Roberto Palumbo, il primario dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma agli arresti domiciliari. «Stava intascando una mazzetta da 3mila euro»
Il direttore di Nefrologia accusato di corruzione per una presunta tangente da 3mila euro
lunedì 8 dicembre 2025di Valentina Errante

È stato arrestato in flagrante mentre incassava del denaro, una presunta tangente, una prassi secondo la procura di Roma che aveva già indagato per corruzione Roberto Palumbo (orginario di Cassino), primario di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Sant’Eugenio, con l’ipotesi che indirizzasse i pazienti in dialisi in alcune strutture private. Con lui, gli uomini della Squadra mobile di Roma, giovedì sera, hanno arrestato anche l’imprenditore Maurizio Terra, rappresentate legale della Dialeur, società che gestisce un centro dialisi ambulatoriale accreditato con la Regione. I tremila euro cash avrebbero confermato i sospetti. Venerdì il pm Gianfranco Gallo li ha interrogati, Palumbo è rimasto in carcere, per Terra sono stati disposti i domiciliari. Intanto gli agenti hanno perquisito anche Giovanni Lombardi, fondatore di Nefrocenter, i nefrologi Carmine De Cicco e Annalisa Maria Valeria Pipicelli, Nicolò Lucio Vinciguerra presidente del cda Namur, Federico Germani legale rappresentante Omnia 2025, società che gestiscono centri specializzati in emodialisi. Tutti indagati per corruzione. Quindi altre due persone non indagate. Gli arresti invece dovranno essere convalidati dal gip che, dopo l’udienza, si è riservato.
L’IPOTESI
Sono quattordici in tutto gli indagati nell’indagine, avviata oltre un anno fa e coordinata dall’aggiunto Giuseppe De Falco e dal pm Gallo. Le indagini sono partite dalla denuncia di un altro nefrologo e l’ipotesi dell’accusa, che inizialmente aveva iscritto Palumbo per concussione, è che il medico indirizzasse i pazienti che aveva in cura in ospedale presso alcune strutture, convenzionate con il servizio sanitario regionale e specializzate in dialisi, gestite da imprenditori che erano disposti a pagargli mazzette. Le cliniche sospettate sono cinque. L’accusa nasce dalla denuncia del nefrologo Carmelo Antonio Alfarone che ha denunciato Palumbo, sostenendo di essere stato costretto a consegnargli circa 700mila euro minacciandolo di non indirizzare più i pazienti dimessi dal Sant’Eugenio e ancora bisognosi di cure al Rome medical group. Alfarone avrebbe così pagato 3mila euro per ciascun paziente per un totale di 120mila euro tra il 2019 e il 2021 anche pagando l’affitto di casa dove il medico, al quale aveva anche comprato i mobili, viveva. Quindi avrebbe pagato il canone di leasing della Mercedes del primario, oltre a saldare per lui i conti in ristoranti e negozi di lusso, grazie alla consegna di tre carte di credito dell’associazione. Infine lo avrebbe costretto ad assumere al mese la sua compagna per 2.500 euro. Gli inquirenti ipotizzano che la documentazione acquisita dalla Mobile nel corso delle perquisizioni possa confermare i sospetti. Ma oltre un anno di intercettazioni ha fatto emergere un business da capogiro intorno alla gestione delle cliniche. I soldi sarebbero stati pagati a Palumbo qualche volta cash, altre volte attraverso consulenze fittizie al medico, con un giro di false fatture emesse da una società creata ad hoc. Dopo essersi incontrati nei pressi della Regione Lazio, l’imprenditore a bordo dell’autovettura in uso al primario ha consegnato a Palumbo la mazzetta in banconote da 100 e 50 euro poi intercettata dagli agenti.
LA DIFESA
Nel corso del lunghissimo interrogatorio Terra e Palumbo, difesi dall’avvocato Antonello Madeo, hanno raccontato un’altra storia. Palumbo ha riferito di essere di fatto socio al 60 per cento di Dialeur, mentre il restante 40 è di Nefroline che appartene al gruppo Nefrocenter. I 3mila euro sarebbero stati «un acconto degli utili della quota di fatto detenuta da Palumbo in Dialeur». Quel pagamento, ha ammesso lo stesso Palumbo, secondo il quale la denuncia è nata dalla competizione tra nefrologi, sarebbe stata la corresponsione di entrate della Dialeur della quale sarebbe socio occulto. E per i quali avrebbe avuto intorno a 5 o 6mila euro di utili solo nel 2024. Ma i pm continuano a pensare che il giro di soldi sia molto più ampio. E hanno depositato intercettazioni e conversazioni nella richiesta di convalida.
I DOMICILIARI
I due indagati hanno sostenuto ieri l’interrogatorio davanti al gip, che ha disposto gli arresti domiciliari per Roberto Palumbo, responsabile del reparto Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio, arrestato e portato in carcere nei giorni scorsi mentre intascava una mazzetta da tremila euro dall’imprenditore Maurizio Terra. Per quest’ultimo confermati i domiciliari. Nell’indagine si procede per corruzione.
Ultimo aggiornamento: 12:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA




Source URL: http://ilgazzettino.it/italia/cronaca_nera/roberto_palumbo_primario_ospedale_sant_eugenio_roma_mazzetta_3mila_euro_arresti_domiciliari-9233543.html












