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LA DESTRA SI AGITA, MATTARELLA OSSERVA – LA CAUTELA DEL QUIRINALE SULLA RIFORMA DEL RISARCIMENTO PREVISTO PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME (COME NEL CASO DEI RAPINATORI UCCISI DAL GIOIELLIERE MARIO ROGGERO) – NELLA RINCORSA DI PROPOSTE TRA LEGA E FRATELLI D’ITALIA SI E’ ARRIVATI A UN INGORGO: C’E’ UN DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO APPROVATO LA SETTIMANA SCORSA; UN DDL RICICCIATO DA FRATELLI D’ITALIA E UN EMENDAMENTO AL DECRETO ALL’ESAME DEL SENATO CHE SI OCCUPA DI GIUSTIZIA – CHE NE PENSA IL COLLE? MOLTO DIPENDERA’ DA COME SARANNO SCRITTE LE NORME…
Francesco Bei per la Repubblica – Estratti
La pressione sul capo dello Stato affinché conceda la grazia a Mario Roggero non accenna a diminuire da parte del centrodestra, da ultimo con l’intervista di Carlo Nordio al Corriere della sera in cui il Guardasigilli rivendicava il suo «potere di impulso» quasi sfidando il presidente della Repubblica, perché «non c’è nessun reato di lesa maestà».
Ma, al di là di queste provocazioni, che al Quirinale naturalmente non raccolgono confermando una linea di prudenza istituzionale, sul tavolo arriva un’altra questione che sta facendo alzare l’attenzione dei giuristi del Colle.
No, non si tratta della proposta di legge del leghista Claudio Borghi, che vorrebbe ampliare la legittima difesa fino a cancellare il concetto di proporzionalità rispetto all’offesa.
È facile immaginare cosa ne pensi l’ex giudice costituzionale Mattarella di una norma da sfida all’Ok Corral, ma al Quirinale sono convinti che le stesse forze di maggioranza – come è già apparso chiaro – non daranno mai il via libera, quindi per il momento non vale la pena darsi pensiero.
Diverso è il caso della riforma del risarcimento previsto per le vittime – come i tre rapinatori presi a revolverate da Roggero – che stavano commettendo a loro volta un reato. Nella rincorsa di proposte tra Lega e Fratelli d’Italia, si è arrivati infatti a un ingorgo in stazione, dove stanno arrivando contemporaneamente tre treni: un disegno di legge governativo approvato la scorsa settimana, un disegno di legge ritirato ieri fuori dal frigo da parte di Fratelli d’Italia, e un emendamento al decreto legge all’esame del Senato che si occupa di giustizia e patto europeo sulla migrazione e asilo.
Tre veicoli normativi con lo stesso contenuto, che sostanzialmente prevede che il risarcimento non sia dovuto «se il danneggiato (nel caso Roggero i ladri della gioielleria) ha posto in essere la condotta, consapevole e volontaria, con violenza non lieve alla persona o al patrimonio o con minaccia di uso di armi o di altri mezzi di co-azione fisica».
Dal Quirinale osservano questa frenesia legislativa e attendono che il Parlamento faccia il suo lavoro senza intervenire. Eppure qualche prima impressione filtra dal palazzo, dove non ci sarebbero obiezioni invalidanti su una modifica del genere al codice penale, pur mantenendo una cautela per vedere come le norme saranno effettivamente scritte. Insomma, a prima vista non si tratterebbe di uno stravolgimento dei principi dell’ordinamento giuridico, come invece la pdl Borghi sulla legittima difesa. Nessuna barricata, ma attenta osservazione del dibattito.
giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse
C’è un punto tuttavia che Mattarella, se potesse dare un consiglio alla maggioranza, farebbe presente agli effervescenti legislatori securitari. Per modificare il codice penale sarebbe meglio utilizzare uno strumento più ponderato come il disegno di legge anziché infilare a spinta un emendamento nel decreto migrazione/giustizia.
(…)
gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour
MATTEO SALVINI – MAGLIETTA CON LA FACCIA DI MARIO ROGGERO
MATTEO SALVINI – MAGLIETTA CON LA FACCIA DI MARIO ROGGERO
striscione per mario roggero
Francesco Bei per la Repubblica – Estratti
La pressione sul capo dello Stato affinché conceda la grazia a Mario Roggero non accenna a diminuire da parte del centrodestra, da ultimo con l’intervista di Carlo Nordio al Corriere della sera in cui il Guardasigilli rivendicava il suo «potere di impulso» quasi sfidando il presidente della Repubblica, perché «non c’è nessun reato di lesa maestà».
Ma, al di là di queste provocazioni, che al Quirinale naturalmente non raccolgono confermando una linea di prudenza istituzionale, sul tavolo arriva un’altra questione che sta facendo alzare l’attenzione dei giuristi del Colle.
No, non si tratta della proposta di legge del leghista Claudio Borghi, che vorrebbe ampliare la legittima difesa fino a cancellare il concetto di proporzionalità rispetto all’offesa.
È facile immaginare cosa ne pensi l’ex giudice costituzionale Mattarella di una norma da sfida all’Ok Corral, ma al Quirinale sono convinti che le stesse forze di maggioranza – come è già apparso chiaro – non daranno mai il via libera, quindi per il momento non vale la pena darsi pensiero.
Diverso è il caso della riforma del risarcimento previsto per le vittime – come i tre rapinatori presi a revolverate da Roggero – che stavano commettendo a loro volta un reato. Nella rincorsa di proposte tra Lega e Fratelli d’Italia, si è arrivati infatti a un ingorgo in stazione, dove stanno arrivando contemporaneamente tre treni: un disegno di legge governativo approvato la scorsa settimana, un disegno di legge ritirato ieri fuori dal frigo da parte di Fratelli d’Italia, e un emendamento al decreto legge all’esame del Senato che si occupa di giustizia e patto europeo sulla migrazione e asilo.
Tre veicoli normativi con lo stesso contenuto, che sostanzialmente prevede che il risarcimento non sia dovuto «se il danneggiato (nel caso Roggero i ladri della gioielleria) ha posto in essere la condotta, consapevole e volontaria, con violenza non lieve alla persona o al patrimonio o con minaccia di uso di armi o di altri mezzi di co-azione fisica».
Dal Quirinale osservano questa frenesia legislativa e attendono che il Parlamento faccia il suo lavoro senza intervenire. Eppure qualche prima impressione filtra dal palazzo, dove non ci sarebbero obiezioni invalidanti su una modifica del genere al codice penale, pur mantenendo una cautela per vedere come le norme saranno effettivamente scritte. Insomma, a prima vista non si tratterebbe di uno stravolgimento dei principi dell’ordinamento giuridico, come invece la pdl Borghi sulla legittima difesa. Nessuna barricata, ma attenta osservazione del dibattito.
giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse
C’è un punto tuttavia che Mattarella, se potesse dare un consiglio alla maggioranza, farebbe presente agli effervescenti legislatori securitari. Per modificare il codice penale sarebbe meglio utilizzare uno strumento più ponderato come il disegno di legge anziché infilare a spinta un emendamento nel decreto migrazione/giustizia.
(…)
gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour
MATTEO SALVINI – MAGLIETTA CON LA FACCIA DI MARIO ROGGERO
MATTEO SALVINI – MAGLIETTA CON LA FACCIA DI MARIO ROGGERO
striscione per mario roggero

DAGOREPORT – L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A “PASSARE IL RUBICONE”. CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE – ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

DAGOREPORT – L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI – ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD – DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

FLASH! – SIGFRIDO RANUCCI SMENTISCE LE INDISCREZIONI CHE LO VEDREBBERO SOSPESO DALLA GUIDA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DI “REPORT” – SECONDO QUANTO INFORMA IL “FATTO QUOTIDIANO” DI OGGI: “IN REDAZIONE SONO TRANQUILLI, FORTI DELLA SERIETA’ E VERICIDITA’ DELLE INCHIESTE: SI TEME PERO’ UNA POSSIBILE SOSPENSIONE DI RANUCCI, CHE LA RAI POTREBBE PRENDERE A SCOPO CAUTELATIVO, MA SOPRATTUTTO SU PRESSIONI DELA POLITICA…”

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE – C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…




















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