Può essere l’anno giusto per il Lane». Luca Rigoni non ne ha dubbi, così come, dopo aver conseguito l’abilitazione UEFA Pro, è sicuro: «Sono pronto per una prima squadra e lo ero anche per Vicenza. In estate ci sono stati dei discorsi, poi la società ha scelto un allenatore bravo, lo sta dimostrando con i fatti, ma io devo solo ringraziare la proprietà e il presidente Rosso: c’è stima reciproca e non essere stato scelto non ha cambiato assolutamente nulla».
Le parole ell’ex centrocampista biancorosso
Così ha parlato l’ex centrocampista biancorosso, vicentino doc, nella nuova puntata di È Solo Calcio, disponibile per chi se la fosse persa sul canale YouTube, sul sito e sulla pagina Facebook del Giornale di Vicenza, incalzato dalle domande di Nicola Gobbo, assieme anche a Luisa Nicoli, giornalista del Corriere del Veneto e voce del Lane su Radio Stella FM, che ha sottolineato: «Dopo sette giornate abbiamo gli stessi punti del Padova l’anno scorso. Anche se c’è da dire che noi ne avevamo 17, solo due in meno».
Di vicentino…in vicentino
Al fianco di Luca Rigoni nell’auditorium del GdV c’era anche Loris Zonta che prima di tutto ha rassicurato: «Sto bene, ero riuscito ad accelerare i tempi di recupero, ma poi ho avuto un altro piccolo stop. È stato un periodo complicato, che però ora spero sia alle spalle: la prossima settimana, un po’ alla volta, dovrei rientrare con il gruppo per poi essere disponibile quanto il mister lo riterrà opportuno».
Naturalmente con il centrocampista del Lane s’è parlato di questo primo posto e, ripercorrendo anche la passata stagione, il parere è unanime: «Meglio stare davanti dall’inizio alla fine, magari con un tesoretto che ti permetta anche qualche passo falso». «L’anno scorso la rincorsa è stata complicata – ha ammesso Zonta –. Nel girone d’andata non ci siamo goduti i filotti: ne vincevi tre ma anche il Padova lo faceva ed eri sempre a meno dieci. In questo momento l’impressione è che la squadra, anche quando è sotto, non s’innervosisce e riesce a recuperare con pazienza, questa secondo me è la differenza».
Sponda Arzignano
È intervenuto capitan Boffelli: «La fascia? È un’investitura importante da parte della società e dello spogliatoio e sono felice di questa responsabilità», ha esordito. Il leader della retrovia gialloceleste ha parlato anche dei troppi gol subiti: «Per noi non prendere gol era un marchio di fabbrica, quindi non possiamo nasconderci: dobbiamo migliorare sotto questo aspetto – ha proseguito –. Stiamo cercando di proporre un gioco un po’ più propositivo e per fortuna abbiamo fatto qualche rete in più rispetto al nostro solito. Il gruppo? C’è un bel connubio tra l’esperienza che hanno portato giocatori come Chiarello, Bianchi e Minesso e la frizzantezza dei giovani».
Le delusioni più cocenti
Tornando ai vicentini poi s’è parlato delle delusioni più cocenti: «L’anno scorso, ma anche la retrocessione in C», ha detto Zonta. Per Rigoni invece: «La stagione con Viscidi, quando perdemmo i playout con la Triestina». Assieme però i due hanno conquistato la B, e pure una salvezza in cadetteria, con la maglia del Lane: «Da Luca ho provato di carpire il più possibile, è stato un onore giocare con lui».
Ma anche Rigoni ha riservato al centrocampista biancorosso parole al miele: «Oltre ad essere un bravissimo giocatore, la sua dote è l’intelligenza, con lui ci puoi parlare ed è un esempio positivo per lo spogliatoio e poi ha un forte senso d’appartenenza nel Vicenza. È bello vedere tanti vicentini e giovani cresciuti nel vivaio in prima squadra: di questo va dato merito a Michele Nicolin e ai suoi collaboratori».
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