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SALE A 616 IL BILANCIO DEI MORTI NELLA DEVASTANTE INONDAZIONE CHE HA COLPITO IL NEPAL. I FERITI SONO OLTRE 2.300. CRESCE ANCHE IL NUMERO DEI DISPERSI CHE SONO ALMENO 2.426 – IL PAESE AVRA’ BISOGNO DI 4-5 MILIARDI DI DOLLARI PER LA RICOSTRUZIONE – IL REPORTAGE DI “REPUBBLICA”: “IL PANORAMA È AGGHIACCIANTE, I GIGANTESCHI BAMBÙ PIEGATI DALLA CORRENTE, LA FERITA DI MALTA GRIGIA CHE SI ESTENDE OVUNQUE, ENORMI DOLMEN DI PIETRA O TERRA CHE LA CORRENTE HA SCOLPITO A ABBANDONATO SUL NUOVO LETTO INFINITO DEL FIUME TRISHULI” – VIDEO
AUTORITÀ NEPAL, FINO A 5 MILIARDI PER LA RICOSTRUZIONE DOPO LE ALLUVIONI
(ANSA) – PECHINO, 29 AGO – Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Swarnim Wagle, secondo quanto riportato dai media nepalesi. Wagle ha precisato che si tratta di una stima iniziale, mentre è ancora in corso la valutazione dei danni.
ALLUVIONE TRA TIBET E NEPAL, ALMENO 616 MORTI E 2.300 FERITI
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni in Nepal e Tibet è salito a 616 morti e oltre 2.300 feriti. Lo riferisce la polizia nepalese sui propri canali social. Aumenta anche il numero dei dispersi: secondo le autorità locali sono almeno 2.426.
LUNGO IL FIUME TRISHULI “NOI AGGRAPPATI AL FANGO E LA PIENA CHE INCOMBE”
Estratto dell’articolo di Paolo Brera per “la Repubblica”
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Un altro lago in Cina «ha rotto l’argine. Dobbiamo fermarci, dicono che stavolta l’onda sarà ancora peggiore». Sono passate da poco le 12 quando la notizia arriva al cellulare di Amrit, il driver con cui cerchiamo di raggiungere il fiume Trishuli, che insieme al Narayani è diventato l’obitorio del Nepal: sul limo delle sue sponde distribuisce corpi per più di duecento chilometri.
Il viaggio da Kathmandu è una gimcana di curve e tornanti. Salgono e riscendono dalle montagne, sulle strade dissestate dal monsone. Il ponte sulla statale è interrotto, per aggirarlo bisogna passare da lì. Il telefono di Amrit era squillato anche mezz’ora prima, e lui aveva accostato accanto a un piccolo bananeto tra i terrazzamenti di riso: «Mi ha chiamato un collega — aveva spiegato mostrando la foto di un furgoncino distrutto con diversi corpi affastellati — hanno trovato uno dei nostri amici dispersi. Era con la mamma, la moglie e i figli. Tutti morti».
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
[…] L’Autorità nazionale per la gestione delle catastrofi ieri ha ordinato a popolazione e soccorritori lungo i fiumi Bhotekoshi e Trishuli di spostarsi in luoghi sicuri. Le autorità cinesi avevano identificato una nuova minaccia nel lago creato da uno sbarramento naturale di ghiaccio e pietroni accumulati alla confluenza dei fiumi Chhochen Khola e Purepu Tsangpo: due milioni di metri cubi d’acqua che con le previsioni meteo avverse e il ghiaccio che si sta sciogliendo potrebbero doverne accogliere «fino a tre milioni».
Con quella pressione crescente, dicevano, se lo sbarramento schiantasse di colpo l’onda sarebbe molto peggiore. Quando dalla Cina arriva la notizia che il lago ha iniziato a tracimare, nella valle del Trishuli la protezione civile prende il megafono e scende nei villaggi lungo il fiume.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
«Abbiamo detto a tutti di andare via, di spostarsi subito in alto. L’onda arriverà qui tra due ore», ci racconta Lakman Aryal, un caposquadra che incontriamo alle porte di Galchi, il villaggio lungo il Trishuli.
Mezzo paese è affacciato con noi a guardare il fiume, che scroscia lì sotto torbido di fango e detriti. È ancora nervoso, «ma per ora è tornato al livello di sempre», dicono. Così guardi l’orologio e aspetti, perché non c’è nient’altro che si possa fare. Le notizie sono incerte, imprecise, quasi sempre ufficiose.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Il lago, lassù nel Tibet, ha tracimato come il collo di una brocca troppo piena o ha sfondato l’argine come una brocca rotta? Non ci sono risposte certe. Galchi, le sue case colorate a due o tre piani, è un villaggio fantasma. Su una balaustra al terzo piano passeggia serena e ignara una scimmia.
C’è ancora tempo per un sopralluogo nel paese prima che l’onda possa arrivare fin qui, e allora giù verso l’unico ponte ancora intatto sul grande fiume. «Ce ne andiamo tra mezz’ora — dice Babisa Adhikori, una ragazza 18enne che aiuta la mamma in un piccolo spaccio alimentare ancora aperto all’ingresso del paese, proprio di fronte alla stazione di polizia. Lì accanto, i soccorritori della protezione civile stanno salendo su un camion: «C’è l’ordine di sospendere le ricerche, sta arrivando l’onda ed è pericoloso.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Ieri — dice ancora il caposquadra Aryal — abbiamo trovato sei corpi interi e molte membra». Più giù, decine di persone sono ferme sulla sponda a vedere il fiume, sfidando il cronometro della piena. Una passerella di ferro lunga forse duecento metri collega le due sponde. Sul greto immenso divorato dalla piena ci sono un paio di case mezze sommerse, ma non ci sono state vittime.
Lì, ecco il ponte giallo di ferro, qualche auto ancora lo attraversa. Quando si avvicina l’ora del pericolo, mentre risaliamo, un aggiornamento positivo: la brocca non è rotta, «la piena è meno grave»; anche se il lago resta alto e lo sbarramento naturale può cedere da un momento all’altro; e riecco dove era finito il resto del villaggio, una comitiva di donne e bambini scende con le tuniche colorate da una stradina laterale che inerpica.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
«Ci hanno chiamate i mariti, per ora non c’è pericolo — dice Sandra Wata, 45enne casalinga con due ragazzine accanto — torneremo su stanotte. Sono già due notti che dormiamo nella scuola. Siamo più di cinquecento persone da tutto il paese e dalle frazioni intorno. In 30 anni che vivo qui, è la prima volta che non ci fidiamo a dormire in casa».
E allora via, riprendiamo il viaggio fin dove si arriva. In direzione del Tibet, per ora irraggiungibile perché non sono saltati solo i ponti sul fiume ma anche quelli sul lungofiume, e qui e là la piena ha morso anche la strada mangiandone tratti. Il primo ponte squinternato su un minuscolo affluente lo troviamo dopo pochi chilometri, ma con cautela si passa ancora.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Il panorama è agghiacciante, i giganteschi bambù piegati dalla corrente, la ferita di malta grigia che si estende ovunque, enormi dolmen di pietra o terra che la corrente ha scolpito a abbandonato sul nuovo letto infinito del fiume. Qui, a casa di «Ramesh Rai figlio di Nepal Rai», c’era risaia e ora pare un lago di cemento appena impastato da una betoniera. […]
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AUTORITÀ NEPAL, FINO A 5 MILIARDI PER LA RICOSTRUZIONE DOPO LE ALLUVIONI
(ANSA) – PECHINO, 29 AGO – Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Swarnim Wagle, secondo quanto riportato dai media nepalesi. Wagle ha precisato che si tratta di una stima iniziale, mentre è ancora in corso la valutazione dei danni.
ALLUVIONE TRA TIBET E NEPAL, ALMENO 616 MORTI E 2.300 FERITI
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Il bilancio delle vittime delle catastrofiche inondazioni in Nepal e Tibet è salito a 616 morti e oltre 2.300 feriti. Lo riferisce la polizia nepalese sui propri canali social. Aumenta anche il numero dei dispersi: secondo le autorità locali sono almeno 2.426.
LUNGO IL FIUME TRISHULI “NOI AGGRAPPATI AL FANGO E LA PIENA CHE INCOMBE”
Estratto dell’articolo di Paolo Brera per “la Repubblica”
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Un altro lago in Cina «ha rotto l’argine. Dobbiamo fermarci, dicono che stavolta l’onda sarà ancora peggiore». Sono passate da poco le 12 quando la notizia arriva al cellulare di Amrit, il driver con cui cerchiamo di raggiungere il fiume Trishuli, che insieme al Narayani è diventato l’obitorio del Nepal: sul limo delle sue sponde distribuisce corpi per più di duecento chilometri.
Il viaggio da Kathmandu è una gimcana di curve e tornanti. Salgono e riscendono dalle montagne, sulle strade dissestate dal monsone. Il ponte sulla statale è interrotto, per aggirarlo bisogna passare da lì. Il telefono di Amrit era squillato anche mezz’ora prima, e lui aveva accostato accanto a un piccolo bananeto tra i terrazzamenti di riso: «Mi ha chiamato un collega — aveva spiegato mostrando la foto di un furgoncino distrutto con diversi corpi affastellati — hanno trovato uno dei nostri amici dispersi. Era con la mamma, la moglie e i figli. Tutti morti».
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
[…] L’Autorità nazionale per la gestione delle catastrofi ieri ha ordinato a popolazione e soccorritori lungo i fiumi Bhotekoshi e Trishuli di spostarsi in luoghi sicuri. Le autorità cinesi avevano identificato una nuova minaccia nel lago creato da uno sbarramento naturale di ghiaccio e pietroni accumulati alla confluenza dei fiumi Chhochen Khola e Purepu Tsangpo: due milioni di metri cubi d’acqua che con le previsioni meteo avverse e il ghiaccio che si sta sciogliendo potrebbero doverne accogliere «fino a tre milioni».
Con quella pressione crescente, dicevano, se lo sbarramento schiantasse di colpo l’onda sarebbe molto peggiore. Quando dalla Cina arriva la notizia che il lago ha iniziato a tracimare, nella valle del Trishuli la protezione civile prende il megafono e scende nei villaggi lungo il fiume.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
«Abbiamo detto a tutti di andare via, di spostarsi subito in alto. L’onda arriverà qui tra due ore», ci racconta Lakman Aryal, un caposquadra che incontriamo alle porte di Galchi, il villaggio lungo il Trishuli.
Mezzo paese è affacciato con noi a guardare il fiume, che scroscia lì sotto torbido di fango e detriti. È ancora nervoso, «ma per ora è tornato al livello di sempre», dicono. Così guardi l’orologio e aspetti, perché non c’è nient’altro che si possa fare. Le notizie sono incerte, imprecise, quasi sempre ufficiose.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Il lago, lassù nel Tibet, ha tracimato come il collo di una brocca troppo piena o ha sfondato l’argine come una brocca rotta? Non ci sono risposte certe. Galchi, le sue case colorate a due o tre piani, è un villaggio fantasma. Su una balaustra al terzo piano passeggia serena e ignara una scimmia.
C’è ancora tempo per un sopralluogo nel paese prima che l’onda possa arrivare fin qui, e allora giù verso l’unico ponte ancora intatto sul grande fiume. «Ce ne andiamo tra mezz’ora — dice Babisa Adhikori, una ragazza 18enne che aiuta la mamma in un piccolo spaccio alimentare ancora aperto all’ingresso del paese, proprio di fronte alla stazione di polizia. Lì accanto, i soccorritori della protezione civile stanno salendo su un camion: «C’è l’ordine di sospendere le ricerche, sta arrivando l’onda ed è pericoloso.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Ieri — dice ancora il caposquadra Aryal — abbiamo trovato sei corpi interi e molte membra». Più giù, decine di persone sono ferme sulla sponda a vedere il fiume, sfidando il cronometro della piena. Una passerella di ferro lunga forse duecento metri collega le due sponde. Sul greto immenso divorato dalla piena ci sono un paio di case mezze sommerse, ma non ci sono state vittime.
Lì, ecco il ponte giallo di ferro, qualche auto ancora lo attraversa. Quando si avvicina l’ora del pericolo, mentre risaliamo, un aggiornamento positivo: la brocca non è rotta, «la piena è meno grave»; anche se il lago resta alto e lo sbarramento naturale può cedere da un momento all’altro; e riecco dove era finito il resto del villaggio, una comitiva di donne e bambini scende con le tuniche colorate da una stradina laterale che inerpica.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
«Ci hanno chiamate i mariti, per ora non c’è pericolo — dice Sandra Wata, 45enne casalinga con due ragazzine accanto — torneremo su stanotte. Sono già due notti che dormiamo nella scuola. Siamo più di cinquecento persone da tutto il paese e dalle frazioni intorno. In 30 anni che vivo qui, è la prima volta che non ci fidiamo a dormire in casa».
E allora via, riprendiamo il viaggio fin dove si arriva. In direzione del Tibet, per ora irraggiungibile perché non sono saltati solo i ponti sul fiume ma anche quelli sul lungofiume, e qui e là la piena ha morso anche la strada mangiandone tratti. Il primo ponte squinternato su un minuscolo affluente lo troviamo dopo pochi chilometri, ma con cautela si passa ancora.
ALLUVIONE ED ESONDAZIONE IN NEPAL E TIBET
Il panorama è agghiacciante, i giganteschi bambù piegati dalla corrente, la ferita di malta grigia che si estende ovunque, enormi dolmen di pietra o terra che la corrente ha scolpito a abbandonato sul nuovo letto infinito del fiume. Qui, a casa di «Ramesh Rai figlio di Nepal Rai», c’era risaia e ora pare un lago di cemento appena impastato da una betoniera. […]
inondazione tra tibet e nepal 5
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DAGOREPORT – IL RISIKO S’INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L’OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA – SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA – ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA’ CHIAMATA AD APPROVARE L’ACQUISIZIONE E TUTTO PUO’ SUCCEDERE…

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO…

FLASH – GIORGIA MELONI MANDA LE ARMI SOTTOBANCO ALL’UCRAINA PER NON SPACCARE LA SUA MAGGIORANZA. IL PRIMO A FARLO FU DRAGHI: “MARIOPIO” NEL 2022 INTRODUSSE IL RICORSO A DECRETI INTERMINISTERIALI CON ELENCHI SECRETATI PER L’INVIO DI FORNITURE MILITARI ALL’UCRAINA. AVENDO COME AZIONISTI MAGGIORANZA I PUTINIANI DI LEGA E MOVIMENTO 5 STELLE, L’UNICO MODO PER MANDARE AVANTI LA BARACCA ERA “NASCONDERE” L’INVIO DI ARMI…

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI – IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN’EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO…

DAGOREPORT – RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET – RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO – CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E’ NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS – L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI…’’

DAGOREPORT – MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE – IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L’AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) – QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI – FINE DEL PRIMO TEMPO….




















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