[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/11-2025/vincent-bollore-bollore-2205367_600_q50.webp”]

LA NUOVA CROCIATA DI VINCENT BOLLORÉ: LIBERARE LA FRANCIA DALL’ISLAM: “FARO’ TUTTO IL POSSIBILE PER SALVARLA” – IL MULTIMILIARDARIO BRETONE DI DESTRA HA COSTRUITO UN IMPERO MEDIATICO CHE STA GIRANDO A PIENO REGIME IN VISTA DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL PROSSIMO ANNO. SARÀ LA FINE DEL DOPPIO MANDATO DI MACRON (CHE BOLLORE’ CONSIDERA UN “PICCOLO STUPIDO ARRIVISTA”) – UN LIBRO INCHIESTA DI DUE GIORNALISTI DEL “NOUVEL OBSERVATEUR” RICOSTRUISCE NEL DETTAGLIO IL MANIFESTO DI RICRISTIANIZZAZIONE DELLA FRANCIA BY BOLLORE’ CHE SI DEFINISCE UN “DEMOCRATICO CRISTIANO” – PECCATO CHE IL PROGRAMMA SEMBRI QUELLO DI AFD: DISCRIMINAZIONE DEGLI STRANIERI E RIDUZIONE DELL’IMMIGRAZIONE, USCITA DAL MERCATO COMUNE EUROPEO E…
Cesare Martinetti per la Stampa – Estratti
Non sappiamo per chi voterà Dio il 18 aprile 2027 alle elezioni presidenziali francesi, ma intanto c’è qualcuno che combatte nel suo nome.
Vincent Bolloré, 74 anni, multi miliardario bretone, una vita da raider spietato e di successo nella finanza europea (in Italia Mediobanca e Generali) si è dato la missione di salvare la Francia dall’islam: «Farò tutto il possibile per evitarlo». Il 21 maggio scorso ha riunito un centinaio di amici per il primo incontro del think tank Institut de l’Espérance e senza giri di parole ha dato il senso dell’iniziativa: «Ciò che ci unisce è la battaglia per Cristo».
Ritiratosi dagli affari nel mondo, Bolloré ha costruito un impero mediatico (radio, tv, giornali, case editrici, cinema) che sta girando a pieno regime in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.
Sarà la fine del doppio mandato di Emmanuel Macron (che lui considera un “petit con arriviste”, piccolo stupido arrivista) e un appuntamento con la storia perché per la prima volta favorita nei sondaggi è la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen, battuta nel 2017 e nel 2022.
Se le elezioni tedesche di un modesto land della Germania Est stanno mettendo in crisi il governo di Berlino e seminando il panico a Bruxelles, il voto francese potrebbe davvero segnare la fine dell’Unione europea. Dallo choc tedesco, al possibile choc francese.
Un libro inchiesta di due giornalisti del Nouvel Observateur, storico settimanale della sinistra riformista parigina, oggi chiamato semplicemente l’”Obs”, Clément Lacombe e Camille Vigogne Le Coat, ricostruisce nel dettaglio la strategia operativa di Bolloré. Il programma è stato presentato nella riunione del 21 maggio: un libretto di 36 pagine intitolato semplicemente “Manifeste”. Un vero manifesto di ricristianizzazione della Francia.
Che Bolloré fosse uomo di destra non sorprende nessuno. I suoi media agiscono come un sistema: le tv CNews e Canal+, radio Europe1, il Journal du Dimanche, col magazine e il sito internet, l’editore Hachette, le librerie ed edicole Relay in stazioni e aeroporti dove tutto viene rilanciato in un battage inarrestabile. Però l’attitudine da crociata quasi mistica di Bolloré, è un po’ una sorpresa.
Il libro pubblicato dall’editore parigino Les Arènes si intitola “La Droite de dieux” (La destra di dio) e rivela retroscena inediti come l’intimo legame con un anziano ecclesiastico finito nella gigantesca inchiesta promossa dalla chiesa francese sugli abusi sessuali che ha accertato oltre duecentomila casi tra il 1950 e il 2020. Le accuse e le testimonianze contro Grimaud risalivano agli Anni 70-80 e non hanno avuto seguito penale perché prescritte.
L’abbé che oggi ha 77 anni, è il responsabile del Foyer Jean Bosco (nel nome del santo piemontese Giovanni Bosco) è stato istituito nel vecchio ospizio delle Piccole suore dei poveri acquistato e restaurato da Bolloré con oltre cento milioni: un edificio dell’Ottocento con un giardino segreto di 7 mila metri quadrati a due passi dal Parco dei Principi. Nella cappella del foyer, si legge nel libro dei due giornalisti, Bolloré si reca più volte la settimana a pregare. Padre Grimaud ha sempre tenuto il suo posto (nonostante l’intervento dell’arcivescovo di Parigi monsignor Aupetit) ed è considerato il consigliere spirituale di Bolloré il quale, quando gli han chiesto dell’imbarazzante passato, ha usato per lui la parola «misericordia».
Il libro dei due giornalisti è come un sasso lanciato nello stagno di una monotona campagna elettorale partita con grande anticipo e segnata di quattro-cinque candidati che si battono sul ring di un centro politico che in Francia non è mai stato riconosciuto, data la tradizione dello scontro elettorale destra-sinistra.
L’obbiettivo di Bolloré è rompere questo tabù è formare un’alleanza tra l’estrema destra e la destra repubblicana (ex gollista) che finora ha sempre rifiutato l’incontro con il mondo di Le Pen.
emmanuel macron vincent bollore
Le rivelazioni hanno però spinto Bolloré a reagire, lui solitamente impermeabile agli attacchi. Con una lunga nota su X ha definito i contenuti del libro «spazzatura velenosa, costruita per screditare chi osa resistere alla piccola casta che dirige il nostro Paese». Bolloré si definisce un «democratico cristiano», bersaglio di «detrattori e calunniatori». Quanto al suo manifesto, precisa che è stato elaborato da una quindicina di personalità cattoliche e annuncia che sarà presto pubblicato integralmente.
Lui lo definisce un progetto capace di restituire ai francesi «potere d’acquisto, sicurezza e libertà», prendendo cura dei «più vulnerabili».
Gli estratti del “Manifeste” pubblicati dal libro e sull’Obs sono però sufficienti a riconoscere i tratti comuni con l’AfD tedesca e in genere con i partiti identitari. Preferenza nazionale (quindi discriminazione degli stranieri) e riduzione dell’immigrazione, uscita dal mercato comune europeo, stop al Green Deal, moratoria sulle energie rinnovabili e cento per cento di nucleare. Ci sono poi dei punti che rispondono alle attese del mondo cattolico tradizionalista francese: soppressione della procreazione medicalmente assistita che dal 2021 è coperta dal servizio pubblico anche per single e coppie di donne e della legge sul fine vita.
VINCENT BOLLORE CON UNA SUORA
VINCENT BOLLORE
39 vincent bollore
(…)
Cesare Martinetti per la Stampa – Estratti
Non sappiamo per chi voterà Dio il 18 aprile 2027 alle elezioni presidenziali francesi, ma intanto c’è qualcuno che combatte nel suo nome.
Vincent Bolloré, 74 anni, multi miliardario bretone, una vita da raider spietato e di successo nella finanza europea (in Italia Mediobanca e Generali) si è dato la missione di salvare la Francia dall’islam: «Farò tutto il possibile per evitarlo». Il 21 maggio scorso ha riunito un centinaio di amici per il primo incontro del think tank Institut de l’Espérance e senza giri di parole ha dato il senso dell’iniziativa: «Ciò che ci unisce è la battaglia per Cristo».
Ritiratosi dagli affari nel mondo, Bolloré ha costruito un impero mediatico (radio, tv, giornali, case editrici, cinema) che sta girando a pieno regime in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno.
Sarà la fine del doppio mandato di Emmanuel Macron (che lui considera un “petit con arriviste”, piccolo stupido arrivista) e un appuntamento con la storia perché per la prima volta favorita nei sondaggi è la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen, battuta nel 2017 e nel 2022.
Se le elezioni tedesche di un modesto land della Germania Est stanno mettendo in crisi il governo di Berlino e seminando il panico a Bruxelles, il voto francese potrebbe davvero segnare la fine dell’Unione europea. Dallo choc tedesco, al possibile choc francese.
Un libro inchiesta di due giornalisti del Nouvel Observateur, storico settimanale della sinistra riformista parigina, oggi chiamato semplicemente l’”Obs”, Clément Lacombe e Camille Vigogne Le Coat, ricostruisce nel dettaglio la strategia operativa di Bolloré. Il programma è stato presentato nella riunione del 21 maggio: un libretto di 36 pagine intitolato semplicemente “Manifeste”. Un vero manifesto di ricristianizzazione della Francia.
Che Bolloré fosse uomo di destra non sorprende nessuno. I suoi media agiscono come un sistema: le tv CNews e Canal+, radio Europe1, il Journal du Dimanche, col magazine e il sito internet, l’editore Hachette, le librerie ed edicole Relay in stazioni e aeroporti dove tutto viene rilanciato in un battage inarrestabile. Però l’attitudine da crociata quasi mistica di Bolloré, è un po’ una sorpresa.
Il libro pubblicato dall’editore parigino Les Arènes si intitola “La Droite de dieux” (La destra di dio) e rivela retroscena inediti come l’intimo legame con un anziano ecclesiastico finito nella gigantesca inchiesta promossa dalla chiesa francese sugli abusi sessuali che ha accertato oltre duecentomila casi tra il 1950 e il 2020. Le accuse e le testimonianze contro Grimaud risalivano agli Anni 70-80 e non hanno avuto seguito penale perché prescritte.
L’abbé che oggi ha 77 anni, è il responsabile del Foyer Jean Bosco (nel nome del santo piemontese Giovanni Bosco) è stato istituito nel vecchio ospizio delle Piccole suore dei poveri acquistato e restaurato da Bolloré con oltre cento milioni: un edificio dell’Ottocento con un giardino segreto di 7 mila metri quadrati a due passi dal Parco dei Principi. Nella cappella del foyer, si legge nel libro dei due giornalisti, Bolloré si reca più volte la settimana a pregare. Padre Grimaud ha sempre tenuto il suo posto (nonostante l’intervento dell’arcivescovo di Parigi monsignor Aupetit) ed è considerato il consigliere spirituale di Bolloré il quale, quando gli han chiesto dell’imbarazzante passato, ha usato per lui la parola «misericordia».
Il libro dei due giornalisti è come un sasso lanciato nello stagno di una monotona campagna elettorale partita con grande anticipo e segnata di quattro-cinque candidati che si battono sul ring di un centro politico che in Francia non è mai stato riconosciuto, data la tradizione dello scontro elettorale destra-sinistra.
L’obbiettivo di Bolloré è rompere questo tabù è formare un’alleanza tra l’estrema destra e la destra repubblicana (ex gollista) che finora ha sempre rifiutato l’incontro con il mondo di Le Pen.
emmanuel macron vincent bollore
Le rivelazioni hanno però spinto Bolloré a reagire, lui solitamente impermeabile agli attacchi. Con una lunga nota su X ha definito i contenuti del libro «spazzatura velenosa, costruita per screditare chi osa resistere alla piccola casta che dirige il nostro Paese». Bolloré si definisce un «democratico cristiano», bersaglio di «detrattori e calunniatori». Quanto al suo manifesto, precisa che è stato elaborato da una quindicina di personalità cattoliche e annuncia che sarà presto pubblicato integralmente.
Lui lo definisce un progetto capace di restituire ai francesi «potere d’acquisto, sicurezza e libertà», prendendo cura dei «più vulnerabili».
Gli estratti del “Manifeste” pubblicati dal libro e sull’Obs sono però sufficienti a riconoscere i tratti comuni con l’AfD tedesca e in genere con i partiti identitari. Preferenza nazionale (quindi discriminazione degli stranieri) e riduzione dell’immigrazione, uscita dal mercato comune europeo, stop al Green Deal, moratoria sulle energie rinnovabili e cento per cento di nucleare. Ci sono poi dei punti che rispondono alle attese del mondo cattolico tradizionalista francese: soppressione della procreazione medicalmente assistita che dal 2021 è coperta dal servizio pubblico anche per single e coppie di donne e della legge sul fine vita.
VINCENT BOLLORE CON UNA SUORA
VINCENT BOLLORE
39 vincent bollore
(…)

FLASH! – COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? – DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL’OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME “IL GIORNALE” (DI CUI HA IL 30%) E “IL GIORNO” NON SERVE GRANCHÈ – PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE “IL GIORNO” IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A “SOLE 24 ORE” E “MILANO FINANZA” – DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI “QUOTIDIANO NAZIONALE” (LA TESTATA CHE RIUNISCE “LA NAZIONE”, “IL RESTO DEL CARLINO” E “IL GIORNO”)

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU’ SPAPPOLATO DAI “LEGHISTI DEL NORD”, NESSUNO, NEMMENO IL SUO “IDEOLOGO” E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI – L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL “BOLLITO LOMBARDO” SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L’IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L’AVREBBE TALMENTE “ALTERATO” DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” – E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ”PREMIER DURACELL” DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI”, ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI…

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L’ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU’ – INVECE, IL CAMPO LARGO E’ SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL “VAFFA”: PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L’INFIDO RENZI? – QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO – AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA’ SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI – L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE – COME LA PRENDERA’ IL ”CONTE TRAVAGLIO” LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA’ LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL’ANNUNCIO DELL’”ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO…

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE’ NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

DAGOREPORT – DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L’EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7”, E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA “CNN ITALIANA” NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L’IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE “BELVE” PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI – SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE – QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI…

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO – UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/politica/nuova-crociata-finanziere-vincent-bollore-liberare-francia-dall-islam-486427″]



