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CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, L’ENERGIA VA “ARUBA” – L’AZIENDA DI SERVIZI DIGITALI ARUBA ACQUISTA TRE CENTRALI IDROELETTRICHE IN PIEMONTE PER ALIMENTARE INDIRETTAMENTE I SUOI DATA CENTER, PORTANDO A UNDICI I SUOI IMPIANTI DI PROPRIETÀ – CON QUESTA OPERAZIONE, IL GRUPPO SI AVVICINA AI 60 GWH DI PRODUZIONE ANNUA, PARI A CIRCA LA METÀ DEL FABBISOGNO AZIENDALE – SEMPRE PIÙ SOCIETÀ TECNOLOGICHE SI STANNO ASSICURANDO FORNITURE DI ENERGIA IDROELETTRICA E NUCLEARE PER SOSTENERE I CRESCENTI CONSUMI DEI SISTEMI DI IA…
Estratto dell’articolo di Arcangelo Rociola per “la Stampa”
Le centrali di Cafasse e Lanzo Torinese producono energia dal 1922. Quella di Balangero dal 1923. Da oltre un secolo l’acqua della Stura muove turbine. Finora lo ha fatto per alimentare il consumo di energia di aziende e comunità locali. Oggi entrerà in un’altra filiera industriale.
[…] Data center, cloud, Intelligenza artificiale. Aruba ha acquisito i tre impianti idroelettrici del Torinese. Sono già operativi e producono circa 10 gigawattora di energia rinnovabile all’anno, l’equivalente di quanto consumano ogni anno circa 4.000 famiglie. Con l’operazione il gruppo sale a undici centrali di proprietà e si avvicina ai 60 GWh di produzione annua.
CENTRALE IDROELETTRICA DI LANZO
Le tre centrali non alimenteranno un data center di Aruba nell’area. Dall’azienda spiegano di non avere in progetto la costruzione di strutture in Piemonte. Ma gli impianti entreranno nel portafoglio energetico dell’azienda. Aruba è uno dei grandi operatori italiani dei data center. Ne ha quattro in Italia: uno a Roma, uno a Bergamo e due ad Arezzo. […] La crescita dell’AI sta facendo aumentare rapidamente la domanda di energia. Aruba ha scelto di produrne direttamente una parte.
[…] Le centrali immettono l’energia nella rete elettrica nazionale, mentre i data center continuano a essere alimentati dalla rete e devono garantire continuità operativa 24 ore su 24.
data center e energia per sostenere l intelligenza artificiale
Le centrali idroelettriche e gli impianti fotovoltaici di Aruba producono energia pari a circa la metà del fabbisogno aziendale. In questo quadro, le centrali piemontesi valgono circa un sesto dell’intera produzione elettrica del gruppo. […]
Avere centrali su bacini diversi riduce l’esposizione a una siccità concentrata in un solo territorio. Le nuove centrali sono state selezionate anche valutando la continuità della risorsa idrica e la presenza di infrastrutture e impianti a monte che contribuiscono a regolare la portata del fiume.
[…] È un movimento più ampio, internazionale. Le Big Tech non comprano necessariamente le centrali, ma cercano sempre più spesso di assicurarsi direttamente la loro produzione. Google ha firmato un accordo da oltre 3 miliardi di dollari per garantirsi fino a 3 gigawatt di capacità idroelettrica negli Stati Uniti. Per intendersi, una potenza equivalente a quella impegnata da circa un milione di appartamenti italiani con un normale contratto domestico da 3 kilowatt.
Microsoft ha siglato un contratto ventennale per l’energia di un reattore nucleare da 835 megawatt in Pennsylvania, contribuendo al progetto per rimetterlo in funzione. Meta ha fatto lo stesso con una centrale nucleare in Illinois. Amazon si è assicurata fino al 2042 quasi 2 gigawatt di energia dalla centrale nucleare di Susquehanna. La corsa all’intelligenza artificiale è anche una corsa per l’elettricità necessaria ad alimentarla. E il mondo etereo del digitale la cerca anche negli impianti del secolo scorso, fatti per alimentare cartiere e telai.
Estratto dell’articolo di Arcangelo Rociola per “la Stampa”
Le centrali di Cafasse e Lanzo Torinese producono energia dal 1922. Quella di Balangero dal 1923. Da oltre un secolo l’acqua della Stura muove turbine. Finora lo ha fatto per alimentare il consumo di energia di aziende e comunità locali. Oggi entrerà in un’altra filiera industriale.
[…] Data center, cloud, Intelligenza artificiale. Aruba ha acquisito i tre impianti idroelettrici del Torinese. Sono già operativi e producono circa 10 gigawattora di energia rinnovabile all’anno, l’equivalente di quanto consumano ogni anno circa 4.000 famiglie. Con l’operazione il gruppo sale a undici centrali di proprietà e si avvicina ai 60 GWh di produzione annua.
CENTRALE IDROELETTRICA DI LANZO
Le tre centrali non alimenteranno un data center di Aruba nell’area. Dall’azienda spiegano di non avere in progetto la costruzione di strutture in Piemonte. Ma gli impianti entreranno nel portafoglio energetico dell’azienda. Aruba è uno dei grandi operatori italiani dei data center. Ne ha quattro in Italia: uno a Roma, uno a Bergamo e due ad Arezzo. […] La crescita dell’AI sta facendo aumentare rapidamente la domanda di energia. Aruba ha scelto di produrne direttamente una parte.
[…] Le centrali immettono l’energia nella rete elettrica nazionale, mentre i data center continuano a essere alimentati dalla rete e devono garantire continuità operativa 24 ore su 24.
data center e energia per sostenere l intelligenza artificiale
Le centrali idroelettriche e gli impianti fotovoltaici di Aruba producono energia pari a circa la metà del fabbisogno aziendale. In questo quadro, le centrali piemontesi valgono circa un sesto dell’intera produzione elettrica del gruppo. […]
Avere centrali su bacini diversi riduce l’esposizione a una siccità concentrata in un solo territorio. Le nuove centrali sono state selezionate anche valutando la continuità della risorsa idrica e la presenza di infrastrutture e impianti a monte che contribuiscono a regolare la portata del fiume.
[…] È un movimento più ampio, internazionale. Le Big Tech non comprano necessariamente le centrali, ma cercano sempre più spesso di assicurarsi direttamente la loro produzione. Google ha firmato un accordo da oltre 3 miliardi di dollari per garantirsi fino a 3 gigawatt di capacità idroelettrica negli Stati Uniti. Per intendersi, una potenza equivalente a quella impegnata da circa un milione di appartamenti italiani con un normale contratto domestico da 3 kilowatt.
Microsoft ha siglato un contratto ventennale per l’energia di un reattore nucleare da 835 megawatt in Pennsylvania, contribuendo al progetto per rimetterlo in funzione. Meta ha fatto lo stesso con una centrale nucleare in Illinois. Amazon si è assicurata fino al 2042 quasi 2 gigawatt di energia dalla centrale nucleare di Susquehanna. La corsa all’intelligenza artificiale è anche una corsa per l’elettricità necessaria ad alimentarla. E il mondo etereo del digitale la cerca anche negli impianti del secolo scorso, fatti per alimentare cartiere e telai.

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

FLASH! – CHE SUCCEDE A “LA REPUBBLICA”? IERI SI E’ DIMESSO L’INVIATO LIRIO ABBATE, OGGI MARIO ORFEO HA COMUNICATO ALLA REDAZIONE CHE LASCIA LA DIREZIONE DEL QUOTIDIANO FONDATO DA EUGENIO SCALFARI, PUNTO DI RIFERIMENTO DEL CENTROSINISTRA – E MARTEDI’ E’ ATTESO A ROMA L’EDITORE, IL MAGNATE GRECO THEO KIRIAKOU – ORFEO POTREBBE PASSARE ALLA CORTE DI LEONARDINO DEL VECCHIO, MAGARI ALLA DIREZIONE EDITORIALE DEL GRUPPO “QN”

FLASH! – ALL’INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN’IDEA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL “SECOLO XIX”, MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL’EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L’ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE – PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL’EX DIRETTORE DE “LA STAMPA”, ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)….

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! – CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L’AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA’ DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO- NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…





















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