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“SONO CANDIDATA ALL’ELEZIONE PRESIDENZIALE” –LE ORE PIÙ LUNGHE DI MARINE LE PEN, DOPO LA CONFERMA DELLA CONDANNA PER MALVERSAZIONE DI DENARO PUBBLICO. POI LA SCELTA IN SEGUITO A UN LUNGO CONCILIABOLO CON I DIRIGENTI DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL E AGLI AVVOCATI: “RIPROVIAMOCI ANCORA” (SARA’ LA QUARTA VOLTA CHE LE PEN TENTERA’ LA SCALATA ALL’ELISEO) – LA ZARINA SOVRANISTA D’OLTRALPE SI DICE SICURA CHE IL SUO RICORSO IN CASSAZIONE SOSPENDERÀ AUTOMATICAMENTE LA PENA E LE PERMETTERÀ DI CORRERE PER L’ELISEO SENZA BRACCIALETTO ELETTRONICO – E IL DELFINO BARDELLA SI DEVE ACCONTENTARE DELLA PROMESSA DI ESSERE IL SUO PRIMO MINISTRO…
Articolo di Stefano Montefiori per corriere.it – Estratti
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE – FOTO LAPRESSE
«Sono candidata all’elezione presidenziale». Marine Le Pen pronuncia queste parole al telegiornale delle 20 su Tf1, il primo canale francese, con un grande sorriso, vestita di un rosa tenue che accentua la sua aria serena, tranquillamente, ostentatamente felice.
Dopo un pomeriggio di riunione con i dirigenti del partito e gli avvocati, si dice sicura che il suo ricorso in Cassazione sospenderà automaticamente la pena, le permetterà di correre per l’Eliseo senza braccialetto elettronico e quindi, come dicono i sondaggi, vincere a man bassa.
marine le pen nel video pro orban
Due condanne, in primo grado e in appello, per malversazione di denaro pubblico; l’onta possibile del braccialetto elettronico alla caviglia; e anche la vendita ormai quasi finalizzata della celebre dimora di Montretout, teatro di decenni di serate elettorali, riunioni di partito e matrimoni di famiglia: la vita e la storia personale di Marine Le Pen hanno vacillato come mai prima, per qualche ora ieri, quando si è chiusa nella nuova sede del partito di rue Cortambert, alla ricerca di una soluzione. Continuare, o mollare tutto?
Poi la scelta, su consiglio degli avvocati: ricorso in Cassazione, niente braccialetto elettronico, ci riproviamo ancora, per la quarta volta. Il nome di famiglia apparirà di nuovo nella corsa all’Eliseo, come è sempre accaduto in Francia (con l’unica eccezione del 1981) a cominciare dal 1974, quando il patriarca Jean-Marie Le Pen raccolse un poco lusinghiero 0,75% al primo turno.
marine le pen e jordan bardella festa della vittoria a mormant sur vernisson
Ma adesso che i sondaggi danno «Mlp» oltre il 30 per cento, e che il traguardo di più generazioni sembra davvero a portata di mano, la leader del Rassemblement National non se la sente di farsi da parte.
In questi anni Le Pen ha ripudiato l’imbarazzante padre, ha cambiato il nome del partito e epurato il vecchio Front National, ha radicato il Rassemblement nel territorio portandolo da uno a 122 deputati, insomma ha faticato e lavorato troppo per abbandonare l’impresa adesso e lasciare tutto nelle mani del giovane Bardella. «Jordan», come chiama il delfino da lei scovato e prescelto anni fa, continuerà a prepararsi per fare il primo ministro, il che non è poi male per un trentenne venuto dal nulla o quasi.
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE – FOTO LAPRESSE
(…)
matteo salvini selfie con jordan bardella e marine le pen alla festa della vittoria a mormant sur vernisson
marine jean marie le pen
MEME SULLA CONDANNA DI MARINE LE PEN
GEERT WILDERS – MARINE LE PEN – VIKTOR ORBAN – MATTEO SALVINI
Articolo di Stefano Montefiori per corriere.it – Estratti
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE – FOTO LAPRESSE
«Sono candidata all’elezione presidenziale». Marine Le Pen pronuncia queste parole al telegiornale delle 20 su Tf1, il primo canale francese, con un grande sorriso, vestita di un rosa tenue che accentua la sua aria serena, tranquillamente, ostentatamente felice.
Dopo un pomeriggio di riunione con i dirigenti del partito e gli avvocati, si dice sicura che il suo ricorso in Cassazione sospenderà automaticamente la pena, le permetterà di correre per l’Eliseo senza braccialetto elettronico e quindi, come dicono i sondaggi, vincere a man bassa.
marine le pen nel video pro orban
Due condanne, in primo grado e in appello, per malversazione di denaro pubblico; l’onta possibile del braccialetto elettronico alla caviglia; e anche la vendita ormai quasi finalizzata della celebre dimora di Montretout, teatro di decenni di serate elettorali, riunioni di partito e matrimoni di famiglia: la vita e la storia personale di Marine Le Pen hanno vacillato come mai prima, per qualche ora ieri, quando si è chiusa nella nuova sede del partito di rue Cortambert, alla ricerca di una soluzione. Continuare, o mollare tutto?
Poi la scelta, su consiglio degli avvocati: ricorso in Cassazione, niente braccialetto elettronico, ci riproviamo ancora, per la quarta volta. Il nome di famiglia apparirà di nuovo nella corsa all’Eliseo, come è sempre accaduto in Francia (con l’unica eccezione del 1981) a cominciare dal 1974, quando il patriarca Jean-Marie Le Pen raccolse un poco lusinghiero 0,75% al primo turno.
marine le pen e jordan bardella festa della vittoria a mormant sur vernisson
Ma adesso che i sondaggi danno «Mlp» oltre il 30 per cento, e che il traguardo di più generazioni sembra davvero a portata di mano, la leader del Rassemblement National non se la sente di farsi da parte.
In questi anni Le Pen ha ripudiato l’imbarazzante padre, ha cambiato il nome del partito e epurato il vecchio Front National, ha radicato il Rassemblement nel territorio portandolo da uno a 122 deputati, insomma ha faticato e lavorato troppo per abbandonare l’impresa adesso e lasciare tutto nelle mani del giovane Bardella. «Jordan», come chiama il delfino da lei scovato e prescelto anni fa, continuerà a prepararsi per fare il primo ministro, il che non è poi male per un trentenne venuto dal nulla o quasi.
MARINE LE PEN IN TRIBUNALE – FOTO LAPRESSE
(…)
matteo salvini selfie con jordan bardella e marine le pen alla festa della vittoria a mormant sur vernisson
marine jean marie le pen
MEME SULLA CONDANNA DI MARINE LE PEN
GEERT WILDERS – MARINE LE PEN – VIKTOR ORBAN – MATTEO SALVINI

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

FLASH! – CHE SUCCEDE A “LA REPUBBLICA”? IERI SI E’ DIMESSO L’INVIATO LIRIO ABBATE, OGGI MARIO ORFEO HA COMUNICATO ALLA REDAZIONE CHE LASCIA LA DIREZIONE DEL QUOTIDIANO FONDATO DA EUGENIO SCALFARI, PUNTO DI RIFERIMENTO DEL CENTROSINISTRA – E MARTEDI’ E’ ATTESO A ROMA L’EDITORE, IL MAGNATE GRECO THEO KIRIAKOU – ORFEO POTREBBE PASSARE ALLA CORTE DI LEONARDINO DEL VECCHIO, MAGARI ALLA DIREZIONE EDITORIALE DEL GRUPPO “QN”

FLASH! – ALL’INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN’IDEA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL “SECOLO XIX”, MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL’EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L’ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE – PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL’EX DIRETTORE DE “LA STAMPA”, ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)….

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! – CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L’AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA’ DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO- NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

DAGOREPORT – QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN’ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME “L’AIRONE” E “L’APOLLO” E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO – ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE – VA INOLTRE RICORDATO CHE…

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L’ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D’ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER – CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO – MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA – CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? – INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…





















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