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LA POLIZIA NON E’ L’ICE E FAKIR NON E’ GEORGE FLOYD. PER QUESTE MISTIFICAZIONI POI LA GENTE S’INCAZZA – GIORNALI, POLITICA E MAGISTRATURA ORA SI DEVONO OCCUPARE DELLA MORTE DI ABDERRAHIM FAKIR – IL 42ENNE MAROCCHINO ERA FUORI CONTROLLO: AVEVA PRESO A CALCI E A TESTATE LE SERRANDE DEI GARAGE, AVEVA BLOCCATO UN’AUTO SALTANDO SUL COFANO E INVEITO CONTRO IL CONDUCENTE (E NON SI ESCLUDE CHE LE FERITE AL VOLTO SE LE SIA PROCURATE COSI’) – GLI AGENTI SONO INTERVENUTI CON UNA MANOVRA “STANDARD”, DICE LA PROCURA. FAKIR HA SI E’ SCAGLIATO CONTRO I DUE AGENTI, HA CERCATO DI COLPIRLI PERSINO A MORSI – E PER RENDERLO INOFFENSIVO, I POLIZIOTTI HANNO USATO LO SPRAY URTICANTE E LO HANNO IMMOBILIZZATO IN POSIZIONE PRONA – I RESIDENTI, CHE HANNO ASSISTITO ALLA SCENA, HANNO CONFERMATO IL CORRETTO COMPORTAMENTO DEGLI AGENTI – ORA DUE POLIZIOTTI E QUATTRO SANITARI, PER AVER FATTO IL LORO DOVERE, SI RITROVANO INDAGATE DALLA PROCURA DI BOLOGNA PER LA MORTE DELL’ESAGITATO FAKIR… – VIDEO!
1 – INCHIESTA SU AGENTI E SANITARI SEQUESTRATE LE BODYCAM “NEI VIDEO SOLO PARTE DEI FATTI”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Baldessarro per “la Repubblica”
VIDEO DELL’ARRESTO DI ABDERRAHIM FAKIR
Sono sei le persone coinvolte nell’indagine della Procura per la morte di Abderrahim Fakir, due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro sanitari (due della Croce Rossa e due dell’Ausl). Si procede per «omicidio colposo» con la formula dell’iscrizione a “modello 45-bis”. È il cosiddetto scudo penale che tutela i pubblici ufficiali, introdotto di recente dal governo, consentendo al pm di annotare fatti di reato evitando l’automatica iscrizione della persona nel registro degli indagati.
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 5
Nell’inchiesta sul decesso del 42enne marocchino, morto mentre gli agenti stavano cercando di immobilizzarlo e ammanettarlo in via Svevo, al Pilastro (periferia della città), la procura ha spiegato che «si terrà conto dell’intero sviluppo dei fatti». Fatti, ha spiegato il procuratore Paolo Guido, «di più ampia estensione temporale rispetto al video diffuso».
Si terrà anche conto «dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine, sia del personale sanitario». La magistratura ha infatti acquisito le bodycam degli agenti, e l’audio della telefonata della pattuglia al 118 con la quale viene chiesto un intervento dei sanitari per una «persona in crisi psichiatrica».
In particolare la bodycam acquisita non era quella fornita dalla questura ma era privata, come conferma Gabriele Bordoni, avvocato dei due poliziotti, e indossata spontaneamente dal capopattuglia che l’ha accesa prima dell’intervento con il collega. Fakir, secondo quanto ripreso dalle bodycam, sarebbe stato fuori controllo.
Aveva preso a calci e testate delle serrande dei garage, aveva bloccato un’auto saltando sul cofano e inveendo contro il conducente. E non si esclude che le ferite al volto siano dovute, almeno in parte, a questa fase. Gli agenti sarebbero intervenuti con una manovra “standard”, dice la procura. L’inchiesta però punta a stabilire se la manovra sia stata compiuta correttamente, e il comportamento degli operatori del 118.
I familiari di Fakir hanno intanto incaricato per la difesa di parte civile l’avvocato Fabio Anselmo. A renderlo noto è stato lo stesso legale dei casi Cucchi e Aldrovandi: «Spero di non rivedere un film già visto con Magherini e Aldrovandi. Ma le indagini sull’attuale vicenda, come la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) richiede, andrebbero fatte da un corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte».
Insomma non va bene che la Mobile indaghi sui propri colleghi. Intanto la procura sta creando un pool di medici per l’autopsia (l’incarico sarà dato oggi) che sia in grado di stabilire come è morto Fakir e se soffrisse di patologie pregresse.
bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse22
Una brutta storia dove i familiari puntano l’indice contro gli agenti e gli hater sono scatenati. La Croce Rossa, ad esempio, ha dovuto difendere l’operato dei suoi volontari, contro «gli attacchi suo social verso un’istituzione che per suo principio soccorre indiscriminatamente tutti i cittadini.
Questo ci ferisce e ferisce i soccorritori, che vengono additati a persone che non hanno fatto il loro dovere». I quattro soccorritori, aggiunge la Croce Rossa, «erano in attesa di poter intervenire, non è pensabile che potessero farlo su un soggetto che in quel momento era nelle mani delle forze dell’ordine». L’Ausl ha verificato i tempi dell’intervento (“puntuali”) e sta facendo l’analisi dell’evento. […]
2 – L’ARRIVO DELLA VOLANTE E I SOCCORRITORI FERMI FINO ALL’OK DEI POLIZIOTTI QUEGLI ULTIMI 38 MINUTI
Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni e Daniela Corneo per il “Corriere della Sera”
bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse19
Chi abita nel palazzo a cinque piani tra i civici 2 e 8 di via Italo Svevo sostiene che Abderrahim Fakir si vedesse spesso da quelle parti. All’incirca con una stessa «liturgia»: appariva a metà mattinata, sostava all’ombra di un maestoso cedro proprio davanti al caseggiato, parlottava con qualcuno. Poi spariva.
Domenica mattina (prima che il 42enne marocchino morisse mentre due poliziotti lo stavano bloccando a terra nel tentativo di «fascettargli» mani e piedi) la scena è stata più o meno la stessa. Minuto per minuto, ecco la ricostruzione dei fatti.
bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse2
LE URLA AL MATTINO
La prima ad accorgersi della comparsa di Fakir è una signora pakistana, Parveen Akhrar, 73 anni, che vive con il marito al primo piano. […] Siamo attorno alle 9 e 30 e la «messa a fuoco» di questa descrizione è […] nitida: il nordafricano era sulle scale che da un piccolo giardino pubblico […] portano al cortile in cui poi troverà la morte. «Urlava “aiuto chiamate un’ambulanza, la polizia”» racconta la donna. Lui si siede sulle scale poi si sdraia sull’asfalto. Tutto questo entro le 10.
LA PRIMA PATTUGLIA
Parveen sostiene pure di aver visto — l’orario è quello tra le 10 e 30 e le 11 — un’auto delle forze dell’ordine. (Tornerà ad affacciarsi più volte e, molto dopo, noterà che Abderrahim è sempre a terra, ma 20 o 30 metri più in là. E nel vedere quelle sagome lontane, penserà che gli agenti stiano rianimando il marocchino. Che invece sta morendo. O forse ha già esalato l’ultimo respiro). Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo istante per istante sulla base degli orari forniti da fonti ufficiali e di altre testimonianze raccolte in via Svevo.
Le telefonate ai centralini d’emergenza si moltiplicano entro mezzogiorno anche perché alcuni — tra cui un pakistano, Ahmed Nasser — vedono Abderrahim dare delle testate contro le cler dei garage. Poi c’è l’allarme al 112 […] venuto da un uomo che alle 12 parla di «una persona arrivata di corsa dietro le autorimesse, sta urlando e scalciando tutti i basculanti, grida aiuto e che lo vogliono uccidere».
ARRIVA LA VOLANTE
La «volante» del commissariato Bolognina è sul posto alle 12 e 15 e due minuti dopo, alle 12 e 17, parte (per un «codice verde», dunque non grave) anche la «Bologna 65», ambulanza che arriva alle 12 e 30. Nel frattempo la tensione sale, in quel cortile dove in tanti si affacciano dalle finestre per riprendere quel che succede. Fakir si scaglia contro i due agenti, cerca di colpirli persino a morsi. A questo punto, per renderlo inoffensivo, i poliziotti utilizzano lo spray urticante e lo immobilizzano in posizione prona.
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 4
Nel video che inquadra gli ultimi cinque minuti di vita dell’uomo i quattro volontari della Croce rossa restano immobili. Il punto è che «la prassi è questa», spiegano fonti qualificate e la stessa Croce rossa: i sanitari possono intervenire solo quando dalle forze dell’ordine arriva il via libera. Giunto però troppo tardi in via Svevo. Dove, a quel punto, i volontari, che in assenza di un medico non possono somministrare farmaci, iniziano la manovre di rianimazione.
IL CONSULTO CON IL 118
Alle 12 e 36 gli stessi volontari contattano la centrale operativa del 118 per un consulto medico e chiedono l’invio dell’automedica che parte dall’ospedale Maggiore alle 12 e 42. Impossibile, ovviamente, stabilire come sarebbe andata se sul posto fosse intervenuto subito un mezzo con un medico a bordo.
Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118» «per garantire una gestione sicura e clinicamente adeguata del paziente in stato di agitazione psicomotoria è fondamentale l’intervento di un equipaggio medico-infermieristico qualificato» che si possa coordinare in tempo reale con le forze dell’ordine.
Somministrare farmaci calmanti a pazienti di questo tipo, dove urgente, è possibile avvalendosi dello «stato di necessità» riconosciuto dall’articolo 54 del codice penale, quindi bypassando la ben più articolata pratica del Tso.
Per Fakir, classificato con un codice verde, è stato mandato un mezzo più «leggero» di volontari che, fatto il triage sul posto, hanno allertato i medici del 118.
Ma questo, appunto, è ciò che prevede la prassi. Ieri la Ausl di Bologna ha fatto sapere che «l’invio dei mezzi sul luogo dell’evento è avvenuto nel rispetto dei tempi e in modo conforme alle procedure vigenti, sulla base delle informazioni disponibili al momento delle richieste di soccorso pervenute al 118». L’azienda sanitaria ha attivato l’analisi dell’evento tramite audit. […] Alle 12 e 53 viene constatato il decesso.
bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 2
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 6
bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 3
bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 1
1 – INCHIESTA SU AGENTI E SANITARI SEQUESTRATE LE BODYCAM “NEI VIDEO SOLO PARTE DEI FATTI”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Baldessarro per “la Repubblica”
VIDEO DELL’ARRESTO DI ABDERRAHIM FAKIR
Sono sei le persone coinvolte nell’indagine della Procura per la morte di Abderrahim Fakir, due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro sanitari (due della Croce Rossa e due dell’Ausl). Si procede per «omicidio colposo» con la formula dell’iscrizione a “modello 45-bis”. È il cosiddetto scudo penale che tutela i pubblici ufficiali, introdotto di recente dal governo, consentendo al pm di annotare fatti di reato evitando l’automatica iscrizione della persona nel registro degli indagati.
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 5
Nell’inchiesta sul decesso del 42enne marocchino, morto mentre gli agenti stavano cercando di immobilizzarlo e ammanettarlo in via Svevo, al Pilastro (periferia della città), la procura ha spiegato che «si terrà conto dell’intero sviluppo dei fatti». Fatti, ha spiegato il procuratore Paolo Guido, «di più ampia estensione temporale rispetto al video diffuso».
Si terrà anche conto «dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine, sia del personale sanitario». La magistratura ha infatti acquisito le bodycam degli agenti, e l’audio della telefonata della pattuglia al 118 con la quale viene chiesto un intervento dei sanitari per una «persona in crisi psichiatrica».
In particolare la bodycam acquisita non era quella fornita dalla questura ma era privata, come conferma Gabriele Bordoni, avvocato dei due poliziotti, e indossata spontaneamente dal capopattuglia che l’ha accesa prima dell’intervento con il collega. Fakir, secondo quanto ripreso dalle bodycam, sarebbe stato fuori controllo.
Aveva preso a calci e testate delle serrande dei garage, aveva bloccato un’auto saltando sul cofano e inveendo contro il conducente. E non si esclude che le ferite al volto siano dovute, almeno in parte, a questa fase. Gli agenti sarebbero intervenuti con una manovra “standard”, dice la procura. L’inchiesta però punta a stabilire se la manovra sia stata compiuta correttamente, e il comportamento degli operatori del 118.
I familiari di Fakir hanno intanto incaricato per la difesa di parte civile l’avvocato Fabio Anselmo. A renderlo noto è stato lo stesso legale dei casi Cucchi e Aldrovandi: «Spero di non rivedere un film già visto con Magherini e Aldrovandi. Ma le indagini sull’attuale vicenda, come la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) richiede, andrebbero fatte da un corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte».
Insomma non va bene che la Mobile indaghi sui propri colleghi. Intanto la procura sta creando un pool di medici per l’autopsia (l’incarico sarà dato oggi) che sia in grado di stabilire come è morto Fakir e se soffrisse di patologie pregresse.
bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse22
Una brutta storia dove i familiari puntano l’indice contro gli agenti e gli hater sono scatenati. La Croce Rossa, ad esempio, ha dovuto difendere l’operato dei suoi volontari, contro «gli attacchi suo social verso un’istituzione che per suo principio soccorre indiscriminatamente tutti i cittadini.
Questo ci ferisce e ferisce i soccorritori, che vengono additati a persone che non hanno fatto il loro dovere». I quattro soccorritori, aggiunge la Croce Rossa, «erano in attesa di poter intervenire, non è pensabile che potessero farlo su un soggetto che in quel momento era nelle mani delle forze dell’ordine». L’Ausl ha verificato i tempi dell’intervento (“puntuali”) e sta facendo l’analisi dell’evento. […]
2 – L’ARRIVO DELLA VOLANTE E I SOCCORRITORI FERMI FINO ALL’OK DEI POLIZIOTTI QUEGLI ULTIMI 38 MINUTI
Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni e Daniela Corneo per il “Corriere della Sera”
bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse19
Chi abita nel palazzo a cinque piani tra i civici 2 e 8 di via Italo Svevo sostiene che Abderrahim Fakir si vedesse spesso da quelle parti. All’incirca con una stessa «liturgia»: appariva a metà mattinata, sostava all’ombra di un maestoso cedro proprio davanti al caseggiato, parlottava con qualcuno. Poi spariva.
Domenica mattina (prima che il 42enne marocchino morisse mentre due poliziotti lo stavano bloccando a terra nel tentativo di «fascettargli» mani e piedi) la scena è stata più o meno la stessa. Minuto per minuto, ecco la ricostruzione dei fatti.
bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse2
LE URLA AL MATTINO
La prima ad accorgersi della comparsa di Fakir è una signora pakistana, Parveen Akhrar, 73 anni, che vive con il marito al primo piano. […] Siamo attorno alle 9 e 30 e la «messa a fuoco» di questa descrizione è […] nitida: il nordafricano era sulle scale che da un piccolo giardino pubblico […] portano al cortile in cui poi troverà la morte. «Urlava “aiuto chiamate un’ambulanza, la polizia”» racconta la donna. Lui si siede sulle scale poi si sdraia sull’asfalto. Tutto questo entro le 10.
LA PRIMA PATTUGLIA
Parveen sostiene pure di aver visto — l’orario è quello tra le 10 e 30 e le 11 — un’auto delle forze dell’ordine. (Tornerà ad affacciarsi più volte e, molto dopo, noterà che Abderrahim è sempre a terra, ma 20 o 30 metri più in là. E nel vedere quelle sagome lontane, penserà che gli agenti stiano rianimando il marocchino. Che invece sta morendo. O forse ha già esalato l’ultimo respiro). Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo istante per istante sulla base degli orari forniti da fonti ufficiali e di altre testimonianze raccolte in via Svevo.
Le telefonate ai centralini d’emergenza si moltiplicano entro mezzogiorno anche perché alcuni — tra cui un pakistano, Ahmed Nasser — vedono Abderrahim dare delle testate contro le cler dei garage. Poi c’è l’allarme al 112 […] venuto da un uomo che alle 12 parla di «una persona arrivata di corsa dietro le autorimesse, sta urlando e scalciando tutti i basculanti, grida aiuto e che lo vogliono uccidere».
ARRIVA LA VOLANTE
La «volante» del commissariato Bolognina è sul posto alle 12 e 15 e due minuti dopo, alle 12 e 17, parte (per un «codice verde», dunque non grave) anche la «Bologna 65», ambulanza che arriva alle 12 e 30. Nel frattempo la tensione sale, in quel cortile dove in tanti si affacciano dalle finestre per riprendere quel che succede. Fakir si scaglia contro i due agenti, cerca di colpirli persino a morsi. A questo punto, per renderlo inoffensivo, i poliziotti utilizzano lo spray urticante e lo immobilizzano in posizione prona.
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 4
Nel video che inquadra gli ultimi cinque minuti di vita dell’uomo i quattro volontari della Croce rossa restano immobili. Il punto è che «la prassi è questa», spiegano fonti qualificate e la stessa Croce rossa: i sanitari possono intervenire solo quando dalle forze dell’ordine arriva il via libera. Giunto però troppo tardi in via Svevo. Dove, a quel punto, i volontari, che in assenza di un medico non possono somministrare farmaci, iniziano la manovre di rianimazione.
IL CONSULTO CON IL 118
Alle 12 e 36 gli stessi volontari contattano la centrale operativa del 118 per un consulto medico e chiedono l’invio dell’automedica che parte dall’ospedale Maggiore alle 12 e 42. Impossibile, ovviamente, stabilire come sarebbe andata se sul posto fosse intervenuto subito un mezzo con un medico a bordo.
Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118» «per garantire una gestione sicura e clinicamente adeguata del paziente in stato di agitazione psicomotoria è fondamentale l’intervento di un equipaggio medico-infermieristico qualificato» che si possa coordinare in tempo reale con le forze dell’ordine.
Somministrare farmaci calmanti a pazienti di questo tipo, dove urgente, è possibile avvalendosi dello «stato di necessità» riconosciuto dall’articolo 54 del codice penale, quindi bypassando la ben più articolata pratica del Tso.
Per Fakir, classificato con un codice verde, è stato mandato un mezzo più «leggero» di volontari che, fatto il triage sul posto, hanno allertato i medici del 118.
Ma questo, appunto, è ciò che prevede la prassi. Ieri la Ausl di Bologna ha fatto sapere che «l’invio dei mezzi sul luogo dell’evento è avvenuto nel rispetto dei tempi e in modo conforme alle procedure vigenti, sulla base delle informazioni disponibili al momento delle richieste di soccorso pervenute al 118». L’azienda sanitaria ha attivato l’analisi dell’evento tramite audit. […] Alle 12 e 53 viene constatato il decesso.
bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 2
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 6
bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 3
bologna, 43enne muore durante intervento della polizia 1

DAGOREPORT – L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI – ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD – DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

FLASH! – SIGFRIDO RANUCCI SMENTISCE LE INDISCREZIONI CHE LO VEDREBBERO SOSPESO DALLA GUIDA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DI “REPORT” – SECONDO QUANTO INFORMA IL “FATTO QUOTIDIANO” DI OGGI: “IN REDAZIONE SONO TRANQUILLI, FORTI DELLA SERIETA’ E VERICIDITA’ DELLE INCHIESTE: SI TEME PERO’ UNA POSSIBILE SOSPENSIONE DI RANUCCI, CHE LA RAI POTREBBE PRENDERE A SCOPO CAUTELATIVO, MA SOPRATTUTTO SU PRESSIONI DELA POLITICA…”

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE – C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…





















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