Paolo Bonafè lascia Azione senza coordinatore comunale: il direttivo fa cadere la maggioranza dopo l’appoggio (non discusso) al Pd
Undici componenti su venti del direttivo veneziano hanno presentato le dimissioni facendo cadere la maggioranza
lunedì 8 dicembre 2025di Davide Tamiello

MESTRE – Il segretario va in direzione contraria al partito? Il direttivo lo fa cadere. Paolo Bonafè, da martedì scorso, non è più il coordinatore comunale di Azione. Undici componenti su venti del direttivo veneziano, infatti, hanno presentato le dimissioni facendo cadere la maggioranza. Bonafè ha quindi a sua volta comunicato al segretario metropolitano, Cristian Zara, di voler lasciare l’incarico. L’aventino dei consiglieri, guidati dall’ex consigliere regionale Gennaro Marotta, è stato motivato da «profonde e insanabili riserve nei confronti del comportamento tenuto dal segretario comunale Paolo Bonafè, giudicandolo non coerente con i principi a cui si ispirano i valori del partito Azione in cui continuano convintamente a riconoscersi, restando ad esso iscritti e mantenendo le loro eventuali cariche in altre articolazioni territoriali».
Ma in cosa consistono queste profonde e insanabili riserve? A far scoppiare il caso Azione è stato il cambio di rotta (non programmato, a detta dei dimissionari) di Bonafè in vista delle amministrative della prossima primavera. Pietra dello scandalo il supporto al partito democratico alle regionali con la prospettiva di ripetere l’asse anche alle comunali. «Non ci siamo mai seduti al tavolo con quella che definisco la sinistra-centro – spiega Marotta – né siamo mai stati invitati a farlo. Non ne abbiamo mai parlato in direttivo, non ci è mai interessato. Ci è stato comunicato via WhatsApp che il partito avrebbe supportato il partito democratico e Manildo. Non ci è piaciuto, non si traccia così una linea politica».
CENTROSINISTRA
La maggioranza del direttivo non ha gradito l’accostamento al centrosinistra, in particolare con la coalizione: molti di loro non hanno alcuna intenzione di finire in una squadra che al suo interno comprende anche il Movimento 5 Stelle. «Siamo abituati a scegliere le persone e i programmi, questa è l’indicazione dei vertici – precisa Zara – lo prova il fatto che a Noale siamo all’interno di un’amministrazione di centrodestra mentre a Spinea appoggiamo il sindaco Franco Bevilacqua che è di centrosinistra».
VERSO IL CONGRESSO
Il partito si trova a Venezia senza una guida, ufficialmente, fino al prossimo congresso comunale. Il tempo stringe e la primavera elettorale è dietro l’angolo, quindi una soluzione si troverà già mercoledì quando Bonafè e Zara incontreranno il segretario regionale Carlo Pasqualetto per un chiarimento sulle ragioni delle dimissioni. Le opzioni sul tavolo sono due: nominare un commissario o, più probabile, affidare il ruolo di segretario ad interim al coordinatore metropolitano affiancandolo a un gruppo di “saggi” veneziani.
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