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DOPO OLTRE QUATTRO ANNI DI GUERRA, L’EUROPA NON RIESCE A ESSERE UNITA SULLE SANZIONI. E PUTIN RINGRAZIA – I PAESI DELL’UE SI SPACCANO OGNI VOLTA CHE DEVONO IMPORRE SANZIONI ALLA RUSSIA – C’E’ SEMPRE QUALCUNO CHE SI OPPONE: PRIMA A METTERSI DI TRAVERSO ERA IL PRIMO MINISTRO UNGHERESE ORBAN, ORA A BLOCCARE TUTTO CI PENSA LA GRECIA, CONTRARIA ALLE RESTRIZIONI NEI SERVIZI FORNITI ALLE NAVI DI MOSCA CHE TRASPORTANO GNL…
Estratto dall’articolo di Simone Martuscelli per “la Stampa”
L’Unione europea ha due problemi riguardo alle sanzioni nei confronti della Russia per la guerra in Ucraina. Il primo è di breve termine: portare a casa il ventunesimo pacchetto di misure il più presto possibile. A bloccarlo, ad oggi, resta la contrarietà della Grecia alle restrizioni nei servizi forniti alle navi russe che trasportano Gnl verso Paesi terzi. […]
La Commissione europea aveva presentato il ventunesimo pacchetto lo scorso 9 giugno, il primo dopo la caduta di Viktor Orban in Ungheria. Il pacchetto rifletteva l’ambizione generata dal nuovo corso, coprendo infatti un ampio ventaglio di temi: anche, tra le altre cose, sanzioni verso nuovi individui (tra cui il patriarca Kirill, capo della chiesa ortodossa russa), restrizioni al commercio di pesce e un divieto di ingresso in Ue per coloro che hanno partecipato all’invasione russa.
il patriarca kirill al giuramento di putin
Nel corso nei negoziati, però, molte di queste misure sono sparite o sono state ammorbidite: sparito il nome di Kirill tra i sanzionati, su richiesta della Bulgaria (con riserve anche da parte dell’Italia); via anche il ban all’import di merluzzo e altri prodotti ittici (contrari Germania e Portogallo), mentre sulle misure per gli ex combattenti russi Italia e Francia hanno chiesto e ottenuto di limitare le restrizioni solo sui visti a breve termine, misura su cui dovrebbe esserci solo un primo impegno politico.
Inoltre, l’Austria ha anche ottenuto di ritornare sul tema delle compensazioni nei confronti della banca Raffeisen, espropriata delle proprie operazioni in Russia, che Vienna vorrebbe ripagare tramite asset russi congelati.
Atene, a quanto si apprende, avrebbe invece chiesto una deroga a tempo indeterminato per una compagnia greca: la Dynagas di proprietà del miliardario George Prokopiou, che fornisce le sue navi rompighiaccio per il trasporto del gas naturale liquefatto proveniente dall’impianto artico di Jamal, in Siberia. […]
Già la scorsa settimana un tentativo di raggiungere un’intesa era fallito a causa del veto greco, ma gli ambasciatori avevano concordato di rinviare l’aggiornamento del price cap di una settimana per dare alla Commissione europea la possibilità di preparare una valutazione in merito alle richieste di Atene, analisi che sarà sul tavolo degli ambasciatori mercoledì.
Il secondo problema per l’Ue, invece, è che lo slancio di ambizione dello scorso aprile potrebbe essere già arrivato al capolinea. «Le sanzioni sono molto dolorose, e ci sono opinioni diverse su quale sia un livello di danno accettabile», afferma una fonte diplomatica a La Stampa. «Queste discussioni erano più facili da evitare quando i pacchetti venivano bloccati da Budapest», aggiunge. […]
SANZIONI CONTRO LA RUSSIA
URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY
Ursula von der Leyen 22
ursula von der leyen volodymyr zelensky
Vladimir Putin tuta mimetica
Estratto dall’articolo di Simone Martuscelli per “la Stampa”
L’Unione europea ha due problemi riguardo alle sanzioni nei confronti della Russia per la guerra in Ucraina. Il primo è di breve termine: portare a casa il ventunesimo pacchetto di misure il più presto possibile. A bloccarlo, ad oggi, resta la contrarietà della Grecia alle restrizioni nei servizi forniti alle navi russe che trasportano Gnl verso Paesi terzi. […]
La Commissione europea aveva presentato il ventunesimo pacchetto lo scorso 9 giugno, il primo dopo la caduta di Viktor Orban in Ungheria. Il pacchetto rifletteva l’ambizione generata dal nuovo corso, coprendo infatti un ampio ventaglio di temi: anche, tra le altre cose, sanzioni verso nuovi individui (tra cui il patriarca Kirill, capo della chiesa ortodossa russa), restrizioni al commercio di pesce e un divieto di ingresso in Ue per coloro che hanno partecipato all’invasione russa.
il patriarca kirill al giuramento di putin
Nel corso nei negoziati, però, molte di queste misure sono sparite o sono state ammorbidite: sparito il nome di Kirill tra i sanzionati, su richiesta della Bulgaria (con riserve anche da parte dell’Italia); via anche il ban all’import di merluzzo e altri prodotti ittici (contrari Germania e Portogallo), mentre sulle misure per gli ex combattenti russi Italia e Francia hanno chiesto e ottenuto di limitare le restrizioni solo sui visti a breve termine, misura su cui dovrebbe esserci solo un primo impegno politico.
Inoltre, l’Austria ha anche ottenuto di ritornare sul tema delle compensazioni nei confronti della banca Raffeisen, espropriata delle proprie operazioni in Russia, che Vienna vorrebbe ripagare tramite asset russi congelati.
Atene, a quanto si apprende, avrebbe invece chiesto una deroga a tempo indeterminato per una compagnia greca: la Dynagas di proprietà del miliardario George Prokopiou, che fornisce le sue navi rompighiaccio per il trasporto del gas naturale liquefatto proveniente dall’impianto artico di Jamal, in Siberia. […]
Già la scorsa settimana un tentativo di raggiungere un’intesa era fallito a causa del veto greco, ma gli ambasciatori avevano concordato di rinviare l’aggiornamento del price cap di una settimana per dare alla Commissione europea la possibilità di preparare una valutazione in merito alle richieste di Atene, analisi che sarà sul tavolo degli ambasciatori mercoledì.
Il secondo problema per l’Ue, invece, è che lo slancio di ambizione dello scorso aprile potrebbe essere già arrivato al capolinea. «Le sanzioni sono molto dolorose, e ci sono opinioni diverse su quale sia un livello di danno accettabile», afferma una fonte diplomatica a La Stampa. «Queste discussioni erano più facili da evitare quando i pacchetti venivano bloccati da Budapest», aggiunge. […]
SANZIONI CONTRO LA RUSSIA
URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY
Ursula von der Leyen 22
ursula von der leyen volodymyr zelensky
Vladimir Putin tuta mimetica

DAGOREPORT – L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI – ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD – DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

FLASH! – SIGFRIDO RANUCCI SMENTISCE LE INDISCREZIONI CHE LO VEDREBBERO SOSPESO DALLA GUIDA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DI “REPORT” – SECONDO QUANTO INFORMA IL “FATTO QUOTIDIANO” DI OGGI: “IN REDAZIONE SONO TRANQUILLI, FORTI DELLA SERIETA’ E VERICIDITA’ DELLE INCHIESTE: SI TEME PERO’ UNA POSSIBILE SOSPENSIONE DI RANUCCI, CHE LA RAI POTREBBE PRENDERE A SCOPO CAUTELATIVO, MA SOPRATTUTTO SU PRESSIONI DELA POLITICA…”

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE – C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…





















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