Pallonate sui portafogli – dazn tratta i tifosi come dei bancomat personali: negli ultimi 3 anni..

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PALLONATE SUI PORTAFOGLI – DAZN TRATTA I TIFOSI COME UN BANCOMAT: NEGLI ULTIMI 3 ANNI, IL COSTO DEGLI ABBONAMENTI È AUMENTATO DEL 26%, BEN OLTRE L’INFLAZIONE (DI CIRCA IL 10%). IL TUTTO MENTRE CONTINUANO DISSEVIZI, L’ASSISTENZA CLIENTI È INSUFFICIENTE E LA COPERTURA E’ STATA RIDOTTA DOPO IL TAGLIO DI CIRCA METÀ DEL PERSONALE – TANTO IL COLOSSO DELLO STREAMING SA CHE GLI ITALIANI NON RINUNCEREBBERO MAI AL CALCIO (BEI COJONI)

Estratto da www.professionereporter.it

 

DAZN

Il tifoso di calcio è una vittima predestinata. Avendo contratto una specie di malattia, non potendo cioè sopravvivere senza guardare le partite della propria squadra, viene sottoposto ad angherie e taglieggiamenti.

 

Dal marzo 2021 in Italia la quasi esclusiva della serie A è stata affidata dalla Lega calcio a Dazn, che ha prevalso su Sky. Da quel momento la vita già grama del tifoso è cambiata in peggio. Un po’ perché le trasmissioni Dazn non sempre sono ineccepibili dal punto di vista tecnico.

 

L’Autorità per le comunicazioni (Agcom) in un suo provvedimento ha sostenuto che “al fine di tutelare il diritto degli abbonati di vedere garantita in modo soddisfacente senza interruzioni ciascuna partita, sono stati definiti parametri di qualità oggettivi, soglie e criteri per gli indennizzi da corrispondere in caso di disservizio e si è proceduto alla quantificazione degli stessi”. In realtà ottenere rimborsi da Dazn è estremamente complicato.

 

ASSISTENZA INSUFFICIENTE

dazn

Con un secondo provvedimento, Agcom ha intimato alla società di adottare “ogni necessaria misura ai fini del rispetto dei diritti dell’utenza, implementando un servizio di assistenza clienti efficace ed efficiente, che prevedesse la possibilità di un contatto diretto con una persona fisica, oltre ad ogni accorgimento di natura tecnica funzionale a prevenire i malfunzionamenti della propria piattaforma di origine del segnale televisivo trasmesso”.

 

[…] Inoltre -dato il quasi monopolio- il tifoso è entrato in un incubo di aumenti dell’abbonamento, anno dopo anno, assai superiori a quelli dovuti all’inflazione e che non corrispondono affatto a miglioramenti del servizio.

DAZN

 

LICENZIATI IN GRUPPO

Anzi, due anni fa Dazn si è anche liberata di circa metà dei giornalisti, offrendo quindi una copertura meno completa degli eventi. […] Dal 2023 al 2026 l’aumento è al 26 per cento. L’inflazione, nello stesso periodo, è stata del 10,2 per cento, meno della metà.

 

[…] ALTERNATIVA BAR

L’unica vera soluzione per il tifoso è dedicarsi ad altre passioni, come l’ikebana o i puzzle, perché tutte le partite può vederle solo su Dazn e se va in un bar con abbonamento Dazn gli costerà ancor di più, visto che sarà obbligato a consumare.

 

DAZN

Dazn è di proprietà di Sir Leonard Valentinovich Blavatnik, imprenditore e produttore cinematografico britannico, di origine ebraica, nato in Ucraina. Blavatnik ha fatto fortuna attraverso investimenti diversificati in una miriade di società con la sua conglomerata Access Industries. Nel 2022 la rivista Forbes lo ha indicato come una delle persone più ricche al mondo, con un patrimonio netto stimato di 31,1 miliardi di dollari. Blavatnik è anche filantropo, in particolare nei confronti dei poveri di Israele.

 

DAZNDAZN

Estratto da www.professionereporter.it

 

DAZN

Il tifoso di calcio è una vittima predestinata. Avendo contratto una specie di malattia, non potendo cioè sopravvivere senza guardare le partite della propria squadra, viene sottoposto ad angherie e taglieggiamenti.

 

Dal marzo 2021 in Italia la quasi esclusiva della serie A è stata affidata dalla Lega calcio a Dazn, che ha prevalso su Sky. Da quel momento la vita già grama del tifoso è cambiata in peggio. Un po’ perché le trasmissioni Dazn non sempre sono ineccepibili dal punto di vista tecnico.

 

L’Autorità per le comunicazioni (Agcom) in un suo provvedimento ha sostenuto che “al fine di tutelare il diritto degli abbonati di vedere garantita in modo soddisfacente senza interruzioni ciascuna partita, sono stati definiti parametri di qualità oggettivi, soglie e criteri per gli indennizzi da corrispondere in caso di disservizio e si è proceduto alla quantificazione degli stessi”. In realtà ottenere rimborsi da Dazn è estremamente complicato.

 

ASSISTENZA INSUFFICIENTE

dazn

Con un secondo provvedimento, Agcom ha intimato alla società di adottare “ogni necessaria misura ai fini del rispetto dei diritti dell’utenza, implementando un servizio di assistenza clienti efficace ed efficiente, che prevedesse la possibilità di un contatto diretto con una persona fisica, oltre ad ogni accorgimento di natura tecnica funzionale a prevenire i malfunzionamenti della propria piattaforma di origine del segnale televisivo trasmesso”.

 

[…] Inoltre -dato il quasi monopolio- il tifoso è entrato in un incubo di aumenti dell’abbonamento, anno dopo anno, assai superiori a quelli dovuti all’inflazione e che non corrispondono affatto a miglioramenti del servizio.

DAZN

 

LICENZIATI IN GRUPPO

Anzi, due anni fa Dazn si è anche liberata di circa metà dei giornalisti, offrendo quindi una copertura meno completa degli eventi. […] Dal 2023 al 2026 l’aumento è al 26 per cento. L’inflazione, nello stesso periodo, è stata del 10,2 per cento, meno della metà.

 

[…] ALTERNATIVA BAR

L’unica vera soluzione per il tifoso è dedicarsi ad altre passioni, come l’ikebana o i puzzle, perché tutte le partite può vederle solo su Dazn e se va in un bar con abbonamento Dazn gli costerà ancor di più, visto che sarà obbligato a consumare.

 

DAZN

Dazn è di proprietà di Sir Leonard Valentinovich Blavatnik, imprenditore e produttore cinematografico britannico, di origine ebraica, nato in Ucraina. Blavatnik ha fatto fortuna attraverso investimenti diversificati in una miriade di società con la sua conglomerata Access Industries. Nel 2022 la rivista Forbes lo ha indicato come una delle persone più ricche al mondo, con un patrimonio netto stimato di 31,1 miliardi di dollari. Blavatnik è anche filantropo, in particolare nei confronti dei poveri di Israele.

 

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stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT – TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? – IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! – CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO – IL CELEBRATO ERASMUS E’ TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ – IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) – E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT – SE C’È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL’ALTRO, È IL TRASFORMISMO – SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO – L’”AMICIZIA FRATERNA” CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI – L’EX DIRETTORE DELL’”ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E’ PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA – TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

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