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COME MAI IL PRESIDENTE-DITTATORE DEL NICARAGUA, DANIEL ORTEGA, ANNUNCIA SOLO ORA LO STOP A TUTTE LE ELEZIONI NEL PAESE? – LA DECISIONE DEL LEADER SANDINISTA RENDE UFFICIALE CIÒ CHE, DI FATTO, ACCADE DA ANNI: ORTEGA È TORNATO AL POTERE NEL 2007 E DAL 2008 TUTTE LE ELEZIONI LOCALI E NAZIONALI SONO STATE SEGNATE DA GRAVI ACCUSE DI BROGLI – IL RECENTE RAFFORZAMENTO DEI RAPPORTI CON LA CINA, SOPRATTUTTO NEL SETTORE MINERARIO, HA GARANTITO AL REGIME UN IMPORTANTE SOSTEGNO ECONOMICO E DIPLOMATICO, RIDUCENDO IL PESO DELLE PRESSIONI DEGLI STATI UNITI E DELL’OCCIDENTE.ORTEGA VORREBBE SEGUIRE LO STESSO MODELLO DI PECHINO: UN SOLO PARTITO CHE…
Estratto dell’articolo di Daniele Mastrogiacomo per www.repubblica.it
È il tratto finale verso la piena dittatura. Un colpo di spugna sui valori ormai sbiaditi della rivoluzione sandinista. Daniel Ortega non poteva scegliere data migliore per annunciare l’abolizione del voto. L’ultimo residuo di apparente democrazia. Mentre domenica scorsa il Nicaragua festeggiava il 47° anniversario dell’insurrezione contro Anastasio Somoza Debayle, l’ex guerrigliero diventato dittatore dichiarava ai fedelissimi: «Qui, non ci saranno più elezioni. I partiti se le possono scordare. Non potranno tentare di impadronirsi del governo, di prendere il potere».
La decisione è stata accolta con un lungo silenzio. Del resto, sono ormai dieci anni che ogni minima forma di opposizione subisce arresti, torture, condanne. I più fortunati sono spediti in esilio. […]
L’annuncio non modifica una realtà che i nicaraguensi conoscono bene. Dal 2008, tutte le elezioni locali e nazionali sono state macchiate da frodi evidenti. Ma il nuovo giro di vite sulla più elementare forma di libertà costituisce un salto narrativo e politico.
daniel ortega e rosario murillo
[…] Daniel Ortega e sua moglie Rosario Murillo, nominata co-presidente nel 2025 proprio per accentrare ancora di più un potere che non prevede deleghe, hanno pensato bene di sbattere in galera tutti i candidati dell’opposizione. Il risultato li ha premiati: hanno ottenuto il 75,92 per cento dei voti.
Il modello da seguire è quello cubano, nordcoreano e anche cinese. Un solo partito che sceglie i candidati a seconda del grado di fedeltà e di opportunismo. Ortega […] si limita a dire che lavorerà con i suoi deputati e alleati politici nell’Assemblea Nazionale per creare leggi «che erigano un muro, un blocco» contro ogni tentativo di conquistare il potere attraverso delle elezioni.
Chi conosce l’ex guerrigliero sandinista non si stupisce più di tanto. Juan Sebastián Chamorro, uno dei sette aspiranti alla presidenza imprigionato prima delle elezioni del 2021, spiega: «Ha sempre sostenuto che i partiti dividono la società». Altri ritengono che stia giocando d’anticipo. Se la pressione internazionale lo costringerà a negoziare, non partirà dal presupposto che in Nicaragua si tengano elezioni libere e competitive. Dirà semplicemente che le elezioni sono state abolite.
La strada imboccata è quella cinese. Anche solo per motivi contingenti. È dal 2021 che Pechino si è tuffato nel settore minerario nicaraguense. Grazie a un accordo di libero scambio firmato nel 2024, opera in condizioni vantaggiose. In soli tre anni la Cina si è aggiudicata 30 concessioni per una distribuzione territoriale di 919.825 ettari.
Ha in mano il 7 per cento del Nicaragua. Per il paese centroamericano è una vera manna: nel solo 2025 ha esportato 1,8 milioni di dollari in oro. È diventato il suo prodotto di punta. La cosa allarma Washington che è stata finora tenera con Managua. Ma il clima sta cambiando.
Premiati da un’economia priva di scossoni, Daniel Ortega e Rosaria Murillo hanno accentrato in modo brutale il loro potere. Hanno cacciato tutte le ong dal paese, chiuso giornali e televisioni, messo i sigilli alle prestigiose università e scuole gesuitiche, rotto le relazioni con la Chiesa cattolica colpevole di aver preso le difese delle mamme scese in piazza per protestare contro la strage dei loro figli durante le rivolte studentesche del 2018. […]
[…] Il fratello di Ortega, Humberto, colpevole di averlo criticato, è morto isolato nella sua stanza. Dora María Téllez, la mitica Comandante Due, è stata sepolta viva in una cella dove è stata ripetutamente torturata. Hugo Torres, altro storico guerrigliero sandinista, era diventato cieco nei sotterranei bui della prigione dove alla fine è morto.
Entrambi avevano guidato il commando che assaltò la prigione dove era rinchiuso il giovane Ortega ai tempi di Somoza. Lui li ha ricambiati sbattendoli dietro le sbarre. Vigliacco e sospettoso, spinto dalle ambizioni della moglie Rosario, vera padrona del campo, l’ex guerrigliero è rimasto prigioniero del suo ego. Ha finito per cancellare la foto con i protagonisti del suo passato. I superstiti sono stati liberati, privati della cittadinanza e deportati su un aereo negli Usa.
daniel ortega rosario murillo
DANIEL ORTEGA ROSARIO MURILLO 1
DANIEL ORTEGA ROSARIO MURILLO 4
Estratto dell’articolo di Daniele Mastrogiacomo per www.repubblica.it
È il tratto finale verso la piena dittatura. Un colpo di spugna sui valori ormai sbiaditi della rivoluzione sandinista. Daniel Ortega non poteva scegliere data migliore per annunciare l’abolizione del voto. L’ultimo residuo di apparente democrazia. Mentre domenica scorsa il Nicaragua festeggiava il 47° anniversario dell’insurrezione contro Anastasio Somoza Debayle, l’ex guerrigliero diventato dittatore dichiarava ai fedelissimi: «Qui, non ci saranno più elezioni. I partiti se le possono scordare. Non potranno tentare di impadronirsi del governo, di prendere il potere».
La decisione è stata accolta con un lungo silenzio. Del resto, sono ormai dieci anni che ogni minima forma di opposizione subisce arresti, torture, condanne. I più fortunati sono spediti in esilio. […]
L’annuncio non modifica una realtà che i nicaraguensi conoscono bene. Dal 2008, tutte le elezioni locali e nazionali sono state macchiate da frodi evidenti. Ma il nuovo giro di vite sulla più elementare forma di libertà costituisce un salto narrativo e politico.
daniel ortega e rosario murillo
[…] Daniel Ortega e sua moglie Rosario Murillo, nominata co-presidente nel 2025 proprio per accentrare ancora di più un potere che non prevede deleghe, hanno pensato bene di sbattere in galera tutti i candidati dell’opposizione. Il risultato li ha premiati: hanno ottenuto il 75,92 per cento dei voti.
Il modello da seguire è quello cubano, nordcoreano e anche cinese. Un solo partito che sceglie i candidati a seconda del grado di fedeltà e di opportunismo. Ortega […] si limita a dire che lavorerà con i suoi deputati e alleati politici nell’Assemblea Nazionale per creare leggi «che erigano un muro, un blocco» contro ogni tentativo di conquistare il potere attraverso delle elezioni.
Chi conosce l’ex guerrigliero sandinista non si stupisce più di tanto. Juan Sebastián Chamorro, uno dei sette aspiranti alla presidenza imprigionato prima delle elezioni del 2021, spiega: «Ha sempre sostenuto che i partiti dividono la società». Altri ritengono che stia giocando d’anticipo. Se la pressione internazionale lo costringerà a negoziare, non partirà dal presupposto che in Nicaragua si tengano elezioni libere e competitive. Dirà semplicemente che le elezioni sono state abolite.
La strada imboccata è quella cinese. Anche solo per motivi contingenti. È dal 2021 che Pechino si è tuffato nel settore minerario nicaraguense. Grazie a un accordo di libero scambio firmato nel 2024, opera in condizioni vantaggiose. In soli tre anni la Cina si è aggiudicata 30 concessioni per una distribuzione territoriale di 919.825 ettari.
Ha in mano il 7 per cento del Nicaragua. Per il paese centroamericano è una vera manna: nel solo 2025 ha esportato 1,8 milioni di dollari in oro. È diventato il suo prodotto di punta. La cosa allarma Washington che è stata finora tenera con Managua. Ma il clima sta cambiando.
Premiati da un’economia priva di scossoni, Daniel Ortega e Rosaria Murillo hanno accentrato in modo brutale il loro potere. Hanno cacciato tutte le ong dal paese, chiuso giornali e televisioni, messo i sigilli alle prestigiose università e scuole gesuitiche, rotto le relazioni con la Chiesa cattolica colpevole di aver preso le difese delle mamme scese in piazza per protestare contro la strage dei loro figli durante le rivolte studentesche del 2018. […]
[…] Il fratello di Ortega, Humberto, colpevole di averlo criticato, è morto isolato nella sua stanza. Dora María Téllez, la mitica Comandante Due, è stata sepolta viva in una cella dove è stata ripetutamente torturata. Hugo Torres, altro storico guerrigliero sandinista, era diventato cieco nei sotterranei bui della prigione dove alla fine è morto.
Entrambi avevano guidato il commando che assaltò la prigione dove era rinchiuso il giovane Ortega ai tempi di Somoza. Lui li ha ricambiati sbattendoli dietro le sbarre. Vigliacco e sospettoso, spinto dalle ambizioni della moglie Rosario, vera padrona del campo, l’ex guerrigliero è rimasto prigioniero del suo ego. Ha finito per cancellare la foto con i protagonisti del suo passato. I superstiti sono stati liberati, privati della cittadinanza e deportati su un aereo negli Usa.
daniel ortega rosario murillo
DANIEL ORTEGA ROSARIO MURILLO 1
DANIEL ORTEGA ROSARIO MURILLO 4

DAGOREPORT – L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A “PASSARE IL RUBICONE”. CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE – ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

DAGOREPORT – L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI – ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD – DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

FLASH! – SIGFRIDO RANUCCI SMENTISCE LE INDISCREZIONI CHE LO VEDREBBERO SOSPESO DALLA GUIDA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DI “REPORT” – SECONDO QUANTO INFORMA IL “FATTO QUOTIDIANO” DI OGGI: “IN REDAZIONE SONO TRANQUILLI, FORTI DELLA SERIETA’ E VERICIDITA’ DELLE INCHIESTE: SI TEME PERO’ UNA POSSIBILE SOSPENSIONE DI RANUCCI, CHE LA RAI POTREBBE PRENDERE A SCOPO CAUTELATIVO, MA SOPRATTUTTO SU PRESSIONI DELA POLITICA…”

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE – C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…




















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