È solo calcio, Gallo: «A Trento ho fatto tremare i muri. I vicentini mi hanno accolto come uno di loro». Rivedi la puntata

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Storie di calcio, storie di vita. «Avevo bisogno di uno che non mi desse ragione e che non ha la mia stessa idea di calcio. È stato il primo nome a cui ho pensato quando il mio precedente collaboratore mi ha detto che voleva rimanere all’Entella».

Fabio Gallo e Filippo Carobbio hanno raccontato il loro rapporto lavorativo e non nell’ultima, a dir poco imperdibile, puntata di È Solo Calcio, condotta da Nicola Gobbo, assieme al caposervizio della redazione sportiva del GdV Eugenio Marzotto e disponibile sul canale YouTube, sulla pagina Facebook e sul sito del Giornale di Vicenza.

Colella e il Lane

Seduto al tavolo assieme a loro anche Giovanni Colella, ex tecnico del Lane, e prima del Bassano, protagonista del passaggio della famiglia Rosso a Vicenza: «Il club di allora non era maturo come lo è oggi. Noi eravamo il Bassano, dal primo all’ultimo. Oggi la società ha imparato dalle esperienze fatte e si è strutturata».

«La proprietà si sente, non ci fa mancare niente e non ti regala niente», ha confermato Gallo parlando del suo rapporto con i Rosso. Il campo? Non è mancata l’analisi della partita di Coppa e uno sguardo alla prossima partita, contro la Giana, in cui il Lane dovrà far fronte a diverse assenze.

Difesa a 3 o a 4 per domenica

«Difesa a 3 o a 4? Penso a tre: stiamo vagliando altre soluzioni, ma mettendoci a quattro toglierei la caratteristica che mi piace di più: i quinti offensivi – ha spiegato Gallo -. Attaccanti? Sono tutti forti e interscambiabili. La rotazione fa sì che loro vadano sempre al massimo: tutti vogliono giocare». «Se non cambi i giocatori, non ti ascoltano – lo ha incalzato Colella -. Devi fare quello che dici, allora ti rispettano». «Parole sacrosante», ha sottolineato il tecnico del Vicenza.

Ma c’è stato un tempo anche per l’emozione di Filippo Carobbio, che ha spiegato: «Per me essere a Vicenza è un’esperienza bellissima, inaspettata. Fabio me l’aveva promesso, lui mi veniva spesso a vedere quando allenavo il Brusaporto, in D. Qui non voglio essere di passaggio: assieme a Gallo voglio riportare il Vicenza in B. Tornare tra i professionisti dopo 15 anni non l’avrei mai immaginato: dopo quello che è successo mi sono preso le mie responsabilità, con grande fatica, sacrificio e sofferenza mi sono rialzato e ora ho grande voglia di riscatto. A Vicenza sono stato accolto dalla gente come se fossi uno di loro».

Gallo e Carobbio

Mister Gallo dal canto suo non ha avuto dubbi: «Ci siamo conosciuti all’Atalanta, ma lui era un bambino. Poi non ci siamo sentiti, ma ho sempre avuto un’ottima opinione di lui. Io di sicuro non sono uno stinco di santo, gli errori li commettono tutti. Lo apprezzo perché è una persona leale e poi…tra i due lui è quello esperto della fase offensiva». Due tecnici che si completano e Carobbio ha sottolineato: «La sua capacità comunicativa è impressionante. Tra primo e secondo tempo dice sempre le cose giuste».

Gallo e la svolta nella carriera

Ma poi l’allenatore biancorosso ha raccontato anche del suo momento di difficoltà: «Quando mi hanno impedito di fare il collaboratore di Giampaolo al Brescia per un anno non ho visto una partita. Un amico mi ha coinvolto in una start up, io sono rimasto affascinato dal relatore, volevo fare quello, non vendere polizze. È stato un anno formativo pazzesco: ho fatto dei corsi importantissimi e poi mi hanno richiamato quando stavo facendo il cammino di Santiago e ho avuto la fortuna di ricominciare con i ragazzi. Nel settore giovanile puoi modificarti e correggere, quindi ho avuto la possibilità di sperimentare quello che avevo imparato, i grandi si infilano come l’acqua nelle crepe».

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