Giornalismo e show tv, Papetti: «Il dovere di dare le notizie e la libertà di lettori e telespettatori di decidere come informarsi e farsi un’opinione»
La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti
domenica 7 dicembre 2025di Roberto Papetti

Egregio direttore,
non voglio certo insegnare il mestiere di giornalismo a nessuno, ma a in certi studi televisivi si dà molta visibilità a delinquenti veri e propri (per loro stessa ammissione) che godono di un’incredibile impunità, ed il loro operato quasi sempre giustificato da eminenti personalità in studio, che vedono la causa del loro comportamento nell’operato del governo (ogni occasione è buona). Non c’è a mio modesto parere il rischio di creare proseliti, dando continuamente luce a questi personaggi?
Gerardo
La risposta del Direttore del Gazzettino Roberto Papetti
Caro lettore,
è una questione antica. Più del giornalismo. Ma quando si fa informazione non si può applicare il criterio del “cui prodest”, cioè non si può decidere se pubblicare o meno una notizia in base alle conseguenze, positive o negative, che avrà o che potrà avere su qualcuno o su qualcosa. Naturalmente ci possono essere e ci devono essere delle eccezioni. Per esempio nel caso dei suicidi si usa spesso una particolare cautela (niente foto, pochi dettagli) nel dare la notizia proprio per evitare un possibile effetto emulatorio su persone già fragili.
Ci sono anche stati momenti storici in cui i giornali e le tv, peraltro non tutti, hanno deciso di non dare alcune notizie. Per esempio durante il sequestro Moro da parte delle Brigate Rosse non venivano pubblicati né letti i comunicati dei terroristi per non offrire una vasta platea ai deliranti teoremi delle Br. Ma si tratta appunto di situazioni eccezionali.
E che comunque non hanno trovato d’accordo tutti gli operatori della comunicazione. Il principio basilare su cui si fonda l’informazione, per quanto non sia affatto semplice da applicare, è che le notizie se ci sono, si danno. Belle e brutte. Perché l’opinione pubblica, almeno quella interessata, deve sapere ciò che accade. E deve conoscere anche le posizioni che ci sono all’interno della società e del mondo politico su determinati temi. Penso sia sbagliato salire su un piedistallo e decidere cosa è bene e cosa non è bene che i cittadini sappiano o leggano. I lettori e telespettatori in larghissima maggioranza sono dotati di maturità e consapevolezza sufficienti per valutare e discernere una notizia. E farsi una loro opinione.
E credo sappiano anche comprendere ciò che è informazione e ciò che è soprattutto spettacolo. Come alcuni talk show televisivi dove si esasperano le contrapposizione tra opinioni diverse non per aiutare a capire e farsi un’opinione, ma esclusivamente per alzare il livello di audience. Ma questo è un altro discorso.
Ultimo aggiornamento: 8 dicembre, 09:20
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