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“LA STRATEGIA DELLA FECCIA NON RICONOSCE ALCUN LIMITE” – IL SOCIOLOGO PANARARI COMMENTA IL VIDEO DI VANNACCI CHE CONDANNA A MORTE CONTE E SCHLEIN: “MIRA A FAR PARLARE DI SÉ, E A CREARE HYPE, APPARENDO ‘COERENTE’ CON SLOGAN ANTISISTEMA SEMPRE PIÙ RADICALI, MASSIMALISTI E SOVVERSIVI. È UNA RINCORSA ESTREMISTA CHE FINISCE PER ESSERE LEGITTIMATA PROPRIO DALLA MAGGIORANZA DI GOVERNO LANCIATA AL SUO INSEGUIMENTO. CHI DETTA L’AGENDA, OVVERO L’ORIGINALE, PREVALE SEMPRE SULLE COPIE: E OGGI MELONI E SALVINI STANNO NORMALIZZANDO LE PAROLE D’ORDINE DI FN” – “QUELLO CHE ERA IMPENSABILE VIENE SDOGANATO ALL’INSEGNA DI UNA PROFEZIA CHE SI AUTOAVVERA…”
@rtl1025 🔵 Fa discutere sui social un video creato con l’intelligenza artificiale che ritrae il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci nei panni di un condottiero dell’antica Roma. Il reel, realizzato dall’account @robertus_vannaccius e pubblicato su Instagram in collaborazione con lo stesso Vannacci, mostra il generale in abiti imperiali mentre, in una sequenza dai toni volutamente spettacolari, ordina la morte di alcuni avversari politici. Tra le scene più controverse, il leader del M5S Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein appaiono legati al centro dell’arena del Colosseo, dove il video lascia intendere vengano giustiziati con una falce e un martello, in un chiaro rimando simbolico all’iconografia comunista. Nell’arena compare anche un leone, mentre sugli spalti, accanto a Vannacci, è raffigurata Giorgia Meloni in abiti imperiali, ritratta come spettatrice della scena. Nel video figura anche Giuseppe Barboni, il militante di Futuro Nazionale salito alle cronache nei giorni scorsi per aver picchiato un cittadino iracheno a San Benedetto del Tronto. 📹 Instagram | @roberto.vannacci.68
VANNACCIUS
Estratto dell’articolo di Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”
Lo si era già detto dopo il video di Trump sul lungomare di Gaza. Il problema con la Destra Artificiale è che non capisci mai se scherza sulle cose terribili o se dice cose terribili facendo finta di scherzare.
I canali di Vannacci promuovono un Vannaccius generato dall’AI e illiberalmente ispirato a […] Massimo Decimo Meridio. La Russa, Meloni e Vannaccius siedono, romanamente agghindati, nella tribuna autorità del Colosseo. Qualcuno noterà l’assenza di Salvini, ma è un dettaglio. Qualcun altro che Vannaccius si trova accanto a Meloni come se fossero già alleati, e questo forse non è un dettaglio.
In mezzo all’arena, legati come salami, quattro prigionieri tremebondi: Conte, Schlein, Prodi e Boldrini, che la moglie di Vannaccius (Vannaccia?) omaggia carinamente sollevando il dito medio. Stanno per essere sbranati da un leone […] e da quel Barboni che si è guadagnato la nomina a console menando un migrante per la strada.
Ave Vannaccius, zecche rosse te salutant. […] Il Gladi-attore pronuncia la condanna a morte degli avversari, da eseguire con «la stessa falce e martello che non hanno mai usato», quei lavativi. Poi mostra alla plebe il pollice verso. Del genere «al mio segnale scatenate l’Interno» (inteso come ministero). Generale, mi sente? Le do la sua posizione: lei si trova esattamente sull’orlo del ridicolo. Si fermi, perché da Vannaccius a Dux il passo è breve.
VANNACCI SUPERA I LIMITI DELLA DECENZA
Estratto dell’articolo di Massimiliano Panarari per “La Stampa”
[…] Il video made in Grok – non prodotto formalmente dallo staff di Futuro nazionale – è (auto)citazionista e come molti di quelli fatti con l’intelligenza artificiale pure un po’ confusionario. Ma, soprattutto, è di cattivissimo gusto e inaccettabile e, quindi, come si ripete in queste ore, l’ex generale ha oltrepassato l’ennesima soglia. Giustissimo. Ma non verissimo.
Nel senso che la vannacciana «strategia della feccia» – termine da lui utilizzato insieme a quello di «figli di nessuno», nell’assemblea costituente del suo partito – non riconosce alcun limite, puntando sempre e solo a colpire al di sotto della cintola e a “épater les bourgeois”.
Altrimenti che comunicazione politica (della) sporca (dozzina) sarebbe? La propaganda serrata di quest’ultima versione dell’imprenditore politico sicuritario e della paura mira innanzitutto a far parlare di sé, e a creare hype, apparendo “coerente” con slogan antisistema sempre più radicali, massimalisti e sovversivi.
È l’overdose populista, un’addiction sempre crescente, e una rincorsa estremista nella campagna elettorale permanente che non ha fine, ma finisce per essere legittimata proprio dalla maggioranza di governo lanciata al suo inseguimento. Come insegnano le inesorabili leggi del marketing politico, chi detta l’agenda, ovvero l’originale, prevale sempre sulle copie: e oggi Meloni e Salvini stanno proprio normalizzando le parole d’ordine di Fn, a partire dal “format della remigrazione”.
Quello che era impensabile – fino a pochi anni or sono – viene sdoganato all’insegna di una profezia che si autoavvera. La politica vannacciana è geneticamente “fuori legge”, a partire dal lessico che dall’occhieggiare al ventennio si è fatto direttamente (para)fascista, dai “badogliani” alla Decima mas, dal “me ne frego” agli “attributi”, senza dimenticare la retorica nazionalista novecentesca (da Piave a Caporetto).
Semplicemente, stando fermo sul suo (non più così) criptofascismo, l’ex parà mena le danze e conduce il gioco – e così Fn si gonfia nei sondaggi e nei consensi. E stando fermo, anzi (con più precisione in riferimento al video) seduto accanto alla premier e al presidente del Senato – senza Crosetto, Salvini, né men che meno i moderati della maggioranza –, presenta pure il manifesto politico-visuale della sua offerta e della sua idea di coalizione spostata tutta a destra che più a destra non si può.
In ogni caso a muoversi, e moltissimo, è la sua comunicazione (diretta o dei proxy), come mostra il “feccioso” video gladiatorio. Un trionfo imperiale di trash, che rientra nella categoria della “slopaganda”, la propaganda Ai slop (ossia la “sbobba artificiale”), che mescola estetica iperrealista (o surreale) e contenuti acchiappaclic di infima qualità. Ampiamente usata da Trump, a cui l’ex generale si ispira in tutto e per tutto anche nello spostare l’asticella del consentito e dell’intollerabile ogni volta più in là. Come da esemplare «strategia della feccia», giustappunto.
Roberto Vannacci3
Roberto Vannacci gladiatore 3
MARIO DRAGHI E ROBERTO SPERANZA NEL VIDEO CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE BY VANNACCI
roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo
roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo
Roberto Vannacci gladiatore 2
Giorgia Meloni Roberto Vannacci Elly Schlein Giuseppe Conte
@rtl1025 🔵 Fa discutere sui social un video creato con l’intelligenza artificiale che ritrae il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci nei panni di un condottiero dell’antica Roma. Il reel, realizzato dall’account @robertus_vannaccius e pubblicato su Instagram in collaborazione con lo stesso Vannacci, mostra il generale in abiti imperiali mentre, in una sequenza dai toni volutamente spettacolari, ordina la morte di alcuni avversari politici. Tra le scene più controverse, il leader del M5S Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein appaiono legati al centro dell’arena del Colosseo, dove il video lascia intendere vengano giustiziati con una falce e un martello, in un chiaro rimando simbolico all’iconografia comunista. Nell’arena compare anche un leone, mentre sugli spalti, accanto a Vannacci, è raffigurata Giorgia Meloni in abiti imperiali, ritratta come spettatrice della scena. Nel video figura anche Giuseppe Barboni, il militante di Futuro Nazionale salito alle cronache nei giorni scorsi per aver picchiato un cittadino iracheno a San Benedetto del Tronto. 📹 Instagram | @roberto.vannacci.68
VANNACCIUS
Estratto dell’articolo di Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”
Lo si era già detto dopo il video di Trump sul lungomare di Gaza. Il problema con la Destra Artificiale è che non capisci mai se scherza sulle cose terribili o se dice cose terribili facendo finta di scherzare.
I canali di Vannacci promuovono un Vannaccius generato dall’AI e illiberalmente ispirato a […] Massimo Decimo Meridio. La Russa, Meloni e Vannaccius siedono, romanamente agghindati, nella tribuna autorità del Colosseo. Qualcuno noterà l’assenza di Salvini, ma è un dettaglio. Qualcun altro che Vannaccius si trova accanto a Meloni come se fossero già alleati, e questo forse non è un dettaglio.
In mezzo all’arena, legati come salami, quattro prigionieri tremebondi: Conte, Schlein, Prodi e Boldrini, che la moglie di Vannaccius (Vannaccia?) omaggia carinamente sollevando il dito medio. Stanno per essere sbranati da un leone […] e da quel Barboni che si è guadagnato la nomina a console menando un migrante per la strada.
Ave Vannaccius, zecche rosse te salutant. […] Il Gladi-attore pronuncia la condanna a morte degli avversari, da eseguire con «la stessa falce e martello che non hanno mai usato», quei lavativi. Poi mostra alla plebe il pollice verso. Del genere «al mio segnale scatenate l’Interno» (inteso come ministero). Generale, mi sente? Le do la sua posizione: lei si trova esattamente sull’orlo del ridicolo. Si fermi, perché da Vannaccius a Dux il passo è breve.
VANNACCI SUPERA I LIMITI DELLA DECENZA
Estratto dell’articolo di Massimiliano Panarari per “La Stampa”
[…] Il video made in Grok – non prodotto formalmente dallo staff di Futuro nazionale – è (auto)citazionista e come molti di quelli fatti con l’intelligenza artificiale pure un po’ confusionario. Ma, soprattutto, è di cattivissimo gusto e inaccettabile e, quindi, come si ripete in queste ore, l’ex generale ha oltrepassato l’ennesima soglia. Giustissimo. Ma non verissimo.
Nel senso che la vannacciana «strategia della feccia» – termine da lui utilizzato insieme a quello di «figli di nessuno», nell’assemblea costituente del suo partito – non riconosce alcun limite, puntando sempre e solo a colpire al di sotto della cintola e a “épater les bourgeois”.
Altrimenti che comunicazione politica (della) sporca (dozzina) sarebbe? La propaganda serrata di quest’ultima versione dell’imprenditore politico sicuritario e della paura mira innanzitutto a far parlare di sé, e a creare hype, apparendo “coerente” con slogan antisistema sempre più radicali, massimalisti e sovversivi.
È l’overdose populista, un’addiction sempre crescente, e una rincorsa estremista nella campagna elettorale permanente che non ha fine, ma finisce per essere legittimata proprio dalla maggioranza di governo lanciata al suo inseguimento. Come insegnano le inesorabili leggi del marketing politico, chi detta l’agenda, ovvero l’originale, prevale sempre sulle copie: e oggi Meloni e Salvini stanno proprio normalizzando le parole d’ordine di Fn, a partire dal “format della remigrazione”.
Quello che era impensabile – fino a pochi anni or sono – viene sdoganato all’insegna di una profezia che si autoavvera. La politica vannacciana è geneticamente “fuori legge”, a partire dal lessico che dall’occhieggiare al ventennio si è fatto direttamente (para)fascista, dai “badogliani” alla Decima mas, dal “me ne frego” agli “attributi”, senza dimenticare la retorica nazionalista novecentesca (da Piave a Caporetto).
Semplicemente, stando fermo sul suo (non più così) criptofascismo, l’ex parà mena le danze e conduce il gioco – e così Fn si gonfia nei sondaggi e nei consensi. E stando fermo, anzi (con più precisione in riferimento al video) seduto accanto alla premier e al presidente del Senato – senza Crosetto, Salvini, né men che meno i moderati della maggioranza –, presenta pure il manifesto politico-visuale della sua offerta e della sua idea di coalizione spostata tutta a destra che più a destra non si può.
In ogni caso a muoversi, e moltissimo, è la sua comunicazione (diretta o dei proxy), come mostra il “feccioso” video gladiatorio. Un trionfo imperiale di trash, che rientra nella categoria della “slopaganda”, la propaganda Ai slop (ossia la “sbobba artificiale”), che mescola estetica iperrealista (o surreale) e contenuti acchiappaclic di infima qualità. Ampiamente usata da Trump, a cui l’ex generale si ispira in tutto e per tutto anche nello spostare l’asticella del consentito e dell’intollerabile ogni volta più in là. Come da esemplare «strategia della feccia», giustappunto.
Roberto Vannacci3
Roberto Vannacci gladiatore 3
MARIO DRAGHI E ROBERTO SPERANZA NEL VIDEO CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE BY VANNACCI
roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo
roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo
Roberto Vannacci gladiatore 2
Giorgia Meloni Roberto Vannacci Elly Schlein Giuseppe Conte

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

DAGOREPORT – TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? – IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! – CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO – IL CELEBRATO ERASMUS E’ TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ – IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) – E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…





















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