Il Consiglio comunale dei ragazzi torna a Palazzo Moroni
Dopo decenni gli studenti di nuovo protagonisti della vita politica con elezioni e programmi dedicati alla città. Mercoledì la seduta dei 44 consiglieri eletti e la consegna da parte di Giordani della fascia tricolore al nuovo sindaco
lunedì 8 dicembre 2025di Nicoletta Cozza

PADOVA La tessera elettorale e la scheda per votare erano simili a quelle degli adulti. Pure i seggi erano analoghi ai modelli allestiti per politiche, regionali e amministrative. E a scrutini chiusi non mancherà la fascia tricolore per il “primo cittadino” che verrà proclamato la prossima settimana. Al termine di un minuzioso lavoro di progettualità, infatti, a Palazzo Moroni dopo decenni torna il consiglio comunale dei ragazzi su iniziativa di Cristina Piva, assessore ai Servizi Scolastici, che ha ripreso l’idea adattandola alla realtà odierna delle scuole. A concretizzarla negli uffici di via Raggio di Sole è stata Annalisa Zapperini, funzionario pedagogico del settore a capo del quale c’è Silvano Golin.
I PARTICOLARI
Punto di partenza è stata una ricognizione tra gli Istituti che in Italia hanno già concretizzato il progetto e da qui è partito quello messo a punto a Padova, culminato il 18 e il 20 novembre con le elezioni, identiche nei principi a quelle reali, negli 11 istituti comprensivi aderenti: 1.988 sono stati i votanti nelle primarie e 3.675 nelle secondarie, in totale 5.663 a fronte di un elettorato attivo complessivo di 7.600 unità, in quanto gli aventi diritto erano gli scolari di 4 e quinta elementare e quelli di prima e seconda media. Ogni plesso ha allestito il proprio seggio, con presidente, scrutatore e segretario scelti tra gli studenti, materiali ufficiali, schede, urne, verbali e procedure di scrutinio.
La prima seduta ufficiale con i 44 consiglieri, che resteranno in carica 2 anni, è fissata per mercoledì alle 10 nella sala consigliare del Municipio, quando Giordani metterà la fascia tricolore al suo giovanissimo “omologo” eletto in quel frangente, sancendo ufficialmente l’inizio del mandato e del nuovo percorso di partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della città, che si concretizzerà con riunioni periodiche per discutere di temi di interesse comune, come scuola, ambiente, sport, cultura, legalità, sostenibilità e solidarietà. Che peraltro sono alcuni di quelli inseriti dai candidati nei programmi elettorali, dove non sono mancate le curiosità: per esempio, c’è stato chi in caso si elezione si impegnato per l’inserimento nelle scuole del distributore di merendine e chi ha garantito di adoperarsi per il nuovo ospedale.
LA STORIA
«Siamo partiti – spiega Cristina Piva – da una mozione presentata nel 2022 dal consigliere Gianni Berno con cui chiedeva appunto il ripristino del consiglio comunale dei ragazzi dopo uno stop di oltre 2 decenni. Abbiamo cercato di dare una connotazione consona ai tempi attuali e la dottoressa Zapperini ha preso contatto con le realtà nazionali dove già si fa e con i nostri plessi, nei quali sono stati individuati insegnanti referenti, che hanno coinvolto i ragazzi, mentre noi abbiamo mandato alcuni video sulla Costituzione e su come funziona il Comune. La reazione è stata positiva e gli studenti si sono dimostrati interessati». «Abbiamo portato avanti il progetto – ha aggiunto – anche perché si va sempre meno a votare e quindi vogliamo che i giovanissimi abbiano presente il valore della partecipazione democratica e del voto che è un diritto-dovere. Alla fine gli eletti sono stati 44, 4 per ognuno degli 11 istituiti comprensivi, 2 della primaria e 2 della secondaria. Ora manca l’ultima fase con la designazione del primo cittadino e del suo vice, fissata mercoledì. Nei giorni scorsi abbiamo organizzato una videoconferenza e un buon 80% dei consiglieri si è candidato, motivando perché vorrebbe fare il sindaco dei coetanei, con tanto di programma. Tra i temi più sentiti la manutenzione delle scuole, le aree-gioco per i bambini, le piste ciclabili e la sicurezza sulla strada. Il loro è un modo diverso di pensare la città di cui si deve tener conto. E importante sarà anche che gli eletti quando rientrano in classe raccontino ai compagni la loro esperienza».
«Costruire il disciplinare – ha aggiunto Annalisa Zapperini – non è stato semplice, ma ora abbiamo un modello che sperimenteremo sul campo. In tutte gli step ci siamo raccordati con gli istituti comprensivi, condividendo ogni passaggio e raccogliendo indicazioni, cosa che continueremo a fare anche nelle fasi successive dell’iniziativa».
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