Licenziata dall’Ulss si ripresenta al lavoro, ex dirigente scortata fuori dalla polizia. Brusco: «Verificare gli appalti»
L’esponente di Rc ricorda che la dirigente licenziata denunciò una serie di irregolarità
lunedì 8 dicembre 2025di Redazione Rovigo

ROVIGO – Il caso della dirigente dell’Ulss 5 sospesa e poi licenziata, venerdì accompagnata fuori dalla sede dalla Polizia perché aveva ripreso il suo posto di lavoro porta le prime reazioni e non per il fatto in sé, quanto per tutto ciò che è accaduto in questi mesi e che aveva incrinato i rapporti con i vertici dell’Ulss stessa, oltre alle polemiche che si erano susseguite per i problemi di forniture ai reparti ospedalieri.
Perché l’ingegner Antonietta Perrone era la dirigente del Provveditorato, vale a dire il settore che si occupa degli acquisti sul quale Perrone stessa voleva adottare nuovi sistemi gestionali, cosa che aveva creato, però, anche disservizi. Questo era un aspetto, ma ce ne era stato un altro sul quale si concentra l’attenzione di Guglielmo Brusco, responsabile del settore Sanità di Rifondazione comunista e che in passato fu assessore provinciale appunto alla Sanità.
IL PROBLEMA
«Grande stupore aveva suscitato in me questa notizia apparsa circa sei mesi fa, sulla stampa locale e regionale: la dottoressa Antonietta Perrone, dirigente del Provveditorato dell’Ulss 5 Polesana, era stata rimossa dal suo incarico. Da notare che aveva denunciato gravi irregolarità negli appalti. E ora addirittura è stata licenziata. Il tutto mentre lei orgogliosamente respinge i provvedimenti che le sono stati inflitti e sembra fortemente decisa a opporsi a quella che lei, evidentemente, reputa una grande ingiustizia».
Fatta la premessa, Brusco entra nel punto nodale della riflessione. «Detto questo, le domande più semplici da fare sono: è così difficile da parte degli organi di controllo della Regione, da parte di istituzioni addette al controllo della legittimità, efficienza, economicità e della legalità relative ad appalti pubblici, rispondere a questa affermazione? È vero o no che all’Ulss 5 ci sono state irregolarità in appalti pubblici?».
VERIFICHE
L’ex assessore provinciale continua sottolineando che «a me sembrerebbe del tutto normale che fosse stata subito avviata una indagine, magari anche parlamentare (oltre a quelle di istituzioni di indagine e controllo regionali). Se si chiama la Polizia per allontanare la dirigente Perrone, è così difficile pensare anche che da domani, magari ispettori ministeriali, Corte dei conti regionale, Guardia di Finanza, organi di controllo della Regione, possano chiarire chi ha ragione in questa triste vicenda?».
Brusco va avanti aggiungendo un «basta con il non chiarimento pubblico di questi fatti» perché «devono essere chiariti e chi ha sbagliato, deve pagare. Per ora ha pagato la dottoressa Perrone, ma se invece avesse ragione, perché trattarla nel modo in cui è stata trattata? Visto che non ci sono molti soggetti che finora si sono interessati di questa vicenda, chiedo all’onorevole Enrico Cappelletti del Movimento 5 stelle, all’onorevole Nadia Romeo del Pd, al senatore Bartolomeo Amidei di Fratelli d’Italia, se non pensano sia utile portare la vicenda in Parlamento». Vi è anche una sorta di appello ai «sindacati di categoria: non hanno niente da dire su quanto è successo in questa vicenda che parla di appalti (come funziona il servizio, bene o male?) e coinvolge comunque una lavoratrice pubblica?».
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