Il divano dei giusti – stasera È una programmazione un po’ vecchiotta. ci sarebbe, forte del caso…

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2026divano2107

IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA È UNA PROGRAMMAZIONE UN PO’ VECCHIOTTA. CI SAREBBE, FORTE DEL CASO BORSELLINO CON LO SCONTRO TRA IGNAZIO LA RUSSA E IL FRATELLO DEL GIUDICE AMMAZZATO, IL “BORSELLINO” TELEVISIVO PRODOTTO DA MEDIASET ORMAI VENT’ANNI FA – OCCHIO UNO DEI CAPOLAVORI DI TIM BURTON, “MARS ATTACKS!”, UN FILM DI SATIRA POLITICA CHE CI PREANNUNCIA L’ARRIVO DI TRUMP, MA ANCHE UN OMAGGIO AL CINEMA DI FANTASCIENZA ANNI ’50 – LA NOTTE SI RIANIMA CON L’ARRIVO DI PIERINO-ALVARO IN “PIERINO COLPISCE ANCORA” E DI “INTO THE WILD”, FORSE IL MIGLIOR FILM DIRETTO DA SEAN PENN… – VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

giorgio tirabassi paolo borsellino

Che vediamo stasera in chiaro? E’ una programmazione un po’ vecchiotta, direi, ma del resto i ragazzi stasera escono, non ci stanno a casa, col divano occupato dai genitori in mutande.

 

Ci sarebbe su Cine 34 alle 21, forte del caso Borsellino con lo scontro tra Ignazio La Russa e il fratello del giudice ammazzato, il “Borsellino” televisivo da 150’ (due puntate) prodotto da Mediaset ormai vent’anni fa, diretto da Gianluca Maria Tavarelli con i bravissimi Giorgio Tirabassi, Ennio Fantastichini, Elio Germano, Daniela Giordano, Andrea Tidona, Ninni Bruschetta, Giulia Michelini. Scritto da Attilio Bolzoni, Giancarlo De Cataldo, Leonardo Fasoli.

 

robin hood – l’origine della leggenda

Rai Movie alle 21, 10 passa “Robin Hood: le origini della leggenda”, diretto da Otto Bathurst, regista inglese di nobili origini che si è fatto le ossa con la serie di culto The Peaky Blinders, scritto da Ben Chandler e David James Kelly e prodotto da Leonardo Di Caprio, che è davvero il massimo della caciara del modernariato a tutti i costi e della rilettura politica attuale.

 

Qui volano dappertutto le frecce anti-Brexit e anti-Trump di un Robin ragazzino, interpretato dal giovane Taron Egerton, e del suo mentore, un Little John nerissimo, interpretato da un Jamie Foxx che pensa ancora di essere Django, che ha un suo conto personale da regolare con la Chiesa Cattolica, il perfido F. Murray Abraham, e con il potere inglese dei lord segretamente in combutta con il mondo arabo per affamare il popolo, rappresentato da uno Sceriffo di Nottingham, interpretato da un bravissimo Ben Mendelsohn, che ancora soffre per un’infanzia in orfanatrofio molestato dai preti.

robin hood – l’origine della leggenda 3

 

E non finiamo qui. Mettiamoci anche una Lady Marion, interpretato dalla bella figlia di Bono, Eve Hewson, che, pensando Robin defunto nelle crociate, si è risposato con certo Will, Jamie Dornan, politicante laburista che ha fatto però un gran lavoro tra la classe operaia, un Frate Tuck, interpretato dal comico australiano Tim Minchin, che è forse quello più simile ai tanti Tuck dello schermo.

 

 Nella voglia di rendere tutto moderno e politico, le crociate sono viste esattamente come le azioni di guerra in Iraq, con gli arabi che lanciano frecce tipo mitragliatrice, Nottingham è una megalopoli dove il perfido Sceriffo, spalleggiato dal potere della Chiesa Cattolica, sfrutta il popolo che lavora in miniera. Robin torna un po’ stordito dalle crociate per scoprire che gli hanno rubato tutto, la donna, la casa, perfino i mobili.

 

robin hood – l’origine della leggenda 2

Per fortuna ha con sé Little John-Django, che non è affatto il suo schiavo di guerra, ma la sua vera mente politica che lo guida nella vendetta per riprendersi tutto. Sarà John a fare di Robin una sorta di Zorro, Conte di Laxley nella vita normale, pronto a entrare nella sala di comando dello Sceriffo, e Robin Hood quando, con mascherino alla Ninja, si butta sugli espropri proletari.

mars attacks

Su Canale 27 alle 21, 10 passa uno dei capolavori di Tim Burton, “Mars Attacks!”, ispirato alle storie delle figurine tpps del 1962, con Jack Nicholson come President Dale, già un Donald Trump, e come miliardario cafone, Danny DeVito come giocatore di Las Vegas, Glenn Close come First Lady, Pierce Brosnan, Natalie Portman, Jack Black, Lisa Marie come incredibile aliena, Jim Brown e Pam Grier, Rod Steiger, Tom Jones come se stesso, Sarah Jessica Parker, Sylvia Sidney meravigliosa che risolverà la questione coi marziani.

 

mars attacks! 2

Come sicuramente saprete il problema sono stati i marziani, che Tim Burton voleva in stop motion, ma, non potendo contare su Henry Selick, il regista delle animazioni di “Nightmare Before Christmas”, impegnato su un suo film, finì per farli in CGI, con effetti non sempre riuscitissimi. Ma, almeno visti allora, non solo facevano ridere con il loro linguaggio da pennuti, ma facevano anche paura, perché erano cattivissimi.

 

Da una parte “Mars Attacks” è un film di satira politica che ci preannuncia l’arrivo di Trump e di tanti possibili Trump, da un’altra è un omaggio al cinema di fantascienza anni ’50, alla Blaxploitation, con apparizioni incredibili. Come quelle di Tom Jones, di Jerzy Skolimowski. E Jack Nicholson e annette Bening sono favolosi.

 

Ma la sequenza che amo di più è l’arrivo della marziana di Lisa Marie nella Casa Bianca che seduce Martin Short. Martin Amis, grande romanziere (“La zona d’interesse”) collaborò alla sceneggiatura del film. «Mi è piaciuto molto il film, anche se non conteneva una parola di ciò che ho scritto».

 

la conquista del west 3

Canale 20 alle 21, 10 presenta “Mortal Kombat” diretto da Paul Anderson con Christopher Lambert, Linden Ashby, Talisa Soto, Trevor Goddard, Cary-Hiroyuki Tagawa, Chris Casamassa. Prima versione cinematografica del videogioco. Su Iris alle 21, 15 abbiamo “La conquista del West”, diretto da  John Ford, Henry Hathaway, George Marshall, con James Stewart, Henry Fonda, John Wayne, George Peppard, Carolyn Jones, Carroll Baker, Lee J. Cobb, Lee Van Cleef, Eli Wallach, Karl Malden, Richard Widmark.

 

la conquista del west

Grande epopea western costruita per il Cinerama, da vedere nelle sale che potevano darlo sui tre schermi nei primi anni ’60. Se non lo vedevi in Cinerama vedevi i tre schermi nella stessa pellicola. L’idea è la stessa dell’”odissea” di Nolan. Grande avventura con grandi star del tempo e uso dello schermo come evento. Per permettere a John Ford di sedersi accanto alla cineprese, il direttore della fotografia Joseph LaShelle si inventò un accrocco che tenesse il regista accanto alle tre lenti diverse della cinepresa.

io sto bene

Henry Hathaway ha diretto tre episodi, «The Rivers», «The Plains» e «The Outlaws», John Ford ha diretto «The Civil War», l’episodio più bello, adorato da Jean-Marie Straub, e George Marshall ha fatto «The Railroad». Richard Thorpe ha diretto scene di raccordo. Da bambino erto ossessionato dalla ballata “«Home in the Meadow», che è in realtà un rifacimento di «Greensleeves», un brano del XV secolo. Sergio Leone ruba due attori dal film, Eli Wallach e Lee Van Cleef, che durante le riprese si fece male e perse un dito.

 

 La7 Cinema alle 21, 15 passa la commedia “Il matrimonio che vorrei” di David Frankel con Meryl Streep, Steve Carell, Tommy Lee Jones, Jean Smart, Marin Ireland, Susan Misner. Canale alle 21, 20 propone il sentimalone turco “Delibal” di Ali Bilgin con Çagatay Ulusoy, Leyla Lydia Tugutlu, Hüseyin Avni Danyal, Nazan Kesal, Mustafa Avkiran. Rai5 alle 21, 20 invece il più interessante “Io sto bene” di Donato Rotunno con Renato Carpentieri, Sara Serraiocco, Alessio Lapice, Marie Jung, Vittorio Nastri, ambientato in Lussemburgo, dove vive il vecchio Carpentieri lontano dall’Italia. Mai visto.

 

la casa del padre 5

Rai4 alle 21, 20 presenta il thriller “La casa del padre” di Neil Burger con Daisy Ridley, Ben Mendelsohn, Garrett Hedlund, Gil Birmingham, Brooklynn Prince. Anche Italia 1 alle 21, 20 passa un thriller, “Safe House – Non fidarti di nessuno” di Jamie Marshall con Lucien Laviscount, Hannah John-Kamen, Ethan Embry, Lewis Tan, Holt McCallany. Rete 4 alle 21, 30 propone il divertente “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Anna Mazzamauro.

 

poveri ma ricchi 3

Vediamo cosa ne scrissi. Mortacci de Pippo! Vi dico subito che questo Poveri ma ricchi, diretto da Fausto Brizzi, che lo ha scritto assieme a Marco Martani, remake del successo comico francese Les Tuches di Olivier Baroux, malgrado qualche non funzionamento nella seconda parte, non solo è il miglior film di Brizzi, ma è pure parecchio divertente, tra citazione alte di Jerry Lewis (“la felicità non esiste”) e basse di Massimo Ferrero (“i ricchi devono morì”), tra cammei incredibili di miti assoluti come Al Bano e Gabriel Garko, tra resurrezioni impossibili, come quella di una strepitosa Anna Mazzamauro come vecchia suocera orrenda.

 

Grazie a un cast strepitoso e molto cafone che unisce un Christian De Sica burino coi capelli ricci e rossi (uguale al Jean-Paul Rouve del film originale, ma qui sembra piuttosto il Lando Buzzanca di San Pasquale Baylonne protettore delle donne) e un Enrico Brignano perfetto nei duetti o terzetti con Christian, al magico duo formato appunto da Lucia Ocone e da sua “madre” Anna Mazzamauro. Raramente le donne in un film italiano riescono a essere così comiche, ma qui, almeno per tutta la prima parte, fanno i fuochi d’artificio.

 

poveri ma ricchi 2

E la Mazzamauro è sui livelli degli storici Fantozzi nell’interpretare la vecchia suocera impossibile attaccata alla tv per vedere Il peccato e la vergogna (“Perché non mi è nato un figlio come Gabri?”) o nello scatenarsi in battute pesanti. “Che ne farete di questi 100 milioni di euro, tutti in beneficenza?” – “Sto cazzo!”. O quando vuole un televisore da 120 pollici, “più grande dello schermo della multisala di Valmontone”.

poveri ma ricchi 4

Perché i Tucci, traduzione facile facile ma perfetta dei Les Tuches originali, famiglia burina del paesino (inventato) di Torresecca situato tra Palestrina e Zagarolo, hanno vinto 100 milioni di euro alla lotteria e non sanno se dirlo a tutti mandando affanculo clamorosamente i compaesani o starsene zitti per non pagare le tasse.

 

Ora. Se i Tucci sono burini e ignoranti, e seguitano a friggere e a mangiarsi i supplì al grido “Uno per Tucci, tutti per uno!”, non è che i compaesani siano meglio, da uno strepitoso Giobbe Covatta come prete di Torresecca, che sogna non l’8 per mille della vincita, ma il 20 per cento per la sua chiesa, al sindaco interpretato dall’altrettanto strepitoso Fabrizio Nardi della coppia romana Pablo e Pedro (una vera sorpesa) allo stesso Massimo Ferrero meglio noto come Viperetta che fa un gran numero di fronte alle telecamere di Sky.

 

Ovvio che, a un certo punto, i Tucci non ce la faranno più a reggere il silenzio e, dopo aver sbottato clamorosamente in un “A peracottari! Voi lo sapete chi ha vinto i cento milioni della lotteria?”, decideranno di partire verso il Nord e mangiarsi tutti i soldi.

poveri ma ricchi 5

 

Ma se Le Tuches originali partivano dal Nord della Francia e sognavano il ricco sud di Montecarlo e avevano il mito di Stéphanie di Monaco, i più modesti Tucci di Torresecca al massimo sognano di arrivare a Roma Nord, ma dopo una geniale riflessione a suon “Aho, ma l’Expò l’hanno fatta a Milano mica a Tormarancia!”, decidono di andare nella Milano dell’Expò e del post-Pisapia come da sogni renziani.

 

poveri ma ricchi 1

Perché vogliono essere dei nuovi ricchi di oggi, magari anche di sinistra, di quelli che guardano Sky non solo per doveri (fin troppo pressanti) di sponsorizzazione. Stavolta, devo dire, l’idea del remake funziona benissimo, Christian e Brignano sono perfetti e stranamente misurati, Ocone e la Mazzamauro fanno davvero ridere, molto meno riusciti i due figli, che sembrano un po’ buttati lì a forza, ma sono l’esatta fotocopia dei figli dei Les Tuches originali. Tutta la prima parte funziona alla grande, mentre nella seconda, con la storia d’amore di Brignano e la svolta da nuovi ricchi della famiglia a Milano, il film si incarta un po’, come se non avesse una vera storia.

 

Passiamo alla seconda serata. Rai5 alle 23 propone “Sul più bello” favola sentimentale diretta da Alice Filippi, ma ideata e prodotta da Roberto Proia, con Ludovica Francesconi, Giuseppe Maggio, Jozef Gjura, Gaja Masciale, Eleonora Gaggero. Al cinema fu un successo e lanciò un genere teen sentimentale che andò avanti fino a “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, sempre ideato e scritto da Proia.

 

john david washington in beckett 1

Rai Movie alle 23 passa il thriller ambientato in Grecia “Beckett” diretto da Ferdinando Cito Filomarino con i John David Washington di “Tenet”, Alicia Vikander, Boyd Holbrook, Vicky Krieps, Daphne Alexander. Su La7 Cinema alle 23, 10 trovate la commedia “L’oggetto del mio desiderio” di Nicholas Hytner con Paul Rudd, Jennifer Aniston, Tim Daly, John Pankow.

into the wild 1

 LA7 alle 23, 15 passa il dramamtico “Into the Wild – Nelle terre selvagge” forse il miglior film diretto da Sean Penn con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Catherine Keener, tratto dalla vera tragica storia di un ragazzo, Chris McCandless, che appena laureato se ne va in cerca della vita selvaggia in America e finisce al freddo in Alaska dentro un autobus.

 

 Rete 4 alle 23, 35 passa “Poveri ma ricchissimi”, diretto da Fausto Brizzi con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Anna Mazzamauro, sequel del più riuscito “Poveri ma ricchi”, che era il remake burinizzato del successo comico francese Les Tuches di Olivier Baroux. Mentre Les Tuches 2 portava la famiglia burina francese in America, “Poveri ma ricchissimi” si inventa tutta un’altra situazione, portando un po’ d’America e di politica a Torresecca, visto che il capofamiglia Danilo Tucci, cioè Christian De Sica, si liscia il capello riccio roscio e si fa una zazzerona bionda alla Donald Trump, anche se un po’ riletto alla Roberto D’Antonio, parrucchiere storico di Christian (di Sabrina Ferilli, Roberto Benigni, ecc.).

 

TRIANGLE OF SADNESS

Non solo. I Tucci, coi soldi ottenuti nel film precedente, decidono di trasformare Torresecca in una sorta di principato alla Montecarlo, gestendolo loro stessi come sovrani. Scontrandosi così con il presidente del Consiglio italiano, Dario Cassini, più un Renzi che un Gentiloni. Paolo Rossi non basta a illuminare un film un po’ spampanato, soprattutto rispetto al riuscitissimo primo “Poveri ma ricchi”. Detto questo te lo vedi.

 

Non so se su Cielo alle 23, 40 ti rivedresti il sicuramente più importante “Triangle of Sadness”, parabola dei disastri della società occidentale illustrati da Ruben Östlund con Harris Dickinson, Charlbi Dean, Dolly De Leon, Zlatko Buric, Woody Harrelson. Vi ricordo solo la tragica fine della bellissima protagonista del film, Charlbi Dean…

 

pierino colpisce ancora

Voglia di un bel western? Su iris alle 0, 15 trovate “Sfida sull’alta sierra” di Sam Peckinpah con Randolph Scott, Joel McCrea, Mariette Hartley, Ron Starr. La5 alle 0, 20 propone una comemdia sentimentale poco nota, “Last Night” di Massy Tadjedin con Sam Worthington, Keira Knightley, Eva Mendes, Guillaume Canet, Griffin Dunne.

 

La notte si rianima con l’arrivo di Pierino-Alvaro in “Pierino colpisce ancora” di Marino Girolami con Alvaro Vitali, Michela Miti, Enzo Liberti, Riccardo Billi, Cine 34 alle 0, 55. Mi rivedrei anche su Rai Movie alle 0, 55 l’avventuroso di Antonio Margheriti “Indio 2 la rivolta” con Marvelous Marvin Hagler, Frank Cuervo, Dirk Galuba, Maurizio Fardo, Jacqueline Carol. Fece scandalo quando uscì, vietatissimo non lo vidi perché ero piccolo, “L’estate” di Paolo Spinola con Enrico Maria Salerno, Nadja Tiller, Carlo Hintermann, Mita Cattaneo e la giovanissima Mita Medici che faceva la differenza, Rete 4 all’1, 40.

 

La minorenne che fa perdere la testa l borghese maturo Salerno. Mita Medici al tempo era la ragazza del Piper. Mi ricordo i manifesti per strada con Mita Medici lanciatissima. Era una nuova Catherine Spaak.

il vendicatore di jess il bandito

Chiudo con un vecchio western che ho molto amato, ma che da noi, chissà perché, uscì in bianco e nero quando era in Technicolor, “Jess il bandito” di Henry King con Tyrone Power, Henry Fonda, Randolph Scott, John Carradine, Nancy Kelly, Henry Hull, Brian Donlevy, Slim Summerville, Rai Movie alle 5. Tutti voi (tutti…) ricorderete la scena dei due banditi, Jesse e Frank James che si lanciano coi cavalli dalla scogliera. Un salto nel vuoto copiato tanti anni dopo da “The Revenant” di Inarritu.

 

Non sapevo che dopo questa scena, coi cavalli bendati butati nel vuoto a morire, la Protezione animali decise di intervenire e di impedire queste brutalità e nacque la scritta “Si certifica che in questo film nessun animale, ecc.”. Durante le riprese si fece molto male Lon Chaney Jr. Cadde dal cavallo e venne calpestato dalla bestia.

 

jess il bandito

 Perse anche il lavoro perché era ubriaco quando era caduto. Leggo che per dieci giorni di riprese Irving Cummings sostituì Henry King. Se avete visto questo film non può esserci Bob Ford, il traditore che spare alle spalle a Jesse James, di John Carradine. Era così perfetto che un bambino gli dette un calcio in uno stinco alla prima del film.

jess il bandito 1jess il bandito 2l’oggetto del mio desiderioil vendicatore di jess il bandito 1pierino colpisce ancorainto the wild 2indio 2. la rivolta 1indio 2. la rivolta 2into the wild 4into the wild buspierino colpisce ancora 1sfida nell’alta sierra 1sfida nell’alta sierra last nightDolly De Leon TRIANGLE OF SADNESS sfida nell’alta sierra triangle of sadness 3triangle of sadness 2triangle of sadness 7triangle of sadness 6triangle of sadness 5triangle of sadness 4triangle of sadness 3triangle of sadness 2triangle of sadness 1WOODY HARRELSON – TRIANGLE OF SADNESSinto the wild 3

robin hood – l’origine della leggenda 1 robin hood l’origine di una leggenda 4 robin hood l’origine di una leggenda robin hood l’origine di una leggenda 3mars attacks! 4safe house non fidarti di nessunomars attacksjohn david washington in beckett poveri ma ricchissimi 6POVERI MA RICCHI BRIZZIpoveri ma ricchissimi 3sul piu bellosul piu bello 1poveri ma ricchipoveri ma ricchissimi poveri ma ricchissimi 5mars attacks! 3mortal kombat (1995)la casa del padre la casa del padre 1la casa del padre 2la casa del padre 3la casa del padre 4la casa del padredelibalmars attacks 1mars attacks! 1il matrimonio che vorreiio sto beneil matrimonio che vorrei 1giorgio tirabassi paolo borsellino

Marco Giusti per Dagospia

 

giorgio tirabassi paolo borsellino

Che vediamo stasera in chiaro? E’ una programmazione un po’ vecchiotta, direi, ma del resto i ragazzi stasera escono, non ci stanno a casa, col divano occupato dai genitori in mutande.

 

Ci sarebbe su Cine 34 alle 21, forte del caso Borsellino con lo scontro tra Ignazio La Russa e il fratello del giudice ammazzato, il “Borsellino” televisivo da 150’ (due puntate) prodotto da Mediaset ormai vent’anni fa, diretto da Gianluca Maria Tavarelli con i bravissimi Giorgio Tirabassi, Ennio Fantastichini, Elio Germano, Daniela Giordano, Andrea Tidona, Ninni Bruschetta, Giulia Michelini. Scritto da Attilio Bolzoni, Giancarlo De Cataldo, Leonardo Fasoli.

 

robin hood – l’origine della leggenda

Rai Movie alle 21, 10 passa “Robin Hood: le origini della leggenda”, diretto da Otto Bathurst, regista inglese di nobili origini che si è fatto le ossa con la serie di culto The Peaky Blinders, scritto da Ben Chandler e David James Kelly e prodotto da Leonardo Di Caprio, che è davvero il massimo della caciara del modernariato a tutti i costi e della rilettura politica attuale.

 

Qui volano dappertutto le frecce anti-Brexit e anti-Trump di un Robin ragazzino, interpretato dal giovane Taron Egerton, e del suo mentore, un Little John nerissimo, interpretato da un Jamie Foxx che pensa ancora di essere Django, che ha un suo conto personale da regolare con la Chiesa Cattolica, il perfido F. Murray Abraham, e con il potere inglese dei lord segretamente in combutta con il mondo arabo per affamare il popolo, rappresentato da uno Sceriffo di Nottingham, interpretato da un bravissimo Ben Mendelsohn, che ancora soffre per un’infanzia in orfanatrofio molestato dai preti.

robin hood – l’origine della leggenda 3

 

E non finiamo qui. Mettiamoci anche una Lady Marion, interpretato dalla bella figlia di Bono, Eve Hewson, che, pensando Robin defunto nelle crociate, si è risposato con certo Will, Jamie Dornan, politicante laburista che ha fatto però un gran lavoro tra la classe operaia, un Frate Tuck, interpretato dal comico australiano Tim Minchin, che è forse quello più simile ai tanti Tuck dello schermo.

 

 Nella voglia di rendere tutto moderno e politico, le crociate sono viste esattamente come le azioni di guerra in Iraq, con gli arabi che lanciano frecce tipo mitragliatrice, Nottingham è una megalopoli dove il perfido Sceriffo, spalleggiato dal potere della Chiesa Cattolica, sfrutta il popolo che lavora in miniera. Robin torna un po’ stordito dalle crociate per scoprire che gli hanno rubato tutto, la donna, la casa, perfino i mobili.

 

robin hood – l’origine della leggenda 2

Per fortuna ha con sé Little John-Django, che non è affatto il suo schiavo di guerra, ma la sua vera mente politica che lo guida nella vendetta per riprendersi tutto. Sarà John a fare di Robin una sorta di Zorro, Conte di Laxley nella vita normale, pronto a entrare nella sala di comando dello Sceriffo, e Robin Hood quando, con mascherino alla Ninja, si butta sugli espropri proletari.

mars attacks

Su Canale 27 alle 21, 10 passa uno dei capolavori di Tim Burton, “Mars Attacks!”, ispirato alle storie delle figurine tpps del 1962, con Jack Nicholson come President Dale, già un Donald Trump, e come miliardario cafone, Danny DeVito come giocatore di Las Vegas, Glenn Close come First Lady, Pierce Brosnan, Natalie Portman, Jack Black, Lisa Marie come incredibile aliena, Jim Brown e Pam Grier, Rod Steiger, Tom Jones come se stesso, Sarah Jessica Parker, Sylvia Sidney meravigliosa che risolverà la questione coi marziani.

 

mars attacks! 2

Come sicuramente saprete il problema sono stati i marziani, che Tim Burton voleva in stop motion, ma, non potendo contare su Henry Selick, il regista delle animazioni di “Nightmare Before Christmas”, impegnato su un suo film, finì per farli in CGI, con effetti non sempre riuscitissimi. Ma, almeno visti allora, non solo facevano ridere con il loro linguaggio da pennuti, ma facevano anche paura, perché erano cattivissimi.

 

Da una parte “Mars Attacks” è un film di satira politica che ci preannuncia l’arrivo di Trump e di tanti possibili Trump, da un’altra è un omaggio al cinema di fantascienza anni ’50, alla Blaxploitation, con apparizioni incredibili. Come quelle di Tom Jones, di Jerzy Skolimowski. E Jack Nicholson e annette Bening sono favolosi.

 

Ma la sequenza che amo di più è l’arrivo della marziana di Lisa Marie nella Casa Bianca che seduce Martin Short. Martin Amis, grande romanziere (“La zona d’interesse”) collaborò alla sceneggiatura del film. «Mi è piaciuto molto il film, anche se non conteneva una parola di ciò che ho scritto».

 

la conquista del west 3

Canale 20 alle 21, 10 presenta “Mortal Kombat” diretto da Paul Anderson con Christopher Lambert, Linden Ashby, Talisa Soto, Trevor Goddard, Cary-Hiroyuki Tagawa, Chris Casamassa. Prima versione cinematografica del videogioco. Su Iris alle 21, 15 abbiamo “La conquista del West”, diretto da  John Ford, Henry Hathaway, George Marshall, con James Stewart, Henry Fonda, John Wayne, George Peppard, Carolyn Jones, Carroll Baker, Lee J. Cobb, Lee Van Cleef, Eli Wallach, Karl Malden, Richard Widmark.

 

la conquista del west

Grande epopea western costruita per il Cinerama, da vedere nelle sale che potevano darlo sui tre schermi nei primi anni ’60. Se non lo vedevi in Cinerama vedevi i tre schermi nella stessa pellicola. L’idea è la stessa dell’”odissea” di Nolan. Grande avventura con grandi star del tempo e uso dello schermo come evento. Per permettere a John Ford di sedersi accanto alla cineprese, il direttore della fotografia Joseph LaShelle si inventò un accrocco che tenesse il regista accanto alle tre lenti diverse della cinepresa.

io sto bene

Henry Hathaway ha diretto tre episodi, «The Rivers», «The Plains» e «The Outlaws», John Ford ha diretto «The Civil War», l’episodio più bello, adorato da Jean-Marie Straub, e George Marshall ha fatto «The Railroad». Richard Thorpe ha diretto scene di raccordo. Da bambino erto ossessionato dalla ballata “«Home in the Meadow», che è in realtà un rifacimento di «Greensleeves», un brano del XV secolo. Sergio Leone ruba due attori dal film, Eli Wallach e Lee Van Cleef, che durante le riprese si fece male e perse un dito.

 

 La7 Cinema alle 21, 15 passa la commedia “Il matrimonio che vorrei” di David Frankel con Meryl Streep, Steve Carell, Tommy Lee Jones, Jean Smart, Marin Ireland, Susan Misner. Canale alle 21, 20 propone il sentimalone turco “Delibal” di Ali Bilgin con Çagatay Ulusoy, Leyla Lydia Tugutlu, Hüseyin Avni Danyal, Nazan Kesal, Mustafa Avkiran. Rai5 alle 21, 20 invece il più interessante “Io sto bene” di Donato Rotunno con Renato Carpentieri, Sara Serraiocco, Alessio Lapice, Marie Jung, Vittorio Nastri, ambientato in Lussemburgo, dove vive il vecchio Carpentieri lontano dall’Italia. Mai visto.

 

la casa del padre 5

Rai4 alle 21, 20 presenta il thriller “La casa del padre” di Neil Burger con Daisy Ridley, Ben Mendelsohn, Garrett Hedlund, Gil Birmingham, Brooklynn Prince. Anche Italia 1 alle 21, 20 passa un thriller, “Safe House – Non fidarti di nessuno” di Jamie Marshall con Lucien Laviscount, Hannah John-Kamen, Ethan Embry, Lewis Tan, Holt McCallany. Rete 4 alle 21, 30 propone il divertente “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Anna Mazzamauro.

 

poveri ma ricchi 3

Vediamo cosa ne scrissi. Mortacci de Pippo! Vi dico subito che questo Poveri ma ricchi, diretto da Fausto Brizzi, che lo ha scritto assieme a Marco Martani, remake del successo comico francese Les Tuches di Olivier Baroux, malgrado qualche non funzionamento nella seconda parte, non solo è il miglior film di Brizzi, ma è pure parecchio divertente, tra citazione alte di Jerry Lewis (“la felicità non esiste”) e basse di Massimo Ferrero (“i ricchi devono morì”), tra cammei incredibili di miti assoluti come Al Bano e Gabriel Garko, tra resurrezioni impossibili, come quella di una strepitosa Anna Mazzamauro come vecchia suocera orrenda.

 

Grazie a un cast strepitoso e molto cafone che unisce un Christian De Sica burino coi capelli ricci e rossi (uguale al Jean-Paul Rouve del film originale, ma qui sembra piuttosto il Lando Buzzanca di San Pasquale Baylonne protettore delle donne) e un Enrico Brignano perfetto nei duetti o terzetti con Christian, al magico duo formato appunto da Lucia Ocone e da sua “madre” Anna Mazzamauro. Raramente le donne in un film italiano riescono a essere così comiche, ma qui, almeno per tutta la prima parte, fanno i fuochi d’artificio.

 

poveri ma ricchi 2

E la Mazzamauro è sui livelli degli storici Fantozzi nell’interpretare la vecchia suocera impossibile attaccata alla tv per vedere Il peccato e la vergogna (“Perché non mi è nato un figlio come Gabri?”) o nello scatenarsi in battute pesanti. “Che ne farete di questi 100 milioni di euro, tutti in beneficenza?” – “Sto cazzo!”. O quando vuole un televisore da 120 pollici, “più grande dello schermo della multisala di Valmontone”.

poveri ma ricchi 4

Perché i Tucci, traduzione facile facile ma perfetta dei Les Tuches originali, famiglia burina del paesino (inventato) di Torresecca situato tra Palestrina e Zagarolo, hanno vinto 100 milioni di euro alla lotteria e non sanno se dirlo a tutti mandando affanculo clamorosamente i compaesani o starsene zitti per non pagare le tasse.

 

Ora. Se i Tucci sono burini e ignoranti, e seguitano a friggere e a mangiarsi i supplì al grido “Uno per Tucci, tutti per uno!”, non è che i compaesani siano meglio, da uno strepitoso Giobbe Covatta come prete di Torresecca, che sogna non l’8 per mille della vincita, ma il 20 per cento per la sua chiesa, al sindaco interpretato dall’altrettanto strepitoso Fabrizio Nardi della coppia romana Pablo e Pedro (una vera sorpesa) allo stesso Massimo Ferrero meglio noto come Viperetta che fa un gran numero di fronte alle telecamere di Sky.

 

Ovvio che, a un certo punto, i Tucci non ce la faranno più a reggere il silenzio e, dopo aver sbottato clamorosamente in un “A peracottari! Voi lo sapete chi ha vinto i cento milioni della lotteria?”, decideranno di partire verso il Nord e mangiarsi tutti i soldi.

poveri ma ricchi 5

 

Ma se Le Tuches originali partivano dal Nord della Francia e sognavano il ricco sud di Montecarlo e avevano il mito di Stéphanie di Monaco, i più modesti Tucci di Torresecca al massimo sognano di arrivare a Roma Nord, ma dopo una geniale riflessione a suon “Aho, ma l’Expò l’hanno fatta a Milano mica a Tormarancia!”, decidono di andare nella Milano dell’Expò e del post-Pisapia come da sogni renziani.

 

poveri ma ricchi 1

Perché vogliono essere dei nuovi ricchi di oggi, magari anche di sinistra, di quelli che guardano Sky non solo per doveri (fin troppo pressanti) di sponsorizzazione. Stavolta, devo dire, l’idea del remake funziona benissimo, Christian e Brignano sono perfetti e stranamente misurati, Ocone e la Mazzamauro fanno davvero ridere, molto meno riusciti i due figli, che sembrano un po’ buttati lì a forza, ma sono l’esatta fotocopia dei figli dei Les Tuches originali. Tutta la prima parte funziona alla grande, mentre nella seconda, con la storia d’amore di Brignano e la svolta da nuovi ricchi della famiglia a Milano, il film si incarta un po’, come se non avesse una vera storia.

 

Passiamo alla seconda serata. Rai5 alle 23 propone “Sul più bello” favola sentimentale diretta da Alice Filippi, ma ideata e prodotta da Roberto Proia, con Ludovica Francesconi, Giuseppe Maggio, Jozef Gjura, Gaja Masciale, Eleonora Gaggero. Al cinema fu un successo e lanciò un genere teen sentimentale che andò avanti fino a “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, sempre ideato e scritto da Proia.

 

john david washington in beckett 1

Rai Movie alle 23 passa il thriller ambientato in Grecia “Beckett” diretto da Ferdinando Cito Filomarino con i John David Washington di “Tenet”, Alicia Vikander, Boyd Holbrook, Vicky Krieps, Daphne Alexander. Su La7 Cinema alle 23, 10 trovate la commedia “L’oggetto del mio desiderio” di Nicholas Hytner con Paul Rudd, Jennifer Aniston, Tim Daly, John Pankow.

into the wild 1

 LA7 alle 23, 15 passa il dramamtico “Into the Wild – Nelle terre selvagge” forse il miglior film diretto da Sean Penn con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Catherine Keener, tratto dalla vera tragica storia di un ragazzo, Chris McCandless, che appena laureato se ne va in cerca della vita selvaggia in America e finisce al freddo in Alaska dentro un autobus.

 

 Rete 4 alle 23, 35 passa “Poveri ma ricchissimi”, diretto da Fausto Brizzi con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Anna Mazzamauro, sequel del più riuscito “Poveri ma ricchi”, che era il remake burinizzato del successo comico francese Les Tuches di Olivier Baroux. Mentre Les Tuches 2 portava la famiglia burina francese in America, “Poveri ma ricchissimi” si inventa tutta un’altra situazione, portando un po’ d’America e di politica a Torresecca, visto che il capofamiglia Danilo Tucci, cioè Christian De Sica, si liscia il capello riccio roscio e si fa una zazzerona bionda alla Donald Trump, anche se un po’ riletto alla Roberto D’Antonio, parrucchiere storico di Christian (di Sabrina Ferilli, Roberto Benigni, ecc.).

 

TRIANGLE OF SADNESS

Non solo. I Tucci, coi soldi ottenuti nel film precedente, decidono di trasformare Torresecca in una sorta di principato alla Montecarlo, gestendolo loro stessi come sovrani. Scontrandosi così con il presidente del Consiglio italiano, Dario Cassini, più un Renzi che un Gentiloni. Paolo Rossi non basta a illuminare un film un po’ spampanato, soprattutto rispetto al riuscitissimo primo “Poveri ma ricchi”. Detto questo te lo vedi.

 

Non so se su Cielo alle 23, 40 ti rivedresti il sicuramente più importante “Triangle of Sadness”, parabola dei disastri della società occidentale illustrati da Ruben Östlund con Harris Dickinson, Charlbi Dean, Dolly De Leon, Zlatko Buric, Woody Harrelson. Vi ricordo solo la tragica fine della bellissima protagonista del film, Charlbi Dean…

 

pierino colpisce ancora

Voglia di un bel western? Su iris alle 0, 15 trovate “Sfida sull’alta sierra” di Sam Peckinpah con Randolph Scott, Joel McCrea, Mariette Hartley, Ron Starr. La5 alle 0, 20 propone una comemdia sentimentale poco nota, “Last Night” di Massy Tadjedin con Sam Worthington, Keira Knightley, Eva Mendes, Guillaume Canet, Griffin Dunne.

 

La notte si rianima con l’arrivo di Pierino-Alvaro in “Pierino colpisce ancora” di Marino Girolami con Alvaro Vitali, Michela Miti, Enzo Liberti, Riccardo Billi, Cine 34 alle 0, 55. Mi rivedrei anche su Rai Movie alle 0, 55 l’avventuroso di Antonio Margheriti “Indio 2 la rivolta” con Marvelous Marvin Hagler, Frank Cuervo, Dirk Galuba, Maurizio Fardo, Jacqueline Carol. Fece scandalo quando uscì, vietatissimo non lo vidi perché ero piccolo, “L’estate” di Paolo Spinola con Enrico Maria Salerno, Nadja Tiller, Carlo Hintermann, Mita Cattaneo e la giovanissima Mita Medici che faceva la differenza, Rete 4 all’1, 40.

 

La minorenne che fa perdere la testa l borghese maturo Salerno. Mita Medici al tempo era la ragazza del Piper. Mi ricordo i manifesti per strada con Mita Medici lanciatissima. Era una nuova Catherine Spaak.

il vendicatore di jess il bandito

Chiudo con un vecchio western che ho molto amato, ma che da noi, chissà perché, uscì in bianco e nero quando era in Technicolor, “Jess il bandito” di Henry King con Tyrone Power, Henry Fonda, Randolph Scott, John Carradine, Nancy Kelly, Henry Hull, Brian Donlevy, Slim Summerville, Rai Movie alle 5. Tutti voi (tutti…) ricorderete la scena dei due banditi, Jesse e Frank James che si lanciano coi cavalli dalla scogliera. Un salto nel vuoto copiato tanti anni dopo da “The Revenant” di Inarritu.

 

Non sapevo che dopo questa scena, coi cavalli bendati butati nel vuoto a morire, la Protezione animali decise di intervenire e di impedire queste brutalità e nacque la scritta “Si certifica che in questo film nessun animale, ecc.”. Durante le riprese si fece molto male Lon Chaney Jr. Cadde dal cavallo e venne calpestato dalla bestia.

 

jess il bandito

 Perse anche il lavoro perché era ubriaco quando era caduto. Leggo che per dieci giorni di riprese Irving Cummings sostituì Henry King. Se avete visto questo film non può esserci Bob Ford, il traditore che spare alle spalle a Jesse James, di John Carradine. Era così perfetto che un bambino gli dette un calcio in uno stinco alla prima del film.

jess il bandito 1jess il bandito 2l’oggetto del mio desiderioil vendicatore di jess il bandito 1pierino colpisce ancorainto the wild 2indio 2. la rivolta 1indio 2. la rivolta 2into the wild 4into the wild buspierino colpisce ancora 1sfida nell’alta sierra 1sfida nell’alta sierra last nightDolly De Leon TRIANGLE OF SADNESS sfida nell’alta sierra triangle of sadness 3triangle of sadness 2triangle of sadness 7triangle of sadness 6triangle of sadness 5triangle of sadness 4triangle of sadness 3triangle of sadness 2triangle of sadness 1WOODY HARRELSON – TRIANGLE OF SADNESSinto the wild 3

robin hood – l’origine della leggenda 1 robin hood l’origine di una leggenda 4 robin hood l’origine di una leggenda robin hood l’origine di una leggenda 3mars attacks! 4safe house non fidarti di nessunomars attacksjohn david washington in beckett poveri ma ricchissimi 6POVERI MA RICCHI BRIZZIpoveri ma ricchissimi 3sul piu bellosul piu bello 1poveri ma ricchipoveri ma ricchissimi poveri ma ricchissimi 5mars attacks! 3mortal kombat (1995)la casa del padre la casa del padre 1la casa del padre 2la casa del padre 3la casa del padre 4la casa del padredelibalmars attacks 1mars attacks! 1il matrimonio che vorreiio sto beneil matrimonio che vorrei 1giorgio tirabassi paolo borsellino

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

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