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DI FRONTE A TRUMP, L’EUROPA CONTINUA A BALBETTARE – L’UE SI DIVIDE SULLA POSSIBILITÀ DI RENDERE “UN MEMBRO ASSOCIATO” IL CANADA, CHE SI È ALLONTANATO DAGLI USA, DOPO LA GUERRA COMMERCIALE SCATENATA DA “THE DONALD”: GERMANIA, FRANCIA E ITALIA SI OPPONGONO – IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA, PARLA VAGAMENTE DI “UN’ALLEANZA PER IL FUTURO” – PAOLO VALENTINO: “ALCUNI STATI MEMBRI OFFRONO LO SPETTACOLO DESOLANTE DI UN’EUROPA INCAPACE DI CONSENSO ANCHE SU UN BRANDELLO DI POLITICA ESTERA…”
1 – «ALLEATI SEMPRE PIÙ UNITI» MA L’UE FRENA SUL CANADA: ASSOCIAZIONE RIMANDATA
Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
mark carney roberta metsola ursula von der leyen
La definizione della discordia — «membro associato» — può attendere il 2027. Ma una cosa è stata chiarita: si tratterà di «un’associazione senza adesione».
Intanto, Unione europea e Canada lanciano oggi «un’Alleanza per il futuro, un’associazione sempre più stretta», come ha spiegato ieri il presidente del Consiglio europeo António Costa a Montréal, dove si trova con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen per il summit Ue-Canada. […]
La Germania insieme alla Francia, cui si è aggiunta anche la Grecia, hanno contestato nei giorni scorsi l’uso del termine «membro associato» nella dichiarazione congiunta del summit che sarà adottata oggi. Berlino aveva proposto in passato questa definizione per l’Ucraina in attesa che completasse il processo di adesione, per garantirle subito alcuni vantaggi.
donald trump mark carney emmanuel macron g7 evian, francia foto lapresse
[…] È stata la stessa von der Leyen ieri a spiegare cosa intenda per «membro associato». Premesso che «il Canada non può diventare membro a pieno titolo dell’Ue per motivi geografici», la volontà comune, ha detto la presidente della Commissione, è di «portare le nostre relazioni al livello più alto possibile» […]
In pratica significa un maggiore allineamento tra Ue e Canada sulle politiche da attuare. Intelligenza artificiale, lotta al cambiamento climatico, energia (export di Gnl verso l’Ue), materie prime critiche, difesa e sicurezza sono alcuni degli ambiti di cooperazione più profonda, che riguarderà anche la ricerca, l’istruzione e il settore finanziario.
costa merz starmer trump macron carney meloni takaichi von der leyen g7 evian foto lapresse
Oggi verrà anche finalizzato l’accordo per integrare il Canada nell’infrastruttura europea di supercalcolo (dodici supercomputer), permettendo a industria, start-up e ricercatori canadesi di accedervi. È prevista anche maggiore collaborazione tra la Commissione europea e il governo canadese.
Sullo sfondo c’è il nuovo scenario geopolitico con gli Stati Uniti che non sono più un vicino e un alleato fidato né per il Canada né per l’Unione europea. Nessuno però vuole indispettire il presidente Usa Trump. […]
2 – IL VETO DEI GRANDI IN UN’EUROPA INCAPACE DI CONSENSO
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
ursula von der leyen mark carney
Sul fondo, gli europei sembravano d’accordo: nove mesi dopo il discorso del premier canadese Mark Carney, che a Davos invitò le «potenze medie» ad agire insieme, occorre serrare i ranghi tra Paesi che condividono valori comuni per difendere le regole internazionali calpestate da Usa, Cina e Russia. Da questa premessa era partita Ursula von der Leyen, che in settembre a Strasburgo, aveva proposto di offrire al Canada lo status di «primo membro associato» dell’Ue.
Ma arrivati al dunque, alcuni Stati membri hanno puntato i piedi, offrendo di nuovo lo spettacolo desolante di un’Europa incapace di consenso anche su un brandello di politica estera. Così, la dichiarazione finale del vertice Ue-Canada, apertosi ieri a Montreal, non conterrà alcun riferimento alla membership associata […]
Dopo settimane di negoziati e di fronte all’opposizione di Paesi come Francia, Germania e Italia, l’idea è stata abbandonata. Anche se rimane l’impegno a rapporti sempre più stretti con Ottawa, in particolare allineando le politiche di sicurezza economica e completando le ratifiche dell’accordo di libero scambio, dove mancano all’appello nove Paesi, tra cui Francia e Italia.
A far cadere le braccia, tuttavia sono le vere motivazioni della bocciatura della proposta di von der Leyen. «Non ci ha sondati preventivamente, lo status di membro associato non esiste, allora perché non offrirlo anche a Corea del Sud o Norvegia?», hanno ammesso funzionari dell’Eliseo.
mark carney e co-presidente dei Verdi Terry Reintke
Ancora più risibili le ragioni tedesche: a Berlino non avrebbero gradito che von der Leyen abbia copiato un concetto del cancelliere Merz, che per primo lo aveva proposto in maggio come tappa intermedia per l’Ucraina sulla strada dell’adesione all’Ue. […]
Resta che, in un contesto geopolitico drammatico, Europa e Canada hanno posizioni comuni su tutte le sfide globali: clima, intelligenza artificiale, democrazia, sostegno all’Ucraina, multilateralismo. E agire insieme non è una scelta, ma una necessità.
1 – «ALLEATI SEMPRE PIÙ UNITI» MA L’UE FRENA SUL CANADA: ASSOCIAZIONE RIMANDATA
Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
mark carney roberta metsola ursula von der leyen
La definizione della discordia — «membro associato» — può attendere il 2027. Ma una cosa è stata chiarita: si tratterà di «un’associazione senza adesione».
Intanto, Unione europea e Canada lanciano oggi «un’Alleanza per il futuro, un’associazione sempre più stretta», come ha spiegato ieri il presidente del Consiglio europeo António Costa a Montréal, dove si trova con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen per il summit Ue-Canada. […]
La Germania insieme alla Francia, cui si è aggiunta anche la Grecia, hanno contestato nei giorni scorsi l’uso del termine «membro associato» nella dichiarazione congiunta del summit che sarà adottata oggi. Berlino aveva proposto in passato questa definizione per l’Ucraina in attesa che completasse il processo di adesione, per garantirle subito alcuni vantaggi.
donald trump mark carney emmanuel macron g7 evian, francia foto lapresse
[…] È stata la stessa von der Leyen ieri a spiegare cosa intenda per «membro associato». Premesso che «il Canada non può diventare membro a pieno titolo dell’Ue per motivi geografici», la volontà comune, ha detto la presidente della Commissione, è di «portare le nostre relazioni al livello più alto possibile» […]
In pratica significa un maggiore allineamento tra Ue e Canada sulle politiche da attuare. Intelligenza artificiale, lotta al cambiamento climatico, energia (export di Gnl verso l’Ue), materie prime critiche, difesa e sicurezza sono alcuni degli ambiti di cooperazione più profonda, che riguarderà anche la ricerca, l’istruzione e il settore finanziario.
costa merz starmer trump macron carney meloni takaichi von der leyen g7 evian foto lapresse
Oggi verrà anche finalizzato l’accordo per integrare il Canada nell’infrastruttura europea di supercalcolo (dodici supercomputer), permettendo a industria, start-up e ricercatori canadesi di accedervi. È prevista anche maggiore collaborazione tra la Commissione europea e il governo canadese.
Sullo sfondo c’è il nuovo scenario geopolitico con gli Stati Uniti che non sono più un vicino e un alleato fidato né per il Canada né per l’Unione europea. Nessuno però vuole indispettire il presidente Usa Trump. […]
2 – IL VETO DEI GRANDI IN UN’EUROPA INCAPACE DI CONSENSO
Estratto dell’articolo di Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”
ursula von der leyen mark carney
Sul fondo, gli europei sembravano d’accordo: nove mesi dopo il discorso del premier canadese Mark Carney, che a Davos invitò le «potenze medie» ad agire insieme, occorre serrare i ranghi tra Paesi che condividono valori comuni per difendere le regole internazionali calpestate da Usa, Cina e Russia. Da questa premessa era partita Ursula von der Leyen, che in settembre a Strasburgo, aveva proposto di offrire al Canada lo status di «primo membro associato» dell’Ue.
Ma arrivati al dunque, alcuni Stati membri hanno puntato i piedi, offrendo di nuovo lo spettacolo desolante di un’Europa incapace di consenso anche su un brandello di politica estera. Così, la dichiarazione finale del vertice Ue-Canada, apertosi ieri a Montreal, non conterrà alcun riferimento alla membership associata […]
Dopo settimane di negoziati e di fronte all’opposizione di Paesi come Francia, Germania e Italia, l’idea è stata abbandonata. Anche se rimane l’impegno a rapporti sempre più stretti con Ottawa, in particolare allineando le politiche di sicurezza economica e completando le ratifiche dell’accordo di libero scambio, dove mancano all’appello nove Paesi, tra cui Francia e Italia.
A far cadere le braccia, tuttavia sono le vere motivazioni della bocciatura della proposta di von der Leyen. «Non ci ha sondati preventivamente, lo status di membro associato non esiste, allora perché non offrirlo anche a Corea del Sud o Norvegia?», hanno ammesso funzionari dell’Eliseo.
mark carney e co-presidente dei Verdi Terry Reintke
Ancora più risibili le ragioni tedesche: a Berlino non avrebbero gradito che von der Leyen abbia copiato un concetto del cancelliere Merz, che per primo lo aveva proposto in maggio come tappa intermedia per l’Ucraina sulla strada dell’adesione all’Ue. […]
Resta che, in un contesto geopolitico drammatico, Europa e Canada hanno posizioni comuni su tutte le sfide globali: clima, intelligenza artificiale, democrazia, sostegno all’Ucraina, multilateralismo. E agire insieme non è una scelta, ma una necessità.

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI…

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO’ DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI – MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L’IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE – (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA…)

DAGOREPORT – “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” – L’ACCORDO TRA LA MELONI E “SCATENO” E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI – QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” – VIDEO

FLASH! – SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

DAGOREPORT – DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? – ALLA VIGILIA DEL SUO VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L’ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? – SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN “CAMBIO DI PARADIGMA” – GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) – EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” – RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

DAGOREPORT – NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI – COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” – L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” – L’ASSOALLENATORI E’ IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI…





















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