«Dedicare la settimana a vincere la partita che arriva, questo è l’unico modo». Parola di Giovanni Colella. Mette tutti d’accordo l’ex tecnico di Bassano e Vicenza, parlando del duello tra il Lane e il Padova, che ha tenuto inevitabilmente banco anche nell’ultima puntata di È Solo Calcio, condotto da Nicola Gobbo, con al suo fianco il direttore del Giornale di Vicenza, Marino Smiderle. Al tavolo a ribadire il concetto di concentrarsi gara dopo gara è in primis Raul Talarico: «Dovremo cercare di vincerle tutte, come abbiamo fatto fino ad ora. Il nostro obiettivo è arrivare alla fine senza rimpianti». C’era anche Mattia Minesso, oggi attaccante dell’Arzignano, che con Colella, oltre all’esperienza al Bassano, condivide anche quella di un super recupero nel finale, con la maglia del Perugia. «Padova e Vicenza meriterebbero entrambe la promozione – ha detto -, in palio ci sono ancora 30 punti, che sono davvero tanti. Il nostro allenatore dell’epoca, quando a cinque partite eravamo sotto, ci diceva che se le avessimo vinte tutte avremmo vinto il campionato, e così è andata». «Anche a me è successo – lo ha incalzato Colella -. Con il Partizani Tirana eravamo a meno 7 a cinque giornate dalla fine, tutti ci davano per spacciati, ma poi siamo arrivati a pari merito e l’abbiamo vinto noi. Il rischio di pensare troppo in là c’è anche per chi sta davanti e lì è dove si sbaglia». E se ad un certo punto il campionato si indirizzasse definitivamente? «Di playoff ne ho fatti – ha sentenziato con decisione Colella -, andare fino alla fine al massimo consente di arrivare ai playoff con la giusta mentalità. Tirare i remi in barca è pericolosissimo». Il direttore Smiderle ha sottolineato: «In questo credo conti tanto l’allenatore. Poi in caso di playoff, il Lane ha il vantaggio di avere alcuni giocatori importanti come Ronaldo, Ferrari e Rolfini più “freschi”».
All’orizzonte però c’è proprio la sfida tra Vicenza e Arzignano e Talarico ha avvisato: «Ci daranno filo da torcere, da quando è tornato il mister è diventata una squadra concreta, che non molla mai e di certo non sarà semplice». Dall’altra parte la grinta del Grifo: «Sappiamo che è una partita importante, la affronteremo per provare a vincerla – ha detto Minesso -. Ci teniamo a far risultato e stiamo andando forte, come tutte le altre settimane. Tornare al Menti è sempre speciale, sarà bello per me. L’ambiente? Credo che per i giocatori di casa sia una spinta in più, per gli avversari non cambia molto».
I due giocatori hanno poi raccontato le loro esperienze, l’attaccante gialloceleste in giro per l’Italia con diverse squadre blasonate e con quattro campionati vinti alle spalle, e il giovane esterno biancorosso tra il vivaio biancorosso, il passaggio a Montecchio, in Eccellenza, e poi quello per Verona, dove ad accoglierlo è stato Gigi Fresco, alla Virtus: «È stato lui a spostarmi sulla fascia: io nel settore giovanile avevo sempre giocato mezzala».
Oggi collaboratore tecnico della Nazionale delle Isole Comore, Colella è tornato su come ha raggiunto questo piccolo territorio africano: «Il ct è un vecchio amico, Stefano Cusin». A novembre il raggiungimento di uno storico obiettivo: la qualificazione per la Coppa d’Africa: «Sono tre mesi che festeggiano. Il calcio africano? Ha un livello notevole, in Nazionale tantissimi giocatori vengono dai principali campionati europei e in Africa ci sono tantissime scuole dei club europei. Tornare in Italia? Credo qui il mio tempo sia scaduto, all’estero c’è molto mercato, grandissima professionalità e grande rispetto».
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