Ex Calcestruzzi, una petizione per chiedere la bonifica dell’area: raccolte 153 firme
Boara Polesine alza la voce e chiede un intervento di bonifica per l’area ex calcestruzzi
lunedì 8 dicembre 2025di Alessandro Garbo

ROVIGO – Boara Polesine alza la voce e chiede un intervento di bonifica per l’area ex calcestruzzi. Il sito di via Curtatone è abbandonato da due decenni ed è diventato motivo di forte preoccupazione per la comunità in riva all’Adige. I residenti della frazione hanno organizzato una raccolta firme e adesso confidano in un intervento tempestivo delle istituzioni. Secondo quanto riporta proprio la petizione popolare, «da oltre un ventennio, in posizione centrale a Boara Polesine, in via Curtatone al civico 19, una vasta area è lasciata in condizioni di abbandono, fatiscenza e sommo degrado: si tratta del sito dell’ex impianto di betonaggio.
Per le vaste dimensioni, la centrale ubicazione del sito e dell’impianto, lo stato di fatiscenza e di abbandono dello stesso tutto ciò non può sfuggire alla vista di chi amministra ed ha amministrato negli ultimi due decenni. L’area della ex calcestruzzi si trova, oltre che in centro alla frazione di Boara Polesine, anche all’ingresso settentrionale del territorio del comune e della provincia, a ridosso del ponte sull’Adige, vicino al casello dell’A13 Boara-Rovigo Nord, confinante con la strada statale 16 e l’argine dell’Adige». Ancor peggio, affermano i firmatari, è che «il sito, degradato e degradante, è attiguo a numerose abitazioni, alla scuola dell’infanzia che conta oltre trenta iscritti, all’area ricreativa della parrocchia gestita dall’associazione calcistica con decine di bambini e ragazzini che frequentano la scuola di calcio e nel periodo estivo attività ricreative».
LA RICHIESTA
La petizione esprime un malessere generale, sempre più diffuso e crescente, da parte della comunità. «Come residenti e firmatari della presente non desideriamo soffermarci ulteriormente sulla descrizione dello squallore, indecenza, insalubrità e pericolosità dell’area, tanto è evidente la cosa, ma sul fatto che riteniamo non più tollerante una situazione del genere. In occasione dell’incontro con il sindaco Valeria Cittadin e parte della giunta comunale con la popolazione locale, avvenuto lo scorso 13 febbraio a Boara Polesine, alcuni residenti hanno sollevato il problema e proposto anche una soluzione di massima, che valorizzerebbe la comunità boarese, ma anche la proprietà dell’area. Per questi motivi chiediamo ai destinatari della presente di attivarsi in tempi brevi per la bonifica e riqualificazione dell’area, coinvolgendo nel progetto di recupero l’associazionismo, la scuola dell’infanzia, la società di calcio locale e la popolazione residente».
LA PROPOSTA
Mauro Agnoletto, portavoce e referente dell’iniziativa, conclude che «la popolazione di Boara Polesine chiede che l’area della ex calcestruzzi sia bonificata e destinata ad altro: nuova viabilità per piazza, parcheggio, area verde e residenziale. Il complesso è stato abbandonato da oltre venti anni e al suo interno prolifica di tutto: è diventato un ritrovo per sbandati e malintenzionati».
La petizione ha raccolto 153 firme e il testo è stato indirizzato al sindaco e al prefetto Franca Tancredi, per porre all’attenzione delle istituzioni la situazione di Boara Polesine irrisolta da anni. Dalle immagini che sono allegate al documento è evidente il degrado dell’area incriminata: le erbacce continuano a crescere e rappresentano anche un pericolo per il proliferare di insetti nei mesi più caldi dell’anno.
I residenti concludono spiegando che «abbiamo deciso di rendere pubblico il problema e sollevare la questione: ora rimaniamo in attesa di interventi concreti».
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