‘la testa di serena mollicone ha impattato contro la porta degli alloggi della caserma’ – non ci …

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franco marco mottola serena mollicone caserma di arce

“LA TESTA DI SERENA MOLLICONE HA IMPATTATO CONTRO LA PORTA DEGLI ALLOGGI DELLA CASERMA” – NON CI SONO DUBBI PER I RIS DI ROMA CHE, DURANTE L’APPELLO BIS, HANNO ESPOSTO LE CONCLUSIONI CHE CONFERMEREBBERO COME NEL 2001 LA 18ENNE SAREBBE ENTRATA NELLA CASERMA DI ARCE VIVA E NE SAREBBE USCITA MORTA PER POI ESSERE ABBANDONATA IN UN BOSCO IN PROVINCIA DI FROSINONE – NEL MIRINO RESTANO IL MARESCIALLO FRANCO MOTTOLA E IL FIGLIO MENTRE L’ACCUSA DA RUOTARE TUTTO INTORNO ALLA PORTA DELLA CASERMA: “TRA I CAPELLI DELLA VITTIMA SONO STATI VENTICINQUE FRAMMENTI LIGNEI, RESINA E COLLA…”

Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

SERENA MOLLICONE

Tutto, o quasi tutto, nel delitto di Serena Mollicone ruota ancora attorno alla porta della caserma dei carabinieri di Arce, contro la quale la testa della 18enne sarebbe stata spinta con una violenza tale da tramortirla (e renderla indifesa mentre, legata e imbavagliata, veniva lasciata morire in un bosco) e da imprimere su quel legno una «impronta» che continua a dividere i consulenti di accusa e difesa.

 

«Le indagini tecnico-scientifiche, tutte quelle che abbiamo condotto, supportano l’ipotesi che la testa di Serena abbia impattato con la porta degli alloggi della caserma», ha ribadito ieri con rinnovata fermezza, nell’aula dell’Appello bis, il luogotenente del Ris di Roma, Rosario Casamassima, chiamato dalla Procura generale a sostenere questa tesi. Una spiegazione alternativa, secondo l’accusa, non può esserci.

CASERMA DI ARCE

 

Né per lo squarcio nella porta, che i consulenti della difesa spiegano con un pugno scagliato dal maresciallo Franco Mottola in un momento di rabbia contro suo figlio Marco (coimputati per omicidio e occultamento di cadavere con la moglie del carabiniere, Annamaria), né per il tipo di trauma sul lobo temporale destro della diplomanda, incompatibile con un bastone o un ramo.

 

FRANCO MOTTOLA

L’impatto, era stato illustrato anche dalla professoressa Cristina Cattaneo dell’istituto Labanof di Milano, è avvenuto con una superficie liscia e piatta. Il calco del cranio della 18enne ha un’alta compatibilità con la forma della lesione nella porta e, ha ribadito ieri Casamassima, ogni dubbio cade di fronte ai «venticinque frammenti lignei ritrovati sul nastro adesivo che avvolgeva la testa e i capelli di Serena».

 

serena mollicone 9

[…] Lo stesso dicasi per la «resina e la colla» che compongono i frammenti, le stesse del materiale della porta. La ricostruzione dell’accusa, bocciata in primo e secondo grado per insufficienza di prove ma meritevole secondo la Cassazione di questo Appello bis per rivalutare in una lettura complessiva e non frazionata i tanti indizi sulla presunta colpevolezza dei Mottola, si fonda poi sull’ipotesi che il corpo della 18enne, già «confezionato» (il termine è usato nelle sentenze) sia stato tenuto dalla mattina dell’1 giugno alla sera (per portalo via con l’0scurità) su un balconcino degli alloggi. A dirlo sarebbe un altro frammento, di vernice bianca, compatibile con quello della caldaia che era lì posizionata.

Marco Mottola

 

[…]

L’Appello bis ha già vissuto il suo altro passaggio chiave con la testimonianza, fino ad allora mai ascoltata in aula, del maresciallo Gabriele Tersigni, collega del brigadiere Santino Tuzi, morto suicida tra qualche ombra nel 2008 nei giorni in cui si era deciso a rivelare di aver visto Serena entrare in caserma quella mattina.

 

serena mollicone 8

Tersigni ne accolse il primo (e per questo ritenuto «genuino») sfogo, prima che il brigadiere ritrattasse e contro-ritrattasse, perdendo credibilità agli occhi delle precedenti giurie d’Assise. In calendario resta ancora l’esame degli imputati che continuano a dirsi completamente estranei al delitto.

serena mollicone 6serena mollicone 5serena mollicone 4FRANCO MOTTOLA 2 serena mollicone 11serena mollicone 2serena mollicone 3serena mollicone 7

Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”

 

SERENA MOLLICONE

Tutto, o quasi tutto, nel delitto di Serena Mollicone ruota ancora attorno alla porta della caserma dei carabinieri di Arce, contro la quale la testa della 18enne sarebbe stata spinta con una violenza tale da tramortirla (e renderla indifesa mentre, legata e imbavagliata, veniva lasciata morire in un bosco) e da imprimere su quel legno una «impronta» che continua a dividere i consulenti di accusa e difesa.

 

«Le indagini tecnico-scientifiche, tutte quelle che abbiamo condotto, supportano l’ipotesi che la testa di Serena abbia impattato con la porta degli alloggi della caserma», ha ribadito ieri con rinnovata fermezza, nell’aula dell’Appello bis, il luogotenente del Ris di Roma, Rosario Casamassima, chiamato dalla Procura generale a sostenere questa tesi. Una spiegazione alternativa, secondo l’accusa, non può esserci.

CASERMA DI ARCE

 

Né per lo squarcio nella porta, che i consulenti della difesa spiegano con un pugno scagliato dal maresciallo Franco Mottola in un momento di rabbia contro suo figlio Marco (coimputati per omicidio e occultamento di cadavere con la moglie del carabiniere, Annamaria), né per il tipo di trauma sul lobo temporale destro della diplomanda, incompatibile con un bastone o un ramo.

 

FRANCO MOTTOLA

L’impatto, era stato illustrato anche dalla professoressa Cristina Cattaneo dell’istituto Labanof di Milano, è avvenuto con una superficie liscia e piatta. Il calco del cranio della 18enne ha un’alta compatibilità con la forma della lesione nella porta e, ha ribadito ieri Casamassima, ogni dubbio cade di fronte ai «venticinque frammenti lignei ritrovati sul nastro adesivo che avvolgeva la testa e i capelli di Serena».

 

serena mollicone 9

[…] Lo stesso dicasi per la «resina e la colla» che compongono i frammenti, le stesse del materiale della porta. La ricostruzione dell’accusa, bocciata in primo e secondo grado per insufficienza di prove ma meritevole secondo la Cassazione di questo Appello bis per rivalutare in una lettura complessiva e non frazionata i tanti indizi sulla presunta colpevolezza dei Mottola, si fonda poi sull’ipotesi che il corpo della 18enne, già «confezionato» (il termine è usato nelle sentenze) sia stato tenuto dalla mattina dell’1 giugno alla sera (per portalo via con l’0scurità) su un balconcino degli alloggi. A dirlo sarebbe un altro frammento, di vernice bianca, compatibile con quello della caldaia che era lì posizionata.

Marco Mottola

 

[…]

L’Appello bis ha già vissuto il suo altro passaggio chiave con la testimonianza, fino ad allora mai ascoltata in aula, del maresciallo Gabriele Tersigni, collega del brigadiere Santino Tuzi, morto suicida tra qualche ombra nel 2008 nei giorni in cui si era deciso a rivelare di aver visto Serena entrare in caserma quella mattina.

 

serena mollicone 8

Tersigni ne accolse il primo (e per questo ritenuto «genuino») sfogo, prima che il brigadiere ritrattasse e contro-ritrattasse, perdendo credibilità agli occhi delle precedenti giurie d’Assise. In calendario resta ancora l’esame degli imputati che continuano a dirsi completamente estranei al delitto.

serena mollicone 6serena mollicone 5serena mollicone 4FRANCO MOTTOLA 2 serena mollicone 11serena mollicone 2serena mollicone 3serena mollicone 7

leonardo maria del vecchio

FLASH! – SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT – DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? – ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L’ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? – SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN “CAMBIO DI PARADIGMA” – GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) – EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” – RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT – NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI – COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” – L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” – L’ASSOALLENATORI E’ IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI…

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT – NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ”RIBELLI LEGHISTI” APPARTENGONO ALL’IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA – IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO – TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E’ STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E’ NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E’ LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI’, GARAVAGLIA SI E’ RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA’ NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA’ DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA – TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L’ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL’UCRAINA, LA SVELO’ CROSETTO IN UN’INTERVISTA ALLA BBC: “LA MAGGIORANZA DELL’OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E’ CONTRARIA A SOSTENERE L’UCRAINA” – E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I “CESSI D’ORO” DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA… – VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL’ATTRICE PREMIO OSCAR…

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