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“PEPPINO DI CAPRI ERA UN ANAFFETTIVO INFEDELE” – LA PRIMA MOGLIE ROBERTA STOPPA RACCONTA IL CANTANTE SCOMPARSO RECENTEMENTE: “LA ROBERTA “TRADITA” DELLA CANZONE SONO IO. MA IN REALTÀ NON DOVEVA FARSI PERDONARE NULLA. SIAMO ARRIVATI VERGINI AL MATRIMONIO, ENTRAMBI, E A LUNGO LA NOSTRA UNIONE È STATA PLATONICA: LUI ERA TIMIDO, IO INESPERTA – CI HANNO ALLONTANATO LA STUPIDITÀ E IL BENESSERE. CON I SOLDI ABBIAMO FINITO PER PERDERCI. IL SESSO? LO HA TROVATO ALTROVE – ERA GELOSO PAZZO. ANCHE AGNELLI MI NOTÒ IN UN LOCALE E LUI NON VOLLE CHE ANDASSI AL SUO TAVOLO” – “LA FICTION RAI CHE MI DIPINGE COME UNA GIOCATRICE D’AZZARDO? HO PROTESTATO MA IN REALTÀ ERA PEPPINO A FARE SOSTE AL CASINÒ – LA SUCCESSIONE? SARÀ UN DISASTRO, PEGGIO DI QUELLO CHE È SUCCESSO NELLA FAMIGLIA AGNELLI. PEPPINO HA LASCIATO UNO STRANO TESTAMENTO, SCRITTO MALE. VEDREMO SE CI SONO STATI CONDIZIONAMENTI, FORZATURE…” – VIDEO
Anna Paola Merone per il “Corriere della Sera” – Estratti
PEPPINO DI CAPRI ROBERTA STOPPA
«Con te ogni istante era felicità. Ma io non capivo, non t’ho saputo amar. Roberta perdonami ritorna ancor vicino a me». La Roberta di una delle canzoni più note di Peppino di Capri, scomparso lo scorso 11 luglio sulla sua isola, è una magnetica signora bruna che non dimostra i suoi 86 anni. Si chiama Roberta Stoppa, è stata la sua prima moglie ed è la mamma di Igor, il suo primo figlio.
Cosa doveva farsi perdonare Peppino?
«In realtà nulla. Eravamo sposati da poco e fra noi era tutto in armonia. Scrisse questa canzone in una notte, mentre dormivo. Mi svegliò per chiedermi se poteva chiamarla con il mio nome. Accettai proprio perché fra noi non c’erano screzi e non mi importava che parlasse di tradimento».
Fu un successo straordinario.
«Travolgente. Tv Sorrisi e Canzoni regalava il disco a tutte le bambine che venivano chiamate Roberta. Era un nome poco diffuso, che in quegli anni esplose».
Come vi siete conosciuti?
«Mi ha notato mentre ad Ischia, ad un party di Angelo Rizzoli, ballavo con William Holden che era un uomo di straordinaria avvenenza. Io facevo l’indossatrice ed ero bellissima: a 14 anni già sfilavo per Valentino e le mie foto erano su Vogue.
PEPPINO DI CAPRI ROBERTA STOPPA
Era il 1958 e con tutti i belli dell’epoca — Sylva Koscina, Maurizio Arena e altri — venni coinvolta in questa festa ischitana dove Peppino mi vide, chiese il mio nome in giro e iniziò a chiamarmi a gran voce attraverso la sala.
Mi girai e lui non mi sembrò un gran che. Suonava nell’orchestra, era emaciato, poco affascinante. Lo rividi il giorno dopo in spiaggia: avevo fra le braccia un leoncino e lui si avvicinò per accarezzarlo. Poi ripartii per Roma, città nella quale mi ero trasferita dalla mia Torino per lavorare. A dicembre, poco prima di Natale, un amico di Capri mi convinse ad andare al Kit Kat, il locale della capitale dove suonava Peppino. Qui lui cantava, era il protagonista della serata.
Mi riconobbe, venne da me: “Tu sei Roberta, quella di Ischia?”. A fine serata mi accompagnò alla mia pensione, dove non era permesso portare uomini. Rimanemmo sui gradini a parlare per ore, sera dopo sera. Così è nato l’amore, parlando».
Poi le nozze, nel 1961.
PEPPINO DI CAPRI ROBERTA STOPPA
«Eravamo due ventenni. Ci siamo sposati a Forte dei Marmi. Vicino all’altare c’erano cinquanta fotografi e gente dello spettacolo. Siamo arrivati vergini al matrimonio, entrambi, e a lungo la nostra unione è stata platonica: lui era timido, io inesperta. E poi gli inizi sono stati tanto difficili. Vivevamo mangiando un panino con la mortadella al giorno e la debolezza era tanta che l’impeto della passione lasciava il passo alla tenerezza (…)
Poi arrivarono il successo e i soldi.
«Con i primi guadagni comprò una casa per i genitori, poi una villa per noi sempre a Capri, al Castiglione. Che io ho ideato e arredato. Ma con i soldi abbiamo finito per perderci. E il sesso ha giocato la sua parte»
Che ruolo ha avuto il sesso nella fine della vostra storia?
«Il nostro era un matrimonio di sentimenti, ma certo non di passione. Il sesso lo ha trovato altrove. Ci hanno allontanato la stupidità e il benessere. E poi Peppino era un anaffettivo infedele».
Peppino, il cantore dell’amore, anaffettivo?
«Amava solo la musica».
Peppino di Capri e Roberta Stoppa
Però era geloso.
«Questo sì, geloso pazzo. Io non passavo inosservata, avevo moltissimi corteggiatori, ma lui impediva a chiunque di avvicinarsi a me. Anche Agnelli mi notò in un locale e lui non volle che andassi al suo tavolo. Vivevo in una prigione dorata dove facevo tappezzeria. Litigammo quando mi arrivarono cento rose rosse da un amico, sospettava di tutto».
Lei lo ha mai tradito?
«No e lui lo sapeva bene».
Lui invece…
«Lui sì. Fu travolto da quella che poi è diventata la sua seconda moglie, che lo ha allontanato da me. Ma è stato costantemente infedele lungo tutta la sua vita(…)Faceva attenzione a non scegliere mai donne note. Così si garantiva discrezione. E comunque non c’erano questi social di oggi, che io detesto profondamente».
La fiction Rai la dipinge come una giocatrice d’azzardo.
«Ho protestato e mi hanno detto che si trattava di dare pepe alla storia. Ma in realtà era
Peppino a fare soste al Casinò. Io neanche sapevo cosa fosse il gioco d’azzardo»
È vero che Peppino frequentava già quella che sarebbe diventata la sua seconda moglie quando lei gli disse che era incinta?
«Quando gli dissi che aspettavo un bambino, lui replicò: “Proprio ora che mi sto vedendo con un’altra donna”… Io ero stata lontana, a Milano, ad aprire lo Splash, una seconda sede del locale che già avevamo a Capri: fu una cosa complicata burocraticamente e mi aiutò Bettino Craxi.
Tornai a Capri dove si svolgeva il Festival di Napoli e dissi a Peppino della gravidanza, lui dopo lo show non tornò a casa. Io feci la valigia e andai via, ma ero sicura che sarebbe tornato. Ma lui non è uno che torna, anche se i nostri rapporti sono sempre rimasti strettissimi».
E quando nacque Igor?
«Era il 1970: venne in clinica a Milano, con i giornalisti. Ha sempre seguito il figlio, anche se Igor si è sentito abbandonato».
Peppino ha provveduto a voi?
«Mai alimenti, nessun sostegno. Ma dopo di lui ho avuto uomini ricchi e generosi. Ho sempre provveduto io a Igor, che ha studiato in Svizzera, si è laureato in Scienze Politiche. Suo padre lo ha aiutato solo negli ultimi anni».
Quando ha visto Peppino l’ultima volta?
«Tre giorni prima che morisse. Siamo andati di nascosto io e Igor nella clinica a Napoli dove era ricoverato».
Perché di nascosto?
Peppino Di Capri Roberta Stoppa 2
«Non volevano farcelo vedere».
Chi è che non voleva?
«Gli altri figli. Tra fratelli non c’è un bel rapporto. Diciamo pure, con chiarezza, che ci detestano. Io sono una spina nel fianco. E negli ultimi anni ci impedivano di incontrare Peppino. Prima andavamo in villa quando sapevamo che era solo. Poi misero le telecamere e non fu più possibile».
Ritiene sarà complicato ora gestire le successione?
«Credo di sì. Sarà un disastro, peggio di quello che è successo nella famiglia Agnelli. Igor è andato a vivere in villa, a Capri, come è giusto che sia. Ma l’atmosfera è molto tesa».
Peppino di Capri ha lasciato un testamento?
«Ha lasciato uno strano testamento, scritto male. Gli avvocati stanno studiando… Vedremo se ci sono stati condizionamenti, forzature».
Fra diritti d’autore e beni mobili e immobili, la villa al Castiglione varrebbe oltre 20 milioni, c’è un patrimonio importante?
«Peppino ha guadagnato meno di quello che si può immaginare e il suo patrimonio è stato comunque gestito male. (…)
Lei ha scelto di restare a vivere a Capri anche dopo la separazioni e il divorzio?
«Quando ci siamo lasciati il divorzio in Italia ancora non c’era. Passata la legge, ci siamo ufficialmente separati. Ma io da Capri non sono mai andata via, anche se avevo una casa a Milano in Montenapoleone e sono stata per un periodo a Montecarlo. Ma dall’isola non mi sono mai staccata.
Decisi anche di comprare la casa dei miei suoceri, grazie a un compagno molto facoltoso. Casa che poi purtroppo ho rivenduto a Peppino, che l’ha intestata ai figli piccoli: era il 2013. Ora sono in centro, vicino alla piazzetta, e sento l’isola come casa mia. E quando Peppino è andato via sentire la sua musica che invadeva le strade di Capri, vedere l’omaggio che gli è stato tributato e avvertire quell’atmosfera di grande partecipazione mi ha fatto bene al cuore. Perché so che a lui sarebbe tanto piaciuto».
Peppino Di Capri con la moglie Giuliana e i due figli Edoardo e Dario
Peppino di Capri con Giuliana Gagliardi e il figlio Edoardo
peppino di capri e giuliana gagliardi 6
peppino di capri e giuliana gagliardi 3
peppino di capri e giuliana gagliardi 4
peppino di capri e giuliana gagliardi 7
Peppino Di Capri Giuliana Gagliardi
Anna Paola Merone per il “Corriere della Sera” – Estratti
PEPPINO DI CAPRI ROBERTA STOPPA
«Con te ogni istante era felicità. Ma io non capivo, non t’ho saputo amar. Roberta perdonami ritorna ancor vicino a me». La Roberta di una delle canzoni più note di Peppino di Capri, scomparso lo scorso 11 luglio sulla sua isola, è una magnetica signora bruna che non dimostra i suoi 86 anni. Si chiama Roberta Stoppa, è stata la sua prima moglie ed è la mamma di Igor, il suo primo figlio.
Cosa doveva farsi perdonare Peppino?
«In realtà nulla. Eravamo sposati da poco e fra noi era tutto in armonia. Scrisse questa canzone in una notte, mentre dormivo. Mi svegliò per chiedermi se poteva chiamarla con il mio nome. Accettai proprio perché fra noi non c’erano screzi e non mi importava che parlasse di tradimento».
Fu un successo straordinario.
«Travolgente. Tv Sorrisi e Canzoni regalava il disco a tutte le bambine che venivano chiamate Roberta. Era un nome poco diffuso, che in quegli anni esplose».
Come vi siete conosciuti?
«Mi ha notato mentre ad Ischia, ad un party di Angelo Rizzoli, ballavo con William Holden che era un uomo di straordinaria avvenenza. Io facevo l’indossatrice ed ero bellissima: a 14 anni già sfilavo per Valentino e le mie foto erano su Vogue.
PEPPINO DI CAPRI ROBERTA STOPPA
Era il 1958 e con tutti i belli dell’epoca — Sylva Koscina, Maurizio Arena e altri — venni coinvolta in questa festa ischitana dove Peppino mi vide, chiese il mio nome in giro e iniziò a chiamarmi a gran voce attraverso la sala.
Mi girai e lui non mi sembrò un gran che. Suonava nell’orchestra, era emaciato, poco affascinante. Lo rividi il giorno dopo in spiaggia: avevo fra le braccia un leoncino e lui si avvicinò per accarezzarlo. Poi ripartii per Roma, città nella quale mi ero trasferita dalla mia Torino per lavorare. A dicembre, poco prima di Natale, un amico di Capri mi convinse ad andare al Kit Kat, il locale della capitale dove suonava Peppino. Qui lui cantava, era il protagonista della serata.
Mi riconobbe, venne da me: “Tu sei Roberta, quella di Ischia?”. A fine serata mi accompagnò alla mia pensione, dove non era permesso portare uomini. Rimanemmo sui gradini a parlare per ore, sera dopo sera. Così è nato l’amore, parlando».
Poi le nozze, nel 1961.
PEPPINO DI CAPRI ROBERTA STOPPA
«Eravamo due ventenni. Ci siamo sposati a Forte dei Marmi. Vicino all’altare c’erano cinquanta fotografi e gente dello spettacolo. Siamo arrivati vergini al matrimonio, entrambi, e a lungo la nostra unione è stata platonica: lui era timido, io inesperta. E poi gli inizi sono stati tanto difficili. Vivevamo mangiando un panino con la mortadella al giorno e la debolezza era tanta che l’impeto della passione lasciava il passo alla tenerezza (…)
Poi arrivarono il successo e i soldi.
«Con i primi guadagni comprò una casa per i genitori, poi una villa per noi sempre a Capri, al Castiglione. Che io ho ideato e arredato. Ma con i soldi abbiamo finito per perderci. E il sesso ha giocato la sua parte»
Che ruolo ha avuto il sesso nella fine della vostra storia?
«Il nostro era un matrimonio di sentimenti, ma certo non di passione. Il sesso lo ha trovato altrove. Ci hanno allontanato la stupidità e il benessere. E poi Peppino era un anaffettivo infedele».
Peppino, il cantore dell’amore, anaffettivo?
«Amava solo la musica».
Peppino di Capri e Roberta Stoppa
Però era geloso.
«Questo sì, geloso pazzo. Io non passavo inosservata, avevo moltissimi corteggiatori, ma lui impediva a chiunque di avvicinarsi a me. Anche Agnelli mi notò in un locale e lui non volle che andassi al suo tavolo. Vivevo in una prigione dorata dove facevo tappezzeria. Litigammo quando mi arrivarono cento rose rosse da un amico, sospettava di tutto».
Lei lo ha mai tradito?
«No e lui lo sapeva bene».
Lui invece…
«Lui sì. Fu travolto da quella che poi è diventata la sua seconda moglie, che lo ha allontanato da me. Ma è stato costantemente infedele lungo tutta la sua vita(…)Faceva attenzione a non scegliere mai donne note. Così si garantiva discrezione. E comunque non c’erano questi social di oggi, che io detesto profondamente».
La fiction Rai la dipinge come una giocatrice d’azzardo.
«Ho protestato e mi hanno detto che si trattava di dare pepe alla storia. Ma in realtà era
Peppino a fare soste al Casinò. Io neanche sapevo cosa fosse il gioco d’azzardo»
È vero che Peppino frequentava già quella che sarebbe diventata la sua seconda moglie quando lei gli disse che era incinta?
«Quando gli dissi che aspettavo un bambino, lui replicò: “Proprio ora che mi sto vedendo con un’altra donna”… Io ero stata lontana, a Milano, ad aprire lo Splash, una seconda sede del locale che già avevamo a Capri: fu una cosa complicata burocraticamente e mi aiutò Bettino Craxi.
Tornai a Capri dove si svolgeva il Festival di Napoli e dissi a Peppino della gravidanza, lui dopo lo show non tornò a casa. Io feci la valigia e andai via, ma ero sicura che sarebbe tornato. Ma lui non è uno che torna, anche se i nostri rapporti sono sempre rimasti strettissimi».
E quando nacque Igor?
«Era il 1970: venne in clinica a Milano, con i giornalisti. Ha sempre seguito il figlio, anche se Igor si è sentito abbandonato».
Peppino ha provveduto a voi?
«Mai alimenti, nessun sostegno. Ma dopo di lui ho avuto uomini ricchi e generosi. Ho sempre provveduto io a Igor, che ha studiato in Svizzera, si è laureato in Scienze Politiche. Suo padre lo ha aiutato solo negli ultimi anni».
Quando ha visto Peppino l’ultima volta?
«Tre giorni prima che morisse. Siamo andati di nascosto io e Igor nella clinica a Napoli dove era ricoverato».
Perché di nascosto?
Peppino Di Capri Roberta Stoppa 2
«Non volevano farcelo vedere».
Chi è che non voleva?
«Gli altri figli. Tra fratelli non c’è un bel rapporto. Diciamo pure, con chiarezza, che ci detestano. Io sono una spina nel fianco. E negli ultimi anni ci impedivano di incontrare Peppino. Prima andavamo in villa quando sapevamo che era solo. Poi misero le telecamere e non fu più possibile».
Ritiene sarà complicato ora gestire le successione?
«Credo di sì. Sarà un disastro, peggio di quello che è successo nella famiglia Agnelli. Igor è andato a vivere in villa, a Capri, come è giusto che sia. Ma l’atmosfera è molto tesa».
Peppino di Capri ha lasciato un testamento?
«Ha lasciato uno strano testamento, scritto male. Gli avvocati stanno studiando… Vedremo se ci sono stati condizionamenti, forzature».
Fra diritti d’autore e beni mobili e immobili, la villa al Castiglione varrebbe oltre 20 milioni, c’è un patrimonio importante?
«Peppino ha guadagnato meno di quello che si può immaginare e il suo patrimonio è stato comunque gestito male. (…)
Lei ha scelto di restare a vivere a Capri anche dopo la separazioni e il divorzio?
«Quando ci siamo lasciati il divorzio in Italia ancora non c’era. Passata la legge, ci siamo ufficialmente separati. Ma io da Capri non sono mai andata via, anche se avevo una casa a Milano in Montenapoleone e sono stata per un periodo a Montecarlo. Ma dall’isola non mi sono mai staccata.
Decisi anche di comprare la casa dei miei suoceri, grazie a un compagno molto facoltoso. Casa che poi purtroppo ho rivenduto a Peppino, che l’ha intestata ai figli piccoli: era il 2013. Ora sono in centro, vicino alla piazzetta, e sento l’isola come casa mia. E quando Peppino è andato via sentire la sua musica che invadeva le strade di Capri, vedere l’omaggio che gli è stato tributato e avvertire quell’atmosfera di grande partecipazione mi ha fatto bene al cuore. Perché so che a lui sarebbe tanto piaciuto».
Peppino Di Capri con la moglie Giuliana e i due figli Edoardo e Dario
Peppino di Capri con Giuliana Gagliardi e il figlio Edoardo
peppino di capri e giuliana gagliardi 6
peppino di capri e giuliana gagliardi 3
peppino di capri e giuliana gagliardi 4
peppino di capri e giuliana gagliardi 7
Peppino Di Capri Giuliana Gagliardi

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO – I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… – VIDEO

FLASH – È LUI O NON È LUI? MA CERTO CHE È LUI! IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (IN QUOTA MARINA) PAOLO ZANGRILLO, CHE SCALPITA PER FARE LE SCARPE A TAJANI, È STATO AVVISTATO POCO FA IN UN VOLO DI LINEA DA LAMEZIA TERME A MILANO LINATE, IN MEZZO A IGNARI PASSEGGERI. CHE COSA LO ASPETTA ALL’OMBRA DELLA MADUNINA? RIFERIRÀ A “MADRINA” BERLUSCONI L’ESITO DEL SUO TETE-A-TETE CON ROBERTO OCCHIUTO, ALTRO COCCO DELLA REAL CASATA DI ARCORE?

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L’ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L’AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI – PIU’ IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE’ ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L’UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL’AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA – DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L’UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE – SA CHE L’ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO’ REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO – MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA’ IL COLLE? AH, SAPERLO…

DAGOREPORT – MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA “SPORCA DOZZINA” DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI – DALL’IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA’ A VILLA D’ESTE – SDEGNATI PER LA PRESENZA E “TRATTAMENTO PREFERENZIALE” DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO – NON SOLO: E’ L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI” (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)…

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELEPIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE). SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ”BRICS” (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA”, PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI – CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL’IMPERO AMERICANO: IL VERDONE” VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L’80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO – LA DECISIONE E’ NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA’ ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ”BRICS”? – SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) – PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA…





















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