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GLI ITALIANI STANNO CON ROGGERO: SI SONO ROTTI LE PALLE DI LADRI E CRIMINALI – SECONDO UN SONDAGGIO IZI, PER IL 62% DEI CITTADINI LA LEGITTIMA DIFESA VA AMPLIATA – PER IL 56,7% LA PENA INFLITTA AL GIOIELLIERE (14 ANNI E NOVE MESI PER ESSERE USCITO DAL SUO NEGOZIO E AVER SPARATO AI RAPINATORI IN FUGA, UCCIDENDONE DUE E FERENDO IL TERZO) È STATA TROPPO SEVERA – I FAVOREVOLI A UNA GRAZIA PRESIDENZIALE NEI CONFRONTI DEL GIOIELLIERE SONO IL 68,1% – IL SONDAGGIO RILEVA ANCHE CHE PER I CITTADINI, IN QUESTI ANNI DI GOVERNO, IL LIVELLO DI SICUREZZA È RIMASTO INVARIATO PER IL 46,2% DI ITALIANI – PER IL 35,2% LA SICUREZZA È ADDIRITTURA DIMINUITA. NONOSTANTE LA PROPAGANDA E GLI SLOGAN…
Estratto dell’articolo di Luca Sebastiani per https://www.editorialedomani.it
Per il 62% la legittima difesa va ampliata. Ma solo il 9,2% pensa che durante il governo Meloni il Paese sia diventato davvero più sicuro
MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONE
Il caso Mario Roggero, il dibattito sulla legittima difesa e sulle grazie presidenziali, la morte di Abderrahim Fakir a Bologna durante un fermo di polizia. L’attualità di questi giorni in Italia ha regalato uno specchio di come nei mesi a venire sarà sviluppata la campagna elettorale in vista del voto del prossimo anno.
A farla da padrone sarà il tema della sicurezza, reale o percepita, dei cittadini italiani. Un cavallo di battaglia dell’esecutivo di Giorgia Meloni, che però, stando ai numeri, ha disatteso le aspettative, in primis del suo elettorato ma anche di chi non guarda a destra.
MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO
Secondo un sondaggio di Izi, infatti, in questi anni di governo il livello di sicurezza è rimasto invariato per il 46,2 per cento di italiani. Nessun cambiamento, quindi, apportato da Meloni, dai diversi decreti sicurezza e dai nuovi reati creati. E ancor di più: per il 35,2 per cento delle persone intervistate la sicurezza è diminuita. Nonostante le propagande e gli slogan. Percentuali che quindi abbracciano sia una fascia di elettori di centrosinistra ma anche una buona fetta di elettori di centrodestra scontenti dell’operato del governo. Solo il 9,2 per cento ritiene sia in qualche modo aumentata, a fronte anche di un 9,5 per cento che non ha un’opinione in merito.
Che sulla materia sicurezza si giochi molta della credibilità dell’esecutivo, sembrano essere consapevoli i partiti di maggioranza, dalla Lega di Matteo Salvini, a Fratelli d’Italia, fino a Forza Italia. La pressione di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, d’altronde, si fa sentire. Non è casuale, quindi, quanto si è visto a seguito del caso Roggero, il gioielliere condannato per duplice omicidio e tentato omicidio.
MARIANGELA SANDRONE E MARIO ROGGERO
[…] Sempre Izi, registra che, secondo il 57,1 per cento degli italiani, la mobilitazione dei politici per la grazia a Roggero sia stata motivata principalmente da calcoli di consenso elettorale. […]
La legittima difesa, del resto, è uno dei temi ricorrenti quando si parla di sicurezza. Ed è trasversale all’elettorato. Tanto che il 62,9 per cento degli italiani è convinto che le attuali norme limitino eccessivamente il diritto del cittadino di difendere sé stesso o i propri cari. Al contrario, solo il 7,1 per cento le norme sulla legittima difesa sono troppo permissive, e quindi rischiano di incoraggiare una giustizia “fai-da-te” e un uso sproporzionato delle armi, mentre per il 21,2 per cento sono adeguate.
MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO
Rimanendo sul caso Roggero, Izi registra che per il 56,7 per cento la pena complessivamente inflitta al gioielliere (14 anni e nove mesi per essere uscito dal suo negozio e aver sparato ai rapinatori in fuga, uccidendone due e ferendo il terzo) è stata troppo severa. A ritenere sia stata una condanna proporzionata, invece, è il 26,4 per cento, mentre per il 5,1 per cento è stata troppo lieve.
Il sondaggio insiste sul come è stato percepito il comportamento di Roggero, e quindi l’uccisione dei due ladri, e anche in questo caso la maggioranza degli intervistati ha un orientamento preciso: per il 33 per cento degli intervistati è tutto rientrato nella legittima difesa; per il 34,7 per cento la reazione è stata umanamente comprensibile ma in senso giuridico non può essere considerata legittima difesa. Dall’altra parte, invece, per il 13,8 è stato un eccesso rispetto ai limiti della legittima difesa e per il 12,5 per cento un atto ingiustificabile e una forma di giustizia privata.
MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE
Da qui il fatto che i favorevoli a una grazia presidenziale nei confronti di Roggero sono in totale il 68,1 per cento […]
MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE
Estratto dell’articolo di Luca Sebastiani per https://www.editorialedomani.it
Per il 62% la legittima difesa va ampliata. Ma solo il 9,2% pensa che durante il governo Meloni il Paese sia diventato davvero più sicuro
MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONE
Il caso Mario Roggero, il dibattito sulla legittima difesa e sulle grazie presidenziali, la morte di Abderrahim Fakir a Bologna durante un fermo di polizia. L’attualità di questi giorni in Italia ha regalato uno specchio di come nei mesi a venire sarà sviluppata la campagna elettorale in vista del voto del prossimo anno.
A farla da padrone sarà il tema della sicurezza, reale o percepita, dei cittadini italiani. Un cavallo di battaglia dell’esecutivo di Giorgia Meloni, che però, stando ai numeri, ha disatteso le aspettative, in primis del suo elettorato ma anche di chi non guarda a destra.
MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO
Secondo un sondaggio di Izi, infatti, in questi anni di governo il livello di sicurezza è rimasto invariato per il 46,2 per cento di italiani. Nessun cambiamento, quindi, apportato da Meloni, dai diversi decreti sicurezza e dai nuovi reati creati. E ancor di più: per il 35,2 per cento delle persone intervistate la sicurezza è diminuita. Nonostante le propagande e gli slogan. Percentuali che quindi abbracciano sia una fascia di elettori di centrosinistra ma anche una buona fetta di elettori di centrodestra scontenti dell’operato del governo. Solo il 9,2 per cento ritiene sia in qualche modo aumentata, a fronte anche di un 9,5 per cento che non ha un’opinione in merito.
Che sulla materia sicurezza si giochi molta della credibilità dell’esecutivo, sembrano essere consapevoli i partiti di maggioranza, dalla Lega di Matteo Salvini, a Fratelli d’Italia, fino a Forza Italia. La pressione di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, d’altronde, si fa sentire. Non è casuale, quindi, quanto si è visto a seguito del caso Roggero, il gioielliere condannato per duplice omicidio e tentato omicidio.
MARIANGELA SANDRONE E MARIO ROGGERO
[…] Sempre Izi, registra che, secondo il 57,1 per cento degli italiani, la mobilitazione dei politici per la grazia a Roggero sia stata motivata principalmente da calcoli di consenso elettorale. […]
La legittima difesa, del resto, è uno dei temi ricorrenti quando si parla di sicurezza. Ed è trasversale all’elettorato. Tanto che il 62,9 per cento degli italiani è convinto che le attuali norme limitino eccessivamente il diritto del cittadino di difendere sé stesso o i propri cari. Al contrario, solo il 7,1 per cento le norme sulla legittima difesa sono troppo permissive, e quindi rischiano di incoraggiare una giustizia “fai-da-te” e un uso sproporzionato delle armi, mentre per il 21,2 per cento sono adeguate.
MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO
Rimanendo sul caso Roggero, Izi registra che per il 56,7 per cento la pena complessivamente inflitta al gioielliere (14 anni e nove mesi per essere uscito dal suo negozio e aver sparato ai rapinatori in fuga, uccidendone due e ferendo il terzo) è stata troppo severa. A ritenere sia stata una condanna proporzionata, invece, è il 26,4 per cento, mentre per il 5,1 per cento è stata troppo lieve.
Il sondaggio insiste sul come è stato percepito il comportamento di Roggero, e quindi l’uccisione dei due ladri, e anche in questo caso la maggioranza degli intervistati ha un orientamento preciso: per il 33 per cento degli intervistati è tutto rientrato nella legittima difesa; per il 34,7 per cento la reazione è stata umanamente comprensibile ma in senso giuridico non può essere considerata legittima difesa. Dall’altra parte, invece, per il 13,8 è stato un eccesso rispetto ai limiti della legittima difesa e per il 12,5 per cento un atto ingiustificabile e una forma di giustizia privata.
MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE
Da qui il fatto che i favorevoli a una grazia presidenziale nei confronti di Roggero sono in totale il 68,1 per cento […]
MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

DAGOREPORT – TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? – IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! – CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO – IL CELEBRATO ERASMUS E’ TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ – IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) – E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…





















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