Prima della Scala, 11 minuti di applausi per Lady Macbeth. In sala Segre e Giuli. Incasso record di 2,6 milioni
Riccardo Chailly sul podio per la dodicesima inaugurazione di stagione e la regia di Vasily Barkhatov
domenica 7 dicembre 2025
- L’incasso della Prima 2,6 milioni di euro
- Alla Scala applauso a Segre prima dell’Inno di Mameli
- Per la prima volta alert avverte spettatori su contenuti sensibili
Alla Scala oltre 11 minuti di applausi per Lady Macbeth
È stata salutata da oltre undici minuti di applausi la prima di ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ che questa sera ha inaugurato la stagione lirica della Scala.
Appausi per tutti, calorossimi per il maestro Riccardo Chailly e per il regista Vasily Barkhatov.
Barbara Berlusconi: la cultura russa è straordinaria
«La cultura russa è una cultura straordinaria, una cultura antica, quindi credo che sia importante presentare opere che vengono da lì e che sono state composte da compositori di tutto il mondo. La Scala questo l’ha sempre fatto e continuerà a farlo». Lo ha detto Barbara Berlusconi, parlando con i giornalisti a margine della prima della Scala che quest’anno porta in scena l’opera russa ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ di Shostakovich.
Segre: applausi? Sono io che voglio bene alla Scala
«Sono io che voglio bene alla Scala»: la senatrice a vita Liliana Segre ha commentato in questo modo gli applausi che anche oggi ha ricevuto al suo ingresso nel palco centrale alla Prima di ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk. Un’opera «piuttosto scandalosa», ha ammesso e, dando un commento alla Lady Macbeth ha dato una risposta «in tre tappe». «Primo, avevo letto prima che cosa sarei venuta a vedere, a sentire. Secondo, sono così vecchia e da quando avevo cinque anni vengo alla Scala. Quindi sono preparata» a tutto, «al balletto, all’opera per bambini, a quella che sta qui che è piuttosto scandalosa. Però mi interessa sempre, ho sempre interesse a quello che vedo alla Scala, che sento. Mi interessa, poi posso giudicare secondo il mio gusto, però alla base mi interessa».
Segre: opera scandalosa ma mi interessa sempre
«Avevo letto in anticipo che cosa sarei venuta a vedere ea sentire. Ed è da quando avevo cinque anni che vengo alla Scala. Quindi sono preparata al balletto, all’opera per bambini ma quella di stasera è piuttosto scandalosa. Però mi interessa sempre». A dirlo è la senatrice a vita Liliana Segre, durante il primo intervallo dell’opera ‘Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk’ di Dmitrij Shostakovich che apre la stagione lirica. “Ho sempre interesse per quello che vedo alla Scala, che sento. Mi interessa – rimarca la senatrice, habitué del Piermarini -. Poi, posso giudicare secondo il mio gusto, però alla base mi interessa l’opera”. Quanto agli applausi ricevuti quando ha fatto il suo ingresso sul palco reale, Segre commenta: “Sono io che voglio bene alla Scala”.
L’incasso della Prima 2,6 milioni di euro
È di 2.679.482 euro l’incasso della Prima del 7 dicembre che apre la stagione lirica del teatro alla Scala con ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’. Si tratta di un record di incassi (leggermente inferiore alle cifre circolate negli ultimi giorni, ma comunque il più alto di sempre). La Forza del Destino lo scorso anno ha infatti incassato 2.560.000 euro, mentre l’anno prima Don Carlo 2.582.000 euro.
Sala: prossimo anno ci sarà Mattarella
«Ho visto il presidente Mattarella qualche giorno fa, l’anno prossimo ci sarà». Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, alla Prima della Scala. «Lo spero proprio, anche perché sarà la mia ultima Prima della Scala da sindaco», sottolinea specificando «si tratta già della decima».
Alla Scala applauso a Segre prima dell’Inno di Mameli
È stata salutata da un applauso del pubblico la senatrice a vita Liliana Segre al suo ingresso nel palco centrale della Scala, che quest’anno apre la stagione lirica con ‘Una lady Macbeth nel distretto di Mcensk’ diretta da Riccardo Chailly, al suo dodicesimo e ultimo 7 dicembre come direttore musicale del teatro. Il maestro, applaudito al suo ingresso, ha diretto l’inno di Mameli con tutto il pubblico che si è alzato e ha anche timidamente cantato. Nel palco centrale alla destra di Segre siede il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e alla sua sinistra il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Dietro di loro il governatore Attilio Fontana, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, la vicepresidente della Camera Anna Ascani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria di Stato Usa Sara Rogers.
Barbara Berlusconi: La Scala ha il coraggio di far pensare
La scelta di inaugurare la stagione con Una Lady Macbeth del distretto di Mcesk di Sostakovic «conferma che la Scala non è solo un luogo di memoria: è anche un teatro che ha il coraggio di proporre opere che fanno pensare, che interrogano il pubblico, lo sfidano, e che raccontano la complessità del nostro tempo»: di questo è convinta Barbara Berlusconi, membro del cda del Piermarini, arrivata alla Prima del 7 dicembre insieme al compagno Lorenzo Guerrieri in un abito Armani delle scorse stagioni, che ha già indossato, come omaggio allo stilista da poco scomparso. Un ruolo, quello di membro del cda, che Barbara Berlusconi vive con «senso di responsabilità” e impegno per dare un «costante contributo al sostegno e alla valorizzazione del lavoro straordinario del teatro». La Lady è «un titolo ‘ruvido’, forte, volutamente impegnativo, che non cerca il consenso facile. È un’opera intensa, profonda, scomoda, ma anche attualissima per i temi che propone». E quindi oggi non è «una semplice apertura di stagione di gala ma una scelta consapevole: un invito al pubblico a riflettere, a confrontarsi, a uscire dallo schema dell’opera come semplice intrattenimento. Custodire il passato, ma avere il coraggio di proporre titoli non scontati: questa è la forza della Scala » che «rappresenta l’eccellenza italiana e continua ad avere un ruolo internazionale che pochi altri luoghi della cultura possono vantare.
Fontana, governo assente alla Scala? Ce ne faremo una ragione
«Ce ne faremo una ragione, noi viviamo bene anche da soli…». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, arrivando alla Prima della Scala a Milano, replicando a chi gli chiedeva dell’assenza di esponenti di governo fatta eccezione per il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Per la prima volta alert avverte spettatori su contenuti sensibili
Per la prima volta al Teatro alla Scala debutta l’alert per gli spettatori che li mette in guarda su eventuali contenuti sensibili legati al tema della scabrosità dell’opera ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ di Smitrij Shostakovic che inaugura questa sera la stagione lirica. Vista la trama con omicidi e violenza sui tablet, insieme ai sottotitoli, appare anche l’avvertenza che «alcune scene potrebbero urtare la sensibilità degli spettatori».
Alle 18 via alla Prima più attesa dell’anno con “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk”
Teatro della Scala , alle 18 in punto si avvia la Prima più attesa dell’anno, con Riccardo Chailly sul podio per la dodicesima inaugurazione di stagione e la regia di Vasily Barkhatov. L’opera, «Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk» di Dmitrij Šostakovič, sarà trasmessa in diretta su Rai1 e Rai Radio3 dalle ore 17.45, permettendo al pubblico di assistere a una delle pagine più intense della storia musicale del XX secolo. Tratta dal romanzo di Nikolaj Leskov, l’opera racconta la storia di Katerina Izmajlova, giovane donna costretta a un matrimonio infelice e sottomessa alle angherie del suocero. La passione proibita per il garzone Sergej la trascina in una spirale di omicidi e tradimenti, fino a un finale di disperazione e morte. La prima del 1934 a Leningrado e Mosca riscosse un successo travolgente, con duecento rappresentazioni in appena due anni. La modernità della scrittura musicale, l’uso innovativo della politonalità e la fusione tra melodie popolari russe e citazioni mitteleuropee, come l’eco del Lied von der Erde di Mahler, conquistarono pubblico e critica. Ma la politica sovietica era implacabile: nel 1936, Stalin stesso assistette a una rappresentazione e ben presto l’opera venne bandita, costringendo Šostakovič a un lungo periodo di emarginazione ea produrre, nel 1963, la versione edulcorata Katerina Ismailova. Alla Scala , la produzione 2025 celebra il cinquantesimo anniversario della morte di Šostakovič con un cast di primissimo pianoforte: Sara Jakubiak e Katerina, affiancata da Najmiddin Mavlyanov, Yevgeny Akimov e Alexander Roslavets. Scene, costumi e luci sono rispettivamente curati da Zinovy Margolin, Olga Shaishmelashvili e Alexander Sivaev. L’orchestra e il coro del Teatro alla Scala saranno diretti da Chailly, che racconta: “Šostakovič accenna, ammicca, fonde tradizione popolare e modernità orchestrale con una potenza emotiva unica. Il grottesco convive con la tragedia in un equilibrio che sconvolge ancora oggi».
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Ultimo aggiornamento: 8 dicembre, 00:13
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