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“UNA DECISIONE GRAVISSIMA, HANNO UCCISO L’ANAC” – OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO PER LA NOMINA DA PARTE DEL GOVERNO DEL LEGHISTA TRIFONE “NUCCIO” ALTIERI ALLA GUIDA DELL’AUTORITA’ ANTICORRUZIONE. PER LA PRIMA VOLTA UN UOMO DI PARTITO VIENE INDICATO PER GUIDARE L’ORGANISMO CHE DEVE CONTROLLARE GLI APPALTI DELLA POLITICA – ALTIERI È UN POLITICO DI PROFESSIONE. DEPUTATO ELETTO CON FORZA ITALIA, FEDELISSIMO DI RAFFAELE FITTO, È PASSATO ALLA LEGA. GRANDE AMICO DI SALVINI, NEL DICEMBRE 2018, DURANTE IL PRIMO GOVERNO CONTE, ALTIERI VIENE NOMINATO PRESIDENTE DI INVIMIT. GIORGIA MELONI, POI, LO MANDA NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI LEONARDO – IL NODO DEL PONTE SULLO STRETTO: IL PREDECESSORE BUSIA, SOTTO LA GUIDA DEL QUALE L’ANAC E’ STATA UNA SPINA NEL FIANCO DELL’ESECUTIVO, HA CONTESTATO IN PARLAMENTO, E CON SEGNALAZIONI FORMALI, IL PERCORSO DELL’OPERA PIÙ CARA A SALVINI. COSA ACCADRA’ ORA?
Giuliano Foschini, Antonio Fraschilla per repubblica.it – Estratti
L’ultima volta che era finito sulla prima pagina di un giornale era stato per il suo matrimonio: aveva aperto una lista nozze nella quale chiedeva che gli invitati gli regalassero un trullo.
Questa volta però il regalo gliel’hanno fatto i suoi amici del centrodestra: il governo Meloni ha scelto Trifone “Nuccio” Altieri, sempre elegantissimo politico di centrodestra, per guidare l’Autorità nazionale anticorruzione, l’organismo che deve vigilare sugli appalti pubblici e controllare l’operato delle amministrazioni.
Il cdm ieri ha deliberato l’avvio della procedura per la sua nomina, che si porta dietro un iter parlamentare. Ma la scelta è fatta. E segna una svolta: per la prima volta un uomo di partito viene indicato per guidare l’organismo che deve controllare gli appalti della politica. Compresi quelli dei suoi amici, a partire da Matteo Salvini e dall’intera filiera del ministero dei Trasporti.
Perché Altieri è un politico di professione. Deputato eletto con Forza Italia, fedelissimo di Raffaele Fitto, lo segue in Direzione Italia per poi tradirlo, passando alla Lega e rompendo un sodalizio che sembrava inscindibile.
Nel 2018 si candida nel collegio di Monopoli, dalle parti del trullo, ma non viene eletto. Nel 2020 è il nome sul quale punta la Lega per le regionali pugliesi. Raccontano che Fitto decida di candidarsi, perdendo poi contro Emiliano, proprio per impedirgli di correre. Salvini, però, è un grande amico. Come Roberto Marti, potentissimo parlamentare leghista, molto attivo nel mondo dei trasporti, proprio come il «suo» ministro. E Salvini sa ricompensare gli amici.
SALVINI TRIFONE NUCCIO ALTIERI
Nel dicembre 2018, durante il primo governo Conte, Altieri viene nominato presidente di Invimit, la società del ministero dell’Economia che valorizza il patrimonio immobiliare dello Stato. Poi arriva Giorgia Meloni, che lo manda nel consiglio di amministrazione di Leonardo. Nuccio è un presenzialista. E raccontano che si sia arrabbiato moltissimo quando, nella sua Polignano, non gli è stato concesso abbastanza spazio sul palco del prestigioso festival del Libro Possibile, la kermesse letteraria sponsorizzata proprio da Leonardo, che per colpa di quella partnership era finita tra le polemiche sui festival culturali finanziati da una fabbrica di armi.
(…) Con il governo Meloni, sotto la presidenza Busia, l’Anac è diventata spesso una spina nel fianco dell’esecutivo. Lo scorso agosto ha contestato al governo e al Parlamento le proroghe delle concessioni autostradali e il mancato rispetto dell’obbligo, per i concessionari senza gara europea, di affidare all’esterno attraverso procedure trasparenti tra il 50 e il 60 per cento di lavori, servizi e forniture. Un tema particolarmente caro alla politica.
ANTONIO TAJANI – GIORGIA MELONI – MATTEO SALVINI – FOTO LAPRESSE
Busia ha poi contestato in Parlamento, e con segnalazioni formali, il percorso dell’opera più cara a Salvini: il ponte sullo Stretto. Parlando di sprechi e di un «vantaggio enorme ai privati». Parole che hanno fatto infuriare anche la premier. E, restando nel perimetro del governo, l’Autorità ha fatto le pulci all’Enit durante l’era della ministra Daniela Santanchè per alcune operazioni commerciali e sponsorizzazioni di festival ed eventi.
Non basta. Busia si è opposto all’abolizione dell’abuso d’ufficio, ha denunciato i rischi dei conflitti di interesse e criticato la riforma degli appalti, avvertendo che l’eccessiva semplificazione, le deroghe e gli affidamenti diretti possono ridurre la concorrenza e i controlli sulla spesa pubblica. Le opposizioni parlano di occupazione politica. «Hanno ucciso l’Anac», attacca Angelo Bonelli di Avs. Per Enza Rando, responsabile Legalità del Pd, è una scelta «irresponsabile e gravissima», che compromette autonomia e credibilità di un’Autorità che da controllare diventa
Giuliano Foschini, Antonio Fraschilla per repubblica.it – Estratti
L’ultima volta che era finito sulla prima pagina di un giornale era stato per il suo matrimonio: aveva aperto una lista nozze nella quale chiedeva che gli invitati gli regalassero un trullo.
Questa volta però il regalo gliel’hanno fatto i suoi amici del centrodestra: il governo Meloni ha scelto Trifone “Nuccio” Altieri, sempre elegantissimo politico di centrodestra, per guidare l’Autorità nazionale anticorruzione, l’organismo che deve vigilare sugli appalti pubblici e controllare l’operato delle amministrazioni.
Il cdm ieri ha deliberato l’avvio della procedura per la sua nomina, che si porta dietro un iter parlamentare. Ma la scelta è fatta. E segna una svolta: per la prima volta un uomo di partito viene indicato per guidare l’organismo che deve controllare gli appalti della politica. Compresi quelli dei suoi amici, a partire da Matteo Salvini e dall’intera filiera del ministero dei Trasporti.
Perché Altieri è un politico di professione. Deputato eletto con Forza Italia, fedelissimo di Raffaele Fitto, lo segue in Direzione Italia per poi tradirlo, passando alla Lega e rompendo un sodalizio che sembrava inscindibile.
Nel 2018 si candida nel collegio di Monopoli, dalle parti del trullo, ma non viene eletto. Nel 2020 è il nome sul quale punta la Lega per le regionali pugliesi. Raccontano che Fitto decida di candidarsi, perdendo poi contro Emiliano, proprio per impedirgli di correre. Salvini, però, è un grande amico. Come Roberto Marti, potentissimo parlamentare leghista, molto attivo nel mondo dei trasporti, proprio come il «suo» ministro. E Salvini sa ricompensare gli amici.
SALVINI TRIFONE NUCCIO ALTIERI
Nel dicembre 2018, durante il primo governo Conte, Altieri viene nominato presidente di Invimit, la società del ministero dell’Economia che valorizza il patrimonio immobiliare dello Stato. Poi arriva Giorgia Meloni, che lo manda nel consiglio di amministrazione di Leonardo. Nuccio è un presenzialista. E raccontano che si sia arrabbiato moltissimo quando, nella sua Polignano, non gli è stato concesso abbastanza spazio sul palco del prestigioso festival del Libro Possibile, la kermesse letteraria sponsorizzata proprio da Leonardo, che per colpa di quella partnership era finita tra le polemiche sui festival culturali finanziati da una fabbrica di armi.
(…) Con il governo Meloni, sotto la presidenza Busia, l’Anac è diventata spesso una spina nel fianco dell’esecutivo. Lo scorso agosto ha contestato al governo e al Parlamento le proroghe delle concessioni autostradali e il mancato rispetto dell’obbligo, per i concessionari senza gara europea, di affidare all’esterno attraverso procedure trasparenti tra il 50 e il 60 per cento di lavori, servizi e forniture. Un tema particolarmente caro alla politica.
ANTONIO TAJANI – GIORGIA MELONI – MATTEO SALVINI – FOTO LAPRESSE
Busia ha poi contestato in Parlamento, e con segnalazioni formali, il percorso dell’opera più cara a Salvini: il ponte sullo Stretto. Parlando di sprechi e di un «vantaggio enorme ai privati». Parole che hanno fatto infuriare anche la premier. E, restando nel perimetro del governo, l’Autorità ha fatto le pulci all’Enit durante l’era della ministra Daniela Santanchè per alcune operazioni commerciali e sponsorizzazioni di festival ed eventi.
Non basta. Busia si è opposto all’abolizione dell’abuso d’ufficio, ha denunciato i rischi dei conflitti di interesse e criticato la riforma degli appalti, avvertendo che l’eccessiva semplificazione, le deroghe e gli affidamenti diretti possono ridurre la concorrenza e i controlli sulla spesa pubblica. Le opposizioni parlano di occupazione politica. «Hanno ucciso l’Anac», attacca Angelo Bonelli di Avs. Per Enza Rando, responsabile Legalità del Pd, è una scelta «irresponsabile e gravissima», che compromette autonomia e credibilità di un’Autorità che da controllare diventa

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

FLASH! – A “QN” SERVONO PIU’ DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO “LENNY” DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C’ERA: L’HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL “QUOTIDIANO NAZIONALE” – NELLA PAGINA DEDICATA ALL’EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C’È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) – È SOLO UNO DEI “REFUSI” SULL’EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL’EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI – UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C’È ANCORA TANTO DA LAVORARE…

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

DAGOREPORT – PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI – AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C’ERA MARIA ELENA BOSCHI – PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A “NASCONDERE” RENZI – BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI – DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO – LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L’IPOTESI FEDERATORE…

DAGOREPORT – AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL’85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL’AIAC, IL “MATUSA” DELLA PANCHINA E’ DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO – COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

DAGOREPORT – LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA’ NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL ‘MAGA’ VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE – LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL’IDIOTA E’ UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) – SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO’ METTERE IN QUEL POSTO) – IL RUOLO DI OBAMA, L’ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO…





















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