All’arrivo al carcere di bollate, mario roggero e’ stato accolto ‘a braccia aperte’

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mario roggero

ALL’ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE, MARIO ROGGERO E’ STATO ACCOLTO “A BRACCIA APERTE” DAL PERSONALE DELLA PENITENZIARIA: “SAPPIAMO PERCHÉ SEI QUI MA UMANAMENTE TI CAPIAMO” – DAVANTI ALLA GIOIELLERIA DI GRINZANE CAVOUR, COMMERCIANTI E RESIDENTI SONO DALLA SUA PARTE, ANCHE SE C’È CHI AMMETTE CHE HA SBAGLIATO A SPARARE IN STRADA: SPINGONO PER LA GRAZIA O CHE ALMENO POSSA TRASCORRERE PARTE DELLA PENA A CASA – DAL FINESTRINO DELL’AUTO C’È CHI URLA “ROGGERO LIBERO”. E ALTRI RINCARANO: “MARIO È STATO BRAVO, CI SONO DUE RAPINATORI IN MENO IN GIRO…”

Estratto dell’articolo di Federico Gottardo,Rosario Di Raimondo,Tiziana De Giorgio per “la Repubblica”

 

MARIO ROGGERO ALL ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE

Per arrivare alla sua cella bisogna attraversare un lungo corridoio fino al quinto reparto. Vicino al suo letto c’è quello di un uomo più anziano di lui, in carcere per traffico di droga. Nella stessa sezione ci sono il killer della Uno Bianca, Fabio Savi e l’omicida di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti. Da casa si è portato una valigia con vestiti, libri. E pure il suo cuscino per dormire. Mentre a Grinzane Cavour c’è chi urla «Mario libero», qui il suo ingresso è osservato dagli altri detenuti quasi con indifferenza.

 

CARCERE DI BOLLATE – SOSTEGNO A MARIO ROGGERO

La prima notte di Mario Roggero a Bollate è scandita dal caldo che affligge tutti i penitenziari. L’insofferenza per l’aria condizionata che non c’è si fa sentire subito, come il disagio per la prima doccia in comune. È quasi mezzogiorno quando incontra il suo avvocato Stefano Marcolini nella sala colloqui. […] Il legale gli consegna un messaggio della moglie e delle figlie. E Roggero si commuove quando riceve anche quello di un suo caro amico, l’orafo veneto Robertino Zancan. Sui giornali ci è finito anche lui per aver sparato ad alcuni ladri che volevano rapinarlo. Senza ucciderli, a differenza sua.

ORAFI NAPOLETANI IN SOSTEGNO DI MARIO ROGGERO

 

Sereno, tranquillo. Chi incontra il gioielliere lo descrive così. A tratti perfino spavaldo, con un sorriso a disegnarsi sul volto quando scopre che i giornalisti sono lì, fuori dal carcere. Di nuovo per lui. Il suo profilo Instagram, gestito da un social media manager, vola a 183 mila follower. «Non è finita», ripete al suo legale, con cui studia le prossime battaglie giudiziarie. Nel frattempo, però, deve arrendersi a una nuova normalità.

 

«Qui ci sono nuove regole che devo rispettare, è tutto diverso…», confessa. È infastidito, sorpreso dagli orari rigidi che cadenzano le sue nuove giornate. Il pranzo delle 11, la cena alle 17, «come in ospedale». Ma per ricevere l’abbraccio di Matteo Salvini, il suo primo pasto in carcere l’ha saltato. «È capitato bene», dice il leader leghista. L’ex narcotrafficante con cui condivide la cella faceva il cuoco in passato e qui, dove i detenuti possono stare ai fornelli, il vicepremier la considera una fortuna. «Con lui si è preso da subito», racconta Marcolini.

VOLANTINI A SOSTEGNO DI MARIO ROGGERO A GRINZANE CAVOUR

 

«Quando posso chiamare casa?», domanda Roggero. Una telefonata con la moglie Mariangela che viene concessa alle tre del pomeriggio per dieci minuti al massimo. Nel suo reparto c’è la biblioteca, una sala per i volontari, una stanza adibita a chiesa e una piccola palestra. In «camera» – la chiamano così – ha la tv dove compare la sua immagine fra telegiornali e talk. L’avvocato gli consiglia di abbonarsi a un quotidiano mentre lui ha già fatto sapere di voler frequentare un corso di inglese.

 

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

È stato visitato da uno psicologo, da un medico. Spera di rimanere a Bollate. Ma si apre un altro capitolo insidioso. Era un suo diritto, venerdì, consegnarsi nel carcere modello di Milano. In questo penitenziario, però, in genere si entra dopo un percorso positivo svolto in altre strutture. È una regola che vale per tutti e nei prossimi giorni si capirà se in questo caso – viste le tante pressioni di ogni tipo ma anche l’età, 72 anni – si farà un’eccezione.

 

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

Con gli altri detenuti finora non ha avuto problemi. Al massimo il fastidio, comune alla popolazione carceraria, che affiora quando un “vip” entra in carcere innalzando l’attenzione mediatica, poco gradita. Il suo avvocato, invece, racconta di come il personale della penitenziaria lo abbia accolto «a braccia aperte». La frase tipo? «Sappiamo perché sei qui – sostiene – ma umanamente ti capiamo».

 

Ieri Mariangela è andata dai carabinieri per chiedere più protezione sotto casa e nella gioielleria: «Vuole maggiore vigilanza, è in una casa molto grande, da sola, e anche in negozio sarà soltanto con la figlia», continua il legale. La moglie e le quattro figlie si fanno forza nella villa in mezzo alle vigne di La Morra, nelle Langhe: «Siamo tutti insieme qui, stiamo male».

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

 

Si chiudono nel silenzio. A parlare è solo il fratello Dante: «Penso che nel processo andasse valutata la temporanea incapacità di intendere e volere. Sono convinto che, quando ha sparato, Mario fosse ancora sicuro della continuità della rapina». Ma la risposta è nella sentenza di Torino che definisce il gioielliere «lucido». Roggero era «affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla rapina del 22 maggio 2015» ma anche «impulsivo nella reazione agli eventi»  […]

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

 

Davanti alla gioielleria di Grinzane Cavour commercianti e residenti sono dalla sua parte, anche se c’è chi ammette che ha sbagliato a sparare in strada. Spingono per la grazia o che almeno possa trascorrere parte della pena a casa: «Sarà dura, però le persone oneste vengono riconosciute, prima o poi», si legge su un foglio incollato alle vetrine. Dal finestrino dell’auto c’è chi urla «Roggero libero». Altri rincarano: «Mario è stato bravo, ci sono due rapinatori in meno in giro». […]

Estratto dell’articolo di Federico Gottardo,Rosario Di Raimondo,Tiziana De Giorgio per “la Repubblica”

 

MARIO ROGGERO ALL ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE

Per arrivare alla sua cella bisogna attraversare un lungo corridoio fino al quinto reparto. Vicino al suo letto c’è quello di un uomo più anziano di lui, in carcere per traffico di droga. Nella stessa sezione ci sono il killer della Uno Bianca, Fabio Savi e l’omicida di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti. Da casa si è portato una valigia con vestiti, libri. E pure il suo cuscino per dormire. Mentre a Grinzane Cavour c’è chi urla «Mario libero», qui il suo ingresso è osservato dagli altri detenuti quasi con indifferenza.

 

CARCERE DI BOLLATE – SOSTEGNO A MARIO ROGGERO

La prima notte di Mario Roggero a Bollate è scandita dal caldo che affligge tutti i penitenziari. L’insofferenza per l’aria condizionata che non c’è si fa sentire subito, come il disagio per la prima doccia in comune. È quasi mezzogiorno quando incontra il suo avvocato Stefano Marcolini nella sala colloqui. […] Il legale gli consegna un messaggio della moglie e delle figlie. E Roggero si commuove quando riceve anche quello di un suo caro amico, l’orafo veneto Robertino Zancan. Sui giornali ci è finito anche lui per aver sparato ad alcuni ladri che volevano rapinarlo. Senza ucciderli, a differenza sua.

ORAFI NAPOLETANI IN SOSTEGNO DI MARIO ROGGERO

 

Sereno, tranquillo. Chi incontra il gioielliere lo descrive così. A tratti perfino spavaldo, con un sorriso a disegnarsi sul volto quando scopre che i giornalisti sono lì, fuori dal carcere. Di nuovo per lui. Il suo profilo Instagram, gestito da un social media manager, vola a 183 mila follower. «Non è finita», ripete al suo legale, con cui studia le prossime battaglie giudiziarie. Nel frattempo, però, deve arrendersi a una nuova normalità.

 

«Qui ci sono nuove regole che devo rispettare, è tutto diverso…», confessa. È infastidito, sorpreso dagli orari rigidi che cadenzano le sue nuove giornate. Il pranzo delle 11, la cena alle 17, «come in ospedale». Ma per ricevere l’abbraccio di Matteo Salvini, il suo primo pasto in carcere l’ha saltato. «È capitato bene», dice il leader leghista. L’ex narcotrafficante con cui condivide la cella faceva il cuoco in passato e qui, dove i detenuti possono stare ai fornelli, il vicepremier la considera una fortuna. «Con lui si è preso da subito», racconta Marcolini.

VOLANTINI A SOSTEGNO DI MARIO ROGGERO A GRINZANE CAVOUR

 

«Quando posso chiamare casa?», domanda Roggero. Una telefonata con la moglie Mariangela che viene concessa alle tre del pomeriggio per dieci minuti al massimo. Nel suo reparto c’è la biblioteca, una sala per i volontari, una stanza adibita a chiesa e una piccola palestra. In «camera» – la chiamano così – ha la tv dove compare la sua immagine fra telegiornali e talk. L’avvocato gli consiglia di abbonarsi a un quotidiano mentre lui ha già fatto sapere di voler frequentare un corso di inglese.

 

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

È stato visitato da uno psicologo, da un medico. Spera di rimanere a Bollate. Ma si apre un altro capitolo insidioso. Era un suo diritto, venerdì, consegnarsi nel carcere modello di Milano. In questo penitenziario, però, in genere si entra dopo un percorso positivo svolto in altre strutture. È una regola che vale per tutti e nei prossimi giorni si capirà se in questo caso – viste le tante pressioni di ogni tipo ma anche l’età, 72 anni – si farà un’eccezione.

 

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

Con gli altri detenuti finora non ha avuto problemi. Al massimo il fastidio, comune alla popolazione carceraria, che affiora quando un “vip” entra in carcere innalzando l’attenzione mediatica, poco gradita. Il suo avvocato, invece, racconta di come il personale della penitenziaria lo abbia accolto «a braccia aperte». La frase tipo? «Sappiamo perché sei qui – sostiene – ma umanamente ti capiamo».

 

Ieri Mariangela è andata dai carabinieri per chiedere più protezione sotto casa e nella gioielleria: «Vuole maggiore vigilanza, è in una casa molto grande, da sola, e anche in negozio sarà soltanto con la figlia», continua il legale. La moglie e le quattro figlie si fanno forza nella villa in mezzo alle vigne di La Morra, nelle Langhe: «Siamo tutti insieme qui, stiamo male».

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

 

Si chiudono nel silenzio. A parlare è solo il fratello Dante: «Penso che nel processo andasse valutata la temporanea incapacità di intendere e volere. Sono convinto che, quando ha sparato, Mario fosse ancora sicuro della continuità della rapina». Ma la risposta è nella sentenza di Torino che definisce il gioielliere «lucido». Roggero era «affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla rapina del 22 maggio 2015» ma anche «impulsivo nella reazione agli eventi»  […]

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

 

Davanti alla gioielleria di Grinzane Cavour commercianti e residenti sono dalla sua parte, anche se c’è chi ammette che ha sbagliato a sparare in strada. Spingono per la grazia o che almeno possa trascorrere parte della pena a casa: «Sarà dura, però le persone oneste vengono riconosciute, prima o poi», si legge su un foglio incollato alle vetrine. Dal finestrino dell’auto c’è chi urla «Roggero libero». Altri rincarano: «Mario è stato bravo, ci sono due rapinatori in meno in giro». […]

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) – L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE’ SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL “GIOCATTOLO” FORZA ITALIA…

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO…

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… – IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ – ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L’INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE – E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42%CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI – UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO – NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT – TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? – IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! – CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO – IL CELEBRATO ERASMUS E’ TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ – IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) – E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT – SE C’È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL’ALTRO, È IL TRASFORMISMO – SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO – L’”AMICIZIA FRATERNA” CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI – L’EX DIRETTORE DELL’”ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E’ PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA – TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

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Analyse


2026-07-19 14:13:43

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