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“ALLEGRI DOPO UNA SETTIMANA AVEVA SPIEGATO A DE LAURENTIIS E AL DS MANNA CHE SENZA TRE ACQUISTI DI LIVELLO SAREBBERO STATI GUAI” – ZAZZARONI E LA CRISI DEL NAPOLI: “FORSE UNA VOLTA COMPRESO CHE NON L’AVREBBERO ASCOLTATO, ALLEGRI AVREBBE DOVUTO STRAPPARE, ANDARSENE E SBATTERE LA PORTA, MA ARRENDERSI PRIMA DI AVER COMBATTUTO NON È NEL SUO STILE E A VOLTE LO STILE CI FREGA. QUESTO NAPOLI È UNA SQUADRA POVERA DI ENERGIA CHE, OLTRETUTTO, HA PERSO VIA VIA GIOCATORI FONDAMENTALI, PENSO A ALISSON E NERES, A LOBOTKA E SPINAZZOLA…” – I GRANDI COLPEVOLI DELLA CRISI DEL NAPOLI SONO DE LAURENTIIS, IL DS MANNA (CHE NON HA AZZECCATO NEANCHE UN ACQUISTO) E L’UOMO DEI CONTI CHIAVELLI…
Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it -Estratti
(…)
E la realtà è una squadra povera di energia che, oltretutto, ha perso via via giocatori fondamentali, penso a Alisson e Neres, a Lobotka e Spinazzola, un paio per trascuratezze evidenti. Allegri al momento non sta aggiungendo nulla, succede anche ai migliori: non so che fine farà, so però che dopo una settimana aveva spiegato al presidente e al ds che senza due o tre acquisti freschi e di livello sarebbero stati guai.
Forse una volta compreso che non l’avrebbero ascoltato avrebbe dovuto strappare, andarsene e sbattere la porta, ma arrendersi prima di aver combattuto non è nel suo stile e a volte lo stile ci frega.
Ora la figura di Max, per uno di quegli effetti ottici che stingono nella memoria, somiglia al Conte napoletano con un piede già fuori dall’uscio.
Io ricordo tutto, anche perché non sono trascorsi dieci anni, ma uno. Ricordo, ad esempio, quando dopo il 6-2 di Eindhoven tifosi e media ripresero a parlare di Conte «che non regge le due competizioni e che in Europa ha sempre fatto male».
Noi del Corriere eravamo tra i pochi a difenderlo con convinzione e a tentare di spiegare la natura delle difficoltà. Ricordo che anche allora, proprio come oggi, Antonio aveva un sacco di assenti eccellenti e che in precedenza aveva chiesto alla società di liberarlo di Lang (Galatasaray), Lucca (Nottingham) e Marin (Villarreal), acquisti che aveva condiviso con Manna. Questa è storia minima.
E ricordo, come voi, le sue parole dopo Bologna («non voglio accompagnare il morto») ma non ho dimenticato che seppe riprendersi e riportare squadra, società e città in Champions. Nessuno parlava della qualità del gioco, mesi fa, tutti dei risultati.
Oggi Conte è out e ovviamente rimpianto: c’è Allegri il cui arrivo è stato accompagnato da tutte le diffidenze possibili da parte di chi lo accusa di non dare un gioco, non avere un’idea, essere sorpassato – proprio come Mou, Ancelotti, Spalletti e Sarri, dei maestri – e altre stronzate simili.
L’analisi è andata a farsi friggere, si parla solo di amichettismo e nemichettismo (se ci sono gli amici, non mancano i nemici giurati, le allegre comari e neanche i termini orrendi per classificarle), il pregiudizio impera e quando vengono a mancare i risultati dilaga. Ci vuole tempo e ci vorrebbe pazienza. Mancano entrambi e quindi sarà quel che sarà. Ma i problemi resteranno perché sono più concreti di un capro espiatorio.
PS. Vorrei tanto sapere cos’ha mangiato Allegri da metà febbraio, non una vita fa, a oggi, visto che dopo 25 giornate il suo Milan era secondo con 54 punti e una sola sconfitta contro le 4 dell’Inter prima. So invece cosa si sta mangiando da qualche settimana.
Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it -Estratti
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E la realtà è una squadra povera di energia che, oltretutto, ha perso via via giocatori fondamentali, penso a Alisson e Neres, a Lobotka e Spinazzola, un paio per trascuratezze evidenti. Allegri al momento non sta aggiungendo nulla, succede anche ai migliori: non so che fine farà, so però che dopo una settimana aveva spiegato al presidente e al ds che senza due o tre acquisti freschi e di livello sarebbero stati guai.
Forse una volta compreso che non l’avrebbero ascoltato avrebbe dovuto strappare, andarsene e sbattere la porta, ma arrendersi prima di aver combattuto non è nel suo stile e a volte lo stile ci frega.
Ora la figura di Max, per uno di quegli effetti ottici che stingono nella memoria, somiglia al Conte napoletano con un piede già fuori dall’uscio.
Io ricordo tutto, anche perché non sono trascorsi dieci anni, ma uno. Ricordo, ad esempio, quando dopo il 6-2 di Eindhoven tifosi e media ripresero a parlare di Conte «che non regge le due competizioni e che in Europa ha sempre fatto male».
Noi del Corriere eravamo tra i pochi a difenderlo con convinzione e a tentare di spiegare la natura delle difficoltà. Ricordo che anche allora, proprio come oggi, Antonio aveva un sacco di assenti eccellenti e che in precedenza aveva chiesto alla società di liberarlo di Lang (Galatasaray), Lucca (Nottingham) e Marin (Villarreal), acquisti che aveva condiviso con Manna. Questa è storia minima.
E ricordo, come voi, le sue parole dopo Bologna («non voglio accompagnare il morto») ma non ho dimenticato che seppe riprendersi e riportare squadra, società e città in Champions. Nessuno parlava della qualità del gioco, mesi fa, tutti dei risultati.
Oggi Conte è out e ovviamente rimpianto: c’è Allegri il cui arrivo è stato accompagnato da tutte le diffidenze possibili da parte di chi lo accusa di non dare un gioco, non avere un’idea, essere sorpassato – proprio come Mou, Ancelotti, Spalletti e Sarri, dei maestri – e altre stronzate simili.
L’analisi è andata a farsi friggere, si parla solo di amichettismo e nemichettismo (se ci sono gli amici, non mancano i nemici giurati, le allegre comari e neanche i termini orrendi per classificarle), il pregiudizio impera e quando vengono a mancare i risultati dilaga. Ci vuole tempo e ci vorrebbe pazienza. Mancano entrambi e quindi sarà quel che sarà. Ma i problemi resteranno perché sono più concreti di un capro espiatorio.
PS. Vorrei tanto sapere cos’ha mangiato Allegri da metà febbraio, non una vita fa, a oggi, visto che dopo 25 giornate il suo Milan era secondo con 54 punti e una sola sconfitta contro le 4 dell’Inter prima. So invece cosa si sta mangiando da qualche settimana.

DAGOREPORT – LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA’ NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL ‘MAGA’ VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE – LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL’IDIOTA E’ UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) – SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO’ METTERE IN QUEL POSTO) – IL RUOLO DI OBAMA, L’ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO…

NAPOLISPIA! – FRATELLI D’ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ – LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

FLASH! – ANCHE GIORGIA MELONI ALLA CORTE DI LEONARDO DEL VECCHIO: GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE, LA PREMIER PARTECIPERÀ ALLA PRESENTAZIONE DEL QUOTIDIANO “QN”. L’EVENTO SI TERRA’ ALLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA – A “PULP PODCAST”, OSPITE DI FEDEZ, LEONARDINO USO’ PAROLE AL MIELE PER DESCRIVERE LA DUCETTA: “È UNA DONNA FANTASTICA E MOLTO SEXY. MI HA FATTO AVVICINARE ALLA POLITICA…”

DAGOREPORT – SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) – COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO “PULP PODCAST” IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON “LENNY” DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X”

DAGO-“REPORT” FLASH! – A UNA SETTIMANA DALL’INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: “COME VADO?”. PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?





















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