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SUL CARO CARBURANTI GIORGIA È ANDATA IN TILT – IL CONSIGLIO DEI MINISTRI OGGI PROROGHERÀ DI NUOVO IL TAGLIO DELLE ACCISE SUL GASOLIO. L’ENNESIMA MISURA TAMPONE CHE SCONFESSA LA PROMESSA DELLA MELONI DI INTRODURRE AL PIÙ PRESTO “AIUTI SELETTIVI E CONCENTRATI SULLE FASCE DI REDDITO PIÙ BISOGNOSE”. INVECE SI CONTINUA CON SCONTI A PIOGGIA SUL DIESEL (MENTRE LA BENZINA VERDE HA STABILMENTE SUPERATO I DUE EURO AL LITRO) – L’AUMENTO DI ENERGIA E CARBURANTI SPINGE IN ALTO L’INFLAZIONE, CRESCIUTA AD AGOSTO DEL 3,3% SU BASE ANNUA E DELLO 0,5% NELL’ULTIMO MESE – ALTRO EFFETTO A CATENA: L’AUMENTO DEI TASSI DI INTERESSE SPINGE ALL’INSÙ I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO. E PER MELONI E GIORGETTI SONO CAZZI IN VISTA DELLA MANOVRA PRE-ELETTORALE…
1. CARBURANTI, UN’ALTRA PROROGA PER IL DIESEL
Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Un altro mini rinnovo del taglio delle accise, ma l’idea degli sconti mirati resta sul tavolo. A poche ore dal Consiglio dei ministri convocato per questo pomeriggio, il governo non ha ancora definito il nuovo pacchetto di aiuti selettivi contro il caro carburanti e si prepara quindi a prorogare la riduzione sul gasolio in scadenza oggi.
[…]
La premier Giorgia Meloni vorrebbe dare un segnale sul fronte dei carburanti, tuttavia dal Tesoro c’è massimo riserbo sui dettagli del provvedimento allo studio. La decisione verrà presa oggi, però l’orientamento è quello di limare al ribasso di 6-7 centesimi l’attuale sconto di 17 centesimi al litro, ed estenderlo per una settimana, al massimo dieci giorni.
PREZZO DEI CARBURANTI IN ITALIA – 23 AGOSTO 2026
L’obiettivo resta quello indicato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che i primi di settembre avevano prospettato misure rivolte ai cittadini maggiormente in difficoltà. Restano i dubbi sulla platea dei beneficiari, sui criteri di accesso e sullo strumento con cui erogare il bonus, eppure Palazzo Chigi vuole accelerare.
[…] Lo sguardo è rivolto infatti al 22 settembre, quando è atteso il verdetto sull’uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Questo è un passaggio cruciale: non essere più sottoposti alla sorveglianza di Bruxelles consentirebbe infatti al governo di disporre di maggiori margini di bilancio. I buoni carburante allo studio per le fasce medio-basse dovrebbero coprire l’ultimo trimestre dell’anno per poi essere riproposti nel 2027 attraverso la legge di Bilancio.
Nel frattempo i listini continuano a salire. Il Mimit riferisce che il prezzo medio nazionale in modalità self service ha raggiunto quota 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati, con una media di 2,212 euro per la benzina e di 2,313 euro per il diesel. […]
2. LA CRISI PESA SULLA MANOVRA E NEL GOVERNO AUMENTANO I DUBBI SULLA FINE RAPIDA DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”
guerra in iran – inflazione e aumento del prezzo del petrolio negli stati uniti
ALESSANDRO BARBERA ROMA «Se qualcosa può andar male, lo farà», diceva l’ingegner Edward Murphy. La nota legge ha deciso di accanirsi su Giorgia Meloni. Proviamo a ricapitolare: il prezzo del petrolio, che sembrava ripiegare, ha sfondato la soglia psicologica dei cento dollari il barile.
[…] Le quotazioni del gas, fin qui contenute, hanno raggiunto gli ottanta euro al megawatt ora, livelli che non toccavano dall’inizio del 2023. Gli aumenti dei prezzi dell’energia si scaricano come sempre sull’inflazione, e dunque spingono la Banca centrale ad aumentare il costo del denaro.
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
E qui c’è l’ultima conseguenza nefasta: l’aumento dei tassi di interesse spinge all’insù i rendimenti dei titoli di Stato. Ieri per vendere un titolo decennale il Tesoro italiano ha dovuto pagare fino al 4,417 per cento, e non accadeva da novembre del 2023.
Per un governo che cerca la conferma nelle urne, non un inizio favorevole della lunga campagna elettorale. Nella maggioranza il fattore energia è l’unico tema che anima il dibattito quanto i sondaggi su Roberto Vannacci.
La domanda la si può riassumere così: se la crisi di Hormuz non si ferma in fretta (probabile), se Donald Trump decide di affrontare le elezioni di novembre con il mirino ancora puntato su Teheran, si può sperare che i prezzi dell’energia scendano? E se così non fosse, quando conviene andare alle urne?
Il responsabile economico di Fratelli d’Italia Marco Osnato, che su questi temi è ascoltato, allarga le braccia durante una seduta alla Camera: «Sono diventato fatalista. Potrebbe avere senso votare a primavera: approvata la legge di Bilancio la legislatura sarà sostanzialmente chiusa».
[…]
GIANCARLO GIORGETTI – GIORGIA MELONI – FOTO LAPRESSE
Davide Tabarelli di Nomisma Energia riassume così la situazione: «L’inverno sarà rigido, la guerra con l’Iran non terminerà in fretta e c’è da essere rassicurati dai mercati governati dai freddi algoritmi: se fossimo ancora negli anni Settanta, ci sarebbe stato il panico e oggi il petrolio verrebbe venduto a duecento dollari il barile».
Di fronte a tutto questo, un governo – seppur di uno dei più grandi Paesi dell’Unione, non può molto. Questa settimana il Consiglio dei ministri introdurrà l’ennesimo sconto sulle accise del diesel, ma è un palliativo per prezzi fuori controllo.
Dopo il blocco di Hormuz il governo ha ottenuto quattordici miliardi di flessibilità in due anni, ma i vincoli non consentono esercizi di fantasia: con quei fondi si possono finanziare scelte di lungo termine, investimenti nella transizione energetica, si possono sostenere bonus per le sostituzioni delle caldaie, ma nulla che permetta di gestire l’emergenza, come il blocco alle accise.
E così ieri la premier ha buttato il cuore oltre l’ostacolo: «Servono azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini». A cosa allude? Secondo quanto ricostruito con fonti di palazzo, Meloni insisterà per strappare al prossimo Consiglio dei leader un intervento straordinario e coordinato di sostegno fiscale. Ma si può immaginare accada se l’Europa ha fin qui ha censurato tutti gli interventi nazionali di riduzione delle accise? […]
3. INFLAZIONE: ISTAT, AD AGOSTO +0,5% SU MESE, +3,3% SU ANNO
(LaPresse) – Nel mese di agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua (da +2,9% di luglio), confermando la stima preliminare. Lo rileva l’Istat.
L’aumento dell’inflazione – prosegue l’Istat – riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).
BENZINA E CARO CARBURANTI – VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
guerra e inflazione
1. CARBURANTI, UN’ALTRA PROROGA PER IL DIESEL
Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Un altro mini rinnovo del taglio delle accise, ma l’idea degli sconti mirati resta sul tavolo. A poche ore dal Consiglio dei ministri convocato per questo pomeriggio, il governo non ha ancora definito il nuovo pacchetto di aiuti selettivi contro il caro carburanti e si prepara quindi a prorogare la riduzione sul gasolio in scadenza oggi.
[…]
La premier Giorgia Meloni vorrebbe dare un segnale sul fronte dei carburanti, tuttavia dal Tesoro c’è massimo riserbo sui dettagli del provvedimento allo studio. La decisione verrà presa oggi, però l’orientamento è quello di limare al ribasso di 6-7 centesimi l’attuale sconto di 17 centesimi al litro, ed estenderlo per una settimana, al massimo dieci giorni.
PREZZO DEI CARBURANTI IN ITALIA – 23 AGOSTO 2026
L’obiettivo resta quello indicato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che i primi di settembre avevano prospettato misure rivolte ai cittadini maggiormente in difficoltà. Restano i dubbi sulla platea dei beneficiari, sui criteri di accesso e sullo strumento con cui erogare il bonus, eppure Palazzo Chigi vuole accelerare.
[…] Lo sguardo è rivolto infatti al 22 settembre, quando è atteso il verdetto sull’uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Questo è un passaggio cruciale: non essere più sottoposti alla sorveglianza di Bruxelles consentirebbe infatti al governo di disporre di maggiori margini di bilancio. I buoni carburante allo studio per le fasce medio-basse dovrebbero coprire l’ultimo trimestre dell’anno per poi essere riproposti nel 2027 attraverso la legge di Bilancio.
Nel frattempo i listini continuano a salire. Il Mimit riferisce che il prezzo medio nazionale in modalità self service ha raggiunto quota 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati, con una media di 2,212 euro per la benzina e di 2,313 euro per il diesel. […]
2. LA CRISI PESA SULLA MANOVRA E NEL GOVERNO AUMENTANO I DUBBI SULLA FINE RAPIDA DELLA GUERRA IN MEDIO ORIENTE
Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”
guerra in iran – inflazione e aumento del prezzo del petrolio negli stati uniti
ALESSANDRO BARBERA ROMA «Se qualcosa può andar male, lo farà», diceva l’ingegner Edward Murphy. La nota legge ha deciso di accanirsi su Giorgia Meloni. Proviamo a ricapitolare: il prezzo del petrolio, che sembrava ripiegare, ha sfondato la soglia psicologica dei cento dollari il barile.
[…] Le quotazioni del gas, fin qui contenute, hanno raggiunto gli ottanta euro al megawatt ora, livelli che non toccavano dall’inizio del 2023. Gli aumenti dei prezzi dell’energia si scaricano come sempre sull’inflazione, e dunque spingono la Banca centrale ad aumentare il costo del denaro.
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
E qui c’è l’ultima conseguenza nefasta: l’aumento dei tassi di interesse spinge all’insù i rendimenti dei titoli di Stato. Ieri per vendere un titolo decennale il Tesoro italiano ha dovuto pagare fino al 4,417 per cento, e non accadeva da novembre del 2023.
Per un governo che cerca la conferma nelle urne, non un inizio favorevole della lunga campagna elettorale. Nella maggioranza il fattore energia è l’unico tema che anima il dibattito quanto i sondaggi su Roberto Vannacci.
La domanda la si può riassumere così: se la crisi di Hormuz non si ferma in fretta (probabile), se Donald Trump decide di affrontare le elezioni di novembre con il mirino ancora puntato su Teheran, si può sperare che i prezzi dell’energia scendano? E se così non fosse, quando conviene andare alle urne?
Il responsabile economico di Fratelli d’Italia Marco Osnato, che su questi temi è ascoltato, allarga le braccia durante una seduta alla Camera: «Sono diventato fatalista. Potrebbe avere senso votare a primavera: approvata la legge di Bilancio la legislatura sarà sostanzialmente chiusa».
[…]
GIANCARLO GIORGETTI – GIORGIA MELONI – FOTO LAPRESSE
Davide Tabarelli di Nomisma Energia riassume così la situazione: «L’inverno sarà rigido, la guerra con l’Iran non terminerà in fretta e c’è da essere rassicurati dai mercati governati dai freddi algoritmi: se fossimo ancora negli anni Settanta, ci sarebbe stato il panico e oggi il petrolio verrebbe venduto a duecento dollari il barile».
Di fronte a tutto questo, un governo – seppur di uno dei più grandi Paesi dell’Unione, non può molto. Questa settimana il Consiglio dei ministri introdurrà l’ennesimo sconto sulle accise del diesel, ma è un palliativo per prezzi fuori controllo.
Dopo il blocco di Hormuz il governo ha ottenuto quattordici miliardi di flessibilità in due anni, ma i vincoli non consentono esercizi di fantasia: con quei fondi si possono finanziare scelte di lungo termine, investimenti nella transizione energetica, si possono sostenere bonus per le sostituzioni delle caldaie, ma nulla che permetta di gestire l’emergenza, come il blocco alle accise.
E così ieri la premier ha buttato il cuore oltre l’ostacolo: «Servono azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini». A cosa allude? Secondo quanto ricostruito con fonti di palazzo, Meloni insisterà per strappare al prossimo Consiglio dei leader un intervento straordinario e coordinato di sostegno fiscale. Ma si può immaginare accada se l’Europa ha fin qui ha censurato tutti gli interventi nazionali di riduzione delle accise? […]
3. INFLAZIONE: ISTAT, AD AGOSTO +0,5% SU MESE, +3,3% SU ANNO
(LaPresse) – Nel mese di agosto 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua (da +2,9% di luglio), confermando la stima preliminare. Lo rileva l’Istat.
L’aumento dell’inflazione – prosegue l’Istat – riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei Beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli Alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%); di contro, decelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e quella dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,8%).
BENZINA E CARO CARBURANTI – VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
guerra e inflazione

DAGOREPORT – VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE ‘O PASSATO? – SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ”CNN ITALIANA” DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: “LA MIA STIMA PER MENTANA E’ INTATTA…”

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E’ DIVENTATA L’ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E’ COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA – IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L’EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE – NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E’ AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI “GABBIANI” NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI – STENDIAMO UN “PELO PIETOSO” SUL’ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO’ CHE POTRA’ SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA…

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE – LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA’ DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME – L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

DAGOREPORT – CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL’ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? – PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

DAGOREPORT – COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

DAGOREPORT! – GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME – IL BLITZ E’ UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI – L’APPOGGIO DI CONTE ALL’ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN “BACIO DELLA MORTE”: “PROGETTO CIVICO” STA DIVENTANDO “PROGETTO PEPPINIELLO”? – GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA’ VOTI AL CENTRODESTRA E FARA’ VINCERE IL PD?





















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