensato al mercato o al contratto. Sono molto contento che ora la situazione si sia risolta, era quello che volevamo entrambi. Ora facciamo di tutto per portare il Vicenza dove merita».
S’è parlato tanto anche di Padova e Della Morte ha confermato: «Dobbiamo guardare a noi, chiaramente essere a -10 ci ha messo un po’ di pressione e credo che quella contro il Lecco sia stata la vittoria più importante fino a qui, è stata una liberazione».
L’opinione di Arma e Luiso
Tra gli altri ospiti due grandi ex attaccanti biancorossi, Rachid Arma e Pasquale Luiso che hanno concordato: «Il Padova un calo ce l’avrà, sta facendo grandi cose, ma anche il Lane». E il Toro di Sora, amico di Ivano, papà di Matteo Della Morte, ha avuto parole al miele per il trequartista: «Gli auguro di fare quello suo padre, che era fortissimo ma è stato martoriato dagli infortuni, non è riuscito a fare. Lui ha sposato il progetto Vicenza e i vicentini lo sanno: goditi questa piazza, a noi che ci abbiamo giocato e vinto, guardare quello stadio da casa vengono i brividi addosso. Bisogna raspare l’erba e Matteo deve continuare per prendersi la categoria che lui, e Vicenza, meritano».
Il punto sull’Arzignano
Palla poi all’Arzignano, reduce da una settimana straordinaria: «È cambiato totalmente l’umore, prima eravamo in fondo alla classifica, forse oltre i nostri demertiti – ha commentato uno dei vicepresidenti giallocelesti Enrico Gastaldello -. Con nove punti in una settimana è cambiato tutto. C’è voglia di fare gol, ma anche di non prenderlo. Mister Bianchini ha riportato lo spirito operaio e ha ridato certezze ai giocatori: c’era bisogno di tornare a fare qualcosa che tutti sapevamo fare. L’esonero di mister Bruno è stata la scelta più difficile degli ultimi anni, ma bisognava intervenire. Tutti noi auspichiamo che il Vicenza possa salire di categoria anche per poter instaurare una collaborazione. Per me è strano: ero uno di quelli che tornava prima dalle vacanze per andare a vedere il Lane in Curva in Coppa».
Guardando al prossimo futuro si sono anlizzate le sfide di sabato, con l’Arzignano in campo contro la Pergolettese, che Gastaldello ha definito una «squadra rognosa e strana, capace di vincere o perdere con tutte». La squadra di Vecchi invece sarà, in contemporanea, “ospite” del Caldiero e Arma, che ha recentemente vestito la maglia del club veronese ha raccontato qualcosa in più su mister Soave, il tecnico-netturbino: «Ha una storia incredibile, ha iniziato a lavorare di notte per poter dedicare del tempo alla sua famiglia e allenare durante il giorno. È uno che coinvolge emotivamente e nonostante dorma poco, cura ogni dettaglio. Saprà tutto del Vicenza, ne sono sicuro». Poi qualche battuta tra Arma e Della Morte sul Gavagnin-Nocini, un campo che certamente inciderà.
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