«Il nostro merito è di non aver mai mollato. Ci sono stati dei momenti difficili, ma noi ci abbiamo sempre creduto e noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto, non sarà facile, davanti c’è una squadra importante, però il nostro obiettivo abbiamo chiaro qual è». Matteo Della Morte, ospite alla nuova puntata di È Solo Calcio, condotto come sempre da Nicola Gobbo, ha ribadito ancora una volta che il Lane ci crede, oggi più che mai, dopo il gol di Vesentini che ha messo ko il Padova al 96′.
«Dov’ero? In macchina, non la stavo guardando. Mi hanno chiamato, ma avevo capito che stava succedendo qualcosa perché continuavano ad arrivarmi notifiche», ha raccontato il fantasista biancorosso. E su questo eterno testa a testa si sono espressi anche due grandi ex centrocampisti del Vicenza, Gabriele Savino e Daniele Fortunato, ospiti nell’auditorium del GdV: «Il Padova ora sente il fiato sul collo, io lo vedo un segnale di paura», ha detto il primo. «Le dichiarazioni di Andreoletti che ha detto, dopo la sconfitta di Salò, di essere sicuro di vincere il campionato? È una cosa psicologica, credo sia una riflessione giusta: deve convincere i ragazzi. Vedere questo Vicenza alle spalle mette un po’ di ansia, quindi i giocatori del Padova ne hanno bisogno», è invece l’opinione del secondo. Entrambi concordano sul fatto che i biancoscudati qualcosa abbiamo perso: «Fortin sta facendo più parate, questo è sintomo che concedono qualcosa in più. Ma poi bisogna dare il merito al Vicenza, ai giocatori e allo staff: ritrovarsi oggi a -3 era davvero difficile da pronosticare e la squadra dà la sensazione di avere ancora tanta energia. Poi…domenica la panchina è stata devastante». Su una cosa però i due ex biancorossi erano in disaccordo: «Il pareggio del Padova all’ultimo secondo al Menti non toglie la grande prestazione del Lane – ha detto Savino -. Io trovo che l’episodio sia anche frutto di un po’ di fortuna». «Per me no, sono stati bravi – ha ribattuto Fortunato -. Non perdere contro un Vicenza che meritava di vincere 3-0 è stata un’impresa».
A portare il pensiero dell’Arzignano, dopo il ko del Menti, è stato invece l’ultimo arrivato in casa gialloceleste, Lamine Fofana: «Sapevamo che avremmo incontrato una squadra veramente forte. L’intento era fare il meglio possibile, ma non ci siamo riusciti – ha ammesso -. Sono tutti giocatori importanti: penso che quest’anno il Vicenza sia più squadra rispetto all’anno scorso, hanno qualcosa in più. Noi siamo stati troppo timidi, ma giocare in uno stadio così non è facile». Il centrocampista, originario della Costa d’Avorio, ha poi parlato del suo approdo al Grifo, dopo sei mesi da svincolato: «A Trieste mi sono ritrovato fuori rosa e ho accettato questa opportunità ad Arzignano. La situazione dell’Alabarda? Quello che sta succedendo ora non lo so, l’anno scorso eravamo una bella squadra e il cambio allenatore ha avuto un impatto importante». Ma ora arrivano le partite cruciali per l’Arzignano, la prima domenica al Dal Molin contro la Pro Vercelli, diretta avversaria in ottica salvezza: «Non dobbiamo assolutamente perdere, siamo concentrati su questa, poi penseremo alla Pro Patria e alle prossime sfide, che saranno decisive», ha sottolineato Fofana.
Poi la chiusura di cuore per Matteo Della Morte: «Tengo tanto al Vicenza, qui sono diventato un giocatore completamente diverso. Stare qui è bello, giocare in questo stadio è stupendo. So che l’ho già detto, ma io spero tanto di raggiungere questo obiettivo, per me significherebbe tanto».
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