[analyse_image type=”featured” src=”https://static.dagospia.com/img/patch/07-2026/abderrahim-fakir-sorella-presidio-bologna-2287199_600_q50.webp”]

“FAKIR AVEVA CHIESTO LA PROTEZIONE SPECIALE IN TRIBUNALE PER RESTARE IN ITALIA” – LO SPIEGA L’AVVOCATA CHE ASSISTEVA IL 42ENNE MORTO IERI A BOLOGNA, AL PILASTRO AL TERMINE DI UN INTERVENTO DELLA POLIZIA – ALCUNE CENTINAIA DI ANTAGONISTI STANNO PARTECIPANDO AL PRESIDIO ORGANIZZATO DAL SINDACO DI BOLOGNA, MATTEO LEPORE – LA SORELLA DI FAKIR SVIENE. I PRECEDENTI DI FAKIR E LA SEGNALAZIONE DELLA POLIZIA PER “CRISI PSICHIATRICA”. LA PROCURA: “C’È DI PIÙ RISPETTO AL VIDEO” – SALVINI: “IL PRESIDIO DI LEPORE NON AIUTA A SVELENIRE IL CLIMA”. E IL SINDACO RISPONDE: “NON CI SARANNO INTERVENTI” – VIDEO
Da corriere.it
La piazza gremita per l’uomo morto al Pilastro
Alcune centinaia di antagonisti stanno partecipando al presidio organizzato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in piazza del Nettuno per ricordare Abderrahim Fakir, il 42enne morto al Pilastro durante un’operazione di polizia.
presidio a Bologna per ricordare Abderrahim Fakir
«Giustizia per Fakir. Aboliamo la violenza di Stato padrone!» recita uno dei striscioni portati in piazza dagli attivisti vicini ai centri sociali, che si sono disposti all’ingresso di Palazzo Re Enzo, mentre un altro gruppo si è disposto all’ingresso della Salaborsa e ha esposto uno striscione che recita «Verità e giustizia per Fakir. Il Pilastro non si fa strumentalizzare». Dalla piazza gremita di alzano slogan come “Tout le monde deteste la police” e “Giustizia, giustizia».
La sorella di Fakir sviene al presidio in piazza
La sorella di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un’operazione di polizia al Pilastro, si è sentita male ed è svenuta in piazza del Nettuno nel corso del presidio organizzato dal sindaco Matteo Lepore per ricordare il fratello. Il primo cittadino, che ha introdotto la manifestazione a cui partecipano diverse centinaia di persone, tra cui anche alcuni antagonisti, stava cedendo la parola ai familiari del 42enne, quando la sorella Khadija si è sentita poco bene
la sorella di Abderrahim Fakir
Fakir aveva chiesto la protezione speciale in tribunale
Fakir era regolarmente presente in Italia e aveva l’autorizzazione del giudice a rimanere nel Paese nell’ambito del procedimento per il riconoscimento della protezione speciale da lui chiesta.
Lo spiega l’avvocata Barbara Spinelli, che assisteva il 42enne morto ieri al Pilastro al termine di un intervento della polizia. «Dal 2024 seguivo il procedimento pendente davanti al tribunale – spiega la legale – Avevamo chiesto la protezione speciale e avevo depositato tutta la documentazione che dimostrava come avesse maturato i requisiti: il casellario penale, i carichi pendenti, la prova che aveva sempre lavorato, pagato le tasse e la documentazione relativa alla sua attività imprenditoriale».
la sorella di Abderrahim Fakir
In pratica Fakir aveva avuto una sospensiva del tribunale, sezione immigrazione, a seguito di una decisione negativa della commissione territoriale, per manifesta infondatezza. «Aveva il decreto del giudice che lo autorizzava a restare in Italia – sottolinea – ed era regolarmente presente sul territorio. L’iter amministrativo dei suoi permessi di soggiorno non cambia questo dato».
I precedenti penali di Abderrahim Fakir
Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto ieri in via Svevo al Pilastro di Bologna, a inizio anni 2000 venne coinvolto in una importante indagine per traffico di droga della Dda di Bologna e della squadra mobile.
Nella primavera del 2006, mentre scontava ai domiciliari una condanna a quattro anni e tre mesi per detenzione e spaccio, venne sorpreso più volte a non rispettare l’obbligo di residenza nella casa dove viveva, all’epoca a Medicina, in provincia, e finì in carcere.
presidio a Bologna per ricordare Abderrahim Fakir
A lungo è stato sposato con una donna italiana, da cui ormai da alcuni anni è separato. Di recente era tornato per un periodo in Marocco, dove aveva alcuni familiari, fino alla morte della madre. «Sono sotto choc per quello che è successo, lo reputo un bravissimo ragazzo. Tuttavia la famiglia non si è rivolta a me», dice l’avvocata Donata Malmusi, storica penalista di Fakir.
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 1
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 3
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 2
Da corriere.it
La piazza gremita per l’uomo morto al Pilastro
Alcune centinaia di antagonisti stanno partecipando al presidio organizzato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in piazza del Nettuno per ricordare Abderrahim Fakir, il 42enne morto al Pilastro durante un’operazione di polizia.
presidio a Bologna per ricordare Abderrahim Fakir
«Giustizia per Fakir. Aboliamo la violenza di Stato padrone!» recita uno dei striscioni portati in piazza dagli attivisti vicini ai centri sociali, che si sono disposti all’ingresso di Palazzo Re Enzo, mentre un altro gruppo si è disposto all’ingresso della Salaborsa e ha esposto uno striscione che recita «Verità e giustizia per Fakir. Il Pilastro non si fa strumentalizzare». Dalla piazza gremita di alzano slogan come “Tout le monde deteste la police” e “Giustizia, giustizia».
La sorella di Fakir sviene al presidio in piazza
La sorella di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un’operazione di polizia al Pilastro, si è sentita male ed è svenuta in piazza del Nettuno nel corso del presidio organizzato dal sindaco Matteo Lepore per ricordare il fratello. Il primo cittadino, che ha introdotto la manifestazione a cui partecipano diverse centinaia di persone, tra cui anche alcuni antagonisti, stava cedendo la parola ai familiari del 42enne, quando la sorella Khadija si è sentita poco bene
la sorella di Abderrahim Fakir
Fakir aveva chiesto la protezione speciale in tribunale
Fakir era regolarmente presente in Italia e aveva l’autorizzazione del giudice a rimanere nel Paese nell’ambito del procedimento per il riconoscimento della protezione speciale da lui chiesta.
Lo spiega l’avvocata Barbara Spinelli, che assisteva il 42enne morto ieri al Pilastro al termine di un intervento della polizia. «Dal 2024 seguivo il procedimento pendente davanti al tribunale – spiega la legale – Avevamo chiesto la protezione speciale e avevo depositato tutta la documentazione che dimostrava come avesse maturato i requisiti: il casellario penale, i carichi pendenti, la prova che aveva sempre lavorato, pagato le tasse e la documentazione relativa alla sua attività imprenditoriale».
la sorella di Abderrahim Fakir
In pratica Fakir aveva avuto una sospensiva del tribunale, sezione immigrazione, a seguito di una decisione negativa della commissione territoriale, per manifesta infondatezza. «Aveva il decreto del giudice che lo autorizzava a restare in Italia – sottolinea – ed era regolarmente presente sul territorio. L’iter amministrativo dei suoi permessi di soggiorno non cambia questo dato».
I precedenti penali di Abderrahim Fakir
Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto ieri in via Svevo al Pilastro di Bologna, a inizio anni 2000 venne coinvolto in una importante indagine per traffico di droga della Dda di Bologna e della squadra mobile.
Nella primavera del 2006, mentre scontava ai domiciliari una condanna a quattro anni e tre mesi per detenzione e spaccio, venne sorpreso più volte a non rispettare l’obbligo di residenza nella casa dove viveva, all’epoca a Medicina, in provincia, e finì in carcere.
presidio a Bologna per ricordare Abderrahim Fakir
A lungo è stato sposato con una donna italiana, da cui ormai da alcuni anni è separato. Di recente era tornato per un periodo in Marocco, dove aveva alcuni familiari, fino alla morte della madre. «Sono sotto choc per quello che è successo, lo reputo un bravissimo ragazzo. Tuttavia la famiglia non si è rivolta a me», dice l’avvocata Donata Malmusi, storica penalista di Fakir.
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 1
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 3
abderrahim fakir ammanettato dalla polizia 2

DAGOREPORT – MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL “CAMPO LARGO” VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL’ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA – SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN “PAPA STRANIERO” (IL FAVORITO E’ ROBERTO GUALTIERI) – MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

DAGOREPORT – TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? – IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! – CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO – IL CELEBRATO ERASMUS E’ TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ – IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) – E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…





















[analyse_source url=”https://www.dagospia.com/cronache/fakir-chiesto-protezione-speciale-in-tribunale-presidio-sorella-481181″]