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UNA PALLOTTOLA SPUNTATA –IL MINISTRO DELLA DIFESA ESTONE, HANNO PEVKUR, SI È DIMESSO PER LO SCANDALO DEL CONTRATTO DA 70 MILIONI DI EURO A UN’AZIENDA DI LA SPEZIA, LA DATASEL,CHE AVEVA GARANTITO LA FORNITURA DI PROIETTILI MAI ARRIVATI O CONSEGNATI IN CONDIZIONI PESSIME – NEL 2024, LA SOCIETA’ E’ STATA RILEVATA DAGLI INDIANI DI “NECO DEFENCE MUNITIONS” – IL FONDATORE DELLA “DATASEL”, L’85ENNE SANDRO PAZZINI: “AVEVO PROPOSTO AI NUOVI PROPRIETARI DI PROSEGUIRE L’ASSEMBLAGGIO DEI PROIETTILI ALLA SPEZIA MA SO CHE LORO SI SONO AFFIDATI A FILIALI IN ROMANIA E NELLA REPUBBLICA CECA” – ADESSO IL GOVERNO DI TALLINN HA INTENTATO UNA CAUSA CONTRO LA DATASEL
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
Uno scandalo di munizioni fantasma comprate in Italia per l’Ucraina ha portato alle dimissioni del ministro della Difesa estone Hanno Pevkur. L’indagine interna ha rivelato come la Repubblica Baltica avesse firmato un contratto da 70 milioni di euro con un’azienda della Spezia, che aveva garantito la fornitura di proiettili da cannone mai arrivati o consegnati in condizioni pessime. […]
La vicenda nasce da un accordo firmato nell’estate 2024 dalla Repubblica Baltica, in prima fila nel sostenere la resistenza ucraina. In quel momento la priorità di Kiev era ricevere munizioni per l’artiglieria che l’Estonia non produce. Così il governo ha utilizzato i fondi della Ue per ordinare proiettili dalla Datasel Srl della Spezia.
Si tratta di una compagnia fondata nel 2005 da Sandro Pazzini, un ex manager di Oto Melara (Leonardo) e del consorzio missilistico Mbda. La società proprio nel 2024 è stata rilevata dal gruppo indiano Neco Defence Munitions: un conglomerato della famiglia Jayaswal che si occupa di acciaierie, miniere e solo tre anni fa è entrato nel settore militare. Secondo l’Audit estone Datasel e Neco non hanno mai prodotto munizioni.
Stando alle autorità di Tallinn la prima consegna prevista nel novembre 2024 è stata rinviata “per difficoltà tecniche”, solo l’anno dopo è arrivato uno stock di colpi giudicati «inutilizzabili». «Non so cosa abbiano fatto con l’Estonia – spiega Sandro Pazzini a Repubblica -: la gestione della Datasel è passata ai nuovi proprietari della Neco dal 2024. Io ho 85 anni e mantengo solo una collaborazione perché sono ancora il titolare delle licenze per l’esportazione.
L’azienda che ho fondato in passato si occupava di assemblare munizioni con componenti acquistate altrove, oltre a produrre sistemi elettronici e spolette per missili. Il contratto estone è stato portato avanti dalla Neco e la Datasel è stata una sorta di broker. Gli avevo proposto di proseguire l’assemblaggio dei proiettili alla Spezia ma so che loro si sono affidati a filiali in Romania e nella Repubblica Ceca».
Il legale estone dell’azienda, Veiko Viisileht, respinge le contestazioni e precisa che «materiali per 58 milioni sono stati consegnati e ispezionati senza riscontrare anomalie. Il resto ha subito ritardi per motivi procedurali non dovuti alla nostra responsabilità ma siamo sempre stati pronti a rispettare i nostri obblighi, mentre il contratto è stato interrotto».
Adesso il governo di Tallinn ha intentato una causa contro la Datasel e si è rivolta alla Corte europea degli arbitrati. E la vicenda è diventata oggetto di scontro politico in un Paese che quest’anno spenderà per le forze armate il 5,4 per cento del Pil: la piccola Repubblica baltica si trova sul confine russo ed è l’epicentro delle tensioni tra la Nato e il Cremlino. […]
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
Uno scandalo di munizioni fantasma comprate in Italia per l’Ucraina ha portato alle dimissioni del ministro della Difesa estone Hanno Pevkur. L’indagine interna ha rivelato come la Repubblica Baltica avesse firmato un contratto da 70 milioni di euro con un’azienda della Spezia, che aveva garantito la fornitura di proiettili da cannone mai arrivati o consegnati in condizioni pessime. […]
La vicenda nasce da un accordo firmato nell’estate 2024 dalla Repubblica Baltica, in prima fila nel sostenere la resistenza ucraina. In quel momento la priorità di Kiev era ricevere munizioni per l’artiglieria che l’Estonia non produce. Così il governo ha utilizzato i fondi della Ue per ordinare proiettili dalla Datasel Srl della Spezia.
Si tratta di una compagnia fondata nel 2005 da Sandro Pazzini, un ex manager di Oto Melara (Leonardo) e del consorzio missilistico Mbda. La società proprio nel 2024 è stata rilevata dal gruppo indiano Neco Defence Munitions: un conglomerato della famiglia Jayaswal che si occupa di acciaierie, miniere e solo tre anni fa è entrato nel settore militare. Secondo l’Audit estone Datasel e Neco non hanno mai prodotto munizioni.
Stando alle autorità di Tallinn la prima consegna prevista nel novembre 2024 è stata rinviata “per difficoltà tecniche”, solo l’anno dopo è arrivato uno stock di colpi giudicati «inutilizzabili». «Non so cosa abbiano fatto con l’Estonia – spiega Sandro Pazzini a Repubblica -: la gestione della Datasel è passata ai nuovi proprietari della Neco dal 2024. Io ho 85 anni e mantengo solo una collaborazione perché sono ancora il titolare delle licenze per l’esportazione.
L’azienda che ho fondato in passato si occupava di assemblare munizioni con componenti acquistate altrove, oltre a produrre sistemi elettronici e spolette per missili. Il contratto estone è stato portato avanti dalla Neco e la Datasel è stata una sorta di broker. Gli avevo proposto di proseguire l’assemblaggio dei proiettili alla Spezia ma so che loro si sono affidati a filiali in Romania e nella Repubblica Ceca».
Il legale estone dell’azienda, Veiko Viisileht, respinge le contestazioni e precisa che «materiali per 58 milioni sono stati consegnati e ispezionati senza riscontrare anomalie. Il resto ha subito ritardi per motivi procedurali non dovuti alla nostra responsabilità ma siamo sempre stati pronti a rispettare i nostri obblighi, mentre il contratto è stato interrotto».
Adesso il governo di Tallinn ha intentato una causa contro la Datasel e si è rivolta alla Corte europea degli arbitrati. E la vicenda è diventata oggetto di scontro politico in un Paese che quest’anno spenderà per le forze armate il 5,4 per cento del Pil: la piccola Repubblica baltica si trova sul confine russo ed è l’epicentro delle tensioni tra la Nato e il Cremlino. […]

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO – I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… – VIDEO

FLASH – È LUI O NON È LUI? MA CERTO CHE È LUI! IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (IN QUOTA MARINA) PAOLO ZANGRILLO, CHE SCALPITA PER FARE LE SCARPE A TAJANI, È STATO AVVISTATO POCO FA IN UN VOLO DI LINEA DA LAMEZIA TERME A MILANO LINATE, IN MEZZO A IGNARI PASSEGGERI. CHE COSA LO ASPETTA ALL’OMBRA DELLA MADUNINA? RIFERIRÀ A “MADRINA” BERLUSCONI L’ESITO DEL SUO TETE-A-TETE CON ROBERTO OCCHIUTO, ALTRO COCCO DELLA REAL CASATA DI ARCORE?

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L’ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L’AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI – PIU’ IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE’ ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L’UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL’AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA – DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L’UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE – SA CHE L’ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO’ REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO – MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA’ IL COLLE? AH, SAPERLO…

DAGOREPORT – MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA “SPORCA DOZZINA” DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI – DALL’IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA’ A VILLA D’ESTE – SDEGNATI PER LA PRESENZA E “TRATTAMENTO PREFERENZIALE” DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO – NON SOLO: E’ L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI” (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)…

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELEPIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE). SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ”BRICS” (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA”, PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI – CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL’IMPERO AMERICANO: IL VERDONE” VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L’80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO – LA DECISIONE E’ NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA’ ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ”BRICS”? – SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) – PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA…





















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