MotoGP, Phillip Island annullata, mondiale aperto (quanto?), la Sprint di Marquez come Laguna Seca 2008 di Valentino Rossi

Alla fine sarebbe convenuto fare come nel 2023, anticipare la gara al sabato e spostare l’eventuale Sprint alla domenica. Peccato che chi aveva il potere non abbia preso questa decisione.

Ma indietro non si può tornare e la domenica di Phillip Island è stata un’eterna attesa per il nulla. Rinvio su rinvio fino all’annullamento.

Le cose che sarebbero potute succedere e invece non sono successe sono forse un bene per Aprilia e un male o un rammarico per Ducati.

 

Sì, perché se Marc Marquez avesse vinto, magari su pista bagnata, o avesse fatto secondo, avrebbe portato il suo vantaggio su Jorge Martin a 30 o 35 punti, invece così i punti rimangono 10. Quelli su Bezzecchi sono 50.

 

Nella notte italiana, che è stata la mattina australiana, abbiamo saputo che l’infortunato Martin “ha effettuato una Tac per valutare la situazione dopo il trauma di ieri. È stata confermata unicamente la frattura composta del radio in sede distale. Il pilota non ritornerà pertanto in Spagna e effettuerà i trattamenti opportuni nei prossimi giorni”. Come ha spiegato più tardi Rivola, Martin rimarrà con la squadra e probabilmente verrà in Malesia: “Sarà con noi con la divisa Aprilia, con la tuta non lo so“.

Il dottor Costa, sentito ieri da Nico Cereghini, si è detto possibilista sul rientro già settimana prossima a Sepang. Le possibilità di vedere Martin correre già tra 5 giorni crescono alla luce del fatto che l’ulna non è fratturata, lo è solo il radio e la frattura è composta.

Speriamo, come ha detto Marquez, “anche per lo show del campionato”.

Quindi il mondiale è aperto? E Bezzecchi?

Il mondiale è aperto, ovviamente. Lo sarebbe stato molto meno in caso di gara disputata a Phillip Island + risultato positivo di Marc Marquez.

Prima di Phillip Island si partiva praticamente da zero, della serie chi fa meglio di qui in avanti vince, nessuno dei due doveva recuperare nulla.

Adesso Marquez ha un doppio vantaggio: 10 punti di vantaggio, pochi, ma meglio che nulla e soprattutto sfida un pilota che quando tornerà, tornerà da un infortunio, ergo non sarà al massimo.

Marquez potrà correre su Martin, Martin dovrà prima vedere come sta e poi contenere e attaccare.

Se fosse un incontro di boxe saremmo arrivati al punto in cui Marquez poteva mandare una prima volta al tappeto Martin. Ma c’è stato l’imprevisto, cioè la gara annullata a Phillip Island. Come la campanella che interrompe il round. Martin è tornato acciaccato all’angolo, ma non è caduto al tappeto. L’arbitro non ha dovuto contare.

Certo è che questo round rende Marquez più favorito, sia per il 12-0 di sabato, sia per il fatto che Martin è uscito con una violenta caduta e una frattura.

 

Dicevamo, e Bezzecchi? Il Bez ha fatto una bella rimonta nella Sprint, a dimostrazione della velocità che aveva, che era quella per vincere (ancora, sob). Per il 72 il problema è stato nella Q2 umida con il 9° tempo. Cosa avrebbe potuto fare in gara partendo di fatto 7° (senza Martin e Raul)? Chissà, probabilmente podio, forse anche vincere o fare secondo. Un altro – più piccolo – rammarico.

Bezzecchi è ancora in gioco per il mondiale? Aritmeticamente sì, concretamente sì, ma è molto difficile. La sua velocità, anche a Phillip Island conferma che è stato il più veloce del 2026, sempre da podio, un’idea condivisa anche da Valentino Rossi.

Sprint di Marc Marquez contro Martin come Laguna Seca 2008 di Valentino Rossi contro Stoner

Nel 2008 Valentino Rossi è arrivato a Laguna Seca lottando nel mondiale con Casey Stoner, che veniva da tre vittorie consecutive. L’australiano era molto più veloce di Rossi sulla pista californiana in quei giorni.

Così Rossi impostò una gara che fosse di disturbo, per spezzare il ritmo al pilota Ducati, con annesso il famoso sorpasso al Cavatappi. Questa tattica – rivelata esplicitamente anni dopo in varie interviste – si rivelò fruttuosa perché portò Stoner all’errore: il 46 vinse la gara, Stoner, caduto e ripartito, chiuse secondo in una pista in cui era molto più veloce di Rossi.

 

E veniamo a Marquez-Martin Sprint di Phillip Island. L’analogia con Laguna Seca 2008 si svolge in due parti. 

La prima, precedente alla pista. Io, ma questa è una mia lettura, vedo in questa frase “se hai la velocità non hai bisogno degli ordini di squadra” un messaggio di Marquez per Martin, come dire “dai, dimostra che hai la velocità”, un messaggio, una sfida, una frecciata. Dite come vi pare. Per me non è una frase detta a caso.

Voi che ne pensate? Se siamo d’accordo bene, se non lo siamo bene lo stesso. Non importa che ci siano offese, accuse di tifare uno, l’altro, di essere un marquezziano, un canarino eccetera. Non sono niente di tutto questo, faccio solo il giornalista e sono molto appassionato di gare e di piloti che siano buoni piloti, ottimi piloti, campioni o fuoriclasse.

 

La seconda, in pista. Leggiamo cosa ha dichiarato MM ieri dopo la Sprint: “Oggi Jorge era un po’ più veloce di me, ma poi ho capito due cose“. E ancora: “Se non fosse stato Martín non sarei entrato così deciso, ma oggi toccava farlo. Lui aveva un pizzico di velocità in più, ma mi sono difeso come ho potuto. Ho visto che tutti e due andavamo molto al limite. Ho visto anche che quando mi ha passato la moto gli si muoveva parecchio, ho pensato che non andasse del tutto a suo agio. E questo mi ha dato anche la forza per riattaccarlo e rendergli le cose difficili, se voleva vincere”.

“Il punto chiave della gara – ha ribadito – è stato quando lui ha guidato per un giro: ho capito alcune cose e ho capito anche che era veloce ma rischiava molto, perché si muoveva molto e guidava un po’ sopra i limiti. A quel punto ho capito che ok, vediamo, era il momento di rischiare. È vero che 13 giri a quel livello è molto difficile che entrambi arriviamo al traguardo. Ma lui ha fatto anche l’errore. Io sono stato vicino a farlo, ma le gare sono così”.

Infine: “L’ho passato molto presto perché sennò aveva chance di andare via. Abbiamo fatto una bella gara, mi sono sentito comodo nella lotta e dopo ho gestito come al solito. Questa è una pista dove non hai tutto sotto controllo, ma ci sono piste dove hai feeling e dove non ce l’hai, qui sento il feeling e il limite. Per questo ho detto di andare all’attacco e, anche se lui era più forte, abbiamo provato a lottare fino alla fine. Una lotta bella, pulita, al limite… molto bella”.

 

A me sembra chiaro: Rossi provò a disturbare la gara di uno molto Stoner più veloce di lui a Laguna Seca nel 2008, Marquez ha provato a disturbare la Sprint di un Martin leggeremente più veloce di lui nel sabato australiano.

Evidentemente Laguna Seca 2008 rappresentò molto di più dei 5 punti di vantaggio che Rossi prese a Stoner. Fu una sorta di colpo psicologico: ehi, non mi batti nemmeno qui che vai più forte.

Non credo che quanto successo ieri rappresenti qualcosa di totalmente analogo, ma è vero, per me, che nella strategia di gara dei due fenomenissimi c’è una forte analogia: lottare come leoni per insidiare le certezze dell’avversario.


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.