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“TRUMP È UNA PEDINA DEL MALE. SONO ORGOGLIOSA CHE PAPA LEONE LO CONTRASTI” – PATTI SMITH A OTTANT’ANNI È PIÙ INCAZZOSA E BATTAGLIERA CHE MAI. SOSTIENE GLI ATTACCHI DI SPRINGSTEEN A “THE DONALD”: “BRUCE È UN PATRIOTA, AVEVA MOLTO DA PERDERE CON UN TOUR CONTRO TRUMP, TRA I SUOI FAN CHE VOTANO A DESTRA E LE MINACCE DI MORTE” – IL RICORDO DELL’INCONTRO CON JANIS JOPLIN: “PIANSE DISPERATAMENTE, SI SENTIVA SOLA” – IL PASTICCIO DELLA SUA PERFORMANCE ALLA CERIMONIA PER IL NOBEL A BOB DYLAN: “QUELLA SERA MI PIETRIFICAI. FU TERRIBILE” – IL 27 LUGLIO SUONERÀ A ROMA AL CIRCO MASSIMO: “ANDRÒ A MEDITARE SULLA TOMBA DI BERGOGLIO”– VIDEO
Estratto dell’articolo di Stefano Mannucci per “il Fatto Quotidiano”
patti smith canta alla cerimonia per il premio nobel a bob dylan
“Incontrai Janis Joplin al Chelsea Hotel. Me la presentò Bob Neuwirth, cantautore amico di Bob Dylan. Lei mi chiamava ‘la poetessa’. Una notte pianse disperatamente, si sentiva sola. La confortai con una canzoncina. Tutti chiamavano Janis ‘Perla’: divenne il titolo del suo album postumo”.
E come conobbe Dylan, cara Patti Smith?
Allen Ginsberg e il discografico Clive Davis lo convinsero a venire a una mia performance in un piccolo club. Non avevo ancora inciso nulla. Si fece vivo nel backstage, cercai di apparire cool, Bob fu amichevole.
[…]
Decenni dopo lei cantò alla cerimonia per il Nobel al posto di Bob.
Dylan ha un carattere molto riservato. I signori del Nobel mi avevano chiesto di esibirmi per onorare il vincitore del Premio per la Letteratura: nessuno sapeva chi sarebbe stato. Uscì il nome di Bob, lui mi diede l’ok. Scelsi A hard rain’s gonna fall, la conosco a menadito. Sul palco non sono mai nervosa: quella sera mi pietrificai. Fu terribile, volevo essere perfetta.
Come reagì il premiato?
Suo figlio mi disse che la famiglia aveva seguito l’evento in tv, il padre ne era stato felice. Bob commentò: “Nessuno può incasinare i miei testi meglio di me”.
La canzone di protesta può ancora spostare l’asse del pianeta? E i proclami ai concerti?
Sono fiera di Springsteen, aveva molto da perdere con un tour contro Donald Trump. Quei suoi fan che votano a destra, le minacce di morte. Bruce è un patriota, non tollera l’America calpestata e in bancarotta. Noi musicisti siamo figure influenti, purtroppo per cambiare il mondo non basta un grande inno o un discorso veemente.
Il massimo che possiamo fare è ispirare all’azione, incitare, spingere al voto. People have the power serve a poco se non la trasformiamo in un movimento umano. È importante la presa di posizione di artisti come Robert De Niro, Richard Gere, Dua Lipa, però ci servono i numeri. Il cambiamento climatico ha bisogno di mille Greta Thunberg, non di vecchie generazioni che deridono una giovane mobilitata.
Parteciperà al megalive anti-Trump in Maryland del 3 ottobre?
Joan Baez mi farà da portavoce. Nessuno mi ha invitata.
Cosa?
Quello di Springsteen e di Tom Morello è un focus totalmente americano. Io sono vista come un’artista controversa, coinvolta su priorità internazionali. I bambini che muoiono nelle miniere del Congo per i chip dei nostri cellulari. Il genocidio in Palestina, le bombe sul Libano. Le radici degli ulivi estirpate e bruciate, la terra riempita con il fosforo.
Gli ospedali rasi al suolo. Non posso essere nazionalista davanti ai bimbi. Se sei una madre ciascuno di loro è tuo figlio. Pensando a Gaza, mi sono sentita divorata dalla colpa per il privilegio di poter fare il mio lavoro.
[…]
Chi è Trump?
Un re malato che si circonda di balocchi. Non si rende neppure conto che un enorme, oscuro network molto più in alto tira i suoi fili. Trump è solo una piccola pedina del Male. Sono orgogliosa che un chicagoano come me, Leone, lo contrasti con una tattica moderna e astuta.
Il Papa ribatte fermamente alle provocazioni della Casa Bianca, che vorrebbe inchiodarlo come Gesù. Mi regala speranza. Degno erede di Francesco, pastore compassionevole e illuminato.
Il 27 luglio suonerà a Roma al Circo Massimo per i suoi 80 anni. Andrà sulla tomba di Bergoglio?
Sì, mediterò sulle sue spoglie in Santa Maria Maggiore. E confido di visitare San Giovanni dei Fiorentini per la reliquia dell’osso del piede di Maria Maddalena, incastonato in una bellissima scultura d’argento. Vorrei vagare nelle strade in cui visse Gogol’, soffermarmi al Cimitero Acattolico sulla lapide di Gregory Corso.
Godermi Caravaggio. Al Circo Massimo sarà il mio più grande live nella vostra Capitale. A pochi passi da Caracalla, dove mi incantai con la Butterfly del mio idolo Puccini.
patti smith canta alla cerimonia per il premio nobel a bob dylan
PATTI SMITH – INAUGURAZIONE DEL PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
PATTI SMITH – INAUGURAZIONE DEL PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
PATTI SMITH CONCERTO FIRENZE 1979 – 2
patti smith by lynn goldsmith 4
patti smith fotografata da lynn goldsmith 5
patti smith fotografata da lynn goldsmith 3
patti smith fotografata da lynn goldsmith 2
patti smith by lynn goldsmith 3
patti smith con fred sonic smith
patti smith by lynn goldsmith 5
patti smith by lynn goldsmith 6
patti smith by lynn goldsmith 7
patti smith by lynn goldsmith
patti smith nel 2014 a parigi
patti smith ©oliviero toscani
PATTI SMITH CONCERTO
PATTI SMITH CONCERTO FIRENZE 1979
patti smith al padiglione del vaticano alla biennale di venezia
PATTI SMITH – PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
patti smith e bob dylan
Estratto dell’articolo di Stefano Mannucci per “il Fatto Quotidiano”
patti smith canta alla cerimonia per il premio nobel a bob dylan
“Incontrai Janis Joplin al Chelsea Hotel. Me la presentò Bob Neuwirth, cantautore amico di Bob Dylan. Lei mi chiamava ‘la poetessa’. Una notte pianse disperatamente, si sentiva sola. La confortai con una canzoncina. Tutti chiamavano Janis ‘Perla’: divenne il titolo del suo album postumo”.
E come conobbe Dylan, cara Patti Smith?
Allen Ginsberg e il discografico Clive Davis lo convinsero a venire a una mia performance in un piccolo club. Non avevo ancora inciso nulla. Si fece vivo nel backstage, cercai di apparire cool, Bob fu amichevole.
[…]
Decenni dopo lei cantò alla cerimonia per il Nobel al posto di Bob.
Dylan ha un carattere molto riservato. I signori del Nobel mi avevano chiesto di esibirmi per onorare il vincitore del Premio per la Letteratura: nessuno sapeva chi sarebbe stato. Uscì il nome di Bob, lui mi diede l’ok. Scelsi A hard rain’s gonna fall, la conosco a menadito. Sul palco non sono mai nervosa: quella sera mi pietrificai. Fu terribile, volevo essere perfetta.
Come reagì il premiato?
Suo figlio mi disse che la famiglia aveva seguito l’evento in tv, il padre ne era stato felice. Bob commentò: “Nessuno può incasinare i miei testi meglio di me”.
La canzone di protesta può ancora spostare l’asse del pianeta? E i proclami ai concerti?
Sono fiera di Springsteen, aveva molto da perdere con un tour contro Donald Trump. Quei suoi fan che votano a destra, le minacce di morte. Bruce è un patriota, non tollera l’America calpestata e in bancarotta. Noi musicisti siamo figure influenti, purtroppo per cambiare il mondo non basta un grande inno o un discorso veemente.
Il massimo che possiamo fare è ispirare all’azione, incitare, spingere al voto. People have the power serve a poco se non la trasformiamo in un movimento umano. È importante la presa di posizione di artisti come Robert De Niro, Richard Gere, Dua Lipa, però ci servono i numeri. Il cambiamento climatico ha bisogno di mille Greta Thunberg, non di vecchie generazioni che deridono una giovane mobilitata.
Parteciperà al megalive anti-Trump in Maryland del 3 ottobre?
Joan Baez mi farà da portavoce. Nessuno mi ha invitata.
Cosa?
Quello di Springsteen e di Tom Morello è un focus totalmente americano. Io sono vista come un’artista controversa, coinvolta su priorità internazionali. I bambini che muoiono nelle miniere del Congo per i chip dei nostri cellulari. Il genocidio in Palestina, le bombe sul Libano. Le radici degli ulivi estirpate e bruciate, la terra riempita con il fosforo.
Gli ospedali rasi al suolo. Non posso essere nazionalista davanti ai bimbi. Se sei una madre ciascuno di loro è tuo figlio. Pensando a Gaza, mi sono sentita divorata dalla colpa per il privilegio di poter fare il mio lavoro.
[…]
Chi è Trump?
Un re malato che si circonda di balocchi. Non si rende neppure conto che un enorme, oscuro network molto più in alto tira i suoi fili. Trump è solo una piccola pedina del Male. Sono orgogliosa che un chicagoano come me, Leone, lo contrasti con una tattica moderna e astuta.
Il Papa ribatte fermamente alle provocazioni della Casa Bianca, che vorrebbe inchiodarlo come Gesù. Mi regala speranza. Degno erede di Francesco, pastore compassionevole e illuminato.
Il 27 luglio suonerà a Roma al Circo Massimo per i suoi 80 anni. Andrà sulla tomba di Bergoglio?
Sì, mediterò sulle sue spoglie in Santa Maria Maggiore. E confido di visitare San Giovanni dei Fiorentini per la reliquia dell’osso del piede di Maria Maddalena, incastonato in una bellissima scultura d’argento. Vorrei vagare nelle strade in cui visse Gogol’, soffermarmi al Cimitero Acattolico sulla lapide di Gregory Corso.
Godermi Caravaggio. Al Circo Massimo sarà il mio più grande live nella vostra Capitale. A pochi passi da Caracalla, dove mi incantai con la Butterfly del mio idolo Puccini.
patti smith canta alla cerimonia per il premio nobel a bob dylan
PATTI SMITH – INAUGURAZIONE DEL PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
PATTI SMITH – INAUGURAZIONE DEL PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
PATTI SMITH CONCERTO FIRENZE 1979 – 2
patti smith by lynn goldsmith 4
patti smith fotografata da lynn goldsmith 5
patti smith fotografata da lynn goldsmith 3
patti smith fotografata da lynn goldsmith 2
patti smith by lynn goldsmith 3
patti smith con fred sonic smith
patti smith by lynn goldsmith 5
patti smith by lynn goldsmith 6
patti smith by lynn goldsmith 7
patti smith by lynn goldsmith
patti smith nel 2014 a parigi
patti smith ©oliviero toscani
PATTI SMITH CONCERTO
PATTI SMITH CONCERTO FIRENZE 1979
patti smith al padiglione del vaticano alla biennale di venezia
PATTI SMITH – PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
patti smith e bob dylan

DAGOREPORT – L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI – ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD – DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

FLASH! – SIGFRIDO RANUCCI SMENTISCE LE INDISCREZIONI CHE LO VEDREBBERO SOSPESO DALLA GUIDA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DI “REPORT” – SECONDO QUANTO INFORMA IL “FATTO QUOTIDIANO” DI OGGI: “IN REDAZIONE SONO TRANQUILLI, FORTI DELLA SERIETA’ E VERICIDITA’ DELLE INCHIESTE: SI TEME PERO’ UNA POSSIBILE SOSPENSIONE DI RANUCCI, CHE LA RAI POTREBBE PRENDERE A SCOPO CAUTELATIVO, MA SOPRATTUTTO SU PRESSIONI DELA POLITICA…”

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE – C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…





















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