Sondaggi! fdi precipita sotto il 25%, vannacci vola: futuro nazionale sfonda il 7%. e il campo largo

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roberto vannacci giorgia meloni

VANNACCI, LO SPACCA-MELONI – SECONDO IL SONDAGGIO DI “EMG DIFFERENT”, FDI PRECIPITA AL 24,6% (UN DATO COSÌ BASSO NON SI REGISTRAVA DA PRIMA DELLE POLITICHE), NON PIU’ COSI’ DISTANTE DAL PD (20,9%) – IL FASCIO-GENERALISSIMO, TRAINATO DAL CASO ROGGERO, VOLA: FUTURO NAZIONALE E’ DATO AL 7,3% E PUNTA AL SORPASSO DI FORZA ITALIA (8,4%) – IL CAMPOLARGO, CON IL M5S AL 12,7%, CONFERMA IL VANTAGGIO SUL CENTRODESTRA DI UN PUNTO E MEZZO – ALLARME PER AZIONE DI CALENDA CHE SI FERMA SOTTO LA SOGLIA DI SBARRAMENTO, AL 2,6% – CALA ANCHE LA FIDUCIA NEI CONFRONTI DEL GOVERNO GUIDATO DA GIORGIA MELONI…

 

Articolo di Giulia Casula per fanpage.it – Estratti

 

roberto vannacci

Fratelli d’Italia crolla sotto il 25%, al 24,6%. Un dato così basso non si registrava da prima delle ultime politiche, nel 2022. Non si ferma l’ascesa di Roberto Vannacci. Il boom di consensi porta Futuro Nazionale a superare il 7%, accorciando così la distanza dalla doppia cifra.

 

A livello di coalizioni, il campo largo si conferma avanti con un vantaggio di un punto e mezzo. Vediamo nel dettaglio che cosa emerge dall’ultimo sondaggio di Emg Different.

 

Fratelli d’Italia è ancora al primo posto ma vede piano piano consumarsi quel vantaggio assoluto che aveva consentito al partito di Meloni di viaggiare per diverso tempo sopra il 30%. Negli ultimi mesi i consensi sono scesi e attualmente FdI si posiziona al 24,6%, non più così distante dai suoi avversari (specie dal Pd).

 

 

Forza Italia resta più o meno stabile, attorno all’8,4% mentre la Lega è ormai retrocessa al 7,4%. Il partito di Matteo Salvini è inseguito, a brevissima distanza, da Futuro Nazionale. Dalla sua nascita, lo scorso marzo, la forza politica guidata dall’ex generale ha avanzato a ritmi molto rapidi e ora è data al 7,3% (+1,1%). L’obiettivo del 10% alle prossime politiche, più volta citato da Vannacci , non sembra poi così lontano.

giorgia meloni matteo salvini

 

Spostandoci nel centrosinistra, osserviamo degli equilibri piuttosto stabili. Il Pd si conferma la prima forza d’opposizione, con il 20,9%, mentre il Movimento 5 Stelle è dato al 12,7%. Alleanza Verdi-Sinistra si ferma più sotto, al 6%. Tra le forze del campo progressista ci sono anche Italia Viva e +Europa: la prima data al 2,6%, la seconda all’1,5%.

 

Restano fuori dai grandi schieramenti Azione, che si ferma sotto la soglia di sbarramento, al 2,6%, e il Partito liberal-democratico di Luigi Marattin, all’1,8%. Chiude Noi Moderati all’1,7%.

meloni calenda schlein conte

 

Sul piano delle coalizioni, il centrosinistra risulta in vantaggio sul centrodestra. Un’ipotetica alleanza del fronte progressista (Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa) totalizza il 43,7%, in leggero calo (-01,%). L’attuale maggioranza di governo invece, perde nove decimi e raccoglie il 42,2%.

 

Intanto cala anche la fiducia nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni. Coloro che dichiarano di fidarsi molto/abbastanza rappresentano il 35% degli intervistati, con una flessione dell’1%. Di contro, cresce la quota di chi non si fida. Il 44% dice non di riporre nessun fiducia nell’esecutivo, il 21% dichiara di averne poca.

meloni vannacciroberto vannacci contro meloni sulle preferenzeil video di roberto vannacci contro meloni sulle preferenze

conte calenda

 

 

Articolo di Giulia Casula per fanpage.it – Estratti

 

roberto vannacci

Fratelli d’Italia crolla sotto il 25%, al 24,6%. Un dato così basso non si registrava da prima delle ultime politiche, nel 2022. Non si ferma l’ascesa di Roberto Vannacci. Il boom di consensi porta Futuro Nazionale a superare il 7%, accorciando così la distanza dalla doppia cifra.

 

A livello di coalizioni, il campo largo si conferma avanti con un vantaggio di un punto e mezzo. Vediamo nel dettaglio che cosa emerge dall’ultimo sondaggio di Emg Different.

 

Fratelli d’Italia è ancora al primo posto ma vede piano piano consumarsi quel vantaggio assoluto che aveva consentito al partito di Meloni di viaggiare per diverso tempo sopra il 30%. Negli ultimi mesi i consensi sono scesi e attualmente FdI si posiziona al 24,6%, non più così distante dai suoi avversari (specie dal Pd).

 

 

Forza Italia resta più o meno stabile, attorno all’8,4% mentre la Lega è ormai retrocessa al 7,4%. Il partito di Matteo Salvini è inseguito, a brevissima distanza, da Futuro Nazionale. Dalla sua nascita, lo scorso marzo, la forza politica guidata dall’ex generale ha avanzato a ritmi molto rapidi e ora è data al 7,3% (+1,1%). L’obiettivo del 10% alle prossime politiche, più volta citato da Vannacci , non sembra poi così lontano.

giorgia meloni matteo salvini

 

Spostandoci nel centrosinistra, osserviamo degli equilibri piuttosto stabili. Il Pd si conferma la prima forza d’opposizione, con il 20,9%, mentre il Movimento 5 Stelle è dato al 12,7%. Alleanza Verdi-Sinistra si ferma più sotto, al 6%. Tra le forze del campo progressista ci sono anche Italia Viva e +Europa: la prima data al 2,6%, la seconda all’1,5%.

 

Restano fuori dai grandi schieramenti Azione, che si ferma sotto la soglia di sbarramento, al 2,6%, e il Partito liberal-democratico di Luigi Marattin, all’1,8%. Chiude Noi Moderati all’1,7%.

meloni calenda schlein conte

 

Sul piano delle coalizioni, il centrosinistra risulta in vantaggio sul centrodestra. Un’ipotetica alleanza del fronte progressista (Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa) totalizza il 43,7%, in leggero calo (-01,%). L’attuale maggioranza di governo invece, perde nove decimi e raccoglie il 42,2%.

 

Intanto cala anche la fiducia nei confronti del governo guidato da Giorgia Meloni. Coloro che dichiarano di fidarsi molto/abbastanza rappresentano il 35% degli intervistati, con una flessione dell’1%. Di contro, cresce la quota di chi non si fida. Il 44% dice non di riporre nessun fiducia nell’esecutivo, il 21% dichiara di averne poca.

meloni vannacciroberto vannacci contro meloni sulle preferenzeil video di roberto vannacci contro meloni sulle preferenze

conte calenda

 

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT – TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? – IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! – CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO – IL CELEBRATO ERASMUS E’ TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ – IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) – E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

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