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BARDELLA, CIAPA SU E PORTA A CA’! IL DELFINO DI MARINE LE PEN JORDAN BARDELLA SE LA PRENDE IN SACCOCCIA DOPO CHE LA LEADER DI RASSEMBLEMENT NATIONAL HA ANNUNCIATO LA SUA CORSA ALL’ELISEO (NONOSTANTE LA CONDANNA) – IL TICKET PREVEDE CHE LUI FARA’ IL PREMIER. IL PARTITO ORMAI HA DUE VOLTI. BARDELLA, RISPETTO A LE PEN, ADOTTA UN APPROCCIO PIÙ LIBERISTA SULLE MISURE ECONOMICHE(HA STRONCATO LA PROMESSA DI RIPORTARE L’ETÀ PENSIONABILE A 60 ANNI, PROPOSTA DA LE PEN) E GRAZIE ALLA SUA RELAZIONE CON LA PRINCIPESSA ITALIANA MARIA CAROLINA DI BORBONE ORMAI È DIVENTATO UN PREZZEMOLONE AGLI EVENTI MONDANI. MA LO ZOCCOLO DURO DEI LEPENIANI HA STORTO LA BOCCA DAVANTI A UNO CHE BEVE CHAMPAGNE AL GP DI MONACO MENTRE IN FRANCIA NON SI PARLAVA D’ALTRO CHE DELLO STUPRO E OMICIDIO DI UNA BIMBA DI 11 ANNI…
S. Mon. per il “Corriere della Sera” – Estratti
Jordan Bardella è l’altra metà della «coppia complementare e coerente», come la definisce la candidata. Il «ticket» prevede Marine Le Pen presidente e Jordan Bardella primo ministro, perché il Rassemblement national ha ormai due anime e due sensibilità politiche.
La «linea Hénin-Beaumont» (la cittadina ex operaia del Nord depresso) di Marine Le Pen, e la «linea Montecarlo» di Jordan Bardella, in prima linea negli eventi mondani come il Gran Premio di Monaco, gustato dalla tribuna vip in compagnia della fidanzata Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie.
La disinvoltura di Bardella nel lussuoso mondo della Formula1 ha fatto discutere, anche perché nelle stesse ore del Gran Premio i francesi scendevano in piazza per una marcia bianca contro le mancanze della giustizia e in omaggio alla piccola Lyhanna, vittima di un pedofilo recidivo.
marine le pen jordan bardella foto lapresse
«Di marce bianche ce ne sono tutti i giorni», ha risposto Bardella, con una sufficienza sorprendente per un uomo politico che dovrebbe pur rappresentare la voce del popolo contro le odiose élite globalizzate.
Ma Bardella è sovranista-populista-nazionalista a modo suo: tanto «MLP» è attenta ai temi sociali quanto lui cerca l’intesa con il capitale e gli imprenditori del Cac 40 (le più importanti aziende quotate in Borsa), tanto lei non vuole toccare le pensioni quanto lui considera inevitabile lavorare più a lungo, tanto l’erede della dinastia Le Pen cerca i bagni di folla nei mercatini delle piccole città di provincia quanto il figlio di immigrati italiani ama frequentare l’alta società.
(…)
Scoperto da Marine Le Pen anche grazie alla frequentazione con la nipote Nolween, Bardella ha sognato per qualche mese di giocare la partita più importante, quella per l’Eliseo. Ora torna nel ruolo di aspirante premier: sarà giudicato per la bravura, ma soprattutto per la fedeltà alla mentore.
jordan bardella foto lapresse
jordan bardella foto lapresse
le pen bardella
marine le pen jordan bardella
JORDAN BARDELLA VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI MARINE LE PEN
marine le pen jordan bardella
marine le pen jordan bardella – financial times
jordan bardella foto lapresse.
S. Mon. per il “Corriere della Sera” – Estratti
Jordan Bardella è l’altra metà della «coppia complementare e coerente», come la definisce la candidata. Il «ticket» prevede Marine Le Pen presidente e Jordan Bardella primo ministro, perché il Rassemblement national ha ormai due anime e due sensibilità politiche.
La «linea Hénin-Beaumont» (la cittadina ex operaia del Nord depresso) di Marine Le Pen, e la «linea Montecarlo» di Jordan Bardella, in prima linea negli eventi mondani come il Gran Premio di Monaco, gustato dalla tribuna vip in compagnia della fidanzata Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie.
La disinvoltura di Bardella nel lussuoso mondo della Formula1 ha fatto discutere, anche perché nelle stesse ore del Gran Premio i francesi scendevano in piazza per una marcia bianca contro le mancanze della giustizia e in omaggio alla piccola Lyhanna, vittima di un pedofilo recidivo.
marine le pen jordan bardella foto lapresse
«Di marce bianche ce ne sono tutti i giorni», ha risposto Bardella, con una sufficienza sorprendente per un uomo politico che dovrebbe pur rappresentare la voce del popolo contro le odiose élite globalizzate.
Ma Bardella è sovranista-populista-nazionalista a modo suo: tanto «MLP» è attenta ai temi sociali quanto lui cerca l’intesa con il capitale e gli imprenditori del Cac 40 (le più importanti aziende quotate in Borsa), tanto lei non vuole toccare le pensioni quanto lui considera inevitabile lavorare più a lungo, tanto l’erede della dinastia Le Pen cerca i bagni di folla nei mercatini delle piccole città di provincia quanto il figlio di immigrati italiani ama frequentare l’alta società.
(…)
Scoperto da Marine Le Pen anche grazie alla frequentazione con la nipote Nolween, Bardella ha sognato per qualche mese di giocare la partita più importante, quella per l’Eliseo. Ora torna nel ruolo di aspirante premier: sarà giudicato per la bravura, ma soprattutto per la fedeltà alla mentore.
jordan bardella foto lapresse
jordan bardella foto lapresse
le pen bardella
marine le pen jordan bardella
JORDAN BARDELLA VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI MARINE LE PEN
marine le pen jordan bardella
marine le pen jordan bardella – financial times
jordan bardella foto lapresse.

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

FLASH! – CHE SUCCEDE A “LA REPUBBLICA”? IERI SI E’ DIMESSO L’INVIATO LIRIO ABBATE, OGGI MARIO ORFEO HA COMUNICATO ALLA REDAZIONE CHE LASCIA LA DIREZIONE DEL QUOTIDIANO FONDATO DA EUGENIO SCALFARI, PUNTO DI RIFERIMENTO DEL CENTROSINISTRA – E MARTEDI’ E’ ATTESO A ROMA L’EDITORE, IL MAGNATE GRECO THEO KIRIAKOU – ORFEO POTREBBE PASSARE ALLA CORTE DI LEONARDINO DEL VECCHIO, MAGARI ALLA DIREZIONE EDITORIALE DEL GRUPPO “QN”

FLASH! – ALL’INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN’IDEA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL “SECOLO XIX”, MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL’EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L’ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE – PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL’EX DIRETTORE DE “LA STAMPA”, ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)….

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! – CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L’AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA’ DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO- NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…





















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