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L’INDUSTRIA TEDESCA STA MORENDO, E TRASCINERÀ CON SÉ QUELLA ITALIANA – VOLKSWAGEN ANNUNCIA L’ACCORDO CON I SINDACATI PER IL TAGLIO DI ALTRI 50MILA POSTI DI LAVORO: IN TOTALE I DIPENDENTI LICENZIATI SARANNO 100MILA IN DIECI ANNI, LA PIÙ GRANDE RISTRUTTURAZIONE MAI INTRAPRESE NELL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA MONDIALE – DUCATI POTREBBE ESSERE VENDUTA TUTTA O IN PARTE, E IL MARCHIO SPAGNOLO SEAT RITIRATO – I TEDESCHI SE LA SONO CERCATA: HANNO COCCOLATO PER ANNI LA CINA, SPOSTANDO LA PRODUZIONE PER RISPARMIARE E TRASFORMANDO PECHINO NEL LORO MERCATO PRINCIPALE. QUANDO I CINESI, GRAZIE A GOLOSI SUSSIDI STATALI E BASSO COSTO DEL LAVORO, SI SONO FATTI I LORO COLOSSI, IN GRADO DI VENDERE AUTO A MENO DELLA METÀ DEL PREZZO DI QUELLE TEDESCHE, IL MODELLO EUROPEO È SALTATO. SO’ CAZZI ANCHE PER NOI: L’INDUSTRIA ITALIANA SI REGGE SU QUELLA CRUCCA. SE SCHIOPPA BERLINO, FINIAMO MALISSIMO ANCHE NOI…
VOLKSWAGEN 100.000 LICENZIAMENTI IN 10 ANNI
(AGI/AFP) – Volkswagen ha annunciato che la dirigenza e i sindacati hanno raggiunto un accordo per il taglio di ulteriori 50.000 posti di lavoro in tutto il mondo entro la fine del decennio. Questo portera’ il numero totale di posti di lavoro eliminati a 100.000, nella piu’ grande ristrutturazione mai intrapresa nell’industria automobilistica globale.
“E’ essenziale adattare sistematicamente i livelli di personale alle realta’ economiche”, ha dichiarato Volkswagen in un comunicato. L’azienda ha approvato il piano per “ridurre di circa 50.000 posti di lavoro” in aggiunta ai 50.000 gia’ concordati.
La piu’ grande casa automobilistica europea e’ stata colpita dai dazi statunitensi, dalla domanda altalenante di veicoli elettrici e, soprattutto, dalla forte concorrenza in Cina e dalla Cina.
L’azienda, che oltre a Volkswagen comprende marchi come Audi e Porsche, ridurra’ la sua forza lavoro globale del 15%. Volkswagen ha dichiarato che sia la direzione che i sindacati hanno concordato sul fatto che il futuro di quattro stabilimenti tedeschi – ad Hannover, Emden, Zwickau e Neckarsulm – non sia garantito oltre il 2030. La chiusura di questi stabilimenti rappresenterebbe la prima volta che Volkswagen chiude impianti su larga scala nel suo paese d’origine.
L’approvazione dei piani da parte del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, composto da rappresentanti sia dei lavoratori che degli azionisti, pone fine, almeno per ora, a delicate trattative tra le due parti. “Il consiglio di sorveglianza ha approvato all’unanimita’ il piano per il futuro presentato dal consiglio di amministrazione”, ha dichiarato l’amministratore delegato Oliver Blume. “E’ un segnale forte per il futuro del Gruppo Volkswagen”.
AUTO: MEDIA, VOLKSWAGEN VALUTA STOP A SEAT ENTRO LA FINE DEL 2029
(LaPresse) – Volkswagen potrebbe ritirare dal mercato il marchio spagnolo Seat entro la fine del 2029, concentrando la propria strategia sulla consorella Cupra. Lo riferisce Wirtschaftswoche, citando una decisione del consiglio di amministrazione del gruppo che dovrebbe essere esaminata venerdì dal consiglio di sorveglianza.
Secondo il rapporto, Seat non figurerebbe più nei piani del gruppo per il 2030. Volkswagen punta a ridurre i costi e semplificare i processi, concentrando le risorse sulla crescita di Cupra, che ha ormai superato Seat nelle vendite. Nel primo semestre del 2026 Cupra ha consegnato 170.100 vetture, contro le 129.600 di Seat. Nei documenti citati da Wirtschaftswoche si legge che mantenere Seat nella sua forma attuale “richiederebbe risorse aggiuntive”, mentre il gruppo intende concentrare lo sviluppo strategico all’interno della famiglia di marchi Cupra.
Il possibile addio a Seat si inserisce nel più ampio piano di riorganizzazione di Volkswagen. Il consiglio di sorveglianza dovrebbe discutere venerdì anche del futuro di quattro stabilimenti tedeschi e di un possibile ulteriore taglio di decine di migliaia di posti di lavoro nel mondo. Tra gli impianti sotto osservazione figurano quelli di Zwickau, Emden e Hannover e lo stabilimento Audi di Neckarsulm. I rappresentanti dei lavoratori e il governo del Land della Bassa Sassonia hanno già annunciato la loro opposizione a possibili ridimensionamenti.
VOLKSWAGEN RISCHIA IL RATING SPAZZATURA
Andrea Boeris per “MF”
La battaglia sul futuro di Volkswagen si sposta anche sul debito. Union Investment, uno dei maggiori gestori patrimoniali tedeschi, avverte che il rating del gruppo potrebbe scivolare fino al livello «junk» se non riuscirà a ridurre drasticamente i costi e recuperare redditività. Un allarme che aumenta la pressione sul consiglio di sorveglianza chiamato oggi a confrontarsi sul maxi-piano di ristrutturazione del ceo Oliver Blume.
Union Investment possiede appena lo 0,1% di Volkswagen, ma detiene circa 1 miliardo di euro di obbligazioni del gruppo. In una lettera al presidente Hans Dieter Pötsch, visionata dal Financial Times, il gestore avverte che senza un miglioramento finanziario i bond potrebbero scivolare nel segmento high yield, aumentando i costi di finanziamento e riducendo le risorse per gli investimenti.
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
S&P e Moody’s collocano oggi Vw tre gradini sopra il livello non-investment grade, Fitch quattro. L’intervento arriva nel pieno dello scontro sul piano di Blume, che potrebbe comportare fino a 100 mila tagli occupazionali in Germania e la chiusura di quattro stabilimenti. Contrari i rappresentanti dei lavoratori e la Bassa Sassonia, titolare del 20% dei diritti di voto.
Union Investment chiede invece al consiglio di non ostacolare il management.
Il confronto decisivo andrà in scena oggi, anche se un accordo sembra lontano. Senza compromesso Volkswagen potrebbe valutare un’assemblea straordinaria, anche se la Bassa Sassonia dispone di fatto anche lì di un potere di veto sulle decisioni più importanti.
Maggiolino Volkswagen
merz meloni
volkswagen4
GOLF VOLKSWAGEN
STABILIMENTO VOLKSWAGEN A PUEBLA IN MESSICO
auto elettriche volkswagen
VOLKSWAGEN 100.000 LICENZIAMENTI IN 10 ANNI
(AGI/AFP) – Volkswagen ha annunciato che la dirigenza e i sindacati hanno raggiunto un accordo per il taglio di ulteriori 50.000 posti di lavoro in tutto il mondo entro la fine del decennio. Questo portera’ il numero totale di posti di lavoro eliminati a 100.000, nella piu’ grande ristrutturazione mai intrapresa nell’industria automobilistica globale.
“E’ essenziale adattare sistematicamente i livelli di personale alle realta’ economiche”, ha dichiarato Volkswagen in un comunicato. L’azienda ha approvato il piano per “ridurre di circa 50.000 posti di lavoro” in aggiunta ai 50.000 gia’ concordati.
La piu’ grande casa automobilistica europea e’ stata colpita dai dazi statunitensi, dalla domanda altalenante di veicoli elettrici e, soprattutto, dalla forte concorrenza in Cina e dalla Cina.
L’azienda, che oltre a Volkswagen comprende marchi come Audi e Porsche, ridurra’ la sua forza lavoro globale del 15%. Volkswagen ha dichiarato che sia la direzione che i sindacati hanno concordato sul fatto che il futuro di quattro stabilimenti tedeschi – ad Hannover, Emden, Zwickau e Neckarsulm – non sia garantito oltre il 2030. La chiusura di questi stabilimenti rappresenterebbe la prima volta che Volkswagen chiude impianti su larga scala nel suo paese d’origine.
L’approvazione dei piani da parte del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, composto da rappresentanti sia dei lavoratori che degli azionisti, pone fine, almeno per ora, a delicate trattative tra le due parti. “Il consiglio di sorveglianza ha approvato all’unanimita’ il piano per il futuro presentato dal consiglio di amministrazione”, ha dichiarato l’amministratore delegato Oliver Blume. “E’ un segnale forte per il futuro del Gruppo Volkswagen”.
AUTO: MEDIA, VOLKSWAGEN VALUTA STOP A SEAT ENTRO LA FINE DEL 2029
(LaPresse) – Volkswagen potrebbe ritirare dal mercato il marchio spagnolo Seat entro la fine del 2029, concentrando la propria strategia sulla consorella Cupra. Lo riferisce Wirtschaftswoche, citando una decisione del consiglio di amministrazione del gruppo che dovrebbe essere esaminata venerdì dal consiglio di sorveglianza.
Secondo il rapporto, Seat non figurerebbe più nei piani del gruppo per il 2030. Volkswagen punta a ridurre i costi e semplificare i processi, concentrando le risorse sulla crescita di Cupra, che ha ormai superato Seat nelle vendite. Nel primo semestre del 2026 Cupra ha consegnato 170.100 vetture, contro le 129.600 di Seat. Nei documenti citati da Wirtschaftswoche si legge che mantenere Seat nella sua forma attuale “richiederebbe risorse aggiuntive”, mentre il gruppo intende concentrare lo sviluppo strategico all’interno della famiglia di marchi Cupra.
Il possibile addio a Seat si inserisce nel più ampio piano di riorganizzazione di Volkswagen. Il consiglio di sorveglianza dovrebbe discutere venerdì anche del futuro di quattro stabilimenti tedeschi e di un possibile ulteriore taglio di decine di migliaia di posti di lavoro nel mondo. Tra gli impianti sotto osservazione figurano quelli di Zwickau, Emden e Hannover e lo stabilimento Audi di Neckarsulm. I rappresentanti dei lavoratori e il governo del Land della Bassa Sassonia hanno già annunciato la loro opposizione a possibili ridimensionamenti.
VOLKSWAGEN RISCHIA IL RATING SPAZZATURA
Andrea Boeris per “MF”
La battaglia sul futuro di Volkswagen si sposta anche sul debito. Union Investment, uno dei maggiori gestori patrimoniali tedeschi, avverte che il rating del gruppo potrebbe scivolare fino al livello «junk» se non riuscirà a ridurre drasticamente i costi e recuperare redditività. Un allarme che aumenta la pressione sul consiglio di sorveglianza chiamato oggi a confrontarsi sul maxi-piano di ristrutturazione del ceo Oliver Blume.
Union Investment possiede appena lo 0,1% di Volkswagen, ma detiene circa 1 miliardo di euro di obbligazioni del gruppo. In una lettera al presidente Hans Dieter Pötsch, visionata dal Financial Times, il gestore avverte che senza un miglioramento finanziario i bond potrebbero scivolare nel segmento high yield, aumentando i costi di finanziamento e riducendo le risorse per gli investimenti.
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
S&P e Moody’s collocano oggi Vw tre gradini sopra il livello non-investment grade, Fitch quattro. L’intervento arriva nel pieno dello scontro sul piano di Blume, che potrebbe comportare fino a 100 mila tagli occupazionali in Germania e la chiusura di quattro stabilimenti. Contrari i rappresentanti dei lavoratori e la Bassa Sassonia, titolare del 20% dei diritti di voto.
Union Investment chiede invece al consiglio di non ostacolare il management.
Il confronto decisivo andrà in scena oggi, anche se un accordo sembra lontano. Senza compromesso Volkswagen potrebbe valutare un’assemblea straordinaria, anche se la Bassa Sassonia dispone di fatto anche lì di un potere di veto sulle decisioni più importanti.
Maggiolino Volkswagen
merz meloni
volkswagen4
GOLF VOLKSWAGEN
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auto elettriche volkswagen

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO – I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… – VIDEO

FLASH – È LUI O NON È LUI? MA CERTO CHE È LUI! IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (IN QUOTA MARINA) PAOLO ZANGRILLO, CHE SCALPITA PER FARE LE SCARPE A TAJANI, È STATO AVVISTATO POCO FA IN UN VOLO DI LINEA DA LAMEZIA TERME A MILANO LINATE, IN MEZZO A IGNARI PASSEGGERI. CHE COSA LO ASPETTA ALL’OMBRA DELLA MADUNINA? RIFERIRÀ A “MADRINA” BERLUSCONI L’ESITO DEL SUO TETE-A-TETE CON ROBERTO OCCHIUTO, ALTRO COCCO DELLA REAL CASATA DI ARCORE?

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L’ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L’AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI – PIU’ IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE’ ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L’UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL’AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA – DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L’UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE – SA CHE L’ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO’ REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO – MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA’ IL COLLE? AH, SAPERLO…

DAGOREPORT – MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA “SPORCA DOZZINA” DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI – DALL’IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA’ A VILLA D’ESTE – SDEGNATI PER LA PRESENZA E “TRATTAMENTO PREFERENZIALE” DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO – NON SOLO: E’ L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI” (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)…

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELEPIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE). SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ”BRICS” (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA”, PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI – CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL’IMPERO AMERICANO: IL VERDONE” VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L’80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO – LA DECISIONE E’ NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA’ ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ”BRICS”? – SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) – PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA…





















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