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PER L’IRAN, LA GUERRA È DIVENTATA UN BANCOMAT – GLI AYATOLLAH RICATTANO I PAESI DEL GOLFO: CHI PAGA, COME EMIRATI E ARABIA SAUDITA, VIENE RISPARMIATO DAI MISSILI. CHI NON SE LO PUÒ PERMETTERE, COME KUWAIT E BAHREIN, S’ATTACCA AL RAZZO (LA GIORDANIA VIENE COLPITA PERCHÉ HA LE DIFESE AEREE PIÙ DEBOLI) – DA DUBAI SAREBBERO PARTITI UNA DOZZINA DI MILIARDI DI DOLLARI IN DIREZIONE TEHERAN (DA RIAD, ANCHE DI PIÙ): PER GLI EMIRI EVITARE GLI ATTACCHI È FONDAMENTALE PER MANTENERE LO STATUS DI PARADISO DEL GOLFO. SE I CIELI SONO LIBERI, LATITANTI, RICCHI TURISTI E MIGNOTTE POSSONO CONTINUARE A RIEMPIRE GLI HOTEL E I GRATTACIELI…
MOJTABA KHAMENEI – PRIMO DISCORSO
GLI EMIRATI ARABI SONO STATI RISPARMIATI: NELLE SCORSE SETTIMANE SI ERA PARLATO DEL PASSAGGIO DI FONDI DAGLI EMIRATINI AGLI AYATOLLAH, UN’ALLUSIONE AD UNA POSSIBILE “TANGENTE” AL FINE DI EVITARE GUAI…
Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”, del 13 luglio 2026
[…] Interessante che esponenti radicali abbiano invocato una punizione nei confronti degli Emirati, in apparenza risparmiati nell’ultimo round[…] Nota: nelle scorse settimane si era parlato del passaggio di fondi dagli emiratini agli ayatollah, un’allusione ad una possibile «tangente» al fine di evitare guai. […]
LE LINEE ROSSE FRA TEHERAN A WASHINGTON
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
[…] La Giordania è colpita e punita, è il paese che la scorsa settimana è stato preso di mira più volte dagli iraniani e che nonostante la grande quantità di basi e armi americane ha meno capacità di difesa e non ha un esercito in grado di reagire, come accaduto, seppur con operazioni limitate, quando Teheran ha colpito gli Emirati Arabi Uniti nei mesi scorsi.
La Giordania è vista da Teheran come il territorio su cui far più male agli Stati Uniti, ma non reagirà, rimarrà ferma ad ascoltare le decisioni degli americani che hanno investito più che in qualsiasi altro posto in cambio di un uso quasi incondizionato del territorio per scopi militari.
Sono diciassette i soldati americani morti da quando Washington ha avviato il 28 febbraio scorso l’operazione Epic Fury e ieri il presidente Donald Trump ha scritto sul suo social Truth: “Ogni volta che l’Iran uccide un soldato americano, pagherà per quell’uccisione molte volte! Questa direttiva è stata trasmessa al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al capo di stato maggiore, Daniel Caine, e a tutti i leader militari”.
Per dieci giorni di seguito, gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran, e nel gioco dei ruoli con cui si cerca di fare ordine dentro l’Amministrazione americana, il segretario di stato Marco Rubio si è assunto la responsabilità di dire che Washington continua a essere aperta al dialogo.
La Guida suprema Mojtaba Khamenei, che mai nessuno ha visto da quando è stato investito del ruolo di suo padre Ali, ha invece definito “nulla” la firma che Trump stesso ha apposto sul memorandum d’intesa che doveva avviare la nuova strada dei negoziati fra Washington e Teheran. Anche dall’Iran arrivano parole di rammarico per i colloqui falliti, ma le azioni sembrano puntare alla guerra totale, al caos, alla punizione per gli americani e i loro alleati.
raid iraniano sull aeroporto di kuwait city
Israele però rimane illeso, pronto a intervenire, come ha detto il ministro della Difesa Israel Katz, ma valuta questa stranezza di una guerra che colpisce quasi tutto il medio oriente ma lo lascia tranquillo, stranamente. Non toccare Israele, per la Repubblica islamica dell’Iran, vuol dire rimanere all’interno di una linea rossa. La Giordania invece è diventata il campo di prova della resistenza: la Repubblica islamica la usa per mostrarsi pronta a tutto, non ne supera i confini per lasciarsi ancora aperta la possibilità di non riaccendere la guerra totale in medio oriente e le sue conseguenze.
GLI EMIRATI ARABI UNITI HANNO PAGATO ALL’IRAN MILIARDI DI DOLLARI PER FERMARE GLI ATTACCHI: LO RIVELA UN RAPPORTO.
Traduzione di un estratto dell’articolo di https://www.middleeasteye.net/ , el 12 giugno 2026
Gli Emirati Arabi Uniti hanno pagato all’Iran miliardi di dollari in cambio della cessazione degli attacchi contro il paese, in un clamoroso cambio di rotta per lo Stato del Golfo che aveva assunto la posizione più dura nei confronti di Teheran, facendo pressioni sugli Stati Uniti affinché continuassero la guerra contro la Repubblica Islamica, ha riferito venerdì Reuters.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno già trasferito all’Iran 3 miliardi di dollari nell’ambito dell’accordo, che, secondo due fonti regionali, avrebbe un valore complessivo fino a 10 miliardi di dollari. Altre due fonti hanno dichiarato a Reuters che gli Emirati Arabi Uniti finiranno per versare all’Iran 20 miliardi di dollari.
Il rapporto riflette una sorprendente svolta per Abu Dhabi ed è un indicatore del fatto che l’Iran è uscito rafforzato dalla guerra.
ATTACCHI IRANIANI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI
Durante il conflitto, gli Emirati Arabi Uniti si sono uniti agli Stati Uniti e a Israele nel condurre decine di attacchi contro l’Iran. Hanno inoltre cercato di impedire al Pakistan di mediare la fine del conflitto.
L’Arabia Saudita ha dovuto concedere un nuovo prestito a Islamabad dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno richiesto il rimborso dei debiti del Pakistan come punizione per aver ospitato i colloqui.
[…]
Gli Emirati Arabi Uniti hanno evitato in modo evidente gli attacchi degli ultimi giorni che, nelle settimane recenti, hanno colpito Stati arabi più piccoli e più poveri, mentre il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran veniva messo alla prova. L’Iran ha attaccato Bahrein, Kuwait e Giordania in risposta ai raid statunitensi.
Reuters non ha precisato se i miliardi di dollari forniti all’Iran provenissero da conti collegati a Teheran, che Abu Dhabi aveva preso in considerazione di congelare, oppure da fondi sovrani emiratini.
muhammad bin salman
EMIRATI ARABI – PETROLIO
[…]
IL NUOVO OLEODOTTO DEGLI EMIRATI ARABI UNITI
raid iraniano sul kuwait
raid iraniano sull aeroporto di kuwait city
meme sul cartonato di mojtaba khamenei a teheran
cartonato di mojtaba khamenei a teheran
raid iraniano sull aeroporto di kuwait city
ATTACCHI IRANIANI SU DUBAI
MOJTABA KHAMENEI – PRIMO DISCORSO
GLI EMIRATI ARABI SONO STATI RISPARMIATI: NELLE SCORSE SETTIMANE SI ERA PARLATO DEL PASSAGGIO DI FONDI DAGLI EMIRATINI AGLI AYATOLLAH, UN’ALLUSIONE AD UNA POSSIBILE “TANGENTE” AL FINE DI EVITARE GUAI…
Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”, del 13 luglio 2026
[…] Interessante che esponenti radicali abbiano invocato una punizione nei confronti degli Emirati, in apparenza risparmiati nell’ultimo round[…] Nota: nelle scorse settimane si era parlato del passaggio di fondi dagli emiratini agli ayatollah, un’allusione ad una possibile «tangente» al fine di evitare guai. […]
LE LINEE ROSSE FRA TEHERAN A WASHINGTON
Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”
[…] La Giordania è colpita e punita, è il paese che la scorsa settimana è stato preso di mira più volte dagli iraniani e che nonostante la grande quantità di basi e armi americane ha meno capacità di difesa e non ha un esercito in grado di reagire, come accaduto, seppur con operazioni limitate, quando Teheran ha colpito gli Emirati Arabi Uniti nei mesi scorsi.
La Giordania è vista da Teheran come il territorio su cui far più male agli Stati Uniti, ma non reagirà, rimarrà ferma ad ascoltare le decisioni degli americani che hanno investito più che in qualsiasi altro posto in cambio di un uso quasi incondizionato del territorio per scopi militari.
Sono diciassette i soldati americani morti da quando Washington ha avviato il 28 febbraio scorso l’operazione Epic Fury e ieri il presidente Donald Trump ha scritto sul suo social Truth: “Ogni volta che l’Iran uccide un soldato americano, pagherà per quell’uccisione molte volte! Questa direttiva è stata trasmessa al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al capo di stato maggiore, Daniel Caine, e a tutti i leader militari”.
Per dieci giorni di seguito, gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran, e nel gioco dei ruoli con cui si cerca di fare ordine dentro l’Amministrazione americana, il segretario di stato Marco Rubio si è assunto la responsabilità di dire che Washington continua a essere aperta al dialogo.
La Guida suprema Mojtaba Khamenei, che mai nessuno ha visto da quando è stato investito del ruolo di suo padre Ali, ha invece definito “nulla” la firma che Trump stesso ha apposto sul memorandum d’intesa che doveva avviare la nuova strada dei negoziati fra Washington e Teheran. Anche dall’Iran arrivano parole di rammarico per i colloqui falliti, ma le azioni sembrano puntare alla guerra totale, al caos, alla punizione per gli americani e i loro alleati.
raid iraniano sull aeroporto di kuwait city
Israele però rimane illeso, pronto a intervenire, come ha detto il ministro della Difesa Israel Katz, ma valuta questa stranezza di una guerra che colpisce quasi tutto il medio oriente ma lo lascia tranquillo, stranamente. Non toccare Israele, per la Repubblica islamica dell’Iran, vuol dire rimanere all’interno di una linea rossa. La Giordania invece è diventata il campo di prova della resistenza: la Repubblica islamica la usa per mostrarsi pronta a tutto, non ne supera i confini per lasciarsi ancora aperta la possibilità di non riaccendere la guerra totale in medio oriente e le sue conseguenze.
GLI EMIRATI ARABI UNITI HANNO PAGATO ALL’IRAN MILIARDI DI DOLLARI PER FERMARE GLI ATTACCHI: LO RIVELA UN RAPPORTO.
Traduzione di un estratto dell’articolo di https://www.middleeasteye.net/ , el 12 giugno 2026
Gli Emirati Arabi Uniti hanno pagato all’Iran miliardi di dollari in cambio della cessazione degli attacchi contro il paese, in un clamoroso cambio di rotta per lo Stato del Golfo che aveva assunto la posizione più dura nei confronti di Teheran, facendo pressioni sugli Stati Uniti affinché continuassero la guerra contro la Repubblica Islamica, ha riferito venerdì Reuters.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno già trasferito all’Iran 3 miliardi di dollari nell’ambito dell’accordo, che, secondo due fonti regionali, avrebbe un valore complessivo fino a 10 miliardi di dollari. Altre due fonti hanno dichiarato a Reuters che gli Emirati Arabi Uniti finiranno per versare all’Iran 20 miliardi di dollari.
Il rapporto riflette una sorprendente svolta per Abu Dhabi ed è un indicatore del fatto che l’Iran è uscito rafforzato dalla guerra.
ATTACCHI IRANIANI NEGLI EMIRATI ARABI UNITI
Durante il conflitto, gli Emirati Arabi Uniti si sono uniti agli Stati Uniti e a Israele nel condurre decine di attacchi contro l’Iran. Hanno inoltre cercato di impedire al Pakistan di mediare la fine del conflitto.
L’Arabia Saudita ha dovuto concedere un nuovo prestito a Islamabad dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno richiesto il rimborso dei debiti del Pakistan come punizione per aver ospitato i colloqui.
[…]
Gli Emirati Arabi Uniti hanno evitato in modo evidente gli attacchi degli ultimi giorni che, nelle settimane recenti, hanno colpito Stati arabi più piccoli e più poveri, mentre il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran veniva messo alla prova. L’Iran ha attaccato Bahrein, Kuwait e Giordania in risposta ai raid statunitensi.
Reuters non ha precisato se i miliardi di dollari forniti all’Iran provenissero da conti collegati a Teheran, che Abu Dhabi aveva preso in considerazione di congelare, oppure da fondi sovrani emiratini.
muhammad bin salman
EMIRATI ARABI – PETROLIO
[…]
IL NUOVO OLEODOTTO DEGLI EMIRATI ARABI UNITI
raid iraniano sul kuwait
raid iraniano sull aeroporto di kuwait city
meme sul cartonato di mojtaba khamenei a teheran
cartonato di mojtaba khamenei a teheran
raid iraniano sull aeroporto di kuwait city
ATTACCHI IRANIANI SU DUBAI

DAGOREPORT – L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI – ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD – DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

FLASH! – SIGFRIDO RANUCCI SMENTISCE LE INDISCREZIONI CHE LO VEDREBBERO SOSPESO DALLA GUIDA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DI “REPORT” – SECONDO QUANTO INFORMA IL “FATTO QUOTIDIANO” DI OGGI: “IN REDAZIONE SONO TRANQUILLI, FORTI DELLA SERIETA’ E VERICIDITA’ DELLE INCHIESTE: SI TEME PERO’ UNA POSSIBILE SOSPENSIONE DI RANUCCI, CHE LA RAI POTREBBE PRENDERE A SCOPO CAUTELATIVO, MA SOPRATTUTTO SU PRESSIONI DELA POLITICA…”

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE – C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…





















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